scrivi

Una storia di angelaaniello

Questa storia è presente nel magazine RecensiAMO....

I numeri nell'anima di Dio e l'anima di Dio nei numeri

261 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 03 aprile 2019 in Recensioni

0

Perché, a volte, tutto comincia dalla brezza di una notte, quando gli occhi si sgranano oltre il sonno e, prima delle domande, le parole ritornano, si mescolano alla paura e al rimpianto. E, se Dio è bello e ama la preghiera, se nell'anima dei numeri c'è una radice di investigazione divina, ecco che il nome di Leonardo, invocato da lontano, si profila all'orizzonte e bussa alla porta del cuore.

Mi piace introdurre così il libro "L'uomo che ci regalò i numeri La vita e i viaggi di Leonardo Fibonacci" pubblicato con Mursia Editore e scritto dal giornalista e scrittore fiorentino Paolo Ciampi, che si divide tra la passione per la letteratura di viaggio e i personaggi storici dimenticati.

Leonardo filius Bonacci , Leonardo Pisano e Pisa è potente e intraprendente. Leonardo che accende fantasticherie nel cammino, Leonardo dai numeri come ragione di vita.

Poi bastano dei quaderni in soffitta da riconsegnare al tempo, i quaderni di Stella, della piccola Stella, ad aprire altre pagine e altre storie. Allora un confine, se esiste, serve a trattenere l'arte e all'inizio di tutto si innesta la dicotomia fra verità e finzione. Chi mente? I numeri o le parole?

Leonardo sbuca fra una confusione di volti, di segreti e di viaggi, di mercanti e di commerci, di luoghi e di spazi.

A Bugia l'arte dei numeri sa di vita vissuta. Per dirla con Proclo "la matematica rispecchia la mente e purifica l'intelletto; essa porta alla luce le nostre idee innate".

La matematica è il linguaggio di Dio che consente di accedere alla verità attraverso la molteplicità.

Algebra dall'arabo al-jabr significa aggiustare, completare, restaurare. Sì, ma cosa? L'idea che i simboli possono unire tutti? L'esistenza dei numeri prima del tempo?

È lo zero ad affascinare Leonardo. Lo zero, l'ultima cifra venuta in mente all'uomo, il numero più raffinato.

Ma chi l'ha detto che uno per zero fa zero?

In Ciampi emerge chiaramente il desiderio di abitare la vita e i sogni di Leonardo, la curiosità del viaggiatore e l'esperienza del matematico.

Il viaggio è la scoperta dell'ignoto, dello sconfinato e, se il mare assomiglia a un tiro di dadi, la mente ha il sapore di un mondo vario in cui le parole stesse rimandano a valori diversi.

"I numeri non servono solo ai mercanti per comprare e vendere, ma anche all'anima per arricchirsi."

Le cose bisogna vederle davvero per vincere l'indifferenza e la disattenzione e dal Liber Abaci si apprende che dove c'è numero, c'è bellezza.

Si può dimostrare la bellezza? La si può misurare? La si può aggiustare?

Le rivoluzioni sono figlie del loro tempo, tentano di dare ordine al mondo sulla linea di un orizzonte che è spazio di nostalgia, possibilità e incontro.

Ogni religione ha cercato di sondare le verità nascoste dietro ai numeri. Ma bisogna anche amarle le cose per capire come sono esattamente. La geometria ci serve a misurare altezze, profondità, distanze.

Una domanda sorge impetuosa: quanto di Ciampi c'è in Fibonacci e quanto di Fibonacci in Ciampi?

Leggere queste pagine indubbiamente conduce il lettore a investigare il senso del mondo, i suoi angoli oscuri e quella rifrazione di luce che è come il sole a mezzogiorno, la matematica appunto.

E, se Leonardo ha avuto a che fare con la bellezza, ognuno di noi deve credere che ciò che resta è il silenzio attraverso cui gli uomini rivelano la propria vita, più che con le parole.

Contare e raccontare per approdare oltre l'uno alla differenza.

Chiaro che imparare ad ascoltare equivale a recuperare il terreno perduto!

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×