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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine TRAVELOGUE

Ambrogio Sparagna & Francesco De Gregori

La Tradizione in Italia: opere, poesie, canzoni e ballate popolari.

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12 minuti

Pubblicato il 24 novembre 2020 in Recensioni

Tags: #Canzoni #Degregori #Festa #Musica #Sparagna

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Ambrogio Sparagna con F. De Gregori
Ambrogio Sparagna con F. De Gregori

Ambrogio Sparagna & Francesco De Gregori
Vola vola vola - Canti popolari e canzoni”. CD Parco della Musica Records 2012.

La produzione culturale comprende processi e prodotti che devono il loro valore economico e sociale principalmente al contenuto simbolico incorporato: si tratta del sistema massmediatico, cioè l’industria culturale musicale, del sistema della produzione artistica confezionata per un pubblico d’élite, e della sempre più ampia gamma delle imprese discografiche, video e televisive, grandi e piccole, che producono beni d’immagine, occasioni per il tempo libero e l’intrattenimento, servizi di comunicazione che incrementano di contenuto simbolico questa nostra epoca. Se la cultura di un popolo si misurasse sulle mode musicali e canzonettistiche di passaggio perderebbe ogni particolare significativo, mentre, al contrario la musica popolare non conosce una qualche forma di stasi o di annullamento e di tanto in tanto assistiamo a una ‘rinascita’ così erroneamente detta. Perché nella realtà essa persegue invece una certa continuità, seppure, in alcuni casi lenta e difficile a causa della contaminazione appunto di certe mode ‘inflazioniste’ entrate di straforo nella propria evoluzione.
A meno che non venga cancellata dalla faccia della terra insieme al popolo che la rende viva, la cultura musicale popolare prosegue nel suo avanzamento di pari passo con la storia, anzi è la storia stessa, la sua identità sociale e umana del popolo che l’ha prodotta. È un fatto che quando si parla di cultura musicale popolare o ‘tradizionale’ si fa sempre mente locale al passato, mentre invece ci proietta automaticamente in un tempo per così dire ‘estemporaneo’ che, altresì collega la tradizione a una certa attualità che va a integrarsi allo sviluppo musicale e culturale relativamente più vicine. Quella stessa che dà forma alla cultura ‘vissuta’ all’interno della vita sociale che ci troviamo a spendere ogni giorno.

L’uso in voga della rivisitazione, del recupero, chiamiamolo anche del ‘revival’, sottolinea una certa continuità discorsiva con quei valori, mai completamente perduti, che ci permette di poter dire, di possedere una certa cultura nostrana, tipicamente italiana da esportare, sicuramente da trasmettere alle generazioni future.

Ne sanno qualcosa i nostri tanti autori e musicisti sempre più impegnati nel recupero di quel ‘mondo interiore’ che ci appartiene, che ancora ci appassiona e che talvolta ci emoziona. Davvero molte sono le ‘opere’ di pregevole fattura sia per i testi, spesso veri e propri componimenti poetici elaborati in musica: da Conte, Dalla, De Gregori, De Andrè, Paoli, Endrigo, Ciampi, Barbarossa, Ruggeri, Baglioni, Cocciante, ma anche Daniele, Zucchero, Jovanotti, Nannini, Vasco Rossi e un infinito elenco di attori e cantanti nostri contemporanei come: Peppe Servillo, Paolo Damiani, Giovanni Lindo Ferretti, Mimmo Cuticchio, Gianfranco Pannone; sia di musicisti impegnati come Morricone, Rota, Piovani, Einaudi, Allevi, Sparagna, Fresu, Allulli, conoscitori di quei mondi sonori che molto spesso ignoriamo, le cui note si lasciano afferrare nell’alchimia dei sentimenti dei cosiddetti ‘melodici’, o anche dei più duri ‘rockettari’.
Canta Edoardo Bennato ‘non sono solo canzonette’, e ha ragione, perché rappresentano un tassello particolarmente significativo della produzione musico-culturale della nostra epoca a tutti gli effetti, luogo per eccellenza in cui si coniugano ideazione creativa e orientamento culturale, concentrazione poetica e filosofica che spesso utilizziamo per imparare a vivere e che oggi, più che mai, fungono da ‘colonna sonora’ di sentimenti condivisi, di momenti felici o amari, l’inizio e la fine di amori, di ‘spinte’ di credulità e di speranza per i nostri cuori aridi di conoscenza musicale. Insomma, dovremmo considerarle ormai al pari del nostro pane quotidiano, il cui valore culturale rende la vita meno arida e, sopra le righe, anzi ‘sopra le note’, qualche volta ci permettono di sopravvivere alle brutture della vita, alla guerra, al riscatto dalla morte ecc.
Ma non voglio fare qui un elenco delle cose peggiori, voglio invece parlare di ‘opere’ forse trascurate dal grande pubblico ma, non per questo, meno rilevanti e apprezzabili di tante altre, frutto di ‘operazioni’ culturali e musicali che più danno lustro a chi le organizza e a chi, come me, talvolta le apprezza dal ‘vivo’ di un concerto tenuto in un teatro o di manifestazioni e spettacoli appunto ‘popolari’ nelle piazze di questa nostra Italia sempre meno apprezzata e di quella musica ‘nostrana’ ancor più bistrattata.

