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Una storia di utente_cancellato

Lezioni di chitarra

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2 minuti

Pubblicato il 11 aprile 2019 in Storie d’amore

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C'era questo ragazzo con dei riccioli enormi, che suonava la chitarra. Erano gli anni ottanta e le giornate si trascorrevano seduti sulle panchine, o sui marciapiedi. Non avevamo una lira in tasca e si andava lontano solo con la testa. Io ero adolescente, bionda con gli occhi azzurri. Ma il biondo di allora non assomigliava a quello delle teenagers di oggi. Nessuna meches, nessun colpo di sole, o eri tedesca di origini o avevi un biondo spento, cenere. In pratica eri bionda per esclusione, non mora, non castana, non nera. Bionda. Rimaneva quello. Gli occhi, in verità, non azzurro cielo, non verdi, non marroni ma blu. Rasentavo l'anonimato se non fosse stato per una buona dose di carattere sfoderato per farmi accettare, per farmi sentire nel mondo. Il “lui” era magro, ma così magro che ancora oggi, quando lo incontro mi chiedo se abbia mai mangiato seriamente; con le gambe leggermente curvate verso l'esterno stile Lupin III. Aveva questa particolarità: suonava la chitarra, e questo gli conferiva un certo fascino. Per promuovermi ai suoi occhi gli chiesi di insegnarmi. Presi così tante lezioni e imparai così poco, ma con un tale entusiasmo, che fatico a credere di non essermi iscritta anche al conservatorio per seguirlo. Dopo tutto avevo usato quelle ore per conoscerlo, per chiacchierare, per diventare la migliore amica di un ragazzino che diceva di avere una sola amante: la sua chitarra. E successe che ascoltai le sue confidenze anche quando mi raccontò di essersi messo con una tipetta “tutta tette”, come la definiva lui. Particolare che mi fece riflettere, come rifletté Pitagora quando scoprì che la terra non era piatta, sul fatto che, nessuna tranne me era rimasta piatta, appunto. Piansi di nascosto e mi mostrai felice per lui. Attribuii a questo difetto di fabbrica quell'insuccesso. Ebbe poi altre ragazze, compagne, a turno le conobbi tutte e alla fine mi arresi. Ecco, dei miei sedici anni mi rimane una chitarra, un amico, un rimpianto e un piccolo complesso estetico. 


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