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Una storia di angelaaniello

Questa storia è presente nel magazine RecensiAMO....

AFFETTI NOMADI

559 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 08 settembre 2018 in Recensioni

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"In amore non bastano le belle parole, quelle dette bene o perfino sussurrate all'orecchio"

Mi piace partire di qua per parlarvi di un romanzo avvolgente e interessante nella sua musicalità, talora stridente o forte o azzardata, talaltra dolce, sinuosa, liquida, come sa esserlo la vita stessa, scritto da Antonella D'Eri Viesti, dottoranda in Filosofia e teoria dei linguaggi presso l'Università degli Studi di Bari ed edito con Les Flaneurs.

Allegra, la protagonista, è immersa in un viaggio continuo, dentro e fuori se stessa, metafora del nomadismo degli affetti e delle emozioni, della curiosità dei tipi umani.

Quando l'aria si appesantisce per l'inappagabilità di un desiderio, quando lascia perplessi l'indifferenza degli altri verso gli ideali, verso le cose importanti, Allegra diviene più ingorda dell’amore, dell’emozione, del rischio, della paura, della forma.

“La massima prova cui la vita ci sottopone è la prova stessa. Provare per vivere”.

In una serie di frammenti l’autrice ci porta a riflettere sulla vulnerabilità dell’esistenza e degli affetti. A volte si tratta di fermarsi per poi ripartire, altre di trovare le parole per seguire le increspature delle onde o per addentrarsi nei pensieri forgiati dalla lingua.

“Senza la parola i pensieri restano muti e vengono sepolti dall’indifferenza e dalla pigrizia in cui cade la nostra testa”.

Quand’è che si diventa capaci di ritmare quel che ancora non si conosce?

Quanto l’amicizia o l’amore aprono l’ingresso a una parte di sé tutta nuova, pronta a viaggiare?

Dall’altra parte della paura le immagini si riflettono diverse e il silenzio riassume tutte le cose da svelare, perché nell’intensità del gioco della vita s’impara a morire pian piano così come a rinascere.

“Devo ritrovare la strada del ritorno verso me stessa, quella che mi riconduca all’essenza, alla mia, persa, calpestata”.

Il cuore per Allegra è un paese d’occhi e orecchi, un campo di sentimenti disperati, una serata alcolica da togliere il fiato, un sogno da raccontare e cullare.

I ricordi restano il collante degli anni, educano a sentire le cose quando vengono naturali, a non credere che la vita sia rapportabile a uno stereotipo.

“Tutti nasciamo liberi, pochi di noi lo restano purtroppo.”

Il fascino delle stagioni che durano poco, la bellezza dell’inafferrabile, la notte sospesa bevendo dagli occhi solitudini, l’incanto dinanzi alla complessità degli esseri umani, un universo di incroci traballanti e terribilmente fragili.

“Ci sentiamo invincibili, ma in realtà siamo esseri miserabili. È questa la nostra più grande dannazione. È quando, accecato dalla superbia, cammini impavido che inciampi”.

La felicità è qualcosa che batte forte forte ma oscilla, uno scintillio che affascina, la spia che permette di esistere come nell’amore vero “attraverso l’altro, nell’altro, per l’altro.”

Il lettore lentamente comincia a ritrovare in Allegra frammenti del suo divenire, ridestando la mente sopita.

Le relazioni che esistono fra le parole, perfettamente calibrate e selezionate, sono le stesse che inducono a cercare una nota positiva, a far sopravvivere il desiderio di essere se stessi.

La vita si vive di pancia. Poi il dolore ci spoglia come vento d’autunno e ciò che straripa dagli argini è il senso dell’attesa.

Di qualcosa di buono. Di un’illusione. Di una risata che soffochi il peso della tristezza.

Cosa ci rende davvero liberi? E siamo sicuri di esserlo?

Le occasioni mancano. Le occasioni si creano riaggiornando le interazioni fra umano e spazio postumano.

Siamo il paesaggio delle nostre idee e delle nostre emozioni e la precarietà che si affolla nella testa diventa una corazza per non farsi sfiorare; intanto la vita corre ed è fatta anche di slanci e di appartenenze.

“Votati a un nomadismo affettivo, sradicati da ogni tipo di relazione, volteggiamo come anime leggere in un vortice di incertezze miste all’incanto di panorami sempre nuovi”.

Allegra scrive per leggere fra le sue righe. La vita risponde a suo modo perché è proprio nel solco delle piccole cose che si abbozza il risveglio. Forza decollante.


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