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Una storia di Li7_

Questa storia è presente nel magazine Raccontami di te

Tutto un sogno...

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2 minuti

Pubblicato il 05 giugno 2020 in Fantasy

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Mi trovo in un posto in cui mi sembra di essere già stata, sono circondata da dei palazzi alti e grigi, cammino per una strada molto ampia e con vari incroci, sembra quasi infinita.
Dopo una lunga camminata giro l'angolo e noto una figura familiare, con molta cautela mi avvicino perché non so se mi posso fidare; ad un tratto la figura si gira di scatto e mi ritraggo come se il mio stesso corpo mi facesse da scudo, ma sento una voce familiare che mi saluta ed alzandomi noto che sei tu, l'amica che conosco poco ma di cui mi fido molto.

Faccio per avvicinarmi a te ed abbracciarti ma, appena ci provo, a non più di venti centimetri da te, mi arriva una scossa elettrica che attraversa tutto il mio corpo travolgendomi e facendomi sobbalzare.

Dopo due secondi, mi spieghi che in tutto il mondo c'è un virus molto pericoloso che si diffonde nelle vie aeree e che fa morire le persone di fame d'aria, per questo hanno ideato un dispositivo simile ad un bracciale che dà una "scossa leggera" per evitare il contatto fisico, inoltre si deve portare sempre la mascherina e bisogna fare molta attenzione all'igiene delle mani.

Mentre camminiamo mi racconti che per quasi due mesi siamo stati costretti a casa in quarantena per evitare che i contagi aumentassero ma questo ci ha privati di un po' di libertà; libertà di parlare faccia a faccia con le persone, andare a scuola, andare a lavoro, di fare la spesa in tranquillità. Nonostante queste restrizioni siamo rimasti a casa e dopo quei due mesi passati a fare video-lezioni su video-lezioni, in cui abbiamo capito dove inizia e finisce la libertà di una persona, il valore di un semplice abbraccio, la comunicazione che ci può essere tramite la tecnologia, abbiamo imparato a mangiare correttamente, come fare sport restando a casa e contando i giorni che passavano fino a quando ci hanno dato la notizia che finalmente saremmo potuti uscire di nuovo ma con le dovute precauzioni.

Intanto in ospedale c'erano stati e c’erano medici in prima linea che, cercando curare i pazienti, rischiavano di contrarre il virus.

All'improvviso vedo un fascio di luce che mi disturba, strizzo gli occhi, li riapro e scopro che era tutto un sogno in cui ho rivissuto tutto quello che è successo in questo periodo capendo che, anche se lontani ci siamo potuti conoscere meglio e ci siamo fatti forza a vicenda, sfruttando le risorse di ciascuno di noi e condividendole per darci speranza.


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