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Una storia di Yolima

Hoville- capitolo uno

di Yolima M.

63 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 18 giugno 2020 in Thriller/Noir

Tags: #killer #orfani #americannisettanta #dark #hoville

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Hoville era una vecchia città, e quando ci ritornai per la seconda volta, era una città vecchia e stanca. Nei giorni di pioggia, le strade si trasformavano in fango e non era facile guidare, si rischiava quasi sempre di fare un incidente, sui marciapiedi cresceva l'erbaccia e le case erano sempre più storte e cadevano a pezzi.

Ma prima di procedere con il racconto, dovete sapere che i genitori di Jacob Fraser erano morti. Nessun dubbio su questo. La notizia era riportata da tre figure: lo Sceriffo che era giunto per primo sulla scena del crimine, James Shannon, il capo dei pompieri che era corso con la sua squadra dopo che una telefonata li aveva avvisati di una grossa esplosione a nord di Hoville e il Sindaco che aveva udito e visto tutto dalla sua enorme e lussuosa terrazza.

Sapeva questo Jacob, il loro figlioletto di quattordici anni? Vorrei tanto dirvi di si, non chiedetemi il perché, ma sono convinto che se lo avesse saputo, avrebbe potuto fare qualcosa, per esempio avvisare suo padre di quello che gli stava per capitare con una telefonata. Ma a quei tempi non esistevano i cellulari e Jacob era ignaro che i suoi genitori: Abe e Jane, fossero appena deceduti.

Dico appena deceduti perché Jacob era appena giunto al parco St. Andreas. L'unica cosa bella in tutta Hoville che merita di essere vista se passate un giorno di qui.

Aveva appena disteso la sua coperta sul prato quando udì un grosso boato. Allora mai e poi mai avrebbe pensato che quel boato giungesse proprio da casa sua. Pensò che fosse qualche nave che lasciava il porto o qualche vecchia ciminiera appena entrata nel porto. Jacob era un caro ragazzo dai modi gentili e dai lineamenti piacevoli. Portava degli occhiali che gli dava un'aria intelligente. In realtà era molto intelligente, il primo della classe. Amava indossare maglioni larghi colorati e jeans neri o blu a seconda della giornata e dell'umore. Ai piedi portava sempre scarpe da ginnastica, ottime compagne nelle fughe dai bulli, all'uscita di scuola.



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