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Una storia di BeppeGVida

La mia Woodstock..

cronaca di Roberta Bigi

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4 minuti

Pubblicato il 26 giugno 2019 in Recensioni

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Mi piace la musica in tutte le sue espressioni.

Se mi dà emozioni , se mi tocca qualcosa dentro non faccio distinzioni sul genere. Il più delle volte non ne riconosco gli autori non ricordo i titoli o le parole ....ma mi commuovo se ascolto o canto l’Ave Verum di Mozart e mi elettrizzo e mi carico con un pezzo dei Qeen...dipende dai momenti ...dagli stati d’animo...

Non ci trovo nulla di strano...

Quando ho detto ad un mio amico della Gioventù Musicale Italiana che sono andata al concerto di Benji e Fede ha storto il naso con disgusto, ma per me è stata una bellissima emozione cantare con con le mie nipoti, aprendo le braccia, “sei come gli aeroplani voli sopra le citààà” e per giorni questo motivetto mi cantava nella testa mettendomi allegria.

...e mi piace Vasco: le sue parole sono schegge che arrivano precise dove vogliono arrivare su note elettrizzanti ed irresistibili...trasgressivo, ironico, contestatore, provocatore, sbeffeggiatore, irriverente, irrispettoso e poi anche romantico.... un altro mio amico, quando ho detto che sarei andata al concerto, mi ha detto di non riconoscermi più e che gli era ‘crollato un mito’....

Quest’anno Vasco ha festeggiato i quarant’anni di carriera e ha voluto farlo a Modena con un mega concerto: non potevo perdermi questo evento....non ho mai vissuto un vero concerto rock...

I giorni che lo hanno preceduto sono stati carichi di grande tensione coinvolgendo tutta la città per le polemiche e le proccupazioni a volte fondate.

Gli allarmismi strumentali di chi vedeva la città invasa da orde di spacciatori e di tossici come paventava l’onorevole Giovanardi.

Il timore che potesse succedere qualcosa di tragico, visti i tempi storici, ha inquietato tutti, non si parlava d’altro ed io non ho resistito: tutti i giorni dovevo passare dal parco per rendermi realmente conto, anche se potevo farci ben poco, di come veniva gestito ed organizzato il tutto.

Già venerdì sera si vedevano arrivare i fans...nei bar del centro canzoni di Vasco cantate e ballate in estemporanea da ragazzi che arrivavao chissà da dove... sulla via Emilia si organizzavano con stuoie e sacchi a pelo per trascorrere la notte in attesa dell’apertura dei cancelli.

Poi è arrivato il 1 luglio 2017..

La città si è risvegliata in clima surreale...nel mio quartiere c’era un silenzio lunare ...nessuno in giro...nessuna auto in circolazione...era come se fossimo tutti con il fiato sospeso...tutti con le dita incrociate a fare scongiuri: la quiete prima della tempesta.

Irresistibile...Sono andata nel primo pomeriggio sfidando il caldo di luglio : un fiume di persone ordinato, civile e festante invadeva tutta la via Emilia verso uno degli ingressi....e poi la magia...eccomi dentro al parco: qui il fiume si è trasformato in un mare: persone che andavano e venivano da ogni direzione ..chi seduto, chi sdraiato a riposare, chi in piedi con bottigliette in mano che rideva, chiacchierava incurante degli elicotteri e dei droni che controllavano, per motivi di sicurezza il parco dall’alto....subito un po’ spaesata, disorientata ma dopo poco mi sono ambientata....

Un caldo africano, ma sembrava che quel diavolo di Vasco si fosse accordato anche col meteo....di tanto in tanto nuvoloni coprivano per qualche secondo il sole...

...avevo caldo...sudavo...vedevo donne e ragazze passare in reggiseno di costumi o addirittura intimi alcuni con la scritta ‘fammi godere’ da lanciare sul palco per ‘Rewind’...che tentazione....’ma sai che alla nostra età ...non sta bene ...non si fa...ehh no non si fa’ (la provocazione di Vasco!!)...ebbene sì...ho osato...ho trasgredito...mi sono tolta la maglietta, le scarpe, le calze e mi sono stesa sull’erba al sole...mi sono sentita in perfetta sintonia come una vera ‘figlia dei fiori’...chissà cosa avrebbe detto mia figlia che doveva arrivare di lì a breve....già appena arrivata ha avuto da ridire “dimmi te come si fa a venire ad un concerto con un paio di braghe bianche!!!”...”sto più fresca” mi giustifico.

Poi non ho nemmeno il tempo di pensare quanto fosse bello vedere tanta gente pacifica piena di vita con tanta voglia di vivere e di stare bene che è iniziato il concerto..

Ho pianto con Anima fragile e Sally....riso con Bollicine...saltato con Rewind ...immalinconita con le parole “e smettila di piangere...siamo qui siamo vivi...siamo soli”....me lo diceva anche “lui”....tradotto: non fare drammi, non fare la tragica i problemi della vita sono altri: ruvida saggezza montanara...ma poi ho cantato ‘la vita spericolata’ ed ho sorriso quando con ‘io e te’ anche Vasco si mette sul divano...chi ce lo vede pantofolaio???

Poi una grande ed interminabile ovazione, quasi un boato, si è levata verso il cielo facendo venire i brividi quando dal palco ha ripetuto più volte che con l’amore si combatte la paura....già l’Amore..questo sconosciuto

Pace e Amore: vessillo e bandiera nell’ormai lontano 1969 a Woodstock

Alla fine mi sono sentita leggera, libera e felice in questo recupero tardivo della mia gioventù.


Beppe G. Vida

Cronaca di Roberta Bigi

31 Agosto 2017

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