scrivi

Una storia di Fruehling

Innichen

55 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 03 settembre 2019 in Storie d’amore

0

E mentre il treno prosegue nel suo lento percorso, con quel suo rollare così regolare e ipnotico, tu piano piano ti abbandoni e ti lasci cullare. Gli occhi faticano a restare aperti, ogni tanto ne apri uno e guardi fuori, verso quel paesaggio sfocato di un verde che non esiste, come un disegno in technicolor di un pittore impazzito. Ramarro, salvia, bottiglia, smeraldo. Un turbinio inesauribile di colori, un vortice di sfumature così intrecciate da non riuscire a distinguerne una dall'altra. Ma il sonno è più forte della curiosità e ti avvolge, come una pesante coperta di lana. Sei così tranquillo e la tua espressione è così pacifica che vorrei lasciarti dormire per sempre, con il labbro inferiore leggermente in fuori, così carnoso che sembra dipinto. Fuori il cielo sta sfumando dall'azzurro al grigio, tenue ma con una determinata costanza che preannuncia pioggia e freddo. gran bell'agosto. Le nuvole corrono veloci, più del nostro treno, che pigro proseguo nel suo percorso, su e giù per la valle, senza mai cambiare. Immutabile. Silenzioso. E mentre scrivo i miei pensieri ogni tanto ti lancio uno sguardo, guardiana attenta del tuo sonno delicato. Ogni annuncio del treno, ogni parola pronunciata a voce troppo alta potrebbe rompere quell'incantesimo che ti ha fatto prigioniero e per niente al mondo rinuncerei al piacere di infrangerlo io stessa, al momento giusto. Piano e nel modo giusto, come facevo da piccola con le bolle di sapone: cercavo sempre di prenderne una con la mano per poi farla scoppiare con un lieve tocco del mignolo. Sembra sciocco lo so, ma il senso di realizzazione che ne segue è quasi indescrivibile. Ed eccomi qui, pronto a fare lo stesso con te e il tuo dolce riposo. Ci siamo quasi, la nostra fermata è la prossima, meno di cinque minuti. Lo ricordavo più lento questo treno. Che fai? Perché ti muovi così tanto? Sono le voci degli altri passeggeri che ti disturbano? Se potessi svuoterei il treno con uno schiocco di dita, resteremo noi due, unici viaggiatori in compagnia di noi stessi. Ma non sono così brava e purtroppo quel momento che tanto agognavo, quello della bolla mi sfugge tra le dita. L'incantesimo lo infrangi da solo, principe azzurro che non ha bisogno di essere salvato dalla bella addormentata, stavolta sveglia. Lentamente ti desti dal tuo sonno, quel sorriso beato impossibile da cancellare ti increspa le labbra mentre ti stiracchi, con gli occhi ancora semichiusi, come se facessi una fatica immane ad aprirli. Leggermente seccata dalla piega che hanno preso gli eventi ti dico di sbrigarti, dobbiamo scendere, siamo arrivati. Poi nel vederti così vagamente frastornato, con i capelli arruffati e le ultime tracce dell'incantesimo ancora evidenti sul tuo bel viso sorrido mentre scendo dal treno e finisco senza ombrello nell'abbraccio della pioggia, che nel frattempo è già arrivata alla stazione e ci stava aspettando.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×