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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7 - Racconto ad episodi

I 7 - parte 30

103 visualizzazioni

11 minuti

Pubblicato il 05 maggio 2020 in Fantascienza

Tags: #fumetti #ragazzi #superpoteri #mutanti #amore

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-Perché cazzo mi sono consegnata ai Russi? Perché sono andata con loro così tranquillamente, di mia spontanea volontà, senza neppure accennare una protesta? Non mi hanno neppure minacciata e, anche se lo avessero fatto, dal sogno-ricordo ho capito che a quel tempo ero già consapevole del fatto che niente e nessuno potesse nuocermi! Per quale cazzo di motivo ho risposto subito “va bene” al soldato dell’Armata Rossa che in tedesco mi ha detto “dobbiamo portarti via con noi”? Ero semplicemente ingenua, terribilmente ingenua...più cretina che ingenua???-

Queste cose frullavano nella testa di Valeria, mentre correva verso la sala mensa. Vi fece praticamente irruzione, con la “crinierona” molto spettinata e selvaggia e la camicia a malapena agganciata e lasciata fuori dalla gonna: era davvero irrequieta. Non c’erano tante persone a fare colazione e quindi era chiaro che diversi individui apprezzavano dormire: a malapena si contavano una ventina di Sintetici presenti...e quasi tutti di sesso maschile. La Rossa cercò subito con lo sguardo George: era tranquillo seduto ad un tavolo seminascosto da una colonna portante e aveva di fronte Alvaro, disassato di un posto. George sorseggiava del caffè americano da una mug nera opaca e c’erano due waffles nel suo piatto, di cui uno lievemente smangiucchiato. Leggeva con attenzione un tablet. Alvaro invece aveva una tale quantità di cose che pareva fossero in 3 a fare colazione: una mug stracolma di caffellatte, un bicchierone di succo d’arancia, una ciotola ricolma di latte e corn flakes e diversi piattini con croissants (3), schiacciatine, affettati, waffles, uova sode, tramezzini, fette di pane con marmellatine e confezioni di burro monoporzione e un piattone con una english breakfast da far perdere la testa.

-George, dobbiamo parlar...SANTA CUNEGONDA! Alvaro, ma ti mangi tutta questa roba????- e lui, che stava sbiasciando un ciclopico pezzo di tramezzino boscaiolo, annuì e rispose che sarebbe stato capace di divorare anche molte più cose, ma che George si sarebbe incazzato.

-Ma poi pranzi pure?- -Certamente!-

Ripresasi dallo stupore e afferrato un pezzo di pancetta da uno dei piatti del teleporta di origine peruviana, Vì si rivolse nuovamente a George e ripeté che voleva assolutamente parlare con lui. Quello abbassò il tablet, la osservò con calma e rispose flemmatico: -Prima di tutto sistemati subito la camicia perché la sciatteria non si addice ad una creatura con le tue fattezze e legati i capelli perché sennò dopo li inzupperai nei piatti- e le passò un elastico nero -Poi prenditi la colazione, siediti qui e parliamo tranquillamente: se c’è una cosa che non ti è mai mancata, non ti manca e non ti mancherà mai è il tempo, cara Valeria!-

La Regina delle wunderwaffen restò spiazzata per un istante, poi rispose con un remissivo “sì” e si sistemò immediatamente la camicia, finendo di abbottonarla e infilandola per bene dentro la gonna, per poi farsi una coda.

Composta e calma andò davvero a prendere un vassoio, 4 tovaglioli (meglio abbondare, con quelli), cucchiaini a sfare, forchetta, coltello e tornò al tavolo. Fece altri viaggi ed alla fine era seduta di fronte a Lansing (accanto ad Alvaro) con una mug piena di caffè americano, un bicchierone da birra pieno di Coca-cola, un piatto con una english breakfast completa, 4 fette di pane morbido e altrettanti burrini e marmellatine.

Iniziò ad imburrarsi una fetta di pane, con la faccia imbronciata. George le domandò quale fosse il perché di quel broncio e poi aggiunse: -Pensa che io sono Americano e lo sai bene e quindi forse saranno i tanti anni passati in Italia a parlare per me; ma non si può vedere un essere vivente che beve tutta quella Coca Cola a colazione. Oltretutto hai dato un sorso al caffè ed uno alla Coca Cola: fai schifo quanto Alvaro...-

-Quando sei indistruttibile ed immortale puoi anche permetterti qualche schifezza col cibo!!!-

-Ma il broncio non era per questa critica, perché già ce l’avevi prima...-

Lerusia sbottò, con Alvaro che continuava ad ingozzarsi imperterrito, ma ora felice di seguire quel battibecco: -Stai usando un qualche tipo di potere su di me, e non mi piace!!!-.

