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Una storia di Skull

Benvenuto a Libertà

Capitolo 1 e 2

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8 minuti

Pubblicato il 12 ottobre 2019 in Avventura

Tags: #Ebook #Fantastico #Libert #Surreale #Vita

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.1. L’uomo che corre


Un uomo in giacca e cravatta corre velocemente lungo la strada, incurante di ciò che lo circonda. Non bada ai clacson delle auto o alle proteste delle persone che se lo ritrovano contro.

Quell’uomo, che a prima vista dimostra una trentina d’anni, capelli castani corti e ravvivati dal gel, barba e baffi ben curati, lineamenti leggeri e occhi azzurri, continua nella sua spericolata e apparentemente folle corsa.

Sono due ore ininterrotte che corre.

Forse vuole emulare Forrest Gump anche se lo si può vedere sempre più annaspare passo dopo passo.

No, quell’uomo non sta correndo senza un motivo, sta fuggendo.

Infatti, più volte si guarda indietro ma lo fa così velocemente che non riesce a mettere a fuoco niente di preciso e così riprende a correre più velocemente di prima.

Forse sperimenta un nuovo tipo di suicidio per fiacchezza totale.

Intanto, mentre continua a fuggire, ne approfitto per fornirvi qualche dato sul protagonista: si chiama Leonardo Pingolagno, ha trentaquattro anni, è impiegato di un’azienda farmaceutica, fidanzato con una splendida ragazza da circa nove anni ed è figlio di genitori ricchi e buoni.

Una vita praticamente perfetta eppure eccolo lì che corre come un pazzo per le strade di città.

Non si conosce il motivo, da quando è uscito di casa è iniziata la sua imprevedibile fuga.

- Oh madre mia, ci è mancato pochissimo!

Un passante si ferma sul limitare del marciapiede con entrambe le mani premute sul viso, paralizzato in una smorfia teatrale di stupore.

Ha gli occhi puntati verso l’uomo che corre... o meglio, che correva.

Leonardo è fermo in mezzo alla strada e davanti a sé c’è una macchina nera e lucente che per poco non lo investiva.

- Tutto bene? - il passante abbandona il marciapiede e si avvicina alla scena del mancato incidente, fermandosi poco dopo.

Leonardo è in piena salute e ha preso comodamente posto in auto.

Non ci sono persone a bordo, è da solo.

Gira la chiave, preme sull’acceleratore ed ecco che Pingolagno riprende la sua corsa.




.2. L’uomo che viaggia


- Posso sapere cosa sta succedendo?

- Sta correndo in autostrada.

- Questo lo vedo... ma non sono io a guidare!

- La vita spesso è imprevedibile, non trova?

- Tutt’altro, la vita è perfettamente calcolabile... ma potrei sapere con chi ho il piacere di parlare?

- Non lo vede?

Leonardo si guarda intorno e non vede nessun altro essere vivente.

Da quando è salito a bordo della vettura, non ha incontrato nessuno.

È perfettamente isolato dal mondo.

I vetri laterali dell’automobile sono oscurati e da dentro non si riesce a vedere cosa c’è all’esterno.

Solo il vetro anteriore è “normale”, consentendo la visuale su quella che, a prima vista, sembrerebbe una qualsiasi autostrada.

Una voce lo aveva attirato a salire a bordo per poi bloccarlo nella macchina.

Riassumendo: portiere chiuse, vetri oscurati e automobile che prende moto da sola.

- No, non lo vedo. Chi è lei? - Leonardo parla direttamente al volante che sembra muoversi da solo, così come il resto della macchina, inclusi i sedili. - C’è qualche microfono nascosto? Mi ha rapito? È del governo?

- Ha qualcosa da nascondere?

- Magari! Cioè, volevo dire... no. Sono un cittadino modello, ho sempre rispettato le regole.

- Che bravo ragazzo.

- Già. Comunque ancora non mi ha risposto: chi è?

- Secondo lei chi sono?

- Ah, per me potrebbe essere chiunque: dal mio futuro suocero che si diverte a farmi scherzi di cattivo gusto, a un investigatore privato assoldato dalla mia ragazza per vedere se la tradisco, fino a un povero pazzo che si diverte a perdere le sue giornate giocherellando con il tempo prezioso degli altri.

- Ipotesi acute ma totalmente errate.

- Lo immaginavo, la realtà è che non ne ho la più pallida idea.

- E non è bello tutto ciò?

- Cosa vuole dire?

- Non ci arriva? Da cosa stava fuggendo prima che la fermassi?

- Credo che siano affari miei.

- Suvvia, preferisce viaggiare in totale silenzio?

- A tal proposito, posso sapere dove stiamo andando?

- Facciamo così: io le dirò dove andiamo se lei accetta di chiacchierare con me. Umh?

Leonardo continua a guardarsi intorno, sbuffando.

Non ha molte alternative a sua disposizione.
- Va bene, chiacchieriamo. - si arrende, scrollando le spalle.

- Dunque, signor Leonardo Pingolagno... possiamo darci del “tu”?

- Come fa a conoscere il mio nome?

- Preferisce che la chiami “Pingo”? O “Lagno”?

- Ah-ah, non è divertente. Sin da piccolo mi prendevano in giro per il cognome.

- Lo immaginavo. Però è carino! Più o meno.

Leonardo non risponde alla provocazione della voce, iniziando ad armeggiare con la portiera dell’auto. Tenta di aprirla ma fallisce, è bloccata e i comandi vicino al cruscotto non sembrano funzionare.

