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Una storia di MassimoZamboni

DOVE ANDIAMO?

IL DESTINO DELL'UOMO

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4 minuti

Pubblicato il 11 aprile 2019 in Scienza

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L'uovo ha inventato la gallina per andare in giro per il mondo,

il DNA ha inventato l’uomo per andare in giro per l’universo.



PREFAZIONE


Dopo l’incredibile XX secolo e anche l’inizio del XXI, lo sviluppo tecnologico è stato tumultuoso e ha gareggiato con la fantasia della fantascienza per l’avverarsi delle scoperte e delle applicazioni scientifiche.

Spesso nei libri di fantascienza molte fantasie si sono dimostrate premonizioni, poi diventate realtà ( computer, robot, viaggi sulla luna… etc )

In un secolo dove alcune persone ( come mia madre ) sono passate dal mulo al computer o anche "intelligenze artificiali", ci si convince ormai che tutto quello che potevamo immaginare fantascienza, prima o poi si sarebbe tradotto in realtà.

Purtroppo la realtà dell’universo si è dimostrata più che fantasiosa in tutta la sua immensità, mostrandoci fermamente i nostri umili limiti.

Ad oggi le immense distanze siderali percorribili con le più attuali tecnologie ( ipotizzate nel futuro prossimo ) ci impediscono sfortunatamente viaggi nello spazio verso altri mondi, forse abitabili da esseri umani e le immense forze gravitazionali dei pianeti ci impediscono per ora per fino il ritorno da un pianeta relativamente vicino come Marte.

Dunque, solo alla luce dell’attuale tecnologia, possiamo finalmente sperare di mandare sonde robotizzate sui pianeti più promettenti per preservare l’esistenza della vita umana in un imminente futuro.

Solo questo “grande piccolo passo” comporterà tempistiche di mezzo secolo o più.



CAPITOLO 1


Nell'immensità dell'universo ( formato da miliardi di miliardi di stelle e relativi pianeti ) la vita si è rivelata assai rara, per ora non c’è stata data ancora nessuna traccia certa di vita ( presente o passata ) nei corpi celesti e pianeti per ora studiati.

La statistica di immensi numeri di pianeti si stempera in immense distanze e in molteplici cause della cancellazione della vita o della possibilità che essa si sviluppi.

La vita per ora è assai rara, la vita per ora è unica.



CAPITOLO 2


La scoperta del DNA ci ha rivelato che tutti gli esseri viventi (piante, animali, etc ) hanno un codice genetico scritto con lo stesso linguaggio: il DNA.

Fin dai primi esseri viventi, circa 3,8 miliardi di anni fa, il DNA conteneva un messaggio molto semplice e molto efficace: conservati e riproduciti ( conversazione e riproduzione ) anche perché quelli che avevano un messaggio diverso, difficilmente li ritroviamo oggi.

Dunque vi sono due possibilità:

  1. Il codice genetico nasce sulla terra per miscelazione casuale dei vari elementi chimici/organici.

  2. Il codice genetico è giunto dall'esterno del pianeta o casualmente o per conseguenza di un atto causato da un altro essere vivente esterno al pianeta con lo stesso DNA, volutamente o casualmente.

Nel primo caso, stupisce il calcolo della probabilità che casualmente si aggreghino elementi chimici in tale sequenza e complessità da dare vita ai primi esseri viventi.

Se accettiamo questo miracolo probabilistico, altrettanto miracoloso è il processo evolutivo che ha portato fino ad ora come risultato l’esistenza di un essere capace di trasmettere la vita su altri pianeta : l’uomo attuale.

Dai primi esseri viventi, 3,8 miliardi di anni fa circa fino ad oggi, il messaggio genetico che caratterizza la vita e la rende possibile è sempre stato: conservazione, riproduzione e espansione ( cioè conquista qualsiasi spazio sia disponibile )

La creazione casuale di un messaggio genetico che comporti tali caratteristiche è la nascita stessa della vita, perché a causa dei fenomeni evolutivi possono sopravvivere solo quegli esseri dotati di tale messaggio.

Se la nascita della vita è cosa assai rara ( per ora un solo ed unico pianeta, la Terra ) i motivi per cui essa possa cessare sono tantissimi: sparizione dell’atmosfera come su Marte, supernove, raggi cosmici, buchi neri...etc


Come abbiamo visto sulla terra un meccanismo valido di sopravvivenza per la vita è il diffondersi il più possibile, ciò aumenta enormemente le percentuali di sopravvivenza della specie.

Se uno guardasse il nostro pianeta dall'esterno come unico essere vivente sembrerebbe logico concludere che sia pronto a sbocciare inseminando lo spazio limitrofo con la vita.

Allora come uomini potremmo chiederci se il nostro ruolo ( messaggio genetico ancestrale ) è quello di propagare la vita anche nell'impossibilità di propagare l’uomo.

Ad oggi la tecnologia può permettere o permetterà anche con tempi lunghissimi di mandare sonde robotiche su altri pianeti e dopo aver accertato che non esista altra vita si potrebbe propagare la vita in tali ambienti ( se non lo stiamo già facendo senza saperlo ).


Fino ad oggi si è sempre posto il problema in termini di “ terra formazione “ e cioè modificare un ambiente per permettere la futura vita umana.

Ciò è perfettamente il linea con il nostro messaggio genetico.

Ma visto che siamo esseri senzienti, ci dovremmo chiedere se il nostro ruolo è oltre a propagare noi stessi, quando ciò non sia possibile dovremmo propagare la vita?

Il pensare ciò ( e magari anche attuarlo ) cambierebbe radicalmente le percentuali probabilistiche dell’esistenza della vita nell'universo.



EPILOGO


Mia moglie sostiene che questa mia teoria-convinzione sia un emerita stronzata; ma su miliardi di persone la variabilità di opinione è in linea con il nostro messaggio genetico-evolutivo.


L’importante è che qualcuno incominci a pensarla, e che qualcuno dotato di ingenti mezzi si convinca di quest’idea di propagazione della vita e magari decida di inviare forme di vita primitive sul pianeta a noi più vicino e più promettente, cioè il terzo di un sole nano giallo nella via lattea.



Massimo Zamboni

OGGI, 8 miliardi 654 milioni 244 mila 121 anni dal Big Bang

Quarto pianeta di Sirio,

Circa 4 miliardi di anni fa.









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