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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7 - Racconto ad episodi

I 7 - parte 46

46 visualizzazioni

10 minuti

Pubblicato il 27 luglio 2020 in Fantascienza

Tags: #supereroi #superpoteri #amicizia #amore #fumetti

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Erano più o meno le 4 del mattino e praticamente tutti, nella base di Lansing, stavano più o meno riposando; in piedi c’erano solo solo Vasja, Xue, Edwin e Arseniy che giocherellavano a biliardo, bevendo intrugli che ricordavano solo vagamente dei cocktail.

Margaritka e Valeria dormivano, nude ed avvinghiate. A dirla tutta Rita non dormiva affatto: stringeva ed accarezzava la compagna, che invece era immersa in un sonno profondissimo (da umana) e la osservava grazie alla sua capacità di poter vedere al buio, godendosi ogni espressione che appariva su quel meraviglioso visino (così simile al suo ma anche così diverso: i lineamenti erano praticamente identici, ma le espressioni no).

La camera era abbastanza in disordine: sul comodino facevano bella mostra di sé due bicchieroni di vetro, una bottiglia di tequila ed una di Rum tutti totalmente vuoti. C’era anche un posacenere di latta con al suo interno ben 6 joints finiti, più altrettanti filtrini di sigarette smontate per fabbricarli. Sul pavimento campeggiavano due enormi sacchi di patatine: uno era finito e l’altro quasi: il poco che restava del suo irresistibile contenuto ne era fuoriuscito e si era sparso un po’ in giro quando le due lo avevano fatto cadere, in preda alla passione.

Sì, avevano fatto sesso: Valeria aveva gli ormoni in subbuglio fin dal mattino e, dopo aver visto Rita polverizzare il Casale dei 7 con un urlo di nemmeno 2 secondi ed essere ad un passo dal “berserk mode” le sue insicurezze erano state letteralmente sepolte da un’irrefrenabile voglia…

Crollata in quel sonno profondissimo dopo alcool, canne, Evangelion, alcool, canne, sesso, alcool, canne, Evangelion, canne, alcool, ancora sesso, alcool, canne...Valeria sognò. Sognò e ricordò.

Fu un sogno vivido come quando aveva ricordato l’incidente del 21 Luglio 1945 a Fischmarkt.

Anche in quell’occasione la visuale era in terza persona: c’erano lei ed il Capo (allora conosciuto solo come “lo Zar”) seduti nella cabina di pilotaggio di un aereo. C’erano un gran numero di indicatori, strumenti, pulsanti, leve, levette e spie davanti a loro e sopra le loro teste, montati su plance di un bel colore verde “foglia di tè”, che in realtà pare che sia una tonalità di blu ma vabbè…

Sedeva al posto di sinistra e quindi quello del comandante ed in era proprio lei a tenere tra le mani la grande cloche e il Capo non considerava minimamente la sua: aveva una cartelletta piena di fogli sulle ginocchia e prendeva appunti controllando gli strumenti. Il suo sedile poteva girare di 180 gradi e si voltava di continuo per controllare altri strumenti alle sue spalle, ed appuntare ogni cosa.

VALERIA STAVA PILOTANDO UN GROSSO BOMBARDIERE!!!

Quando vide quella scena si domandò che accidenti ci facessero due esseri in grado di volare a velocità supersonica a bordo di un aereo, ma poi si entusiasmò vedendosi ai comandi di quel poderoso velivolo.

Valeria si dava spesso della stupida, ma in realtà imparava qualsiasi cosa con una rapidità impressionante; quella che le mancava era la simpatia e la voglia per tutto ciò che riguardava numeri e strane formule matematiche: infatti era lei a pilotare il bombardiere, mentre il Capo si occupava dei noiosi numeri e degli ancora più noiosi calcoli.

Al contrario di quanto accadde col sogno-ricordo che iniziò con lei che camminava sul Krämerbrücke (il “ponte dei bottegai”) di Erfurt ma non riconobbe né il posto ne la signora Sauer, in quel frangente ricordò in modo chiaro cosa stessero facendo lei e il primo sintetico realizzato dai Sovietici (usando il suo DNA come base di partenza): stavano testando il Tupolev Tu-95LAL!!

