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Una storia di BeppeGVida

Ci siamo conosciuti in chat

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3 minuti

Pubblicato il 14 febbraio 2020 in Storie d’amore

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Era una serata fresca di metà estate. Ci siamo dati appuntamento a San Lazzaro nella piazzetta del Municipio. Nutrivo, dai messaggi che ci aravamo scambiati, conferme. Essi dicevano molto della sua personalità. Della sua vita e nella professione la ponevano, nel merito, qualificata per una professione impegnativa nel settore legale. Era un’amicizia da costruire. Il saluto è stato discreto e galante

Sono arrivato puntuale all’ora dell’appuntamento, anche lei. L’ho vista scendere da un taxì e mi piacque l’aplomb che sfoggiava mentre estraeva il portafogli per la corsa. Io ero a poca distanza, era sera, non mi vide subito, il tempo di qualche minuto un baciamano sanciva il gradimento, al di là del formale.
Ci intrattenemmo per qualche minuto, il tempo per capire com’eravamo, nel senso primitivo di una conoscenza, poi ci avviammo verso la destinazione concordata.

Castel San Pietro Terme era poco distante. Il luogo prescelto per una cena ci è sembrato adatto, dal momento che oltre al paese tra quelli attraenti, dell’hinterland che pullula di ristoranti e piccole trattorie, meta serale di molti.
Il luogo scelto a prima vista ci era parso adatto, per un colloquio, quanto più discreto, con avventori che non parlassero a voce alta. Decidemmo, eravamo d’accordo di scendere, così facemmo.

Ci accorgemmo che la cena passava in secondo piano tant’era la curiosità di entrambi di sondare per tracciare delle coordinate che ci consentissero un prosieguo che si basasse su un’amicizia promettente. Senza dircelo, entrambi eravamo emozionati, le parole solite stentavano ad uscire; finalmente trovammo un equilibrio tra ciò che volevamo comunicare all’altro e il luogo dove ci trovavamo… godemmo di una conversazione piacevole e non sussiegosa.
Quando ci accorgemmo di aver scelto tutt’altro che il meglio del menù ci affrettammo e uscimmo all’aperto.
La serata era ancor più fresca di quando ci siamo incontrati, si stava bene all’aperto, il cielo ci ha fatto venire in mente quasi contemporaneamente la carta argentata dei baci perugina… Decidemmo di continuare la serata visitando il paese. Eravamo d’accordo nel riconoscere la fama che gode Castel San Pietro Terme.

Avevamo compreso l’attrazione dell’un per l’altro e si faceva urgente una verifica reale, non solo il teorema. Non me la sentivo venendo meno a un desiderio, forse condiviso forse no: non lo saprò mai.
Era passata la mezzanotte di quel sabato e le proposi di accompagnarla a casa. Accettò di buon grado e ci avviammo verso casa.

Durante il viaggio mi parlò del suo lavoro, senza alcuna indiscrezione, ne citando persone ne luoghi. Apprezzai molto che l’etica fosse presente dal primo momento in poi e durante il viaggio che stavamo compiendo.
Quando arrivammo a destinazione ci salutammo in modo frettoloso dato che il traffico non mi ha consentito un’ultima “cavalleria”: lo scendere dalla vettura. Lei comprese e mentre mi avviavo dallo specchio che riflette il lunotto ho visto un fervente saluto con la mano. Quel saluto me lo ricordo ancora come fosse appena avvenuto. Mi ha dato la stessa motivazione di un classico arrivederci.



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