scrivi

Una storia di Elisa_Farneti

Questa storia è presente nel magazine Favole per Bambini

Il limone Vanitoso

Fiaba per piccini

11.7K visualizzazioni

10 minuti

Pubblicato il 15 novembre 2018 in Fiabe

0

C'era una volta, in una terra molto lontana, un giardino ricco di alberi da frutto. Qui crescevano piante di tutti i tipi: dai meli, agli aranci, dai pompelmi ai peri, dai limoni ai ciliegi, dai fichi ai peschi e tanti altri ancora. Un giorno, in un albero di limone, nacque un piccolo frutto davvero vanitoso: nonostante la tenera età pretendeva che mamma albero si occupasse sempre di lui e che lo nutrisse e lo coccolasse più di tutti gli altri limoni; difatti quando mamma albero passava un po di tempo con gli altri frutti, subito cominciava a frignare, a strillare e a dondolarsi affinché tutti quanti gli prestassero attenzione. Per questo motivo mamma albero lo chiamò “Vanitoso”. Dopo qualche tempo, quando tutti i frutti furono cresciuti e divennero grossi e maturi e pronti per essere staccati dalla pianta, la fatina Colorina arrivò nel giardino a far loro una visita per dipingerli ognuno del proprio colore. Ma Vanitoso nonostante fosse cresciuto non era di certo cambiato! Quando si trovò davanti la fatina, la quale aveva in mano un bellissimo pennello zuppo di tintura gialla, subito cominciò: “No, no e poi no! Non ti azzardare a spennellarmi quel colorino giallino addosso, io quello proprio non lo voglio.” La fatina era rimasta davvero senza parole! Non poteva credere a quello che aveva appena sentito. Era la prima volta che un limone si comportava in maniera così sgarbata con lei, così tentò di convincerlo: “Guarda che tutti i tuoi fratelli, una volta maturi, diventano gialli e così anche tu che fai parte di questo gruppo dovrai essere colorato dell'ennesimo colore, altrimenti non sarai un bel limone e non ti vorrà nessuno”. Vanitoso allora assunse una voce stizzita e poiché non poteva sopportare di ricevere un “no” come risposta, ribatté subito a tono: “Non so se hai capito, ho detto di no! Prova a guardare un po' laggiù, in quella pianta, ci sono dei bellissimi frutti tutti rossi, è un colore davvero meraviglioso ed è quello che ho scelto, anch'io voglio essere così!”. Vanitoso si era davvero intestardito e Colorina iniziava a perdere la pazienza, aveva così tanti frutti da dover colorare che se anche questo qui rimaneva bianco non sarebbe di certo stato un problema! Così mamma albero decise di intervenire e tentò inutilmente di convincere il figlioccio ad ubbidire alla fata: “Ma Vanitoso santa pazienza loro sono delle mele ed è giusto che siano rosse, ma tu no, tu sei un limone e il tuo colore è il giallo, su fai il bravo”. All'udire quelle parole, istantaneamente il limone si girò a lanciare un'occhiataccia alla madre e poi verso la fata: “Bene, ho deciso, ti dò il permesso, ma solo una piccola spennellata, mi hai capito bene? Una sola, poi ne voglio una rossa e una verde e se ti è rimasto del colore anche una arancione, se non mi vorrai accontentare, pazienza, vorrà dire che rimarrò bianco”. Colorina era allibita! Ma chi si credeva di essere questo Vanitoso per rivolgersi a lei con quel tono arrogante? Così decise di dargli una bella lezione e fece proprio come lui le aveva chiesto e quando ebbe finito gli disse: “Sarai contento ora di essere agghindato come un pagliaccio, ma ricordati che pagherai amaramente di esserti comportato in questo modo”. E detto questo la fatina si allontanò dalla pianta e continuò a colorare gli altri frutti. Nei giorni seguenti Vanitoso cominciò a darsi arie e a vantarsi con tutti, lui non era uguale agli altri, tutto giallo, tutto pallidino..Eh no! Lui era diverso, era colorato, brillante e sicuramente sarebbe stato scelto tra i limoni migliori. “E che sciocca quella fatina” pensava Vanitoso “Non capisco perché si ostini a colorarci di quel colore orrendo quando in natura ce ne sono tantissimi più belli, ma sono sicuro che quando vedrà il successo che farò, subito cambierà idea e mi darà ragione”. Arrivò il tempo della raccolta e il contadino con la sua cesta passava di pianta in pianta a scegliere i frutti più