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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7 - Racconto ad episodi

I 7 - parte 39

124 visualizzazioni

10 minuti

Pubblicato il 04 giugno 2020 in Fantascienza

Tags: #ragazzi #fumetti #superpoteri #supereroi #amore

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-VORREI CHE MI PERDONASSI E CHE MI ABBRACCIASSI- fu quello che, stupendo tutti i presenti e in primis proprio l’Umana del gruppo dei 7, Valeria sussurrò.

Demetra ci mise solo un secondo per metabolizzare la sorpresa e per dimenticare tutto il terrore provato negli ultimi minuti: spostò la sedia indietro e rispose al plurale, parlando anche per Jakov (che forse non si manifestava per paura di lasciare vulnerabile la sua nuova ospite non fidandosi di Rita, di cui non sapeva niente): -Io ti perdono...anzi ti perdoniamo entrambi!! Certo che vogliamo abbracciarti: vieni qui da noi!- e le tese le braccia. Valeria, restando inginocchiata, scoppiò a piangere ed affondò la testa tra i seni della Sapiens che la strinse a sè forte forte.

Tra i singhiozzi asserì che le dispiaceva davvero di averla fatta suicidare, ma che era andata fuori controllo per la rabbia. “Halle”, come la chiamava il Sardo (la sua pettinatura ricordava Halle Barry dei tempi migliori: era sempre un taglio Pixie come quello di Rita, ma più lungo e mosso), le dette tre baci sulla chioma e le raccontò che non ce l’aveva mai avuta con lei e che, anzi, aveva chiesto di restare coi 7 per dar loro una mano a cercarla, trovarla e riportarla da loro...e dare una bella lezione a Lansing. Sentito questo, Lerusia alzò la testa e guardò negli occhi Demetra, coi suoi inondati di lacrime: -Guarda che ti stai sbagliando: non devi dare nessuna lezione a George! Lui lo sapeva...non so come, ma sapeva che vi avrebbero rimessi tutti a posto: mi ha detto di venire qui per assicurarmene… Doveva portarmi via da qui ma non avrebbe potuto sfidarci tutti e 7, quindi aveva bisogno che io andassi fuori di testa perché era ovvio che avrei reso inoffensivi i miei compagni, anche se ciò avrebbe ovviamente comportato la morte di te e tutti gli umani che erano lì...ma evidentemente già sapeva che vi avrebbero resuscitati!-

-C’era davvero bisogno del nostro sacrificio, anche se temporaneo???-

-Senza di voi avrei subito ucciso lui: siete stati un ottimo diversivo, non c’è nulla da dire...e comunque ora non ho tempo di spiegarti tutto ma prometto che lo farò; però ti ripeto che sbagli se pensi che George meriti una lezione: mi è bastato poco tempo con lui per capire tante cose… -

Si rialzò, asciugandosi il viso con un tovagliolo preso da tavola, e si rivolse alla Canadese, spiegandosi: -Mi dispiace ma non posso liberarti come ho fatto con Demetra, perché anche se in buona fede so che potresti combinare qualcosa. Chiedo scusa anche a te per averti fatto assistere a quella scena di quando ho sterminato tutti quei Sapiens Sapiens e spero che tu possa credermi come ha fatto Demetra, se ti dico che davvero sono pentita di quello che ho fatto-

-Ti credo, sul serio...-

-Grazie-

-Ma quindi stai bene? Non ti hanno fatto niente di strano, o qualcosa di male?-

-E’ impossibile farmi del male, tesora...e comunque non sono mai stata meglio, giuro!-

-Chi è quella ragazza così simile a te?-

-Chiedilo a loro, appena ce ne saremo andate via...chissà che cosa ti racconteranno… Comunque quindi George aveva ragione: avete riportato in vita tutti e 96 i ragazzi che ho fatto suicidare!!!-

Sia la Canadese che Demetra annuirono e Lerunia sospirò, aggiungendo -E’ meraviglioso!! Davvero meraviglioso!!! Ad ogni modo ci tengo a sottolineare che gli altri vi stanno nascondendo un sacco di cose, ragazze...-

Poi dette una pacca sulla spalla al Sardo: -Non ce l’ho neppure con te e ti ringrazio per aver portato subito qui un Curandero per rimettere in sesto tutti quei ragazzi… Le tue conoscenze sono sorprendenti! Mi dispiace ma non posso liberare neppure te perché altrimenti potresti seguirci...-

