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Una storia di MirianaKuntz

Unico Amore

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4 minuti

Pubblicato il 01 giugno 2019 in Storie d’amore

Tags: #amore #passione

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Quando mi guardi così io mi sento persa. Finisco in una stanza bianca dove non esiste il male e neppure il bene, esistiamo solo noi. Mi sono sempre detta che è bellissimo sentirsi cantare una canzone, adesso mi chiedo com’è invece ricevere parole ad inchiostro al mattino, al pomeriggio e alla sera, senza ritornelli e accordi, parole un po’ come mi vengono in testa, dette sotto voce o gridate un po’. Come quella volta che mi hai sfiorata ed io gridavo -dio ancora- e non volevo che avessi paura, e non volevo averne nemmeno io. Come due pellegrini che si baciano, e dimenticano il resto, che non ricordano le regole, che le cose che ci sono state prima appaiono così sbiadite e lontane. Io non sarei stata di spalle, non avrei saltato, ti avrei guardato negli occhi tutto il tempo, soppesato il tuo respiro, accarezzato i capelli che ormai cresciuti ti cadono sulla fronte. Dipingo ogni volta, seduta su di te, un buio pesto che non mi spaventa. Non mi addormento mai, nemmeno quando sono stanca, perché sono sempre nervosa, perché so già che dopo ti rivesti e te ne vai, sempre in lotta con il tempo, sempre in lotta con qualcuno. Ma non mi addormento anche perché ti voglio vedere, quando sei stanco, quando sei invece felice e sembri un bambino con gli occhi luminosi, quella faccia che si chiude in una curva che amo, quelle spigolature degli occhi che sembrano quadri in miniatura su tele pulite. Non mi addormento mai perché aspetto di ri-niziare, di sentire di nuovo che sapore ha la tua bocca, se la seconda volta sai più di me o ancora irresistibilmente di te. Se i nostri profumi sono diventati una sola fragranza, se nell’incavo del tuo collo c’è qualche mio capello rosso. E ti vorrei accarezzare tutto il tempo, e mentre ti guardo mi si acquieta la fame, la paura, le domande. Come quando ti guardo fissa negli occhi, poi batto le palpebre, e non trattengo il sorriso. Mi chiedo ogni volta se stai pensando le stesse cose che penso io, se mi guardi la bocca e la vorresti mangiare, se quando vado via ti sembra sempre troppo presto, se più delle cose che ho sotto i vestiti, adori la mia pelle. Se ogni volta che la mia bocca tocca la tua il tuo cuore assomiglia ad un tamburo. Il mio ha fatto i concerti migliori quando ti ho tenuto per mano, che mi è sembrato solo un attimo, invece era -tutto- che volevo lasciarti un segno per mandarti a dormire con i segni dei miei denti addosso. E mentre mi arrabbio, le tue stesse parole pungenti, sembrano accarezzarmi i bozzi. Che ho così paura di queste montagne russe perché non le capisco, perché non esiste niente del genere nel mondo, nemmeno nei libri famosi, nemmeno nei film, nemmeno dentro le canzoni. È sempre tutto così forte che mi si inclinano le ossa, che vorrei piegarmi su me stessa per starti giusto in una mano, sentire le tue nocche sbattermi in faccia, il tuo palmo stringermi il petto. Scivolare sulle righe della tua mano, addormentarmi giusto al centro nello spazio che si forma quando stringi le dita. Essere in mezzo a tutte le cose che tocchi, a tutte le cose che dici. Impigliarmi nel sale e nell’acqua, impigliarmi nel tuo sapone. Sentire la forma di tutte le cose che possiedi, di quelle che ti rifiuti di toccare perché senza di me non ti piace. Dondolare sul tuo corpo quando ti accarezzi un po’ prima di dormire. Sentirmi in pace col mondo quando fai il mio nome, e lo fai, lo rifai, lo rifai… cento volte, ad alta voce. Perché le sillabe hanno un suono più bello se toccano le tue corde vocali, che a volte vorrei solo essere una canzone senza ossa per farmi cantare tutto il giorno.

Che sento i nostri baci ancora prima di toccarci. Che – nascono prima nella pancia- come ci diciamo sempre noi. Che sembrano mettere radici, irradiare i nervi e i muscoli più duri. Che si increspano lenti e risalgono sopra, come ad affacciarsi sul balcone dei denti. Prima che la mia bocca riesca a toccare la tua, è nata già una rosa di mille.

Che tutto questo mi mette paura, perché non so se sarà sempre, e se è così per te ogni giorno del mondo, o solo ogni tanto, solo per poco. Ho paura perché è – tanto- di quel tanto che ti secca la bocca e ti toglie il sonno da dosso. Non dormo, non mangio, non riesco a parlare.

Sei la cosa migliore che ho scritto, e questo fa di te l’unico Amore.


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