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Una storia di Alcenero

Storia di un ponte

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5 minuti

Pubblicato il 02 febbraio 2020 in Humor

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Le comunità di Noidisotto e Noidisopra, sorgevano l’ una di fronte all'altra sul fiume Stodimezzo ma, pur con radici comuni, avevano vissuto sempre separate.

Infatti , mentre la prima nave di coloni della lontana Mondovia, era approdata sulla destra del fiume, fondando Noidisotto, la seconda, forse perché il capitano voleva arrivare primo da qualche parte o perché sbattuta via dalle tempestosissime acque del fiume, era giunta sulla parte opposta, fondando Noidisopra.

Fra le comunità, quindi, pochissimi contatti . Pochi si azzardavano ad attraversare il fiume.

Nessun matrimonio misto, perché nessun amore pur sbocciato, aveva osato sfidare a lungo le terribili acque del fiume. Capirete quindi lo sconcerto quando, per le strade dei due paesi apparve un manifesto : “La cittadinanza è convocata in piazza alle ore 15,00, per l’approvazione del progetto del ponte sullo Stodimezzo “. Un’ inquietante frenesia serpeggiò nei due paesi ed all’ora stabilita, le due piazze erano entrambe gremite.

A Noidisopra il Sindaco illustrò il progetto e le sue ragioni : “Concittadini, sarò breve. Viviamo una crisi inarrestabile. L’unico modo per rimettere in moto la nostra economia è costruire il ponte ! Un’opera, in collaborazione con Noidisotto, che farà risalire il Pil di due punti, per non parlare delle ricadute sul turismo. Abbiamo pensato ad altre soluzioni, ma ormai non c’è un solo centimetro del nostro paese non cementificato. Le nostre imprese hanno ristrutturato tutto il ristrutturabile. Il ponte è la nostra salvezza ! “

“Esprimo la mia contrarietà a quest’opera , che ci metterebbe in contatto con il popolo di Noidisotto, che notoriamente non ha alcun rispetto per le donne “, tuonò subito Tumefatta Dalle Botte, del Collettivo femminista di Noidisopra, nota soprattutto per i suoi ricoveri presso il locale pronto soccorso per incidenti domestici, tutti stranamente coincidenti con le sbornie del marito.

“Ma perché dovremmo mischiarci con una civiltà inferiore alla nostra sin dalla nascita ? La loro inferiorità intellettuale è dimostrata dal fatto che i loro progenitori invece di seguire i nostri, hanno sbagliato rotta e sono finiti dall'altra parte del fiume”- aggiunse Ottuso Ottusi, presidente dell’ Associazione per la tutela della memoria del ricordo del rammento dei fondatori di Noidisopra .

Prese la parola allora Ipocrito Nievo, l’ intellettuale della comunità :

“ Premesso che non sono razzista, figuratevi che ho anche un caro amico a Noidisotto ; premesso che come intellettuale sono per definizione, di mentalità aperta ed evoluta, premesso qualcos'altro che ora non ricordo, vi esorto a pensare ai danni che riverrebbero alla nostra cultura ed alla nostra identità da questa commistione. Ho studiato gli usi e i costumi di Noidisotto ed è mio dovere mettervi in guardia : siamo incompatibili ! Pensate che a Noidisotto, per esempio, le porte si aprono verso l’interno e non verso l’ esterno come da noi ! Pensate che preparano la crema, girando in senso antiorario ! Ed ancora, e rabbrividisco mentre lo dico, non stirano i calzini prima di indossarli ! Che mondo lasceremo ai nostri figli, dopo questi contatti ? Un mondo con porte che non si sa come si aprano ? Un mondo di creme girate al contrario ? Di calzini non stirati ? “

Un mormorio di approvazione seguì le sue parole. Il sindaco allora, giocò la sua ultima carta, dando la parola al Ministro per le Acque e la Meteorologia , che, a suo dire, aveva delle comunicazioni decisive da fare.

“Cari concittadini “cominciò, “sappiamo della costruzione a monte del fiume , di un enorme diga nel paese di Castoria, che determinerà uno sconvolgimento dei luoghi. In breve, le acque si placheranno, ed il fiume diverrà un acquitrino, facilissimo da attraversare, a nuoto o a piedi con stivaloni. Saremo comunque sommersi da migrazioni che non potremo controllare. Il ponte, invece, ci consentirà il controllo del fenomeno. “

Un boato di fischi sommerse le parole del ministro. Ma anche a Noidisotto la discussione era accesa.

Qui toccava a Efebo Ambigui, tuonare: “ La comunità di Noidisopra è un ammasso di pervertiti senza virilità. Me lo ha detto il mio manicure personale, mentre mi passava lo smalto sulle unghia. Ed anche il mio arricciatore di capelli lo ha confermato.”

“Ma certo, sono dei vigliacchi, come i loro antenati, che si fermarono alla prima ansa del fiume, mentre i nostri sfidarono con coraggio le onde “ aggiunse Pavido Conigli, nascondendosi poi subito dopo sotto la sedia.

“ Io li ho visti stirare i calzini “, gridò una voce dal fondo, nell'ilarità generale.

Insomma anche qui la proposta del ponte venne vista con sospetto .

Ma come si sa, ogni favola che si rispetti ha un finale e questa non fa eccezione. Volete sapere come andò a finire ?

Successe che la diga di Castoria, prima ancor di esser finita, cedette di schianto, e le acque prima trattenute, si fiondarono a valle con violenza inaudita. I due paesi di Noidisotto e Noidisopra vennero inondati, mentre proprio al centro del fiume, emerse un’ ampia isola, dove gli scampati delle due comunità poterono rifugiarsi.

Così, giocoforza le due comunità vennero a contatto e dovettero convivere.

Per carità, non fu affatto facile. Litigarono già sul nome della nuova comunità : “Deve chiamarsi Noidisottosopra “ proposero, guarda caso, gli scampati di Noidisotto. “E perché non Noidisoprasotto ?“ ribatterono gli altri.

Ma si sa che se l’ uomo nelle avversità mostra il peggio di sé, è pur vero che a volte nell’ emergenza , riesce a dare il meglio. Fu così che nessuno trovo da ridire quando uno degli scampati propose: “ E se la chiamassimo Noidimezzo ? “.

Da quel giorno è passato tanto tempo, e tante cose sono cambiate.

A Noidimezzo hanno imparato, per esempio, che la crema vien bene sia girata in senso antiorario che nell'altro, che stirare i calzini è sì una perdita di tempo, ma se si vuol esser più eleganti si può farlo, e che in fondo le porte, all'interno o all'esterno, l’ importante è che si aprano !


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