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Una storia di Stegia18

Questa storia è presente nel magazine Fiabe, favole e racconti

Involuzione

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2 minuti

Pubblicato il 03 maggio 2019 in Altro

Tags: #scuola #solitudine

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La vita lavorativa di Laura è iniziata in una scuola di un piccolo paese della provincia. Si alzava alle cinque la mattina per giungere in orario al suono della campanella: insegnava ai piccoli della scuola primaria. Erano gli anni ottanta e la società cominciava a cambiare sempre più rapidamente. Ma nel mondo dei bambini lei viveva felice. Chiudeva la porta dell’aula e si sentiva fortunata: i suoi alunni erano simpatici, spesso allegri e anche spiritosi, volevano imparare e gioivano di riuscirci. E lei era il demiurgo che li aiutava a riorganizzare le conoscenze, sviluppare le potenzialità per utilizzarle al meglio e arginare le loro debolezze.

Il trasferimento in scuole più vicine alla sua abitazione in città ridimensionò la sua felicità. I suoi nuovi alunni erano sempre più demotivati, interessati alla cartella più alla moda e ai giochi più tecnologici, ma fondamentalmente tristi. I colloqui con le famiglie diventavano sempre meno cordiali, talvolta sprezzanti, guidati soprattutto dall’incapacità di ammettere le omissioni affettive nei confronti dei figli, compensate magari da abiti firmati e regali faraonici.

Laura reagì mettendo un maggior impegno nella progettazione delle attività didattiche e nell’analisi più dettagliata delle motivazioni di atteggiamenti aggressivi e di scadenti risultati scolastici: che illusa! Non aveva capito che il problema non era tanto la sua particolare realtà lavorativa, ma piuttosto un cambiamento sociale sempre più rapido in cui “l’essere” perdeva terreno in favore di una tumultuosa avanzata “dell’avere”.

I primi sintomi della malattia che l'ha colpita avrebbero dovuto metterla in allarme, ma non aveva tempo per pensarci: doveva dedicarsi ai suoi piccoli alunni sempre più infelici e deprivati affettivamente con genitori che vivevano realmente con loro solo nel corso della “settimana bianca”, segno anche quello del benessere economico da mostrare agli altri.

Ma due interventi chirurgici e sei mesi di convalescenza servirono a farle capire di non essere più in grado di svolgere il ruolo. Perciò chiese il cambio di mansione. Ora lavora nella segreteria della scuola.



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