Per chi non lo conosce, il Tu-95 è un grande bombardiere dotato di 4 motori turboelica, per la precisione i turboelica più potenti (nonché i più parchi nei consumi) mai realizzati, che gli permettono di volare ad oltre 900km orari e lo rendono il più veloce velivolo ad elica mai realizzato. Per la precisione l’ “Orso” (così è chiamato dalla Nato) ha 4 doppie eliche controrotanti quadripala. Questo favoloso bombardiere strategico è anche un velivolo estremamente longevo perché ha volato per la prima volta nel 1954 ed è tutt’ora in servizio! Anzi, con l’ultimo aggiornamento (la versione “MSM” con propulsori ancora più potenti ed efficienti, nuovi armamenti con sistemi di puntamento di ultima generazione, nuovi radar e nuova avionica), potrà restare in servizio fino al 2030, ma probabilmente fino al 2040!! Quando fu lanciato fece tremare l’Occidente, perché le sue prestazioni erano davvero fuori dal comune (e lo sono tutt’ora, visto e considerato che non è un turboventola) e avrebbe potuto portare e sganciare bombe atomiche praticamente ovunque!

Il particolare modello che stavano testando i due Sintetici possedeva un reattore nucleare installato al centro della fusoliera (si noti la gobba nella foto di copertina: sì sì, l’aereo in questione è proprio quello!). L’obbiettivo dei sovietici era realizzare un velivolo i cui propulsori fossero alimentati da un reattore nucleare e che quindi potesse vantare un’autonomia potenzialmente illimitata; il Tu-95LAL però aveva una propulsione di tipo tradizionale ed il suo reattore non era collegato ai motori: la sigla “lal” stava per “Leteči Atomski Laboratorij”, ovvero “laboratorio atomico volante” e infatti serviva per testare il funzionamento del reattore ad alta quota e la capacità delle poderose schermature della cabina di pilotaggio di difendere l’equipaggio dalle radiazioni.

In cabina, in effetti, l’atmosfera era ovattata: la spessa piastra di piombo alle loro spalle, unita ad una serie di assurdi materiali sempre atti ad assorbire le radiazioni montati direttamente sul reattore e ad altre serie di paratie in acciaio, rendeva l’interno di quell’aeroplano estremamente confortevole e silenzioso.

In realtà alle loro spalle c’erano altri 4 posti ed una strumentazione ancor più complessa, ma non c’era nessuno a far loro compagnia in quel test.

Come mai i Sovietici testavano quel bombardiere con a bordo un reattore nucleare facendolo pilotare dai due Sintetici di cui erano in possesso? Semplice: entrambi erano totalmente invulnerabili e pertanto se le paratie protettive avessero fatto passare delle radiazioni in cabina o se ci fosse stato un problema al reattore o magari fossero precipitati, non si sarebbero fatti niente!

Era il primo pomeriggio di Lunedì 3 Luglio 1961, ed il Tu-95LAL stava volando per la prima volta con il reattore in funzione e, naturalmente, stava sorvolando ad alta quota l’immenso territorio del poligono nucleare di Semipalatinsk (in tutti i suoi voli il bombardiere sperimentale decollò sempre da Semey).

In quel sognoricordo davvero vivido Valeria vide se stessa molto divertita ed “intrippata”. Nonostante potesse volare molto più agilmente e velocemente da sola, pilotare quel bestione regalava davvero una grande soddisfazione ed una sensazione di potenza che un essere come lei era la prima a trovare del tutto insensata (viste le sue doti), ma tant’è che, ai comandi di quel bombardiere strategico di un lucidissimo color argento, si sentiva davvero bene…

Il grosso volantino che fungeva da barra di comando sembrava di dimensioni esagerate con le sue piccole mani a stringerlo: data la sua statura ridotta i meccanici avevano addirittura dovuto modificare il suo sedile in modo da farle usare in modo confortevole i pedali del timone!!

Non essendoci comandi “fly by wire” (ovvero digitali, che sarebbero stati testati per le prime volte quasi 11 anni dopo quel giorno) ma solo meccanici, la piccola Sintetica dall’esagerata chioma fulva non avrebbe potuto usare il telecontrollo per comandare il Tupolev…

La crescente digitalizzazzione della tecnologia umana aveva ampliato il campo di utilizzo del telecontrollo di Vì che, a dirla tutta, a quell’epoca, quel suo particolare potere poteva usarlo praticamente solo sugli esseri viventi.

Aveva il sorriso sulle labbra. La giornata era splendida e c’erano quasi 30 gradi a terra, ma all’interno dell Tu-95LAL si stava benissimo grazie al super isolamento della cabina ed all’altrettanto super impianto di condizionamento.

Il Capo parlava con i tecnici a terra: attraverso le cuffie sarebbe stata collegata anche Valeria ed avrebbe sentito tutto pure lei, ma qualche minuto prima le aveva appoggiate per terra dicendo che tutto quel chiacchiericcio tecnico l’annoiava e di riferirle le cose importanti.

