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Una storia di DomenicoDeFerraro

L’ONCOTROPO

RACCONTO DISTOPICO FANTASCIENTIFICO

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7 minuti

Pubblicato il 09 marzo 2021 in Fantascienza

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L’ONCOTROPO


RACCONTO DISTOPICO FANTASCIENTIFICO


Mi dirigo in pronto soccorso spinto dal soffio di un un vento scuro che attraversa questo pianeta dove vivono strani mostri dai mille occhi intermittenti. Mostri allucinanti che strisciano nella polvere corrono, attraversano la sorte avversa che non si arresta con la speranza di farcela ad uscire fuori da questo incubo . Ed io , ho paura su questo pianeta cuneiforme , oscuro, lontano dalla terra mille e mille anni luce . Sono solo mi dirigo al pronto soccorso medico militare , un avamposto militare dove stanno stanziati diversi militari , provenienti da diversi pianeti vicini. Il cosmo cambia aspetto nel mio pensiero con l’idea di un divenire che riassume tutto quello che ho sempre sognato. Si perde in un immagine di libertà che mi prende e mi conduce dove voglio. Ogni cosa viva cambia forma , la notte è lunga , fredda , come questo mio immaginare che materializza ogni mio timore in qualcosa di visibile. Ho paura , sento la malattia invadermi il mio corpo , mi sento sempre più debole e solo.


Quanto giungo al pronto soccorso , febbricitante un infermiere mi prende tra le sue braccia. Mi dice stai calmo ci pensiamo noi adesso. Sono stremato, fatico a parlare, balbetto poi sento sempre più perdere le forze. Vedo strane forme e strani esseri danzare intorno a me , avvicinarsi al mio corpo . Sono in preda ad una crisi paranoica , sono sul punto di morire di non esserci più. Ho attraversato il deserto di questo pianeta per tanti giorni di viaggio con addosso questa infezione , partita dalla mia mano . Sono stato morso da uno strano animale, molto piccolo , quasi microscopico. Mentre ero seduto su di un masso a contemplare la vastità dello spazio. Ero intento a fare ricerche per conto di una società terrestre . Ieri ero felice di stare qui su questo pianeta alfanumerico denominato k19 ero contento di poter volare e di andare in giro a ricercare varie forme di vita sconosciute. Analizzavo pietre ed animali . Per mesi ho viaggiato verso il confine di un mondo sconosciuto con la mia tenda di ricercatore pieghevole dietro la schiena . Ho dormito sotto un mare di stelle ed ho sognato di fare l’amore con bellissime donne.


Poi improvvisamente mentre ero alla ricerca di qualcosa che non avesse nome ne senso per un terrestre, ho sentito un forte bruciore alla mano , un piccolo morso. Ho visto all’improvviso un piccolissimo oncotropo apparso dal nulla guardarmi con la bocca ancora sanguinante del mio sangue , scappare via nelle profondità delle viscere di questo pianeta. Dopo avermi morso ho provato ad allungare la mano ad afferrarlo a prenderlo ma lui era sparito . Dopo un poco ho cominciato a provare un terribile dolore alla mano. Il bruciore si è moltiplicato a dismisura ha invaso il mio corpo si e sparso terribile , silenzioso. Ho avuto paura , ho incominciato a vedere strane cose, terribili allucinazioni . Inenarrabili visioni mi hanno costretto a guardare l’altro lato oscuro di questo pianeta . Cosi mi sono apparse davanti agli occhi della mia mente febbricitante . strane immagini e strani esseri vestiti come terrestri d’altri tempi , beduini, imbalsamati. Cammelli con tre gobbe . E sono caduto nel delirio nella liricità e fisicità degli atti, ho avuto paura di morire per davvero . Poi l’ aiutante virtuale del mio computer mi ha guidato , sollevato con la sua voce metallica . Mi ha spronato ad alzarmi da terra a camminare a dirigermi verso questo avamposto militare provvisto di pronto soccorso. Il mio corpo si faceva sempre più debole camminando , la linea della terra si confondeva con la creazione immaginaria, mentre il veleno dell’oncotropo stava facendo dentro il mio organismo il suo effetto deleterio.


Quando sono giunto al pronto soccorso militare ero febbricitante e l‘immagine della realtà cambiava forma ed assumeva un'altra fisicità , assumeva un aspetto orrendo , quasi da fare paura chiunque mi vedesse , provocando in me un senso di puro terrore. L’infermiere mi ha preso in braccio , quando sono giunto al pronto soccorso , sono caduto nel sonno in un torpore di sensi , mi sono abbandonato all’allucinazione , allo sciorinare degli eventi.

