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Una storia di Stegia18

Questa storia è presente nel magazine Articoli e recensioni

I veri “furbetti del cartellino”

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2 minuti

Pubblicato il 03 luglio 2019 in Giornalismo

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Ogni tanto, sui giornali, ricompare la notizia che sono stati scoperti e sanzionati i cosiddetti “furbetti del cartellino”. Quelli, per intenderci, che, dopo aver timbrato l’ingresso sul luogo di lavoro, se ne allontanano per svolgere altre attività, fare la spesa, andare al bar o al ristorante.

Ci stanno bene le denunce, le sanzioni o anche il licenziamento a causa del danno provocato e del disservizio che generano. E ci stanno bene anche perché si credono furbi, ma proprio non lo sono!

Quelli veramente furbi agiscono nella legalità: non si assentano dal luogo di lavoro, ma solo dal proprio compito.

In genere riescono a farsi assegnare un mansionario ridotto e privo, per quanto possibile, di scadenze definite che li costringerebbero a consegnare il lavoro entro un determinato lasso di tempo. Tanto c’è sempre qualche grullo che lavora per tutti. Male che vada toccherà all’ultimo arrivato! O meglio ancora a quello che non è capace di integrarsi nel branco.

In genere si passa la giornata chiacchierando di shopping selvaggio o di cronache di cucina, di cui si devono definire chiaramente modi e tempi di cottura. È importante anche individuare il supermercato migliore per l’acquisto della carne, del pesce e degli altri necessari ingredienti, senza dimenticare le offerte speciali. A tal fine, se il volantino non è arrivato nella cassetta della posta, si può sempre consultarlo su internet! E poiché “cosa chiama cosa” si passa alla lettura della cronaca cittadina sul giornale on line e alla messaggistica con gli amici su facebook. Senza dimenticare whatsapp, perché è sempre bello comunicare con chi ha i tuoi stessi interessi!

Poiché spesso nei loro luoghi di lavoro c’è una stanza attrezzata per la pausa dedicata alla mensa, si possono anche organizzare dei veri e propri party con salatini e dolci fatti in casa, magari immortalati da foto e filmini per non dimenticare le occasioni di festa!

Se poi l’intervallo per il pranzo è convenzionalmente calcolato in mezz’ora, si può tranquillamente prolungarlo chiacchierando del più e del meno, anzi, più spesso, sparlando di questo e di quello, sorseggiando un buon caffè, tanto non ci si rimette niente. La filosofia che accomuna il branco è “lavorare il meno possibile e semmai oltre l’orario di servizio” così da accumulare ore di straordinario da recuperare con giorni liberi. Perciò, terminato il normale orario di lavoro, ci si trattiene ancora circa due orette a svolgere quelle poche attività che si sarebbero dovute fare nel tempo che invece si è sprecato. Così alla fine della settimana si è accumulato un bel mucchietto di ore da recuperare come e quando più conviene. Questi sì sono i “veri furbetti del cartellino”!


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