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Una storia di Stegia18

Questa storia è presente nel magazine Lettere e Poesie

Lettera a un'amica

I pericoli di internet

212 visualizzazioni

4 minuti

Pubblicato il 15 luglio 2019 in Altro

Tags: #Amicizia #CuoriInfranti #Internet

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Carissima,

so che questa lettera non ti piacerà, ma sento di doverla scrivere in nome dell’affetto che ci lega.

Ho conosciuto il tuo fidanzato col quale ti sei legata dopo l’approccio in internet, ma devo dirti che non merita il tuo amore e neanche la tua stima. In realtà io l’avevo incontrato tempo fa, quando noi ancora non ci conoscevamo. Ha cominciato a frequentare il mio gruppo di amici e, già dalla prima volta, non mi ha fatto una buona impressione. Si vantava di essere un campione di nuoto, di parlare varie lingue e di conoscere la letteratura mondiale. Una persona di valore non ha bisogno di autoincensarsi, non credi? Ma, siccome sembrava essersi molto ben integrato nel gruppo e riscuoteva le simpatie di tutti, ho rimandato indietro le mie impressioni di pancia e cercato di apprezzarlo come faceva il resto dei miei amici. Non ci ha messo molto a diventare il leader riconosciuto da tutti noi. Devo ammettere che possiede un certo carisma, anche se privo dei necessari puntelli culturali ed ideologici. In poco tempo la frase più comune tra noi è diventata: «L’ha detto lui!» quasi fosse un Dio alla cui volontà suprema bisognava inchinarsi. Ma, come sai, non è questa la mia natura. Perciò ho deciso di osservalo meglio. Io parlo un po’ di inglese e di francese, ma, alla prova dei fatti, in confronto a lui sono di madrelingua! Il nuoto? Ho cercato diffusamente in internet. Il suo nome compare solo in relazione a qualche piccola gara locale tra gli esordienti di questo sport. Ho provato a parlargli di libri. Come sai, sono un’appassionata di letteratura francese dell’ottocento. Conosce l’opera di Hugo attraverso il cinema e la televisione. Beh! È già qualcosa! Ma chi erano Maupassant, Flaubert e Zola? Passando in Inghilterra: Shakespeare certamente, ma Stevenson, Wells e perfino Carroll? Solo esimi sconosciuti. Sono sciocchezze, lo so, ma mi hanno indotto a riconsiderare la mia prima impressione, mentre nel frattempo, le ragazze del gruppo cadevano, ammirate, ai suoi piedi. Ognuna si sentiva onorata delle sue attenzioni e lui ne ha approfittato per flirtare un po’ con tutte. Ma senza risultati apparenti per nessuna di loro. Mi sono fatta l’dea che forse è impotente e che, tutto questo gingillarsi con le parole e le moine, altro non fosse che una banale forma di autoaffermazione per ovviare a ciò che non può avere. Infatti non l’ho mai visto frequentare assiduamente nessuna di loro, ma piuttosto volava da un fiore all’altro senza mai posarsi davvero. Aveva,però, un’amica d’infanzia con la quale si relazionava più volentieri. Lei gli comprava gli abiti, gli faceva molti regali, lavava, stirava e cucinava per lui. Gli dedicava le cure di una madre e, come un figlio, lui stravedeva per lei. Allontanava chiunque osasse metterne in discussione la parola. Se volevi continuare a vivere alla luce del dio, dovevi osannare anche la dea madre!

Ho abbandonato quel gruppo, perché credo che la vera amicizia si basi su un dare e un avere, uno scambio continuo di piccole cose che ti arricchiscono la vita. Invece era, ormai, diventata la corte di un re despota e incapace. Incredibile come, talvolta, la parola, seppure vana, possa, da sola, modificare anche una realtà ormai consolidata!

Ho poi saputo che il gruppo si è sciolto e lui è migrato verso altri lidi.

Ma non sono queste semplici considerazioni le brutte notizie che devo darti!

Ho seguito un po’ il suo peregrinare da una città all’altra, alla ricerca di nuove avventure o, piuttosto di persone da incantare e sottomettere. Evidentemente non ne può fare a meno. Purtroppo, per tua sventura, ho scoperto che non è tutto oro quel che luccica. Sembra che, prima di te, abbia avuto altre fidanzate, anche loro conosciute attraverso i social. Mai nessuna relazione sembra essere andata in porto. In compenso, alcune di loro, hanno visitato con una certa frequenza, i pronto soccorso degli ospedali perché cadevano dalle scale, inciampavano nei tappeti o sbattevano il capo contro le ante dell’armadio. Una di loro si è anche tagliata un polso, mentre affettava le verdure per preparare il minestrone. Forse erano tutti veri incidenti, questo non ci è dato saperlo. Ma perché tutto questo spostarsi da un luogo all’altro? Perché tutte queste promesse di matrimonio mai concretizzate? L’unico suo vero legame sembra essere quello con la dea madre. Questo induce a pensare che lei ne conosca i segreti e le verità nascoste, che ne comprenda debolezze e mancanze. C’è da chiedersi se è complicità o solo un vero amore, capace di perdonare tutto, anche le cose peggiori, e di trovarne la giustificazione.

In ogni caso, amica mia, ti chiedo: «Vuoi davvero continuare questa relazione? Vuoi rischiare di legarti ad un uomo, sicuramente assai affascinante, ma con ogni probabilità, impotente e violento?»

Perdonami la sincerità, so di aver portato tanta amarezza nel tuo cuore, ma spero di averti indotto a riflettere attentamente. Non potevo fare altrimenti!

Ti saluto affettuosamente.

Angela

P.S. Sono contenta che tu, come me, sia vegetariana. Ciao

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