Mangiando finalmente un altro pezzo di waffle, Lansing respinse l’accusa, ma la ragazza dalla pelle bianchissima sostenne che lui le facesse fare cose che non voleva fare, rendendola mansueta ed obbediente come un cagnolino e ovviamente usando un super potere per fare ciò.

-Sai benissimo che io sono un Illusore e giuro che quello è il mio unico potere!-

Valeria mostrò i denti e strillò “non è vero!!!!”: tutti i presenti si voltarono ad osservarla.

-Vedi? Mi hai appena mostrato i denti e ti sei arrabbiata: credi che io, per quanto tu possa essere bella e affascinante quando mostri quei prodigi della bioingegneria cinese, sia d’accordo che tu lo faccia???-

-Allora ora me lo stai facendo fare apposta per farmi credere che non hai un potere che ti permette di piegare le persone al tuo volere!!!-

-Ma quanto sei contorta, nei ragionamenti… Valeria, te lo ripeto: non ho quel tipo di potere-

Esclamò “non ti credo!” e sfoderò nuovamente i canini; a quel punto però lui le disse di smetterla di comportarsi come una bambina e di mangiare il bendidio che aveva preso, e quella rispose “vabbene”, abbassò lo sguardo e si mise in bocca un pezzo di salsiccia (con Alvaro che osservava e mormorava “wow: sorprendente!”)...per poi imbronciarsi ancora di più, guardarlo male e piagnucolando: -Lo hai appena fatto!!! Stavolta lo hai fatto sfacciatamente, e anche Alvaro l’ha notato! Almeno ammettilo, cazzo...-

A quel punto, finalmente, George svelo l’arcano: -Non ho un potere che mi permette di piegarti al mio volere; sei tu che sei stata programmata in modo di farlo!-

-Mi stai prendendo in giro???- (e Rita, ancora nel letto immersa nel sonno, percepì un brivido)

-Ce l’hai nel DNA, tesoro: tu esegui gli ordini!!!-

-Non è vero niente!!! Chiedilo al Capo: io mi sono sempre comportata da bambina viziata! Io faccio quello che mi pare!!!-

-A Fuling facevi tutto quello che ti pareva?- -Beh...sì!- -Ma se chi di dovere ti ordinava di fare qualcosa, tu rispettavi l’ordine...o mi sbaglio?-

Ripensò a molte volte in cui aveva compiuto azioni che proprio non le andavano a genio e mormorò: -No, cazzo: non ti sbagli...anzi-

-Tu fai quello che ti pare “normalmente”, capellona! Scommetto che, nel vostro gruppo, se lo Zar ti chiedeva seriamente di fare una cosa, tu la facevi. Magari col broncio, ma la facevi. Pensi che i nazisti avrebbero creato una creatura indistruttibile e potentissima che non rispondeva ai loro ordini???-

Ringalluzzito da quanto aveva appena sentito, Alvaro guardò Valeria dritta negli occhi e le ordinò di darle tutto il bacon che aveva nel piatto e quella gli mostrò il dito medio, invitandolo ad andare a farsi fottere.

Il teleporta allargò le braccia e rivolse un’espressione sbigottita a Lansing che, ridendo, mise in chiaro: -Non obbedisce a chiunque, ma all’autorità!- e poi si rivolse a lei: -Se percepisci che io ti sto seriamente chiedendo di fare qualcosa, quindi che ti sto dando un ordine, obbedisci immediatamente: prima ti ho detto di sistemarti la camicia ed hai percepito giustamente che non fosse un consiglio ma un ordine e quindi hai subito obbedito; se ti avessi solo consigliato di farlo, non mi avresti di certo dato ascolto!-

Un morso al pane con burro e marmellata e dopo un sorso di caffè Valeria gli puntò contro un indice accusatore: -Si può sapere per quale motivo, al casale, non mi hai semplicemente ordinato di venire con te? Volevi goderti lo spettacolino che prevedevi avrei messo su?-

-A proposito: figata assurda!- si complimentò Alvaro e lei si intenerì e gli passò una fetta di bacon.

George fissò il waffle superstite (l’altro lo aveva finito) come se aspettasse la risposta da lui; ma poi chiarì la cosa: -Se ti avessi ordinato di venire con me non mi avresti ascoltato: in quella situazione avresti risposto agli ordini dello Zar!-

-Ma lui ha provato a dissuadermi dal fare cazzate, e non l’ho ascoltato! Mi aveva proprio ordinato di restarmene zitta e buona in camera mia, ma io ho bloccato Parma e il Sardo ed ho preso il controllo dei poteri di lui per svolazzare verso i tuoi sapiens, ed ho scagliato in cielo Jakov, e poi ho preso il controllo del Capo e l’ho fatto volare nell’iperspazio!!! Non regge, questa cosa!!!-

