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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7 - Racconto ad episodi

I 7 - parte 16

75 visualizzazioni

13 minuti

Pubblicato il 29 marzo 2020 in Avventura

Tags: #comics #fantascienza #giovani #poteri #supereroi

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Il gruppo, con l’ovvia esclusione di quella scriteriata di Valeria e del Sardo, in missione in Argentina per portare lì Fabio il curandero, era ancora nel salone del casale. La Canadese era tutta abbracciata a Tom e a malapena lo lasciava respirare.

Lui era nervoso per quei 96 cadaveri con la testa spappolata che ancora popolavano la riva del torrente. Si chiedeva quanto cazzo di tempo avrebbe ancora impiegato Il Sardo prima di ricomparire lì assieme a Fabio.

A lui di quei ragazzi non importava nulla: se non fosse stato per l’idea del compagno teleporta avrebbe ripulito tutto in pochissimo tempo. Non amava lasciare tracce (era stato addestrato così fin dalla sua creazione) e 96 giovani mercenari con i crani devastati da un proiettile calibro 5,45 ne rappresentavano una bella grossa.

E se fosse arrivato qualcuno? Quella zona era incredibilmente isolata ma, da quando stavano lì, era capitato che passasse qualche escursionista per raggiungere la cima del monte utilizzando il sentiero che passava vicino al casale!!! Parma avrebbe potuto risolvere tutto cancellando i ricordi di chi eventualmente avesse finito per imbattersi in quel gran casino; ma se per caso fosse già passato qualcuno da quando loro si erano rinchiusi in salotto perché la sua adorata partner sentiva il bisogno che gli altri facessero chiarezza sul loro passato?

Qualcuno aveva già visto tutto? Aveva chiamato la Polizia???

Naturalmente Tom non aveva paura della Polizia: anche lui come Valeria, il Capo e la Diavolessa era del tutto invulnerabile (Acerina non lo era di suo, ma potendo copiare i poteri di chi imitava poteva diventarlo senza problemi quando ne aveva bisogno); ma preferiva evitare inutili scocciature o rischiare di mettersi in mostra…

A quel punto sbottò, interrompendo chi stava parlando (non so chi fosse: non sono Dio e non posso sapere ogni cosa): -Ragazzi...SANNO DOVE SIAMO. Chi di dovere sa dove siamo. Lo sanno tutti, di certo...-

Il Capo, che stava ancora sorseggiando l’ottimo tè cinese preparato da Parma, rispose lui con pacatezza: -Lansing era qui per Valeria. Se fosse stato qui per noi non si sarebbe certo limitato a portar via lei: si sarebbe presentato con 96 nostri simili originali, sintetici o potenziati, non certo con dei semplici Sapiens Sapiens!!!!-

-Originali, sintetici o potenziati che comunque avremmo messo KO in un paio di minuti al massimo...- si bullò la diavolessa, per poi leccare la cartina e chiudere un pino. Il Capo fu distratto completamente da quella scena, anche perché la procace pirocineta passò la lingua sul bordo con la colla in modo molto lento e lo fissò mentre lo faceva, con quegli occhi rosso fuoco che avrebbero fatto uscire di testa qualsiasi essere vivente del pianeta, indipendentemente da sesso ed età…

Gli scambi di occhiate voluttuose tra il Capo e la Diavolessa furono bloccate dal minuto ragazzo pieno di riccioli corvini, che strillò: -Ragazzi...se volete scopare andatevene in camera, cazzo!!!!-

E il Capo, sorridendo ed indicando la partner: -Scusa...è lei che...no cioè...ma l’hai vista? Scusa...hai ragione...-

Tom si divincolò dall’abbraccio della Canadese, sempre bisognosa di contatto fisico: -Perdonami amore, ma sono nervoso e ho assolutamente bisogno di bere qualcosa...-

-Faccio un pino forte forte forte per calmarti?-

-Ne dovresti fare almeno 400 per calmarmi...- e poi, mentre osservava il ben fornito mobile bar per scegliere un superalcolico da trangugiare (va precisato che Tom era praticamente astemio), si rivolse a Jakov, pure lui seduto tranquillo (poteva aumentare la densità dell’energia che componeva il proprio corpo per interagire con gli oggetti e diventare più “materiale”): -Ti prego, fammi questo enorme favore: puoi controllare fuori che non passi nessuno? Sono troppo in paranoia per tutti quei cadaveri...e noi ce ne stiamo qui a prendere il tè, Porca troia...-

Piccolo boom sonico, sottolineato dalla bestemmia dello stesso Tom, e si materializzarono in sala il Sardo e Fabio!!!!

