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Una storia di arakne

Nel paese degli autistici - Linee guida

Linee guida per la storia collaborativa

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4 minuti

Pubblicato il 14 dicembre 2016 in Didattica

Tags: #autismo #collaborazione #universita

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Cos'è?

Nel paese degli autistici è una storia collaborativa "Nel paese degli autistici" che viene lanciata da un gruppo di tre studentesse per il progetto del corso di “Architettura degli interni” del Politecnico di Milano.

Tale progetto comprende una parte di sociologia che prevede la stesura di una storia.

Tutto il concept del progetto si basa sulla collaborazione e quale modo migliore di scrivere una storia se non in maniera collaborativa?

Linee Guida

La storia

La storia dovrà ispirarsi al racconto intitolato “Nel paese dei ciechi” scritto da George Herbert Wells nel 1904. Il racconto, ambientato sulle Ande ecuadoriane, narra la storia di Nuñez, un montanaro che cade da un pendio e si ritrova in una valle abitata da ciechi. Gli abitanti della valle sono ciechi da così tante generazioni che non sanno neppure che gli esseri umani possano vedere. Nuñez, in un primo momento, crede di poter avvalersi della vista per dominare il villaggio. Ma in breve tempo si deve ricredere, in quanto i ciechi hanno sviluppato una sensibilità uditiva, olfattiva e tattile acutissima, nonché un’organizzazione spazio-temporale, che gli rendono pressoché impossibile soggiogarli. Inoltre, ogni suo tentativo di spiegare loro che ci vede e che cosa vede, invece di suscitare meraviglia e rispetto, suscita diffidenza e compassione. I ciechi arrivano alla conclusione che Nuñez sia malato di mente, che ciò che racconta non siano altro che i deliri di un povero pazzo, e che l’unico modo per guarirlo sia levargli quelle piccole sfere che lui chiama occhi, perché è attraverso di esse che sostiene di vedere. In un primo tempo Nuñez decide di farsi operare, essendo l’unico modo per restare con la ragazza di cui si è innamorato. Ma alla fine cambia idea e torna nel mondo dei vedenti.

Il racconto di Wells anticipa in forma narrativa un tema centrale dei Disability Studies, il filone della sociologia che si occupa di malattia e disabilità. Le nozioni di normale, sano, abile, così come le nozioni opposte, pazzo, malato e disabile, non sono assolute. Possono essere attribuite a condizioni fisiche, psichiche o neurologiche diverse in contesti spaziali e temporali differenti. Queste nozioni, in altri termini, sono frutto di una costruzione sociale. Nella nostra società la vista è uno dei cinque sensi attraverso i quali l’uomo può percepire il mondo. Anzi, è il senso per antonomasia. Di gran lunga il più importante. Quello senza il quale l’esistenza di un individuo subisce le più pesanti limitazioni. Chi perde la vista non fa più parte del novero degli abili, diventa disabile. Al contrario, nel paese dei ciechi vedere non ha alcuna importanza, contano altre abilità sensoriali. Anzi, chi sostiene di vedere è considerato malato di mente e le sue affermazioni sono ritenute nient’altro che deliri. Una cosa però accumuna entrambi i contesti. Essere ciechi (nella nostra società) ed essere vedenti (nel paese dei ciechi) sono condizioni negative (una disabilità nel primo caso, un disturbo mentale nel secondo), che in quanto tali devono essere ricondotte quanto più possibile alla presunta normalità (e, laddove non fosse possibile, diventare oggetto di interventi speciali).

Essere ciechi ed essere vedenti non sono differenze, che danno origine a forme diverse di esperire il mondo e di rapportarsi ad esso, tutte ugualmente legittime e tutte potenzialmente arricchenti.

L’esercitazione consiste nell’immaginare l’arrivo di uomo, che chiameremo del tutto casualmente Pierluigi, nel paese degli autistici, ovvero in un paese dove tutti gli abitanti, per usare l’espressione psichiatrica corrente, hanno un disturbo dello spettro autistico.

Lo sviluppo

La storia dovrà snodarsi lungo i seguenti quattro punti (le domande che accompagnano ogni punto hanno il solo scopo di sollecitare l’immaginazione):

1. L’arrivo di Pierluigi nel paese degli autistici

Dove si trova il paese degli autistici? Come ci arriva Pierluigi? Come appare ad un primo sguardo? E qual è l’aspetto degli autistici? In quali attività sono impegnati? In che modo Pierluigi cerca di avvicinarli ed entrare in contatto con loro? E loro come reagiscono?

2. La vita quotidiana nel paese degli autistici

Come è organizzato lo spazio nel paese degli autistici? Come sono gli edifici, le strade, le piazze, e così via? Quale forma hanno gli spazi? Come sono arredati? Con quali materiali sono realizzati? Quali colori li contraddistinguono? Quali suoni e odori? E com’è scandito e suddiviso il tempo quotidiano? Quando si alzano gli autistici? Quando vanno a dormire? Quando mangiano? Quali principali attività svolgono? E come comunicano fra loro gli autistici? Attraverso quali mezzi di comunicazione? In che modo si esprimono?

3. Il rapporto fra Pierluigi e gli autistici

Cosa pensa Pierluigi del modo in cui vivono gli autistici? Quali considerazioni fa su di loro? Come si comporta nei loro confronti? E cosa pensano gli autistici del modo in cui si comporta Pierluigi? Quali considerazioni fanno su di lui? Come si comportano nei suoi confronti?

4. La decisione di Pierluigi

Pierluigi resterà o se ne andrà dal paese degli autistici? Molto dipende dall’esito del rapporto instaurato fra lui e loro. Se entrambe le parti insisteranno nel vedere le differenze altrui come negative, Pierluigi se ne andrà. Se invece si aprirà uno spazio di comprensione reciproca, Pierluigi resterà. A voi la scelta!

La storia collaborativa

La storia dovrà seguire i punti espressi sopra passo per passo e ogni contributo dovrebbe essere lungo intorno ai 3000 caratteri ( spazi inclusi )

Buona collaborazione!

Link della storia


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