Masticando una gomma e canticchiando un motivetto improvvisato, si rivolse al compagno di missione (ed unico suo simile, a quel tempo): -Che dicono le teste d’uovo? Nuove istruzioni?-

-No: mantenere volo rettilineo livellato...-

la ragazza dalla pelle bianchissima ripeté in modo caricaturale e facendo smorfie di noia: - “Mantenere volo rettilineo livellato”! Che palle!!!-

-Il reattore si sta comportando bene: è stabile e tranquillo...-

-Ci credo che è stabile e tranquillo: stiamo volando dritti, sempre alla stessa quota ed alla stessa velocità! Per questo bestione è come stare fermi!!!! Vogliono testare come si comporta il reattore dentro questo bombardiere senza farci fare niente!!! Cazzo...- e si avvicinò allo Zar in modo che il suo successivo grido potesse essere intercettato dal microfono del suo impianto di comunicazione: -Siamo immortali e del tutto invulnerabili: fateci fare qualcosa di più spericolato!!!!-

Lui le disse di restare seria ma le fece un occhiolino, per poi riferire: -Dicono di rimetterti le cuffie e ribadiscono di proseguire col volo rettilineo livellato. Dicono anche che noi siamo immortali ed invulnerabili; ma questo prototipo sperimentale no e soprattutto non lo è il costosissimo reattore al suo interno...-

Valeria indossò nuovamente la cuffia e si rivolse a coloro i quali erano in ascolto (e li seguivano sui radar) con una vocina da bambina dispettosa: -Quindi non posso fare così???-

e smosse ripetutamente avanti ed indietro la cloche, facendo beccheggiare il grosso bombardiere, ovvero facendolo ondeggiare su e giù. Lo Zar rise, e Valeria domandò ancora: -Non posso fare nemmeno questo, a causa del costosissimo reattore nucleare che abbiamo alle nostre spalle???- e iniziò a premere i pedali alternativamente provocando imbardate vistose.

Quando, ridendo, chiese ancora se non le fosse permesso di fare “nemmeno questo” iniziò a muovere la cloche a destra ed a sinistra, facendo rollare paurosamente il bombardiere.

-Valiera, smettila subito, per favore! Mantieniti in volo rettilineo livellato, a quota 40.000 piedi!-

-Ok...vediamo se il vostro reattore sopporta bene una picchiata!!-

“COSA?????” esclamò lo Zar

-COOSA?? NO, VALIERA!!!- gridarono diverse persone da terra.

La Regina delle Wunderwaffen, mettendo per un istante la lingua tra i denti per poi strillare un gioioso “SI SCENDE!!!!!”, spinse il volantino al massimo e il Tupolev si lanciò in picchiata!!!

Lo Zar, che era girato in senso contrario, riuscì con qualche difficoltà a riportare il sedile in posizione corretta., vista la fortissima accelerazione G negativa.

Il grosso aeroplano argentato dalla fusoliera sigaroforme raggiunse e superò i 1000km orari (quella versione, teoricamente, non doveva superare gli 800) quando “pelle d’alabastro” tirò con forza il volantino (che per lei non era affatto “ino”) verso di sé e portò i 4 motori a tutta potenza, cabrando ovvero salendo di quota.

Lo Zar rideva divertito mentre, in radio, tutti pregavano la Sintetica ai comandi di quel prezioso velivolo sperimentale di piantarla con le manovre spericolate e tornare al volo livellato!!!

Raggiunti i 43.000 piedi la pestifera creatura finalmente stabilizzò l’aereo, avvertendo via radio: -Il reattore ha digerito picchiata e cabrata senza problemi: ha sopportato G negativi e positivi senza fare una piega. E’ sempre stabile: è un ragazzone sovietico con due palle così!!!!!-

-Sei una matta, Valiera!!!!!!!-

-Vi ho alleggerito il lavoro: chissà quando avreste avuto il coraggio di provare simili manovre!!! Avete interessanti dati per divertirvi… Dai, mica siamo Yankees: noi abbiamo le palle!!!!-

Una nuova voce si inserì nella conversazione: -Ben detto, Valiera: in Unione Sovietica tutti hanno due palle così, anche le femmine… Atterrate il prima possibile: vi stanno aspettando per riportavi al Centro! Stiamo per attivare la Terza: di certo anche lei sarà una ragazzina con gli attributi!!!!-

-Oh, cavolo!!!! NOTIZIA MERAVIGLIOSA!!!!!! Ricevuto: vediamo come se la cava il reattore con un atterraggio estremamente frettoloso e violento!!!!!!-


CONTINUA...


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