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Una storia di GeorgeDebilatis

TI PENSO FELICE

attraverso i vetri spezzati

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1 minuti

Pubblicato il 07 novembre 2019 in Poesia

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Forse non è importante, anche quando mi lavo i piatti da solo

o ceno in silenzio con giusto un po' di musica da sfondo;

probabilmente ho confuso diversi piani,

ho buttato i dadi

come fossero spazzatura

e rinchiuso nelle gabbie le stelle.

Forse non ho pagato il prezzo

ma le cambiali, lo sai, sono fatte per essere esaurite,

e di notte quando sento il battere della piccola sveglia

mi chiedo, trattenendo le coperte, se potevamo

anticipare la frana in modo diverso,

non lasciarci travolgere così di netto intendo.

Ma è fresco novembre,e ancora mi sorprendo alla finestra

guardando le ragazze ubriache, che passano le strade

e i ragazzi che le inseguono.

è allora che i frammenti di vetro colorato si fanno penosi

nelle piante dei sogni, e le foglie diventano secche:

l'attesa è la mia condanna, sulla soglia si affollano

tutte quelle che potevano essere

ma è fantasia, lo sai.

Tremo ancora al solo pensiero di un ricordo,

e mi nascondo seppellito dalle mura

con gli occhi aperti,

e un silenzio doloso.


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