-Comprendo pienamente…e ti faccio i complimenti per quel tuo clone mulatto: è un capolavoro...non volermene Halle, ma se da Lansing è pieno di variegate versioni di Valeria io un bel giro turistico vorrei farcelo!!!-


Rita non aveva emesso una sola sillaba e aveva lanciato sguardi carichi di odio, oltre al Capo, anche agli altri (eccezion fatta per la Canadese e Demetra), ma più che altro aveva rivolto quei grandi occhi verdi luminescenti verso il leader della combriccola. Sentite quelle parole da parte del Sardo si girò di scatto verso di lui e negò di essere un clone di Crinierona Vermiglia, aggiungendo: -Mi chiamo Margaritka e sono il terzo esemplare di Sintetico mai prodotto, appena dopo lo Zar. Ho quasi lo stesso DNA di Valeria, è vero; ma non sono un suo clone. Ho una personalità, un carattere, poteri e doti fisiche del tutto differenti da lei. Ma quindi tu non sai niente di me?-

-Beh...no. E’ la prima volta che ti vedo, e scopro ora che la Terza sei tu invece della Diavolessa...e questa è una notizia bomba molto molto strana...-

-Ah. Allora ti chiedo scusa se ti ho guardato male: anche tu non c’entri niente...-

Terminata la frase, Margaritka si voltò nuovamente di scatto verso il Capo, lasciando che fosse la Regina delle Wunderwaffen a rispondere al “Non c’entro niente con che cosa?” esclamato dal teleporta con la fissa dello svapo: -Chiedilo a loro, come ho appena detto a Niagara Falls...-


La Sintetica dalla pelle bronzea iniziò a domandarsi se forse non si fosse sopravvalutata: non credeva che rivedere lo Zar l’avrebbe fatta incazzare a tal punto e che avrebbe avuto tanti problemi a controllarsi. Torneremo più avanti sui trascorsi di Ritochka e per adesso mi limito a dirvi che, in tutti gli anni passati a Semipalatinsk, non aveva mai avuto problemi con la Diavolessa e Tom e con lo Zar c’era stato qualche screzio, ma nulla di serio: non avrebbe mai immaginato che i tre sarebbero arrivati a far modificare i ricordi di Valeria, affinché non la ricordasse! Lei da sola aveva anche provato a fuggire dalla base in cui era tenuta e non ce l’aveva fatta per pochissimo: 4 esseri potentissimi come Valeria, lo Zar, la Diavolessa e Tom avrebbero potuto tranquillamente tirarla fuori in un attimo e invece, una volta fuggiti da Fuling non erano mai andati a cercarla, come se non fosse mai esistita.

Trovata Parma, probabilmente lo Zar aveva avuto quella “geniale” idea, ma perché?? PERCHE’???

PER QUALE CAZZO DI MOTIVO???

E se Parma non l’avessero trovata, ma proprio cercata perché serviva per questo scopo?

Non capiva, non se ne faceva una ragione. Da quando Lansing l’aveva presa con sé e le aveva raccontato della fuga dei 4 dal Centro di Fuling (avvenuta un anno prima) si era chiesta perché la sua Valeria non fosse andata a cercarla e questa cosa l’aveva fatta stare malissimo.

Avrebbe voluto lanciarsi su quel meraviglioso ragazzo e urlargli in faccia quelle parole, usando la sua voce che poteva essere devastante: PER QUALE CAZZO DI MOTIVO???!!!!!!!!!!!!!!

Sapeva che non era possibile uccidere lo Zar, come nessuno dei primi 5 tra l’altro, ma in passato avevano lottato diverse volte e alla fine la meglio l’aveva sempre avuta lei perché lui si era stancato ed arreso: avrebbe voluto dargliene tante, ma tante...ma tantissime!

Con la rabbia e la frustrazione, accumulate per anni, che aveva in corpo era addirittura sicura di potergli fare un po’ male.


Si ricordò un episodio di poco tempo prima, circa un mese, quando George aveva bussato alla sua stanza. Era mattina presto e lei stava sonnecchiando, ma si era alzata immediatamente, lo aveva fatto entrare e l’americano, quasi trafelato, aveva immediatamente acceso la luce al massimo e lanciato due foto sul lettone sfatto…

-Foto stampate, in un formato così grande...ma un tablet????-

-Facevano molta più scena così e poi ho stampato queste perché erano le più belle; e non mi dici niente!????-

