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Una storia di Brividogiallo

Una bellissima famiglia (parte seconda)

Ci sono due cose durature che possiamo lasciare in eredità ai nostri figli: le radici e le ali

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9 minuti

Pubblicato il 11 febbraio 2021 in Storie d’amore

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È domenica mattina e Julie ha lasciato l'emporio nelle mani di Nelly, la fidata capo commessa e si è presa una giornata di riposo.

Keith ha la domenica libera quindi potranno passarla insieme.

Julie l'ha voluta questa domenica con suo marito perché è ormai evidente che si stanno perdendo e vuole dare una seconda opportunità al loro matrimonio, parlare con Keith, provare a capire cosa è rimasto in lui della vecchia passione, di quell'amore che avevano voluto vivere a tutti i costi.

Quando scende in cucina Keith ha già una tazza di caffè in una mano e un toast nell'altra.

"Buongiorno tesoro, ti sei svegliato presto. Avrei voluto preparartela io una bella colazione." dice Julie con un sorriso accattivante

"Non importa, a me basta questo." risponde laconicamente Keith senza voltarsi a guardarla

"Keith è da molto che non parliamo un po'. Ti sento distante e vorrei sapere perché. Hai qualcosa da dirmi?"

"E tu mi sei vicina Julie? Hai sei persone al negozio che potrebbero svolgere il lavoro anche in tua assenza, anche solo per alcune ore, quando sai che sono a casa ma non lo hai mai fatto. Non ti sei allontanata solo da me ma anche dai tuoi figli. Manca poco che chiameranno mamma la baby sitter."

"Hai ragione, do troppo al lavoro e quasi nulla alla mia famiglia." dice Julie stringendo tra le sue una mano di Keith. Ma lui non ricambia la stretta, la sua mano resta immobile, evita persino di guardarla.

"Julie non ti sei accorta che non viviamo nemmeno più come moglie e marito? Inutile fingere, molte cose si sono perse di noi, il nostro rapporto non è più lo stesso e credo che ormai sia troppo tardi per tornare indietro."

"Hai un'altra donna Keith?" chiede Julie con il cuore in gola, pentendosi subito di avergli fatto quella domanda. Se fosse così lei preferirebbe non saperlo, non adesso almeno. Non è pronta.

"Forse. Devo ancora capire cosa voglio veramente. Non voglio nasconderti il fatto che ciò che mi tiene ancora saldamente legato alla famiglia sono i nostri figli."

"No Keith tu non hai più niente da capire. Sai perfettamente cosa vuoi o chi vuoi. L'unico ostacolo sono cinque figli che ami più di te stesso."

Keith guarda Julie e dentro di sé sente che non è proprio così, non può cancellare quattordici anni insieme, la maggior parte dei quali trascorsi felicemente. Sente un senso di profondo affetto nei suoi confronti ma non è più sicuro che sia ancora vero amore eppure ha la sensazione che senza Julie gli mancherebbe qualcosa. E non sarebbe l'abitudine.

"Julie sono molto confuso ma non pensare che io non provi più niente per te. È solo che non so definire cosa sia."

"Affetto Keith. Questo provi per me ed è normale, inevitabile dopo aver vissuto un amore come il nostro."

"Diamoci del tempo, cerchiamo di essere più presenti l'uno per l'altra. Senza precipitare le cose, né illudersi che tutto tornerà come prima."


Sono le dodici e trenta e Julie sta riordinando le numerose fatture sparse sulla sua scrivania.

"Julie c'è un signore che ha chiesto di te." vede la testa riccioluta di Nelly che si infila tra la porta semiaperta.

"Non sai chi sia?"

"No, ma ha un bell'aspetto."

Julie la fulmina con lo sguardo e si alza per uscire dall'ufficio.

Nelly le fa strada tra le corsie e si ferma davanti ad un bancone dove c'é David che le sorride.

"Salve Julie, la disturbo?"