Furono tutti molto felici di vederli, in primis proprio il braccio destro del Capo che fece due saltini di gioia ed agitò la mano sinistra, chiusa a pugno.

Il Sardo svapò soddisfattò e poi si rivolse alla Canadese: -Banff, hai visto che te l’ho portato??? Lui è Fabio, il Curandero!!!!! E spero tu abbia apprezzato il modo in cui ti ho chiamata...-

Lei si alzò dal divano e li raggiunse, si scambiò un “fist bump” col Sardo ed una più classica stretta di mano con il farmacista di Bariloche e sfoggiò uno dei suoi meravigliosi sorrisi…

- “Banff” è semplicemente geniale: sono molto colpita!!!-

-Pensa che mi è venuto in mente mentre sua moglie stava per uccidermi...-

-Coosa??????-

-No problema: tutto risolto...-

Fabio, arrossito per l’imbarazzo, si giustificò: -Beh...c’è stata un’incomprensione, ma di breve durata. Mia moglie è un tipo un po’ sanguigno, da brava ispanica...- e poi rivolse al Sardo una occhiata brevissima e serissima, il cui significato era più o meno “brutto imbecille: hai promesso che avresti mantenuto il segreto sulla mia famiglia, e la prima cosa che dici è che mia moglie ha provato a uccidermi???? Sei un sintetico piuttosto forte: nessun Sapiens Sapiens potrebbe mai anche solo provare a farlo!!!! Sicuro di non aver messo la pulce nell’orecchio della tua gang?”.

Come volevasi dimostrare, il teleporta non comprese ciò che l’occhiata voleva comunicare...anche perché se ne fregò altamente e corse da Tom al mobile bar per riempirsi un bel bicchiere di Amaro. Fist bump col ricciolone, che lo ringraziò: -Sardo...non sono mai stato così felice di vederti...- -E’ bastato che vedesse Fabio per far tornà il sorriso alla tua bella Halifax...- -Sì sì, ma io ti ringrazio un sacco anche per me: stavo andando fuori di testa con tutti quei cadaveri là fuori, e noi qui a bere il tè, manco fossimo inglesi!!!!!!!!-


-Tu quindi sei “la Canadese”?- domandò Fabio, che ovviamente aveva già inquadrato la Mutaforma in quanto il Sardo aveva descritto in modo molto sintetico ma a modo suo preciso le femmine del gruppo (le parole son proprio quelle da lui pronunciate e mi scuso con voi per errori grammaticali e, soprattutto, per il sessismo becero):

La Diavolessa: forme abbondanti, soprattutto due tette che mamma mia puoi veramente perdere il lume della ragione anche se le guardi solo per un paio di secondi. Faccia e portamento da Dominatrice. Ispira sesso;

Parma: intellettuale anche nel look, che a me mi fa subito pensare a quei porno dove agghindano le “attrici” in stile “professoressina sexy”, con occhiali da secchiona...ma, attenzione, lei è pure un crossover perché indossa sempre indumenti da studentella di sinistra. Ispira sesso;

Valeria: non la vedrai perché s’è fatta catturare, la demente. Comunque, se non l’avessero fatta più di 80 anni fa, potrei giurare che è stata creata da tizi in fissa con gli anime giapponesi: piccola, bianca come il latte, criniera rossa fuori standard, occhi verdi molto grandi...imbronciata…è praticamente piatta come una tavola da surf e questo dimostra che effettivamente non può essere ispirata agli anime o ai manga...ma ha un gran bel culo. Ispira sesso;

La Canadese: è una mutaforma quindi può essere come e cosa vuole ma, nel suo aspetto base, è una splendida biondina con occhi blu e un viso da brava ragazza, di quelle che “sono timida, introversa e di buoni valori”...e poi le peggio maialate. Piccoletta, generalmente ha un bel paio di tette ma, vista la sua natura, anche il suo aspetto basilare non è mai del tutto lo stesso. Ispira sesso.”