-Oh...oh, cazzo. Cazzo...Lerunchik!!!!-

Si trattava naturalmente di due immagini della Regina delle Wunderwaffen, in giro con i suoi compagni in altrettante località pugliesi. Dopo anni di indizi scervellanti, false piste e segnalazioni purtroppo un po’ tardive finalmente George aveva trovato Valeria e, a seguire e fotografare il gruppo dei 7, aveva messo Vasja e Nikita. Il primo lo abbiamo già nominato perché la nostra Fulva lo ha conosciuto alla prima cena in sala mensa nella base di Lansing, ed è un gigantesco sintetico dotato del potere di rendere invisibile il proprio corpo e tutto ciò che tocca, quindi va da sé che come paparazzo è il massimo; per quanto riguarda Nikita aveva una dote molto più sottile: passare inosservato. In pratica è come se fosse stato invisibile pure lui perchè poteva anche farti delle domande guardandoti negli occhi, ma poi tu non avresti ricordato che aspetto avesse e anche il fatto stesso che ti avesse chiesto qualcosa: in pratica faceva con le persone e le onde cerebrali quello che un jammer fa con le onde radio ed i telefoni cellulari.


Nella prima foto che Rita prese tra le mani Valeria camminava sul lungomare di Porto Cesareo accanto a Parma ed indossava un vestito di raso color verde mare, decisamente corto. Sorrideva e, nonostante l’abito da sera (di sicuro non scelto da lei), aveva un’aria sbarazzina e spensierata, crinierona selvaggia ed era a piedi nudi. La telepate era fasciata in un abito nero, corto e stretto, e indossava un basco dello stesso colore. Le due avevano alcuni metri di vantaggio sugli altri componenti della loro gang. Maggie aveva subito pensato che fossero dei matti ad andarsene in giro in una famosa località turistica di sera, in mezzo ad un numero impressionante di persone: nessun elemento dei 7 passava inosservato e infatti, nella stessa foto che stava osservando, si notavano 5 estranei fissare quella Sintetica e quella Originale con espressioni che andavano dal terribilmente incuriosito all’arrapato!!!

La seconda immagine che osservò era stata scattata di giorno e vedeva stavolta Valeria camminare in mezzo a Tom e la Canadese, su una strada sterrata molto larga e assolata in mezzo ad una pineta. Era sempre a piedi nudi (non c’era il rischio che potesse tagliarsi con sassi affilati) ed indossava un due pezzi multicolore dalla particolare fantasia “labirintica”. Si riparava il viso dal sole con un cappello fedora di paglia, fuori misura e maschile quindi probabilmente del Capo. Il suo incarnato bianchissimo risaltava ancor di più sotto quel sole, con quella luce e in mezzo allo scurissimo Tom e ad una Canadese che aveva assunto una tonalità di pelle identica al suo partner (pure loro erano in costume). Nella seconda immagine Lentiggini era imbronciata. Rita aveva provato la sensazione di un tuffo al cuore quando aveva visto quell’espressione: per quanto il sorriso della diafana multipotere fosse bello, aveva sempre ritenuto che quando era imbronciata fosse letteralmente da perdere la testa.

-L’hanno avvistata. Maggie...l’hanno avvistata!! Ce li abbiamo: Vasja e Nikita li continueranno a seguire, 24 ore su 24! Non li perdiamo più ed inizieremo a progettare il modo per prendere Valiera e portarla qui!-

La Terza gli aveva fatto notare che, se avesse voluto far incazzare la Fulva veramente, chiamandola a quel modo si sarebbe portato molto avanti col lavoro e poi mormorò: -Quindi si sta godendo la vita? Vive come un’umana, in mezzo agli umani? Frequenta addirittura località turistiche con un’aria da ninfetta che mi dà veramente sui nervi… CAZZO!!! Com’è possibile?????-

-Da quello che hanno potuto capire i ragazzi che li stanno pedinando ha problemi alla memoria. Sto per dirti una cosa terribile: molto probabilmente non si ricorda di te, Maggie...-

Quelle parole, quel “molto probabilmente non si ricorda di te”, le avevano fatto un male tremendo. Anche lei non aveva idea di che cosa fosse il dolore fisico, ma con quello psichico aveva una certa esperienza…


Ricordarsi quell’episodio aumentò ancor di più a dismisura la rabbia ed il rancore che provava verso il Capo, verso Parma e nei confronti della Diavolessa e di Tom che apparentemente non avevano fatto niente per impedire la cosa.

Mostrò i denti come Valeria e, anche se non era dotata di 4 zanne in lega di oro platino e titanio, estensibili fino a raggiungere i 10 cm di lunghezza, faceva davvero paura...

CONTINUA...


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