"No, direttore mi dica, è successo qualcosa?"

"Sì, avevo voglia di rivederla." risponde lui senza mezzi termini

"Questo è parlare sincero!"

"Io sono sempre sincero, la falsità, le bugie, gli inganni non mi appartengono. Per convincerla di questo, vorrei ci conoscessimo meglio seduti al tavolo di un ristorante. Non accetto rifiuti."

"In questo caso non ho scelta, devo assecondare il suo desiderio."

A metà ottobre la temperatura a Bismarck non è più gradevole. I primi venti freddi iniziano ad arrivare dall'artico e David la porta in un ristorantino a pochi isolati dall'emporio dove c'è un gran camino che riscalda l'ambiente e l'atmosfera.

"Julie, non ho più intenzione di trattarti come una qualsiasi cliente. Avrai capito che nutro un profondo interesse per te."

Julie non è sorpresa, a quasi quarant'anni non è un'ingenua, sa cogliere certi sguardi, sa capire certe allusioni velate.

"Sei sposato David?"

"Sono vedovo da otto anni e ho tre figli, due maschi di sedici e dodici anni e una femmina di nove."

"Mi dispiace David, non lo sapevo. La bimba, quindi, non ricorderà sua madre."

"No lei non può avere ricordi di Mary. Miky, il maggiore la ricorda bene, James ha ricordi un po' vaghi."

Per discrezione Julie si astiene dal chiedere la causa della morte di una donna ancora giovane ma prova una tale tenerezza verso quell'uomo che, istintivamente, gli accarezza una mano.


Keith e Diane sono seduti uno di fronte all'altro nella stanza di lui che, seduto nella sua poltrona, guarda distrattamente il portapenne.

Si riscuote perché avverte la tensione di Diane.

"Ho parlato con mia moglie ieri mattina. Non le ho negato che c'è una frattura tra noi, anche se io sento di provare ancora un profondo affetto nei suoi confronti. Ho avuto un'intera serata per pensare, per fare un'approfondita introspezione e la conclusione è che le voglio bene ma l'amo più."

"Quindi mi stai dicendo che il tuo cuore è libero?" chiede Diane con apprensione

"No, non lo è. Ci sei tu nel mio cuore."

Diane abbassa la testa e una lacrima le cade sulle ginocchia.

"Perché piangi? Santo cielo mi aspettavo una reazione diversa!"

"Perché solo nei miei sogni sentivo la tua voce dirmi queste cose, non avrei mai immaginato che un giorno me le avresti dette davvero. È solo una lacrima, Keith, ma di gioia."

"Diane voglio essere onesto con te. Io ti amo ma amo moltissimo anche i miei figli, sono combattuto, non so che fare..."

"Capisco che fare le valigie e andare via di casa ti farebbe male, lo comprendo Keith. È già tanto che tu provi un sentimento d'amore per me, me lo farò bastare."

"Diane, no. Tu hai ventiquattro anni hai tutto il diritto di vivere una vita normale con un uomo che sia solo tuo e non abbia cinque figli che sono parte del suo cuore."

"Mi stai dicendo che mi ami ma che non ci sarà mai niente tra noi?"

"No. Devo trovare una soluzione e la troverò. Stai tranquilla tesoro."

"Se me lo dici io ti credo e ti aspetto. Anche anni se è necessario."

Keith si alza dalla poltrona, va verso Diane e la bacia con passione.


Cristel entra nella stanza di Margot e chiude la porta.

"Ti devo parlare. Lascia stare quel videogioco."

"Ehi che faccia seria! Che ti è successo?"

"A me niente. È qualcosa che riguarda mamma e papà."

"Sì vivo anche io in questa casa e mi sono accorta che non parlano quasi più, si salutano appena."

"Esatto. Era proprio di questo che volevo parlarti. Penso che tra non molto ci daranno la notizia che si separano e che papà se ne va via a vivere in un'altra casa."