belli. Giunto da Vanitoso, lo staccò dal ramo, lo osservò per un pochino e poi lo gettò a terra: “Chi comprerebbe sto coso? Non sembra nemmeno un limone e per di più vista la buccia potrebbe essere persino malato” e così perlustrò bene la pianta per assicurarsi che non ci fossero altri frutti del genere e infine rasserenato continuò con la raccolta. Vanitoso non riusciva a credere a quello che era appena successo, quel contadinotto l'aveva gettato a terra in mezzo ai frutti marci e ora tutti gli altri limoni si prendevano gioco di lui e lo deridevano comportandosi come lui stesso si era comportato con loro nei giorni precedenti. Così per non fare la figura del piagnucolone, visto che ormai era grande, si girò di spalle e rimase in silenzio coi goccioloni agli occhi. Eppure per lui, le disgrazie non erano ancora terminate. Quella notte, mentre tutti i frutti dormivano, Vanitoso venne svegliato da un rumore di passi e calpestii e quando aprì gli occhi vide una gran luce abbagliante provenire dalla lampadina di un ladruncolo che era chino a raccogliere tutti i frutti caduti e scartati. Il limone tentò allora di nascondersi dal fascio di luce, dondolando su sé stesso per trovare la spinta a rotolare all'indietro, ma venne smascherato da una foglia sotto di lui che al suo movimento cominciò a scricchiolare attirando l'attenzione del ladro. “Ehilà ma guarda un po che strano frutto che c'è qui” disse ad alta voce il ladruncolo afferrando Vanitoso. Lo annusò e poi “Beh non lo devo mica mangiare io e poi se lo metterò sotto gli altri frutti, non lo noterà nessuno”. Fu così che Vanitoso venne a sua volta raccolto e dopo qualche ora si ritrovò in una cassetta insieme ad arance, mandarini e a tutto quello che il ladruncolo aveva trovato. Appena si fece giorno, il ladruncolo portò la sua cassetta al mercato e cominciò ad urlare a gran voce:”Venite a comprare le mie cassette, vendo solo frutta di ottima qualità, a prezzi esigui! Comprate gente, comprate! Un affarone!”. Una signora attirata dal buon prezzo decise di comperare l'intera cassetta per preparare una gustosissima merenda ai propri nipoti e felice e contenta dell'affare concluso se ne tornò a casa per fare una macedonia. Una volta arrivata, tutti i bimbi le corsero incontro e vedendo la cassetta traboccante di frutta non resistettero e presero un pezzo ciascuno. Uno di loro scelse Vanitoso, confondendolo per un'arancia visto che la buccia era anche arancione e dopo averlo sbucciato subito ne prese uno spicchio e si vantò coi fratelli di aver scelto il frutto più grosso e più colorato e sicuramente anche il più buono e detto questo si infilò lo spicchio in bocca e diede il primo morso. Non lo avesse mai fatto! Cominciò a sputacchiare e a tossire: “ Che schifo! Questa non è un'arancia, è un frutto venuto male, è proprio aspro e non ne ho mai sentito uno così cattivo! Mamma per favore lo posso buttare?” “Certo” - rispose la madre - “Portalo in giardino così potranno mangiarselo gli uccelli e se vuoi scegline pure un altro più dolce”. Così il bambino prese Vanitoso, aprì la finestra e lo gettò fuori in mezzo alle erbacce e ai bricioli di pane per gli uccelli e subito la richiuse e tornò in mezzo agli altri fratelli e scelse un altro frutto questa volta piccolo e all'apparenza uguale a tutti gli altri. Vanitoso era incredulo! Non riteneva possibile di essere stato scartato per la seconda volta e per di più il bambino si era persino permesso di giudicare il sapore della sua polpa, come se si intendesse della qualità dei limoni! “Mah sarà solo un giorno sfortunato o probabilmente avrò incontrato persone incapaci di apprezzarmi” si disse tra sé e sé Vanitoso. E così per non finire tra le grinfie di qualche gatto o di qualche uccello affamato iniziò a rotolare cercando la strada di ritorno a casa sua. Che ci vogliate credere o no, anche questa volta il suo piano non procedette liscio! Durante il tragitto, mentre rotolava nel prato, attirò l'attenzione di un'ape, che vedendo questo esserino tutto variopinto lo scambiò per un fiore e dopo averlo osservato e seguito per un lungo tratto, scese in picchiata per pungerlo e assaporare