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Una storia di GaetanoScotto

Questa storia è presente nel magazine Il mangiatore di libri

Le verità coraggiose di Paolo Di Canio

Un anno vissuto pericolosamente

589 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 07 gennaio 2019 in Recensioni

Tags: #DiCanio #IlRitorno #Lazio #Libro #Recensione

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Il Ritorno, così si intitola l’autobiografia di Paolo Di Canio, ex calciatore e bandiera della Lazio. Nel manuale racconta della stagione in cui torna a vestire la maglia biancoceleste, a distanza di 15 anni dall’ultima volta.


Paolo è un personaggio controverso, che non ha paura di esporre il proprio pensiero. Lo testimonia la sua storia, fatta di numerosi scontri in campo e non solo. Sul finire del 2016, quando ha ormai appeso gli scarpini al chiodo, e ricopre il ruolo di commentatore sportivo, viene cacciato da Sky. Il motivo? Un tatuaggio dal significato alquanto discutibile, sul quale è raffigurata la scritta “Dux”, riferita naturalmente al Duce.


Lui non ha mai nascosto la sua ideologia, il suo apprezzamento per l'estrema destra, e ciò è stato anche motivo di scandalo per un saluto fascista rivolto ai tifosi in seguito ad un derby vinto. Nel libro, parlando di quel gesto, afferma di averlo compiuto in modo involontario, ma viene condannato immediatamente dalla stampa.


Il racconto è controverso proprio come il suo protagonista. Difficile è essere d’accordo col pensiero di Di Canio, il quale attacca tutto e tutti, sostenendo fermamente solo il suo amore per la Lazio.


Se la storia prosegue veloce, c'è un capitolo che maggiormente attira l'attenzione. Riguarda il doping, argomento da sempre delicato. Ci sono alcune riflessioni sull’evoluzione del fenomeno nel corso degli anni. Avanza la consapevolezza che fra i giovani c’è la tendenza ad utilizzare sostanze ambigue, le quali anche se lecite, possono portare ad effetti collaterali gravi col passare del tempo.


Di Canio è un personaggio particolare, sicuramente reale e trasparente. Non tutti infatti avrebbero il coraggio di esporre in modo così diretto i propri pensieri. Come ha fatto parlando di Mussolini, sostenendo di approvare alcune delle sue scelte.


In ogni caso, al di là delle dubbie appartenenze politiche, come si evince anche dallo scritto, è un uomo che in campo, e fuori, ha sempre dato sé stesso per la maglia e la tifoseria.


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