Copertina del disco.
Copertina del disco.

Lo giustifica l’uscita di un album ‘straordinario’ registrato (in parte) ‘dal vivo’’ al Parco della Musica di Roma, che ha visto Ambrogio Sparagna dirigere l’Orchestra Popolare Italiana e il Coro Popolare con la partecipazione straordinaria di Francesco De Gregori e di alcuni ospiti di rilievo come Maria Nazionale e il gruppo vocale Amarcanto. In tutto, cento a dir poco, tra musicisti, cantanti, corali in scena, dove la musica e il canto non era soltanto di contorno per un avvenimento, bensì ha raccolto la presenza partecipata del numeroso pubblico presente. Gli autori Ambrogio e Francesco inoltre si sono rivelati per quel che in realtà sono, artigiani e prosecutori di una tradizione di qualità, creativa e investigativa di nuovi apporti letterari, del resto mai venuta meno nella storia dei due compositori, la cui collaborazione, iniziata già nel 1996 al Teatro Alighieri di Ravenna con la ‘favola’ musicale “La via dei Romei. Le meravigliose avventura di Crispino e Procopio" (disco edito da BMG) per orchestra e coro polifonico ideata e musicata da Ambrogio Sparagna, che appunto ha visto la partecipazione di Francesco De Gregori nella parte del ‘Cantastorie’, di Lucilla Galeazzi in ‘Chiarastella’ e quella di Gianni Iacobacci nella parte del ‘Narratore’.

Cpertina del disco.
Cpertina del disco.

Ma è la musicalità degli strumenti tradizionali mixati con quelli elettrificati attualmente utilizzati in studio che la grande conoscenza di Sparagna in senso compositivo e negli arrangiamenti si fa avanti con enfatica superiorità nella vasta schiera di musicisti oggi impegnati a far musica. Il suo ‘organetto’, versione francese della fisarmonica (accordéon), che a differenza di questa ha la tastiera costituita da bottoni e non da tasti, è qui tradizionalmente usato come strumento di accompagnamento alla danza popolare, che possiamo apprezzare soprattutto in finale del brano intitolato ‘Piovere e non piovere’ ripreso dal folclore popolare. Una sorta di ‘pizzica’ travolgente e chiassosa, sostenuta da un ritmo incalzante e ‘magicamente’ trascinante, in cui il coro ‘popolare’ restituisce la dimensione esatta della 'festa'. Non meno nella strepitosa ‘Volavola’ di Francesco che ci regala una delle sue più belle ‘poesie’ dopo le tante: ‘La donna cannone’, ‘Buonanotte Fiorellino’, ‘Rimmel’ , ‘Alice’, ‘Generale’, ‘La Storia’, ‘Viva l’Italia’, ‘ Scacchi e Tarocchi’, e se proprio volete … aggiungetene altre voi che mi leggete. Non va inoltre sottovaluta l’importanza di un’altra collaborazione di Francesco De Gregori con Giovanna Marini e con il Coro e Banda della Scuola di Musica Popolare di Testaccio diretti da Silverio Cortesi per la Caravan che ha prodotto l’album “Il fischio del Vapore”, in cui vengono riproposti canti assai frequentati, qui nella loro versione ‘originaria’ che forse pochi conoscono.

