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Una storia di IvanBerardi

Questa storia è presente nel magazine Un anno a Gerardmer / A year in Gerardmer

12 anni e due mesi

22.11.2019

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6 minuti

Pubblicato il 23 novembre 2019 in Viaggi

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Diciotto Novembre 2007.

È il giorno in cui Mark ed io ci siamo incontrati per la prima volta dopo un mese passato chattando online. Quella data è stata seguita dal mio trasloco nell’amatissima Brighton, dall’unione civile, dal matrimonio (sempre con Mark!) e recentemente dalla nostra esperienza in Francia. Infatti il 15 Novembre ha marcato il nostro secondo mese a Gerardmer.

Ogni anno, dal 2007, abbiamo festeggiato il nostro incontro passando una settimana in qualche remoto angolo delle isole britanniche. Quest’anno, visto che in una località più o meno remota viviamo già, abbiamo deciso invece di dedicarci qualche giorno nella vicina Strasburgo, magari facendo anche un salto a Baden Baden, praticamente dietro l’angolo, ma in Germania.

E poi, l’idea era questa, sarebbe stato il momento migliore: con i mercatini di natale, le viuzze addobbate e le luci che brillano nella notte!

Così, armati di sdolcinato Spirito Natalizio abbiamo prenotato treni ed alloggio, pronti all’avventura urbana!

Non c’è voluto molto per realizzare che i suddetti mercatini sarebbero stati inaugurati il 22 novembre, cioè il giorno dopo il nostro ritorno!

Il giorno prima del nostro viaggio la neve aveva cominciato a scendere copiosa su Gerardmer cosa che ci aveva spinto a fare una lunga passeggiata apprezzando la prima vera e propria sbiancata della stagione.

Xonrupt
Xonrupt

Non la smetteva più, anzi, in serata scese ancora più pesante e così per il resto della notte.


Il mattino della partenza ci siamo svegliati presto venendo accolti da un paesaggio decisamente scandinavo: le luci della cittadina che si stava svegliando illuminavano l’alba attraverso una stracciatella di neve.

Parlare di bufera sarebbe esagerato, però…

“Ma sì, siamo in montagna, figurati se le strade non saranno pulite!” Esclamo ottimista mentre ci facciamo lentamente strada verso la fermata del bus sprofondando in un immacolato tappeto di neve che copre quella che dovrebbe essere la carreggiata.

Il bus non arriva, il panico sì: e adesso?

Fortunatamente un altro bus, che va in direzione opposta rispetto a quella che ci serve, raggiunge la fermata. Uno scambio veloce e capiamo che una macchina bloccata in strada ha fermato il traffico verso Gerardmer. Facciamo un veloce calcolo e decidiamo che l’unica possibilità di raggiungere la nostra meta consiste nel salire su quel bus per Saint Diè. Da lì prenderemo il treno per Strasburgo, sperando nel frattempo che la nostra faccia da bravi ragazzi che non frequentano brutte compagnie, riesca a sciogliere il cuore dei controllori dei treni così che non ci facciano pagare due volte per il viaggio.

Il tragitto Gerardmer Saint Diè è eccezionale: ci addentriamo nel cuore dei Vosgi, la neve impazzisce tutto intorno a noi, ma il bus riesce a procedere arrancando lentamente. Le autorità devono aver trasmesso un avviso perché all’improvviso i camion cessano di circolare e parcheggiano sul ciglio della strada così che questa è tutta nostra e dei pochi automobilisti che hanno deciso di non arrendersi.

Cominciamo a scendere verso Saint Diè, i fiocchi si fanno più pesanti, flaccidi finché diventano gocce e la neve è solo un ricordo.

In stazione ci assicurano che dato il maltempo, sarà sufficiente spiegare la nostra situazione e non ci saranno problemi con i controllori. Urrà!

Strasburgo, una delle capitali dell’Unione Europea come ci viene ricordato senza indugi dai Tram tutti dipinti in blue e giallo.

La Cattedrale ed il Parlamento Europeo
La Cattedrale ed il Parlamento Europeo

Una città così ricca di canali, architettura germanica, viuzze strette e ponti romantici che quasi ti vien voglia di cantare “Bonjour Bonjour” come l’eroina di Walt Disney nella Bella e la Bestia.

