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Una storia di mikiefromwine

Vivere per finta, morire realmente

Richiesta di salvataggio

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1 minuti

Pubblicato il 21 aprile 2019 in Thriller/Noir

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Ed eccoci, ancora al punto di partenza. Tra quello che è lasciato e quello che "ho voluto" lasciare. Ora mi chiedo, perchè?

Attimi di solitudine, attimi in cui gli altri sono morti e tu sei vivo, attimi in cui tu sei morto e gli altri sono vivi; forme di annullamento, di distruzione, di annientamento, di morte entrambi.

Sono tante le voci che potrebbero destarmi e, in un certo qualmodo, provocare una reazione qualunque essa sia, e invece niente.

Gli occhi morti guardano il vuoto morto senza nessuna relazione tea i due, indifferentemente.

Aiuto, ma a chi?

Il momento in cui lo chiedo è lo stesso dal quale lo riprendo. Aiuto non voglio morire, e dopo, aiuto perchè non mi hai lasciato morire.

Esiste una qualche connessione tra le due cose? Penso di si.

Nel primo caso non si fa, ma si pensa, esiste una indiretta relazione tra il pensiero nei suoi maligni e perversi canali e l'azione che si dovrebbe eseguire, ma alla quale si risponde in modo approssimativo, giusto per dare un contentino al pensiero.

E così vanno su storti binari vanno i conflitti, dove a volte non mancano tratti rettilinei, e allora va spaventosamente veloce il treno della morte.

Il secondo caso invece è una reazione all'azione non eseguita, il rimorso seppur piacevole di non aver fatto quello che si pensava. La sconfitta del pensare sul fare, la morte del pensiero e la vita del proprio corpo. Una sorta di compromesso che si può definire vivere disperatanente, o meglio vivere per finta, morire realmente.


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