- Suvvia Lagno, dove vuole andare? Ci vuole tempo. Per fortuna non c’è traffico! Non è contento?

- Il gioco è bello quando dura poco.

- Questo non è un gioco e lei non sta chiacchierando con me. Potrei offendermi.

- Come posso parlare con qualcuno che non vedo? Tra l’altro, vorrei ricordare che sono bloccato in un’auto che si guida da sola!

- Signor Lagno, da cosa stava fuggendo?

- Sono fatti miei.

- Le assicuro che non ci sono microfoni nascosti, si senta libero di parlare... di parlarmi.

- Io non mi sento libero di fare niente! Sono bloccato in questa dannata macchina a parlare con una voce che non ho neanche idea da dove esca fuori!

- Da cosa fugge?

- Da TUTTO! Va bene?

- Tutto?

- Tutto, sì. Ora mi lascia scendere? Fermi l’auto!
- Ma lei è ricco, fidanzato con una splendida donna, ha una famiglia che l’adora e un lavoro a tempo indeterminato che ai giorni d’oggi è un vero e proprio miracolo. Perché diavolo fugge da tutto questo?

- Ma a lei cosa accidenti importa?

- Sono un’auto, conosco tutto di chi mi guida.

- Eh?!

- Allora, perché fugge da “tutto”?

- No, un attimo... lei è un’auto? Cioè, l’automobile mi sta parlando?

- Potrebbe essere ma stiamo parlando di lei... non di me.

- No, no, no... un attimo, io sto parlando con una macchina?

- Il futuro permetterà ben altro, vogliamo riprendere il discorso?

- Ma non se ne parla proprio! Se è uno scherzo, potete anche finirla qui... ormai è evidente e vi ho chiaramente scoperti. - brontola Leonardo, provando ad alzarsi e iniziando a smuovere lo specchietto anteriore. - Su, su uscite fuori. Dov’è la micro-telecamera? Dietro gli specchietti?

- Ma che diavolo sta... non tocchi niente!

- La volete finire? Non voglio più giocare con voi.

- Lagno la smetta di parlare con chissà chi.

- Ma se è da quando sono salito in auto che parlo con “chissà chi”! Non vedo nessuno!

- Questo perché è abituato a una vita monotona e prestabilita, l’ha detto anche lei.

- Sono abbastanza sicuro di non aver detto niente di simile.

- Però l’ha pensato.

- Giusto, giusto, ora è anche nei miei pensieri, umh?

- Dove stava fuggendo?

- Umh?

- La sua meta, dove voleva fuggire?

- Non ho alcuna intenzione di rispondere a questa o ad altre domande. - Leonardo è ormai spazientito. Ha le braccia incrociate al petto e gli occhi fissi sul vetro anteriore dell’auto, scrutando quello che sembra essere una lunga strada dritta, larga e apparentemente infinita.

- Quindi abbiamo finito di chiacchierare?

- Eh già.

- Però mi risponde ancora!

- Tsk.

- Suvvia Lagno, non si offenda per così poco. Comunque siamo quasi arrivati, presto ci saluteremo e lei potrà continuare a fuggire da... com’è che aveva detto? Ah sì, “tutto”.

Pingolagno non risponde, mordendosi il labbro inferiore.

- Lei è cosciente che buona metà della popolazione mondiale farebbe carte false per avere la sua vita? Ha una vaga idea della gente che soffre di fame? Le guerre, le ingiustizie, i tradimenti...

- Per favore, mi risparmi il monologo etico e morale sui mali del mondo, ok? Lei non mi conosce e non ha alcun diritto di giudicarmi.

- Tentavo solo di capirla.

- Non può, almeno finché resta nascosto chissà dove.

- Ho capito, direi allora che può scendere. Siamo arrivati.

- Che?

- A essere sinceri, eravamo arrivati mezz’ora fa.

- Arrivati... dove? - Leonardo si sofferma nuovamente a guardare il vetro anteriore, sempre più confuso. Non ha alcun dubbio, davanti a lui c’è una lunga strada e da quel che vede, si stanno ancora muovendo.

- Lei non è quello che non voleva più chiacchierare? Scenda e lo scopra.

Le porte dell’auto si sbloccano di colpo così come i vetri, prima oscurati, iniziano a schiarirsi lentamente.

- Io non... non capisco. - balbetta Leonardo, portando la mano destra contro il vetro anteriore. - Uno schermo... è uno schermo. - ripete, continuando a toccare il vetro dell’auto e avendo un effetto simile a quando si tocca lo schermo di un televisore. - Fino a ora ho guardato uno schermo. L’autostrada è finta... dove, dove mi ha portato?

L’uomo non riceve alcuna risposta ed esita qualche minuto prima di affacciarsi fuori dall’auto.

- Dove accidenti sono finito? - la domanda gli nasce spontanea mentre abbandona la vettura per guardarsi intorno, spaesato.

La macchina è ferma in quella che si presenta come una normalissima e anonima stazione ferroviaria.


Continua...




"Benvenuto a Libertà" è un racconto surreale e fantastico dedicato a chi ama la vita e che affronta tematiche complesse con metafore bizzarre e leggera ironia.
L’augurio è che ognuno possa trovare finalmente la propria Libertà, godendosi ogni giorno nel migliore dei modi possibili.

Al momento è disponibile solo in formato ebook nei seguenti store online:


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