"Sì potrebbe succedere Cristel e a me non va che papà se ne vada."

"Nemmeno a me ma noi siamo più grandi e certe cose le capiamo meglio ma per Joe e Adam è diverso. Forse dovremmo preparare anche con loro. Se poi non succede niente, meglio così. Ci penso io a parlare con loro, adesso, e se ho difficoltà ti chiamo."

"Ok sorella, speriamo in bene!" sospirò Margot

Cristel ha soltanto tredici anni ma è abbastanza intelligente da capire che il padre e la madre parlerebbero con loro solo a cose già decise e questo per i due fratelli più piccoli sarebbe un fulmine a ciel sereno.

Dopo circa un'ora Cristel torna nella stanza di Margot che la guarda con ansia.

"Hai parlato con loro?"

"Sì e non l'hanno presa bene. Adam si è messo a piangere e io l'ho consolato dicendogli che non è detto, è solo una mia sensazione."

"Non è solo una tua sensazione, è anche la mia."


Julie potrebbe tornare a casa prima, come aveva promesso di fare ma non lo fa.

David le ha telefonato per chiederle se, chiusa la banca, si possono incontrare.

"Ho tanta voglia di vederti Julie, è sempre così poco il tempo a nostra disposizione."

Lei non ha esitato ed ha accettato di raggiungerlo a casa.

Durante il tragitto sa che avrebbe dovuto rifiutare, sa che sarà difficile restare seduti su un divano a bere qualcosa e a parlare, sa come andrà a finire. Il problema è che lei vuole che vada a finire così, inutile che se lo nasconda. Comincia a provare dei sentimenti per quell'uomo e ora lo desidera anche fisicamente.

Non può reprimere dei sensi di colpa nei confronti di Keith ma non vuole rinunciare ad essere di nuovo felice.

David l'accoglie con un abbraccio.

"Temevo non accettassi. Siamo soli Julie, i ragazzi li ho portati dai nonni. Sei pentita?"

"Se ti dicessi di sì?" risponde Julie come se la sua non fosse una domanda ma un'affermazione.

Vuole metterlo alla prova, vedere se è solo sesso che vuole da lei.

"Ti direi di uscire e di andare dove vuoi. Basta che stai con me."

"Sì allora usciamo, forse è meglio."

"Ok tesoro. non devi fare niente che tu non voglia."

E va verso l'ingresso per prendere il cappotto.

Julie lo segue e, prima che lui lo indossi, lo abbraccia da dietro e gli toglie il cappotto dalle mani.

"Ci ho ripensato, restiamo qui." le dice sorridendo

"Volevi mettermi alla prova? Se vuoi essere sicura di quello che provo per te lascia che parli con tuo marito, in maniera civile, poi chiedi la separazione. Più di questo non so che fare."

"Tu mi ami David?"

"Sì ti amo e farò di tutto perché io possa fare parte della tua vita e tu della mia. Ho bisogno di te."

Julie passò tutto il resto del pomeriggio e parte della serata tra le braccia di David.

Si amarono con passione, la stessa passione che lei aveva provato un tempo per Keith. Furono interrotti dal cellulare di Julie.

"Julie, sono le ventidue ma dove sei?" la voce di Keith era alterata, era chiaramente molto arrabbiato ma a lei non interessava più. Questa sera stessa le avrebbe detto la verità. Non si sarebbe inventata nessuna bugia per giustificare la sua assenza, non ce n'era più bisogno. Ormai aveva deciso.

"Arriverò tra un'ora o due."

"Penso che dovremo parlare."

"Sì Keith, dobbiamo parlare."

Julie chiuse la comunicazione.

"Tesoro, dimmi che quel che penso è vero. Glielo dirai?"

"Sì David. Questa è la prima volta che tradisco Keith, non voglio che si ripeta, voglio vivere questo nostro amore alla luce del sole."



SEGUE











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