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Una storia di IvanBerardi

Questa storia è presente nel magazine Un anno a Gerardmer / A year in Gerardmer

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7 minuti

Pubblicato il 10 ottobre 2019 in Viaggi

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Pioggia

08.10.19

Allora, fortuna che a noi la pioggia piace perché ormai è da una settimana che non smette. Eravamo anche preparati, un detto locale dice così: le quattro stagioni di Gerardmer... inverno e ferragosto. Esagerato, ma rende l’idea. Non che si tratti necessariamente di una pioggia pesante, no, per carità c’è anche quella, ma per lo più è un velo leggero e persistente, quasi uno spray che spesso si nebulizza in una bruma esitante.

Però visto che Merja era venuta a trovarci solo per qualche giorno, un po’ di sole non avrebbe fatto poi così male...

Io, Merja e Mark dalla torre Merelle, nei boschi e sulla via del ritorno
Io, Merja e Mark dalla torre Merelle, nei boschi e sulla via del ritorno

Comunque non ci siamo di certo fatti fermare da quattro gocce, riuscendo ad infilare alcune escursioni di una decina di chilometri ciascuna nei tre giorni in cui è rimasta con noi.

Queste passeggiate mi hanno anche aiutato a riscoprire la magia del bosco autunnale.

Verso l'area Le Poli
Verso l'area Le Poli

Se la settimana prima era stata tutta un gioco di luci: di raggi fendenti, di muschi accesi, di arancioni sfacciati contro un cielo tersissimo. Questa invece ci ha offerto sentieri che si confondevano nella distanza, tra la foschia ed il verde spento, tra tronchi neri e penombre bagnate.

Creature della foresta
Creature della foresta

Odore di bosco, di terra, di funghi. E poi, dove i noccioli, i castagni ed i sorbi si nascondono tra gli abeti, ecco, allora sì: un tappeto giallo che illumina la moquette di aghi spenti ed una foglia intrappolata in una ragnatela perlata, come uno sfregio rosso. Per terra ricci di castagne di un verde pallido ed immaturo e nocciole con fori rotondi che immancabilmente mi rimandano a Cip e Ciop. E poi si sale, tra le nuvole basse, ed apprezzo l’essere in compagnia. Perché se fossi da solo comincerei a pensare a Black Spot, Zone Blanche in francese, la serie Netflix inspirata a Twin Peaks, disponibile anche in Italia e girata tutta tra questi boschi. Meglio tenersi lontani da questi pensieri.

Un funghetto trallallà, due funghetti trallallà...
Un funghetto trallallà, due funghetti trallallà...

Sarà stata la pioggia, o il vento freddo che si era insinuato tra la sciarpa che non voleva saperne di stare al suo posto, o forse il torpore che seguiva alle cene calde accompagnate da qualche bicchiere di rosso assieme all'amica ritrovata. Chi lo sa? Ma la voglia d’inverno si era imposta risvegliando un desiderio nascosto che reclamava di essere saziato.

I film di Natale. Il 4 Ottobre!

E non sto parlando dei classici!

No, svergognatamente, ci siamo pappati tre di quei polpettoni americani che vengono sfornati con lo stampo. Quelli in cui, non ci si sforza nemmeno di fingere che siano stati filmati in inverno. Solo un po’ di schiuma bianca e qualche addobbo qua e là, mentre gli alberi sullo sfondo sfoggiano una rigogliosa chioma estiva e le comparse sono in calzoncini e maniche corte mentre i protagonisti indossano cuffie, maglioni e cappotti pesanti! Sì, siamo caduti davvero in basso:

La trama è, nella maggior parte dei casi, un’opzione: intercambiabile senza che nessuno se ne accorga. Questi sono gli elementi base:


Lei

scegli fra i seguenti, uno o più:

-Lavora in una grande città

-Relazione infelice

-Fa parte del gruppo dirigente di una malefica compagnia finanziaria

-Odia i bambini

-Odia il Natale

-Odia la vita in campagna

-Contenta di passare il Natale da sola/lavorando


Evento

scegli fra i seguenti, uno o più:

-Riceve una lettera da un lontano parente, deve recarsi in un villaggio

-Riceve un’eredità, deve recarsi in un villaggio

-La malefica compagnia finanziaria per cui lavora deve chiudere/liquidare/convertire un’azienda di prodotti artigianali. Deve recarsi in un villaggio

-Deve organizzare la vendita di una proprietà (caratteristica casa rurale/albergo/negozio di prodotti artigianali). Deve recarsi in un villaggio


Lui

scegli fra i seguenti, uno o più:

-Bonazzo con due bei spalloni

-Lavora per una delle suddette imprese

-Ci sa fare con macchine, tubature, falegnameria varia ed impianti elettrici

-Vedovo

-Vedovo con figli

-Qualcosa nel passato lo rende reticente ad avere una nuova relazione


Trama

scegli fra i seguenti, uno o più:

-Lei, finge di non accorgersi che lui sia un bonazzo con due bei spalloni

-Lui, prova subito una certa attrazione e fa il galante (tipico maschio)

-Lei, non ne vuole sapere di restare un giorno di più in quel villaggio

-Lui, comincia a non sopportare la sua -di lei- puzza sotto il naso

-Lei, conosce una zia/cugina/amica di lui che le spiega perché -lui- sia ancora single

-Lei, ancora, si accorge che la vita di campagna non è poi così male


Imprevisto

scegli fra i seguenti, uno o più:

-Arriva il fidanzato (quello della relazione infelice) dalla grande città

-La malefica compagnia finanziaria fa pressione perché lei si affretti a concludere l’affare

-Una bufera di neve non permette che nessuno lasci il villaggio

-Una rivale in amore cerca l’attenzione del bonazzo con i due bei spalloni


Conclusione

scegli fra i seguenti, uno o più:

-Lui, si innamora, ma ormai crede che sia troppo tardi: lei deve ripartire!

