scrivi

Una storia di CuorDiPolvere

Fogli Bianchi

225 visualizzazioni

1 minuti

Pubblicato il 17 aprile 2020 in Poesia

Tags: #Scrivere #Ispirazione #Vanit

0

Quanto è preziosa una poesia, solo il poeta lo sa. Viene dal sangue, dalle spine che fan male, cresciute intorno all'anima di quei sensibili bastardi che cercano parole al lume di lanterna. Le mani tremanti fanno presagio d'ispirati fantasmi, spettrali rime amanti di silenzi, urla e poi sparizioni: così la musa di ogni scrittore, fra il santo e il maledetto, che un giorno si fa prigioniera d'amore e l'altro ancora lo fugge in lacrime. L'abbandono è il vizio capitale di chi scrive, e poi l'indecisione, gli artigli delle chimere che lacerano pensieri, carte, parole e appigli, e lasciano cadere nel baratro quel ch'è scritto.


Ogni curva d'inchiostro ha l'amarezza della verità, -maledetta verità!, riciclata mille volte da ogni angolazione, invecchiata male e seppellita dentro fogli che abbiamo dato in pasto al fuoco.


Non finisce, mai finisce. Ed è un tormento che chi scrive sa e conosce:"Stavolta sarà un sogno, un meraviglioso incubo di stolte leggerezze!"
Ma poi la nebbia cala, come sempre -cala, fra i capelli e ci mozza la testa, riempie flaconi interi con le lacrime di quel che avremmo voluto dire e non l'abbiamo detto, e se le porta via come la pioggia per lasciarci soli, senza più lacrime e senza sangue, senza inchiostro per farci scrivere.


Senza niente.



È il bene che s'intromette, è colpa delle virtù.
Le avances alla vanità sono intuito prima, lampo forse, tuono sopra il mare delle incorenze nel far storie. Ma alla fine non c'è altro da vedere, -lo sappiamo, e lasciamo in bianco un altro foglio.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×