Little France nel cuore di Strasburgo
Little France nel cuore di Strasburgo

Ma è anche altro: una città viva e dinamica, non solo un omaggio al tempo che fu. Col senno di poi sarebbe stato meglio visitarla in un altro periodo (o da oggi... 22 novembre…) visto che i vari chalet dei mercatini di natale, disseminati ovunque e non ancora aperti, avevano il romanticismo di una segheria e in qualche modo impedivano una visuale più aperta degli scorci più caratteristici. Nonostante questo è una città che torneremo sicuramente visitare.

Strasburgo di notte
Strasburgo di notte

Baden Baden, 54.000 abitanti, si trova a circa un’ora da Strasburgo. Ancora una volta, ci siamo avvalsi di Flixbus che per un prezzo irrisorio ci ha portati a destinazione.

Per qualche ragione a me sconosciuta, il nostro bus è stato fermato per controlli alla frontiera tra i due paesi. Il fatto che i tre poliziotti sembrassero il cast di un film gay per adulti ha reso in qualche modo questo inconveniente meno disagevole del dovuto…

Nulla d’irregolare. Siamo ripartiti per Baden Baden e poco dopo il bus ci ha lasciati prontamente in stazione.

Da lì una veloce camminata verso il centro.

Pensiamo…

Il centro?

Riusciamo a perderci seguendo un sentiero che ci porta tra boschi e vitigni.

Finalmente rientriamo in un’area dall’apparenza urbana e chiediamo ad una distinta signora dove si trovi il “Stadt Centrum”. Ci guarda un po' allarmata e con la mano ci fa capire che è una bella camminata, ma che siamo sulla strada giusta.

Sarà solo quando un’ora dopo il centro lo raggiungiamo davvero che da una mappa capiamo che la stazione di Baden Baden si trova a 8 KM dalla cittadina vera e propria!

Allora... devo essere corretto: la giornata era grigia, siamo nella stagione morta e come a Strasburgo c’erano i lavori in corso per l’installazione degli addobbi natalizi. Quindi non la più propizia delle combinazioni, ma credo che anche se ci fossimo trovati lì con la città baciata del sole avrei fatto fatica ad innamorarmi di lei.

Circolano soldi, tanti: 1 milionario ogni 30 abitanti. Magnati russi, ma non solo, hanno fatto di Baden Baden la loro seconda casa e la città si rivolge a questo mercato. Visoni e volpi morti affollano le vetrine delle boutiques che si affacciano ostentanti sulle sue strade eleganti… c’è una severità nell’aria che mi raffredda.

Detto questo, il lungo parco che si estende lungo il fiume Oos è romanticamente seducente anche in una giornata uggiosa. Le colline della Foresta Nera che cingono la città mi ricordano i Vosgi e, come al solito, non siamo riusciti a resistere al richiamo di una camminata tra i boschi. Seguendo un sentiero circolare abbiamo raggiunto la Walhaus: uno chalet panoramico che si apre su Baden Baden e sui colli che la circondano ancora tappezzati d’autunno.

Lungo il fiume Oos e panoramica
Lungo il fiume Oos e panoramica


Tornati in città abbiamo esplorato il quartiere alto, attorno alla Schloßbergstraße (!), poca gente, pochi negozi, poco pelo morto. Molto meglio.

Dalla città "Alta"
Dalla città "Alta"

L’autobus che ci doveva riportare a Strasburgo è arrivato con una puntualità Svizzera... per confondere le cose.

Immaginatevi la mia delusione quando nessun controllo è stato effettuato una volta raggiunta la frontiera! Avrei proprio voluto sapere se la qualità della polizia di dogana Francese poteva competere con quella tedesca. Chissà, forse avrebbero potuto girare un film tutti assieme abbracciandosi nello spirito dell’Unione Europea!.



Se vi andasse, qua potete trovare i capitoli precedenti:

https://www.intertwine.it/it/magazine/6x5HVUR/un-anno-a-gerardmer-a-year-in-gerardmer


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