il suo nettare e come lei, altre sue amiche decisero di imitarla per gustare anche loro il nettare di questo fiore dall'aspetto e dall'odore insoliti e misteriosi. Vanitoso terrorizzato da questi strambi insetti che non aveva mai visto prima, velocizzò il passo e iniziò a correre con tutta la forza che aveva, ma questo non fu sufficiente! In men che non si dica tutte le api lo raggiunsero e iniziarono a pungerlo dappertutto, riempendolo di bollicine rosse per tutta la buccia. E come se non bastasse si ritrassero subito gridando: “Che schifo! Ma questo non può essere di certo un fiore con questo saporaccio aspro! Ma che schifezza è mai questa? Su andiamocene via e cerchiamo un altro fiore per rifarci la bocca!”. Il povero limone era davvero stravolto! Non gli rimaneva altro che rincamminarsi desolato e dolorante. Rotolò avanti e indietro per molte ore alla ricerca della sua mamma albero, ma davvero non riusciva a trovare la giusta strada da nessuna parte e qualsiasi direzione prendesse lo portava in zone nuove e mai viste prima, non sapeva davvero da che parte farsi! Continuando a rotolare ad un certo punto raggiunse un piccolo paesino a lui sconosciuto, e qui si fermò per cercare indicazioni. Dall'altra parte della strada era allestito un bellissimo mercatino di frutta e verdura, così Vanitoso pensò che sarebbe stata un'ottima idea avvicinarsi a qualche banco e chiedere ai vari frutti come raggiungere casa sua. Si avvicinò e quando fu ai piedi del banco: “Ehi..Lassù..C'è per caso qualcuno che sa dirmi come raggiungere mamma albero?” “Chi è che sta parlando?” - rispose un frutto senza nemmeno rivolgergli uno sguardo. “Sono quaggiù, ai piedi del banco. Il mio nome è Vanitoso e mi sono perso!”. Un gruppo di mele si affacciò dalla cassetta verso Vanitoso, “Aaaah” - esclamò uno di loro per la paura. “Ma che razza di frutto sei così colorato e pieno di puntini? A guardare bene non fai così tanta paura, anzi, sei proprio buffo, mi sembri un pagliaccio!” “Io sono un limone” - rispose Vanitoso - “E non sei affatto gentile a darmi del pagliaccio, forse parli così per invidia! Piuttosto che sprecar fiato, mi diresti che strada devo prendere per tornare da mamma albero a casa mia?”. La mela non riusciva davvero più a trattenere le risa, così scoppiò in una lunghissima e sonora risata seguita da quella delle sue amiche: “Tu saresti un limone? Ahah Ma fammi il piacere! Sei talmente brutto che di sicuro non puoi essere un frutto o se lo sei devi essere davvero vecchio e malato!”. Detto questo la mela e le sue amiche si voltarono dall'altra parte e ripresero le loro chiacchiere all'interno della cassetta lasciando solo e inascoltato il povero Vanitoso. Quando arrivò la sera, il contadino iniziò a ripulire e a mettere a posto li intorno e dopo aver spostato le cassette vuote e quelle piene si mise a spazzare il terreno e tra le altre cose gettò nel bidone anche Vanitoso. Una volta al buio, in mezzo a tutta quella puzza, il povero limone non ce la fece più e cominciò a piangere disperato: “Sono stato proprio uno sciocco vanitoso” - diceva - “Si non ho voluto ascoltare né la mamma né Colorina, ma avevano proprio ragione, oh! Se solo potessi chiedere scusa alla fatina”. Era la prima volta che Vanitoso pronunciava quella parola “scusa” e non appena la disse nel bidone apparve la fata che, guardandolo negli occhi gli disse: “ Bene, finalmente hai imparato la lezione, bisogna essere più buoni, meno capricciosi, e accettarsi per quello che si è. Quando ho sentito che ti eri pentito e volevi rimediare alla tua presunzione, ho deciso di perdonarti ed eccomi qua, esprimi un desiderio ed io lo esaudirò, però pensaci bene perché ne hai uno solo”. Vanitoso dopo qualche istante disse:”Sono pronto! Vorrei tornare dalla mia mamma e farmi colorare tutto di giallo, come gli altri limoni” e Colorina con un colpo di bacchetta magica lo accontentò. Da quel giorno tutto cambiò: Vanitoso crebbe e venne scelto tra i limoni migliori, venne venduto al mercato ad un ottimo prezzo e fu finalmente felice, contento e buono.


A cura di Elisa Farneti.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×