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Una storia di IBonamiciFredducci

Nocciole

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7 minuti

Pubblicato il 09 settembre 2020 in Humor

Tags: #vita #pensieri #ricordi #diario #campagna

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Per la prima volta in vita mia ieri ho colto dei frutti. Già. Una di quelle cose che non avrei mai pensato di fare: di questo passo un giorno potrei addirittura finire in discoteca a ballare...

[Ho messo piede solo una volta in vita mia in discoteca: provo troppo disagio]

Ho colto dei frutti.

Ho cotto dei frutti, sotto al sole.

Ho colto dei frutti, sotto al sole cocente.

Ho colto dei frutti, sotto al sole cocente, in una giornata con un miliardo di gradi centigradi all’ombra.

Ho colto dei frutti, sotto al sole cocente, in una giornata con un miliardo di gradi centigradi all’ombra e dopo aver passato ore a mangiare pizze sfornate in continuazione da un amico.

Ci eravamo radunati nel terreno di un’amica, che è organizzato al massimo per il campeggio.

C’è anche un barbecue fenomenale ed un forno a legna degno di una pizzeria napoletana.

Il suo compagno ha fabbricato pizze come se non ci fosse un domani.

Verso le 16, con ancora 2 pizze tagliate a pezzi a languire sul tavolo, lui fa:

-Mi ha detto lo zio della Flaschen che laggiù ci son dei noccioli e son pieni zeppi di nocciole. Io voglio andare a raccogliere un po’ di nocciole- mi guarda e chiede: -Vieni con me a raccogliere un po’ di nocciole???-

Me lo ha chiesto con un tono di voce che lasciava trasparire il fatto che stava dando per scontato che gli avrei risposto di no, e già quindi era un po’ sul lamentoso, portandosi avanti per provare a convincermi.

Non aveva ancora finito di dire “nocciole” che già stava guardandosi intorno per vedere se avrebbe avuto la possibilità di farsi comunque questo trip in coppia (dando per scontato il mio rifiuto): sua nipote giaceva profondamente addormentata sul dondolo, in posizione “sconveniente” visto anche il bikini che indossava; la sua compagna era spalmata semiaddormentata su una sdraio, col telefono che ogni minuto che passava le scivolava sempre più dalla mano sinistra e mia cugina era sveglissima ma lo ha gelato con lo sguardo.

Io ero la sua unica speranza…

Io sono la sua unica speranza.

Ma...

Ho fumato troppo.

Ho caldo.

Non riesco a controllare per bene il mio corpo.

Mi aspetta un viaggio di ritorno che dura meno di un’ora, ma mi preoccupa lo sterrato pesante per oltre 2km con dislivelli assurdi e tornanti disegnati da malati di mente, che oltretutto devo percorrere con la Smart di mia cugina (la trazione ed il motore posteriore la fanno rampare bene, ma l’avantreno libero, leggero e con ruote da bicicletta dà davvero una bruttissima sensazione di galleggiamento sullo sterrato in discesa...certo che se magari non avessi percorso le discese a mach 2 forse le cose sarebbero andate in modo meno adrenalinico…).

Il mio corpo è sudato.

Sono ore, ore, ore ed ore che sudiamo, mangiamo, fumiamo…

Inizio ad aver voglia di tornare a casa, accendendo i condizionatori dal telefono quando sono a metà strada, per entrare in un appartamento con una temperatura ed un’umidità da orgasmo istantaneo.

Ho voglia di una bellissima doccia…

Una bellissima doccia e poi preparare con calma la cena.

Non ho ancora finito di mangiare pizza che penso a prepararmi la cena.


Le mie gambe mi dicono: -Vai a raccogliere le nocciole, ma ti servirà una sedia a rotelle perché noi non collaboreremo!-

La mia percentuale di lucidità è del 37%...forse meno.

Tutti gli altri presenti hanno bevuto come dei disperati ma quello me lo son risparmiato perché il vino non mi è mai piaciuto.

Non ho bevuto ma ho fumato troppo, ho fatto da camerierina portando continuamente le pizze dal gazebo col forno (gazebo sotto il sole e forno a legna: temperatura del sole scansati!) al gazebo con la tavolata (in una zona ombrosa con un microclima tutto suo).

Non ho mai fatto una cosa simile in tutta la vita: la natura mi piace ma sono una creatura nata e cresciuta in mezzo al cemento armato.