-Lei, finalmente si accorge che lui è un bonazzo

-Se il bonazzo ha figli, lei scopre di amare i bambini, ma ormai è troppo tardi: deve ripartire!

-Lui, vince sul rivale in amore

-Lei, vince sulla rivale in amore

-Mancano due giorni a Natale!

-La malefica compagnia finanziaria cambia idea/lei si licenzia e apre un’impresa di marmellate biologiche/comprano assieme la caratteristica casa rurale/hotel/negozio artigianale

- È Natale… si baciano!

-Vivono per sempre felici e contenti

The End


Ecco questo è il kit con cui potrete ora cimentarvi nella creazione della trama di un “Film di Natale” fai da te. O meglio ancora giocare con gli amici: prendete una bottiglia di grappa o whiskey (qualsiasi liquore va bene, ma questi sono i più stagionali) e versatevi un bicchiere ogni qualvolta vi imbatterete in uno dei suddetti elementi... il film migliorerà di cliché in cliché. Assicurato!


Questi film sono talmente prevedibili, talmente scontati da essere davvero appaganti nella loro banalità. È proprio questa assenza di pretese a renderli perfetti per una fredda serata invernale, o autunnale, come nel nostro patetico caso.


Ma non pensiate che il nostro spirito "stagione autunno/inverno" si sia limitato alla cinematografia di quarta segata!


No! Quando Merja è ripartita per Brighton, la nostra avventura Vosgese (Vosgense? Vosgiana? Vosgiaca?) ci ha portati a sperimentare in prima persona una delle tradizioni tipiche della Lorena e dell’Alsazia.

Entrambe queste regioni, durante la loro lunga storia, hanno fatto parte, ad intermittenza, del mondo germanico e questo si riscontra nelle preparazioni gastronomiche locali.

Spesso queste consistono in salsicce di varia forma e natura, alcune onestamente troppo compromettenti per essere fotografate, imbottite o accompagnate da più tipi di lardo di quanto pensassi ne potessero esistere, quindi... non per noi... (Chatte, vedi paragrafi precedenti, apprezzerebbe).

Ma un prodotto locale fa eccezione.

Non so in Italia, ma a Brighton ci siamo lasciati alle spalle un’armata di convinti fermentatori (è una parola?): che sia Kimchi, Kombucha o Kefir, non c’è niente che possa salvarsi davanti alla possibilità del fermentare (basta che abbia un nome che cominci con la K, sembrerebbe...).

Ed è quindi con loro in mente che abbiamo abbracciato la possibilità di preparare dei Krauti (sauerkraut) french-style: la Choucroute.

Per tutte le carenze dei social media, va detto che quando utilizzati con un minimo d’intelligenza, aprono porte la cui serratura sarebbe altrimenti difficile da sbloccare.

Un mese o due prima della partenza per Gerardmer avevo visto un annuncio sulla pagina Facebook simile a “Sei di Brescia se...”. Una ragazza, Sophie, cercava lezioni di italiano o arabo. Le avevo risposto dicendole che mi avrebbe fatto piacere insegnarle l’italiano (questo blog è u'ottima prova della mia dimestichezza con lingua madre...ehm, gulp) in cambio di un po’ di conversazione in francese.

Ci siamo finalmente incontrati due settimane fa, nel “Le Grattoir” il bar/spazio concerti in cui fino a quel giorno aveva lavorato come cuoca e ci ha subito regalato un cesto di funghi “gallinacci” appena raccolti. Poi, il giorno dopo, ci siamo ritrovati al mercato. La conoscono tutti: è un piccolo concentrato d’energia, ci ha presentato i venditori dei quali fidarci ed ammiccato discretamente verso quelli che invece è meglio evitare.

Ed è stato lì che ci ha invitati ad unirsi alla sua famiglia per l’annuale preparazione dei Krauti.

Non entro nei particolari: di ricette ce ne sono a centinaia e non vorrei divulgare quella di famiglia, ma è stata davvero un’esperienza piacevole che ha spaziato dalla possibilità di utilizzare un’affettatrice a mandolina gigantesca passata di generazione in generazione, allo sfogarsi contro queste povere foglie pestandole come se la nostra vita dipendesse dalla loro sopravvivenza: o noi, o loro. Tra l’altro il tragitto tra Gerardmer e Clefcy (la località ora non più così segreta dove abbiamo preparato i Krauti) ci ha portati attraverso la favolosa valle di Hervafaing di cui non avevamo mai sentito parlare.

Stando al papà di Sophie ci vorranno sei settimane prima che i crauti siano pronti, ce ne ha promessi un po’ mentre sorseggiavamo del delizioso vino alsaziano. Salut!

Sophie  e l'arte della choucrouterie
Sophie  e l'arte della choucrouterie

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