-Eri fuori di di te, non a caso non ti ho lasciata subito libera in giro per la base e comunque indossi sempre quel particolare dispositivo di sicurezza che può sedarti… Normalmente rispondi a ciò che percepisci sia un ordine dato da colui o colei che ritieni sia il capo nel contesto in cui ti trovi al momento ma, anche se ti adoro ed ho lavorato tanto per trovarti e portarti qui, sei realmente un po’ difettosa come wunderwaffe...e non offenderti...-

Lei rispose che non le sembrava un difetto riuscire a fare di testa propria in certi frangenti, pur se era stata praticamente programmata per obbedire agli ordini e restò in silenzio per un po’, mangiando. Aveva cenato lì la sera prima, ora stava assaggiando la colazione e poteva già essere certa di una cosa: il cibo in quella misteriosa base era davvero buonissimo. Perfino il caffè sembrava avere quale qualcosa in più!!!!

George sembrava spesso leggerle nel pensiero e anche in quell’occasione fu così: -Noi abbiamo divagato, ma non sei entrata così piena di foga perché sospettavi che io usassi su di te un altro potere! Eri ansiosa ma felice! Hai detto “dobbiamo parlare” ma ti sei distratta dalla mostruosa quantità di cibo che Alvaro può divorare...-

-E tu mi hai ordinato di mettermi a posto la divisa… Comunque è vero: io e te dobbiamo parlare. Voglio che mi racconti di più di me, del mio passato! Ho fatto un sogno, George, ed era un ricordo!!!- -Hum...molto interessante! E che cos’hai ricordato? Qualcosa su Maggie, visto che hai passato la notte con lei?-

-Ehm...no, e comunque ho DORMITO con lei-

-Guarda che non voglio indagare! E’ solo che avete passato decine di anni insieme ed eravate inseparabili, anche se non ti ricordi di lei vi siete subito riappiccicate...e oltretutto lei ti sta aspettando da così tanto tempo...-

-Credimi: me ne sono accorta: l’ho fatta volare contro l’armadio sparandole addosso una sfera di plasma, per calmarla...-

Alvaro spalancò la bocca in segno di stupore e una poltiglia di roba masticata ricadde nel piatto, suscitando l’orrore dei suoi compagni di tavolo.

L’americano manifestò il suo disgusto e poi si complimentò con Lentiggini per il fatto che fosse riuscita a scoprire uno dei poteri che non ricordava più di avere, e lei lo bloccò subito, stizzita, agitando le mani accanto alla propria testa come per scacciare via quel nuovo argomento: -No no no! Ora non voglio parlare di questo!!!!-.

Spostò il proprio piatto ed il bicchierone di Coca Cola e si piegò sul tavolo, avvicinando il proprio viso a quello di George. Alvaro, che stava godendosi la colazione più interessante da molto tempo, contemplava la sintetica in quella posizione provocante e rimpiangeva che indossasse la gonna invece dei pantaloni stretti che portavano quasi tutte in quella base. Addirittura lei salì in ginocchio sulla sedia ed iniziò a raccontare per filo e per segno tutto il sogno della notte precedente, rimettendosi seduta composta quando George le fece un gesto a riguardo, anche perché ad un certo punto non era più solo Alvaro a fissare la diafana dagli occhi verdissimi in quella posizione stuzzicante.

Quando ebbe terminato, aggiunse: -Quello che mi hai appena spiegato sul fatto che io sia programmata per obbedire agli ordini ha dato un senso a tutto, perché non riuscivo a capacitarmi del fatto che me ne fossi andata via con quei soldati dell’Armata Rossa senza protestare...-

-Ti rendi conto di quanto è assurda questa cosa, vero? Ho riflettuto spesso sul fatto che la nostra intera specie esiste per una tua caratteristica e per un evento del tutto casuale, venuto a verificarsi per un concatenarsi di altre cose! Giselmar che finalmente decide di approcciarti e si offre di portare le vostre cose, la Signora Sauer che vi cammina avanti di alcuni passi per lasciarvi un po’ di privacy, la coincidenza che metta piede nella piazza del Municipio nello stesso esatto momento in cui sta arrivando la Gaz con quei soldati a bordo, tu che istintivamente le salvi la vita e finisci sotto l’auto al suo posto ed i soldati che si rendono conto di trovarsi davanti un tipetto interessante, visto che non ha un graffio dopo che ci son passati sopra con la macchina e sostiene che l’abbiano “fatta” in una megastruttura nazista segreta… Se soltanto, che ne so, Giselmar ti avesse distratta adulandoti e tu lo avessi guardato...magari non avresti visto che la Signora Sauer stava per finire sotto ad una macchina, o troppo tardi per salvarla: se lei fosse morta quei militari non si sarebbero accorti di quanto tu fossi speciale, i Russi non ti avrebbero mai studiata e poi replicata! La nostra specie non sarebbe mai nata, cavolo...-

CONTINUA...


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