F.De Gregori con Giovanna Marini
F.De Gregori con Giovanna Marini

Tuttavia, mentre di Francesco da sempre parlano le cronache musicali come cantautore 'cult', ultimo 'mito' di una certa canzone italiana, non da meno è l'importanza che voglio riservare ad Ambrogio Sparagna, cresciuto nel solco della tradizione musicale popolare (coltivata da entrambi i genitori nel Paese d'origine), il quale dopo aver frequentato corsi di Etnomusicologia presso l'Università di Roma, partecipando, assieme a Diego Carpitella, a diverse campagne di rilevamento della musica popolare italiana, tese a registrarne il ricco patrimonio regionale, catalogarlo, studiarlo e conservarne la memoria e la vitalità, anche attraverso la riedizione e rielaborazione degli strumenti e dei temi tradizionali. A sua volta interprete di questo genere musicale, si è dedicato attivamente alla sua promozione a partire dal 1976, fondando a Roma la prima scuola italiana di musica popolare contadina, aperta presso il Circolo Gianni Bosio. In tale ambito, nel 1984 ha dato vita a un proprio gruppo, la Bosio Big Band, basata su un originale complesso di organetti, strumenti tipici della musica popolare. Autore inoltre di numerosi saggi e pubblicazioni sulla musica popolare, nonché protagonista di una ricca attività concertistica di respiro internazionale realizzata periodicamente in numerosi paesi europei ed extraeuropei.
Virtuoso dell'organetto, si distingue anche per il suo significativo impegno nella didattica della musica popolare italiana. Tra le sue collaborazioni si ricordano tra gli altri, con Angelo Branduardi, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Nino D'Angelo e Giovanni Lindo Ferretti. Risale al 1988 la sua prima "Opera folk" organizzata attorno al tema di una favola, “Trillillì, Storie di magici organetti e altre meraviglie”. A questa prima opera ne segue una seconda, “Giofà il servo del Re” (1992) e la cantata “Voci all'aria”, prodotta per RAI Radio Tre. Nel 1995 Sparagna pubblica l'album “Invito”. La consacrazione a livello nazionale dell'artista arriva nel 1996, quando la sua nuova opera, “La via dei Romei”, con Francesco De Gregori, ottiene un ampio successo al Grand Prix Italia '96. Nel 1997 collabora come musicista sempre con De Gregori, figurando tra gli esecutori del doppio album del cantautore romano, “La valigia dell'attore”. Nel 1998, in occasione del bicentenario della nascita di Giacomo Leopardi, Sparagna compone "Un canto s'udia pe' li sentieri": la cantata venne trasmessa in diretta dalla RAI nell'ambito delle celebrazioni leopardiane. Nello stesso anno collabora con Claudio Lolli all'album “Viaggio in Italia”, nelle immagini che seguono:

Nel 1999 compone le musiche per “Sono tutti più bravi di me”, un musical promosso dall'Accademia della Canzone di Sanremo e diretto da Emanuela Giordano. Nell'ambito del Festival Musicorum Tempora di Villa Adriana, mette in scena “La serva padrona” di Giovanni Battista Pergolesi; tra gli interpreti Lello Arena, nel ruolo di Vespone. In occasione del Giubileo del 2000, Sparagna ha composto una "Messa popolare" per soli, coro, assemblea, orchestra d'archi e strumenti popolari (rappresentata a Ravenna e a Roma in S. Ignazio) e pubblica un album: “L'avvenuta profezia, Viaggio nelle Pastorali e nei repertori del Natale”. L'anno successivo si esibisce con la Bosio Big Band presso la Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale per i Concerti di Radio Tre (aprile 2001) e pubblica l'album “Vorrei Ballare”. A dicembre dello stesso anno va in scena una sua "sacra rappresentazione", “Voi ch'amate”, per attori, soli, coro e orchestra di strumenti popolari.
Nel 2002, con Giovanni Lindo Ferretti, compone “Attaranta. Tradizione/Tradimento”. Durante il 2003 compone “Passaggio alla città”, una cantata originale con testi di Rocco Scotellaro e con il patrocinio della Regione Basilicata. E' dello stesso anno la collaborazione con G. Lindo Ferretti deòò' oratorio sacro:“Litania” presentato in diretta radiofonica alla Cappella Paolina del Quirinale e poi pubblicato. Allo stesso tempo pubblica il decimo album, “Ambrogio Sparagna”, nel quale interpreta il ruolo per lui inedito di cantastorie. Nel 2004, ancora in collaborazione con Giovanni Lindo Ferretti, ha pubblicato l'album “Litania” che propone, accanto a preghiere tradizionali, frammenti del repertorio dei CCCP e dei CSI.

Un momento di "Litania" - Oratorio sacro..
Un momento di "Litania" - Oratorio sacro..

Nel 2004 prende parte alla “Notte della Taranta”, il grande evento di musica popolare salentina (Pizzica) come direttore dell'orchestra nata anche grazie al suo contributo: l'Orchestra Popolare La Notte della Taranta. La sua partecipazione a questo evento si ripete anche negli anni 2005 e 2006 con grande impegno del maestro che ha dichiarato di essere stato più tempo nel Salento che nella sua residenza. Accompagna Nino D'Angelo all'organetto come ospite nel brano “Jammo jà” durante la terza serata del Festival di Sanremo 2010. Nel 2012 inizia un sodalizio musicale con il cantautore Francesco De Gregori, che lo porta in giro per le piazze d'Italia con lo spettacolo "Vola, vola, vola", quello stesso che presenterà poi all'Auditorium di Roma.

