scrivi

Una storia di OrnellaStocco

Questa storia è presente nel magazine Storie di Donne

La Bambina

145 visualizzazioni

6 minuti

Pubblicato il 17 aprile 2019 in Spiritualità

Tags: #bambinacielosignora

0


Da qualche giorno mi trovavo a Roma per un corso ministeriale.

Due settimane nella Capitale nel periodo dell'anno più bello per visitare la Città Eterna.

Anche la mia vita stava attraversando il suo momento più emozionante; venticinque anni di assoluta spensieratezza e bellezza, mi sembrava di avere tutto.

Avevo tutto.

La primavera a Roma era sfolgorante nel suo cielo azzurro che metteva in risalto i maestosi monumenti visti, fino a quel momento, solo sulle cartoline.

La giornata iniziava alle otto per un corso di aggiornamento che mi vedeva impegnata quattro ore passate come una scolara in uno dei Ministeri che si affacciano su Via XX Settembre.

Quindici giorni di studio-lavoro addolciti da pomeriggi passati a camminare per le strade di Roma come una turista. Mi sentivo in vacanza. Mi sentivo bene, immersa in quello stato d'animo irripetibile.


Alloggiavo in una modesta pensione a pochi metri metri dal Ministero. Ci tornavo giusto la sera per dormire ed ero talmente sfinita che crollavo senza accorgermi di quanto fosse angusta quella stanza. Poco importava, il clima quasi estivo non poteva che invitare a rimanere quanto più possibile all'esterno. I pomeriggi erano piacevolmente dedicati alla scoperta delle meraviglie che Roma offre.

Chilometri a piedi per non perdermi nulla nella magia di una città che si fa amare da subito e per sempre.


Ogni sua piazza, ogni sua strada, ogni suo monumento rapivano il mio sguardo. Non sentivo stanchezza né caldo ero solo assetata di vedere, di conoscere, di ammirare.

Verso le cinque del pomeriggio amavo rilassarmi in uno dei tanti bar che animano le strade e le piazze della Capitale.

Anche quel giorno di maggio, prima di rientrare alla pensione, mi feci attrarre dai tavolini di un bar posti in una piccola piazza di cui non ricordo il nome. La brezza, confusa nei colori di un tramonto romano che ristorava turisti accaldati per i chilometri a piedi percorsi attraverso strade e piazze romane, è una delle tante cose piacevoli che ricordo di quella

vacanza-studio-lavoro.


C'era molta gente che affollava la piazzetta punteggiata dai tavolini brulicanti da una allegra varietà di persone. Ci vollero pochi minuti di attesa prima che una coppia di mezza età mi cedesse, con un ampio sorriso, il posto.

La stanchezza arrivava quando mi fermavo e si faceva sentire alla fine di una lunga giornata nonostante la mia giovane età e l'abitudine a camminare.


Mentre me ne stavo comodamente seduta in attesa del cameriere, il mio sguardo vagava curioso appoggiandosi leggero sulla strada particolarmente trafficata a quell'ora, sulle persone che passeggiavano con abiti dai colori sgargianti e sulla chiesa che mi stava proprio di fronte, dall'altra parte della strada. Roma è piena di chiese quindi nulla di straordinario se non fosse stato per una grande statua della Madonna posta sulla facciata.

Fermai per un attimo il mio sguardo su quella statua di cui non vedevo il volto poiché girato verso il suo lato destro. Ma bastò.


Rieccomi di nuovo con lo sguardo tra i tavolini vicini a me animati da turisti soddisfatti che si godevano un suggestivo crepuscolo romano. Ne percepivo l'odore di sudore mischiato a deodoranti di scadente qualità. I loro discorsi mi arrivavano in tutte le lingue del mondo.

Sorrido tra me sommersa dai rumori della gente nell'eterna atmosfera festaiola che si respira a Roma, forse più che in altre città.


Un cameriere con le maniche della camicia arrotolate fino ai gomiti mi chiede frettolosamente cosa desidero.

- Un cappuccino tiepido e una brioche, grazie...

Quello che doveva essere solo uno spuntino sarebbe stata anche la mia cena. Non rientravo infatti nella categoria della turista danarosa e molte cene venivano dignitosamente soppiantate da quella che avrebbe dovuto essere una merenda.

