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Una storia di Milcham

Al fronte

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3 minuti

Pubblicato il 20 dicembre 2018 in Avventura

Tags: #Guerra #Fronte #Demoni #Paura

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20 Settembre 1944


Caro Tom,
vi scrivo sperando di trovare te e la mamma in salute. La vita qui al fronte è molto dura. Spesso ho paura. In quei momenti mi manca la forza di papà. Chissà forse lui non avrebbe avuto paura. Attendo vostre notizie. Prego Dio di donarmi ancora un altro giorno per scrivervi ancora.
Con amore,
John



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30 Novembre 1944


Caro Tom,
hai ricevuto la mia lettera? Ti scrivo ancora sperando che questa ti arrivi e tu possa leggerla alla mamma. Come ti ho detto precedentemente, sto bene. Per quel che bene possa essere quando si è al fronte. Parlami di te. Si avvicina Il Natale. Avete iniziato i preparativi? Ricordo Il profumo dei biscotti alla cannella della mamma. Mi manca molto. Sai, il nemico certe volte lo sento sempre più vicino. In quei momenti ho di nuovo paura. Qui è freddo e le provviste scarseggiano. Il comandante cerca di spronarci come può. Dice che siamo ragazzi forti e che non dobbiamo temere niente perché stiamo combattendo per uno scopo superiore alle nostre vite. Dice che io sono uno dei migliori e devo solo crederci. Sai Tom mi mancano gli abbracci della mamma. E mi mancano i tuoi scherzi. Mi farebbe così bene ridere in questo momento. Ti prego appena ricevi questa lettera scrivimi. Raccontami di casa. Mi manca così tanto. Tengo duro per te e la mamma.
Con amore
John




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20 Dicembre 1944


Caro Tom,
forse ci sono problemi di corrispondenza. Ma finché avrò forza e giorni da vivere scriverò. Oggi abbiamo avuto un terribile attacco. Molti compagni sono morti. Altri sono gravemente feriti. Io ho qualche graffio, ma niente di grave. Ti prego non leggere oltre alla mamma di quanto sto per scriverti. Se ne prenderebbe una pena e non potrei sopportarlo. Tom, fratello mio, oggi più che mai ho paura di morire. Certe volte, quando il freddo al fronte è più intenso, sento di avere tanta paura. Il nemico mi fa paura. Oggi più che mai. Sai Tom, sono proprio come noi là fuori. Uno oggi mi è sembrato fosse me. Sicuramente mi assomigliava. È stato terribile vedermi allo specchio. Anche lui era giovane. Anche lui aveva paura. Gliel' ho letto negli occhi. Non ho avuto il coraggio di sparare. Sai, certe volte, in questi momenti, ho paura di non farcela. Ho paura di non riuscire a sopportare tutto questo. Mi sento così debole. Così fragile. E questo mi fa paura. Questi maledetti gradi non riescono a nascondere ciò che sono. Un codardo Tom. Un fottuto codardo pieno di vuoto dentro. Mi fa schifo questa parte di me. Mi fa schifo scoprirmi vuoto come questo maledetto elmetto di latta. Mi fa schifo avere paura. Dimmi Tom, credi che papà abbia mai avuto paura? Io non riesco a ricordarlo. Io ne ho sempre. Tom, non dirlo alla mamma, ma ho paura di non farcela. Non voglio morire, ma sento che potrei non essere in grado di sopravvivere. Non lo so. Questa guerra è così dura. Questa maledetta guerra ci sta facendo impazzire tutti. Stanotte ho sentito il mio compagno Jack urlare. Aveva gli incubi. Anch'io ne ho spesso, ma per fortuna al risveglio non li ricordo. Ed è meglio così, non si ha tanto tempo per dormire qui al fronte. Bisogna avere sempre gli occhi aperti. Il nemico è là fuori. Lui non dorme mai. Tom, se dovessi sopravvivere a questa guerra, vorrei tornare a casa. Basta gradi. Basta ordini. Basta maschere. Io so urlare bene a voce piena per farmi rispettare. Ma sai, c'è un tempo per la forza, ed uno per la fragilità. Prega per me Tom. Prega affinché sopravviva.
Un bacio alla mamma. Vi penso sempre.
Con amore
John


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