"In tournée con De Gregori canto la poesia popolare. L'interesse del pubblico agli strumenti della tradizione è un messaggio: riscopriamo le nostre radici, nonostante siano in crisi”.

Quelle qui sotto riportate sono solo alcune risposte della lunga intervista rilasciata da Sparagna a Micaela Osella:


Come è nata questa idea?
"Mi sono sempre occupato di canti popolari. Negli ultimi cinque anni ho maturato la consapevolezza che fosse interessante valorizzare il patrimonio musicale italiano. L’incontro con De Gregori ha trovato completezza, in tutto questo. Abbiamo riempito le sue canzoni con suoni meno conosciuti. Rielaborarli con strumenti come la ghironda, la ciaramella, la fisarmonica, il clarinetto, il violino a tromba, che raccontano la storia del nostro paese, gli ha conferito una nuova originalità".

Il rischio era che tutto questo finisse nel dimenticatoio?

"Esiste una matrice colta alla base della nostra poesia popolare, che neanche i contadini - nonostante fossero analfabeti - volevano andasse dispersa. A quella poesia oggi la musica dà tono e sostegno; la tramanda".

Di seguito alcune canzoni/poesia che corredano l’album “Volo vola vola”:

“Volavola” di F. De Gregori (Parco della Musica Records)

Vola il pavone e vola il cardellino
Se vai cercando un sassolino d’oro
Vedi che nel mio cuore c’è n’è uno
Che se lo trovi non ti pare vero
E vola vola vola vola vola vola
Solo per un’ora per un’ora sola
E vola come le parole e le sciocchezze
E vola come i baci e le carezze
Se risalisse il fiume alla foresta
Se ritornasse l’acqua alla montagna
Se rivenisse l’ora della festa
Sarebbe ancora grano la farina
Se si tenesse il mare in una cesta
E vola vola vola vola vola vola
Solo per un’ora per un’ora sola
E vola come le parole e le sciocchezze
E vola come i baci e le carezze...


Copertina del disco.
Copertina del disco.

“Vorrei ballare” di A. Sparagna (Finisterre Records)

Vorrei ballare per tutta una notte
Su una terrazza della costiera
Piena di gente che canta alla vita
Ricca di fiori profumi e limoni
Cento canzoni e cento tamburi
Per ritardare l’arrivo del sole
Così aspettare che il giorno ci prenda
Portandoci dentro a mille rumori
...
Sogno una notte che mai tornerà
Sogno una festa passata lontano da questa città
Piena di archi di luce stordita da mille sapori
Di terra di mare e sudore
D’incenso di fuoco di mirto e ginestra
...
E ritornare per un momento
Verso i terreni che portano vino
In quelle vie di dolce collina
Provare a gustare il segreto dell’oro
E poi ancora una volta cercare
Le strade dei boschi dei frutti spinosi
Seguire i passi di un forte cinghiale
Primo a scoprire i ricci caduti
...
Sogno una notte che mai tornerà …
...
Lungo sentieri di pietra appuntita
Fare corone di origano e salvia
Ed aspettare il riposo del forno
Con l’olio verde il pane caldo mangiare
E nel girare e rincorrere il tempo
Il suono del vento d’un tratto sentire
Che fa armonia con cento campane
Di pecore capre e cani guardiani
...
Sogno una vita che non ha più età
E già finita ormai non tornerà
Volti scavati da grandi fatiche
Cuori donati senza farsi vedere.

Mai come adesso, si sente il bisogno di riscoprire il patrimonio della cultura italiana tradizionale, nelle opere teatrali e nella poesia, così come nelle canzoni e nelle ballate popolari che più danno il 'senso' della nostra appartenenza a quella 'Piazza Universale' che la nostra proverbiale umanità diffonde in tutto il mondo. È nello scoprire il fascino ancestrale della musica nei suoi caratteri originali e popolari che l’infinita ricerca di noi stessi si amplia di nuovi importanti capitoli che vanno ad aggiungersi alla macroscopica storia che andiamo scrivendo.


"Se tutte le ragazze e i ragazzi del mondo si dessero la mano, allora si farebbe un girotondo, intorno al mondo, intorno al mondo..." - dice il testo di una canzone di Sergio Endrigo sulle cui parole dovremmo riflettere per portare un segno di pace e d'amore, in questo momento così disperato e di assoluto bisogno.


Buona vita a tutti!



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