-Ok: andiamo!! Ci sto!!!!-

-DAVVERO???????????-

Chiede lui, quasi terrorizzato all’idea che lo stia avidamente prendendo per il culo e che infatti risponda “no, col cazzo!”.

-DAVVERO?????- chiede la vocina nella mia testa, ancora più stupita di Wombax.

Rispondo ad entrambi “Certamente: voglio farmi questo bel trip! Non ho mai raccolto roba da un albero in vita mia!!!”.


-Ok: allora piscio, faccio un pino per la raccolta e si va-

Ci incamminiamo con calma: il paesaggio è meraviglioso…

I noccioli costeggiano la strada sterrata (e già iniziamo a raccoglierne un po’, rischiando di disintegrarsi le caviglie per colpa del fossato) e poi ce ne sono un gruppetto qualche centinaio di metri più avanti, belli belli su un pratone.

Quelli belli belli su un pratone sono sotto il sole più cocente che si sia mai visto, ma sono molto invitanti.

Non ho la minima idea di come sono le nocciole quando stanno attaccate sull’albero…

Ho visto tutte le fasi dello sviluppo dei frutti (a seconda dei rami più o meno esposti al sole erano più o meno mature) e scoperto che sono bellissime. Sembrano fiori…

-Ma quindi sono fatte così???? Sembrano dei boccioli!!!!-

-Pensavi che nascessero direttamente dentro alle confezioni?-

-Più o meno sì… Ma quindi possiamo prenderle davvero???-

-Certo-

-Sia in terra che dai rami?-

-Certamente: ne raccoglieremo un totale!!!-

-Nessuno si incazza!?????-

-No, ti giuro!!!!!-

-Possiamo raccattare gratis del cibo prodotto dalla natura, e mangiarlo?-

-Proprio così!-

-Quindi non è una cosa che si vede solo nei film o nelle serie tv? Si può fare davvero????-

-MA CERTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!-

-Ma quindi funziona così? Funziona davvero così? Gli alberi fanno dei frutti che quando son maturi non servono più a nessuno e quindi puoi prenderli e mangiarli???? E' incredibile!!!-.


Abbiamo fatto incetta di nocciole. Veramente. Un totale di nocciole. Una vagonata di nocciole. E' stato un gran bel trip rilassante e, oltretutto, ci trovavamo in una radura in mezzo ad una splendida vallata, col cielo talmente terso ed un'atmosfera così nitida che pareva di trovarsi dentro un filmato in 8K. Non pensavo che fosse così piacevole e divertente cogliere della roba (per divertimento: è naturale che se ci devi passare 12 ore alzandoti all'alba non è tutto sto granché)! Cerco sempre di rispettare l'ambiente ma francamente non capisco nulla di frutta e verdura...ad istinto riesco a non far morire le piante (anzi...in genere mi crescano in modi fuori da ogni logica), ma ripeto che il cemento armato è il mio ambiente…

Non voglio tirar fuori il discorso fritto e rifritto del "è stata un'esperienza che ti riconcilia con Madre Natura", ma è stato davvero un'esperienza particolare e significativa quella di raccogliere frutti maturi (rompendo il meno possibile le gonadi agli alberi) e poi assaggiarli!!! La consistenza era meravigliosa: davvero piacevoli da masticare!

Abbiamo fumato il nostro pino passandocelo senza smettere mai di raccogliere nocciole, con io che addirittura mi arrampicavo per tirar giù i rami più alti!!!

Ad un certo punto, quando la grande busta che avevamo portato con noi si era riempita fino a rischiare di cedere, abbiamo detto basta…

In realtà abbiamo detto basta perché, di punto in bianco, ho ricordato che eravamo sotto al sole, con un miliardo di gradi, una bomba paura salita ancor di più per l’ennesimo pino appena fumato e con un fisico affaticato per aver improvvisato arrampicate e altri strani comportamenti: lo ho guardato e gli ho detto “Anche basta: tra 71 secondi collasserò”

-Sto per collassare pure io: torniamo al tavolo e, all’ombra e con qualcosa di ghiacciato da bere, le puliamo tutte per bene...-

-E si fa anche un altro pino?-

-Era sottinteso


P.S. Di buona lena stavo anche ripulendo tutte le nocciole dalle foglie con Wombax ma, dopo aver trovato una forbice all'interno di un bocciolo, la paura è stata talmente tanta che ho smesso subito, scappando su una sdraio e calandomi perfettamente nella parte di “Womby, mi lanci una nocciola da mangiare?”...




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