I soldi a quel tempo non avevano molta importanza; cenare con cappuccino e brioche mi andava benissimo. Potevo permettermi solo una modesta pensione per dormire, qualche spicciolo per le cartoline ma ero la ragazza più felice della terra.


Tutti sembravano sereni nei colori che volgevano al violetto. La piccola sagoma che si aggirava tra i tavolini richiamò la mia attenzione.

Osservavo incuriosita quella bambina che porgeva timidamente la mano alle persone assorte nelle loro chiacchiere. Di lei mi colpì subito il suo portamento, il modo in cui porgeva la mano infantile; senza vergogna, con dignità. Nessuna delle persone, alle quali lei si rivolgeva con gentilezza, la degnava di uno sguardo. La loro insensibilità mi infastidì al punto che attendevo si avvicinasse a me con una certa impazienza.


Quando mi fu vicina, silenziosa e con la mano tesa mi commossi. Era una bambina.

Cercai di mascherate le mie lacrime dietro un tenue sorriso. La guardai, lei mi guardò. Il suo sguardo richiamava il colore del cielo.

- Ciao, siediti qui, vicino a me, come ti chiami?

Non rispose ma aveva capito quello che le avevo chiesto poc'anzi poiché con grazia prese posto sulla sedia vicino alla mia. Non potrò mai dimenticare la sua espressione di autentica felicità. Gli occhi luminosi, le labbra di fanciulla dal dolcissimo sorriso. Pensai che nessuna cifra le avessi messo tra le mani poteva avere lo stesso valore di quel mio invito.

- Va bene anche per te cappuccino e cornetto?

Continuai a parlarle in italiano senza sapere se fosse anche la sua lingua. Avvicinai di più la sua sedia a me.

- Capisci quello che dico? - Annuì abbassando lo sguardo. Chiamai il cameriere per la nuova ordinazione. Non potei non notare la sua espressione sdegnata quando mise sul tavolo la tazza e la brioche.

- C'è qualche problema?

Pagai subito per toglierlo dall'imbarazzo e dai piedi.

Osservai meglio la bambina accanto a me, così vicina potei notare i suoi piedi nudi ma incredibilmente puliti come le sue piccole, bellissime mani. Tutta la sua persona dava un senso di ordine e pulizia. Indossava un abito in mussolina dai colori tenui, se non ricordo male a fiorellini, perfettamente pulito e stirato, avrà avuto all'incirca nove-dieci anni e tutto sembrava fuorché una mendicante.


- Mangia pure tranquilla, puoi stare quanto, mi fa molto piacere averti accanto...

La sua fierezza si scontrava con gli sguardi increduli delle persone che avevano seguito tutta la scena. Mi sembrava compiaciuta per quanto le stava accadendo. E io provavo una strana sensazione di serenità inconsapevole protagonista di un fatto che mi inorgogliva.

Consumò il suo frugale pasto senza ingordigia, con calma. Niente in lei faceva pensare a una situazione di disagio. Osservavo quella creatura, quella bambina dallo sguardo profondo e incredibilmente luminoso.


Quello sguardo che mai potrò dimenticare.


Si alzò con movimenti aggraziati, cercando di non fare rumore. I suoi lunghi capelli castani riflettevano la luce del tramonto. Era di una bellezza delicata, i suoi modi di una compostezza fuori dal comune. Sistemò la sedia e si allontanò. Non pronunciò una parola ma parole non servivano.

In quel momento i gesti erano parole scritte nel cielo violetto.

Avrei voluto trattenerla. Abbracciarla.

Ebbi la percezione che qualche cosa di stupendo mi era appena accaduto. La cosa più straordinaria di tutta la mia vita.

Sentivo le lacrime che mi scendevano mentre Lei si allontanava.

La seguii con lo sguardo. La Bambina fece pochi metri, poi si girò verso di me.

La salutai con la mano mentre le lacrime mi rigavano le guance.

- Ciao, spero di rivederti...

In quello stesso istante rivolsi lo sguardo verso la statua della Madonna, potevo vedere il suo volto rivolto verso di me.

Il volto della Bambina.


Magia? Suggestione? Immaginazione? Non lo so.

Per me semplicemente un incontro straordinario che ha trasformato una giornata normale in una giornata che non dimenticherò mai.


Era il mese di maggio e quella Bambina, un giorno, io la rivedrò.











Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×