Aiutatemi gli dico , sono tre giorni che viaggio con la febbre forte

Non avere paura sei in buone mani

Mi manca il respiro

Lasciati andare pensiamo noi a salvarti

Fate presto forse mi manca poco tempo

Non parlare la morte, non ha rispetto per nessuno

Sono qui al campo base k19

Si , sei salvo

Dove è il mio computer

E qui nella tua borsa

Sia lodato iddio , mi ha salvato con la sua voice

Non parlare , non ti affaticare

Sono stanco

Riposa il tempo scorre

Vengo portato su una branda

L’infermiere al medico

Ha perso molto sangue

Facciamo quello che va fatto un morso di questi oncotropi provoca allucinazioni ed arresti cardiocircolatori

Siete sicuro che c’è la farà

Che ne so, noi ci proviamo siamo medici militari

Io un infermiere attento alle regole dei suoi superiori

Ecco prepara un antidoto

Io preparare un antidoto . Va bene

Con che cosa lo preparo con la polvere da sparo.

Non parlare invano che ti mando a pulire le latrine

Capitano siamo in guerra con strani esseri

Questa è una guerra biologica necessaria

Io non volevo venirci su k19 mi ci hanno spedito dopo aver avuto una punizione disciplinare

Basta parlare di te , questo sta male

Ascolta cosa dice

Parla da febbricitante dice strane cose

Forse parla terrestre

Io parlo il Marziano

Io il thailandese

Senti non farmi perdere la pazienza

Non voglio morire

Lo hai sentito

Io sento le voci degli angeli

Sara la voce del suo computer

Sono le voce del vento

Siamo a cavallo

Qui non esistono cavalli

K19 è un pianeta senza dimensioni temporali

Attenti , all’oncotropo è ancora qui

Ha sentito capitano cosa ha detto dice siamo tutti in pericolo

Cosa ha detto

Dice che l’essere che l’aggradito e ancora qui

L’oncotropo

Io non lo vedo

E microscopico

Presto sigilliamolo in una tenda termica

Dobbiamo disinfettare il suo corpo ed ammazzare ogni microbo alieno che è dentro o fuori di lui

Preparo la tenda

Presto , potrebbe essere troppo tardi


Le stelle sono grandi e lucenti come gli occhi di una donna desiderata , ed il tempo scorre all’indietro, ogni microrganismi precede una creazione apologetica, deleteria, intrinseca nel sistema generante una visione di insiemi . Numerici , virtuali , esseri che noi percepiamo come mostri orribili. Ed il cammino verso il pronto soccorso è la salvezza di questo ricercatore nella sua speranza di poter sopravvivere al suo delirio. La sua ricerca , mesi spesi tra le rocce vulcaniche di questo pianeta . E una lunga serie di risposte alle tante domande di cosa sia un essere microscopico capace di autoriprodursi all’infinito in funzione di un DNA ospitante. E la risposta alla visione utopica della creazione in relazione alla fisicità dell’essere materiale.


Il capitano si avvicina all’immagine virtuale dove il ricercatore lotta contro quel male sconosciuto.

Chi sa se riuscirà mai a trovare la sua strada per ritornare in questo avamposto.

Lo guarda attraverso un monitor , collegato al computer del ricercatore , virtualmente fa vedere il ricercatore intento a camminare nel deserto . Nella sua mente il ricercatore si sente perduto, invaso da strani fenomeni , si sente cadere nel vuoto cosmico, si sente assalito da milioni di esseri microscopici che estraggono dal suo corpo , ogni linfa vitale, si autorigenerano , lo assalgono, lo mordono, si nutrono all’infinito , nella forma e nella sostanza. La fine sembra vicina come il canto dell’oncotropo che non si sazia mai della sua vita ne dell’energia distillante da quel corpo .


Il campo base è lontano, mesi , giorni e l’assistente virtuale ha fatto credere al ricercatore che fosse in un ospedale da campo in un pronto soccorso . L’assistente virtuale ha provato a salvare il suo compagno di viaggio, ma poi anche lui è stato assalito da strani microscopici esseri che sono entrati nel suo organismo virtuale ed hanno generato , una visione distopica della sua realtà effettuale.



La fine è una illusione che nasconde in se una regola fissa ,una sibillina verità effettuale che può salvarti dall’illusione di essere oggetto o soggetto di un male sconosciuto. E nella ricerca il ricercatore è un tutto uno , con il suo fine ed il suo principio. Poiché non esistono mezzi termini , ne esiste una visione d’insieme delle cose percepite, poiché la vita è un miracolo che si moltiplica e si manifesta in ogni dimensioni temporale , una sequenza di fatti in milioni e milioni di anni vissuti virtualmente in ogni luogo indipendenti nella ricerca , di una possibile soluzione in questo universo virtuale.


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