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Una storia di BrunoMagnolfi

Senza neanche rassegnarsi.

Mi devono aiutare

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3 minuti

Pubblicato il 12 giugno 2020 in Avventura

Tags: #disagio #raccontobreve #virus

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“Mi devono aiutare”, dice oggi con enfasi il proprietario della piccola gelateria sul mare ai suoi pochi clienti di adesso, negli scarsi momenti in cui qualcuno si fa vedere dentro al suo locale, naturalmente uno per volta. Tutti loro lo ascoltano e annuiscono con semplicità, e dicono che ha perfettamente ragione, ma dopo se ne vanno, indifferenti ai guai economici che girano attorno a quel suo storico esercizio. Settimane di chiusura senza avere il minimo appoggio, neanche morale, pensa lui nelle pause. “Mi hanno lasciato solo”, dice certe volte in questi giorni a chi ha voglia di ascoltarlo, e sono sempre di meno. Perché anche lamentarsi non è mai una bella cosa: la clientela sfugge volentieri a chi se la passa poco bene, ed ascoltare sempre i soliti discorsi quando si sta cercando un po’ di svago e leggerezza, non è certo piacevole. Tutti lo sanno che il momento risulta oltremodo difficile, e che si devono fare molti sacrifici. Ci vorrà del tempo per tornare quelli che eravamo, dice qualcuno; però non si può scaricare le proprie preoccupazioni sul primo che ti passa sotto al naso, questo è quello che pensano quasi tutti coloro che lo conoscono di più.

Ha piazzato due o tre tavolini fuori dalla piccola vetrina, sul marciapiede, ma nessuno in questi giorni sembra abbia davvero voglia di sedersi in quello spazio angusto, e quando qualcuno invece entra dentro al suo locale, finisce per prendersi appena un piccolo cono gelato, e dopo se ne va. Non sono più quei momenti in cui c’era la fila fuori in certe giornate di primavera o durante i primi caldi avanti l’estate. Lui aveva anche due aiutanti che stavano dietro al banco frigo per servire, ed una ragazza sul retro a preparare continuamente con le macchine i contenitori, pieni dei vari gusti maggiormente richiesti: le cose andavano bene, a lui non rimaneva altro che starsene alla cassa, fare dei saluti e sorridere ai clienti, mettendosi in tasca un bel po’ di soldi tutti i giorni. Ha telefonato innumerevoli volte alle autorità per spiegare che adesso non riesce a farcela da solo se non viene aiutato, ma gli hanno fatto qualche blanda promessa e dopo basta, come per fargli capire che deve semplicemente inventarsi qualcosa per conto proprio se vuole rimanere in piedi.

“Le spese vive sono rimaste tutte”, dice ad una donna che ha notato altre volte fermarsi lì da lui, e lei lo guarda, comprende perfettamente quale sia il problema: dopo mesi di chiusura, adesso era il momento di tirare il fiato, ma alla gente non va più di spendere, e da quel lungomare non passa quasi più nessuno. “Capisce il mio problema”, fa lui insistendo; e lei lo guarda ancora per un attimo con una piccola coppetta di crema e cioccolato in mano, tanto che le viene quasi voglia di lasciargli una mancia sul bancone, ma poi va via semplicemente pagando quello che è previsto, per non offenderlo, e non per altro. Lui adesso prepara soltanto le varietà di base del gelato, quelle più tradizionali, senza proporre sapori ricercati come in altri tempi. Ma in una giornata intera di lavoro in cui fa tutto da solo, riesce a mettere in cassa appena quello che gli serve per pagare l’affitto e le materie prime che ci vogliono per i suoi prodotti.

“Mi sento disperato”, dice ad uno che passa da lì con la sua bicicletta, fermandosi soltanto per fargli un saluto. “Non ho neppure la licenza per tenere fuori i tavolini e le sedie, non ho mai avuto bisogno di fare del richiamo davanti al mio locale; ed invece adesso se passa un vigile in divisa, per il suolo pubblico potrebbe farmi una multa che non posso neanche pagare”. L’altro scuote il capo, poi riprende a pedalare, lasciandolo lì coi suoi pensieri. Questa è la vera depressione economica, pensa adesso lui rimasto solo. Quando d’improvviso ciò su cui contavi crolla, ed anche se hai ancora voglia di tirarti su le maniche e darti da fare per resistere, scopri che non è possibile, nessuno ti fa credito, e che le cose per te hanno girato proprio male: devi soltanto rassegnarti.


Bruno Magnolfi


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