Acerina, mentre a Fabio ronzavano in testa le assurde descrizioni del Sardo (lo ammetto: in realtà le ho un tantino edulcorate), rispose:

-In carne ed ossa...anzi in “tessuti metamorfici” e basta, perché è di questo che sono fatta...-

-Non ho mai conosciuto una Mutaforma: siete estremamente rari...-

-Beh, mai quanto i curanderi!!!!-

-Quindi è per te che sono qui...-

-In realtà è per quei 96 poveri Sapiens Sapiens che stanno là fuori, con le teste spappolate...-


La sua faccia tonda e dal cranio rasato, la barba ed il pizzetto precisissimi, quel sorriso sincero e quegli occhioni marroni forse un po’ troppo vicini tra di loro rispetto alla larghezza del viso suscitavano fiducia e simpatia.

Come già accennato, pare che di curanderi ne esistessero solo 3 in tutto il pianeta, Fabio compreso: erano tutti degli “originali” ma il farmacista, per l’aspetto così rassicurante e positivo, pareva un “sintetico” perché generalmente quelli vengono “fabbricati” con un’estetica che ben si addice al potere o ai poteri di cui sono dotati.

Tutti i presenti osservavano il Curandero con curiosità malcelata: sembravano dei ragazzini alla presentazione di una nuova console da gioco! Il Capo fu il secondo a stringergli la mano e così fecero tutti. Quando fu il turno di Parma lei gli fece una bella “scansione mentale”. Il Sardo aveva evitato di riferire a Fabio le abilità della ragazza ritenendo che, se fosse stato messo al corrente sulla presenza di una telepatica tra i 7, per la quale sarebbe stato uno scherzo riuscire a scoprire il segreto del farmacista di Bariloche e della sua famiglia, convincerlo a seguirlo in Italia per “aggiustare” i mercenari sarebbe diventata una cosa del tutto impossibile.

La ragazza “crossover tra una professoressina sexy ed una studentella di sinistra” non fece trasparire nulla di quanto scoprì ma pochi attimi dopo, preso a braccetto il teleporta con la fissa dello svapare, gli fece notare: -Gli hai promesso che avresti nascosto tutto ma, visto che ignora i miei poteri, non era questa la tua intenzione...- -Assolutamente no: è ovvio che dobbiamo mettere al corrente Il Capo su questa cosa! Però ora facciamogli fare il suo lavoro, e poi dobbiamo pensare a quella stragista demente...-


La Canadese aveva chiesto a Fabio se il Sardo gli avesse spiegato di preciso che cosa lei fosse in grado di fare, e quello rispose affermativamente: -Sì: mi ha detto che non solo puoi assumere praticamente qualsiasi forma e aspetto, ma addirittura replicare i poteri di chi ne è dotato...suppongo che replicherai il mio e mi darai una mano- -Esattamente...-

Naturalmente nessuno avrebbe mai voluto perdersi una cosa come una resurrezione di massa però, quando il Capo domandò se lui e gli altri avrebbero potuto fare qualcosa, quello rispose: -Sono 48 persone a testa, visto che lei mi darà una mano; ma comunque consumeremo molte energie: ci sarà bisogno di parecchia roba da mangiare...soprattutto carboidrati!!!- e allora l’indiscusso leader dei 7 stabilì: -La Diavolessa ed io iniziamo a cucinare con quello che c’è e voi 3 decidete cosa andare a prendere e correte al supermercato...anzi, al supermercato ci vanno Tom ed il Sardo e Parma resta qui ad aiutare: deve “interrogare” tutti i ragazzi. Winnipeg e Fabio lavoreranno in tutta tranquillità e...Jakov- e quello gli volteggiò attorno -Ho bisogno che tu tenga d’occhio tutta l’area dall’alto così, in caso qualcuno passi da qui e veda qualcosa, potremmo far intervenire subito Parma...e devi anche evitare che qualcuno dei nostri 96 novelli Lazzaro provi a fuggire prima della scansione mentale!- -Nessun problema!-.

Il Capo e la Diavolessa rientrarono in casa (in quel momento si trovavano tutti all’esterno, sul terrazzo a strapiombo sul fiume) abbracciati, palpandosi vicendevolmente i fondoschiena.


Acerina e Fabio scesero sulla riva e la ragazza sentì nuovamente l’impulso di vomitare, quando rivolse uno sguardo a tutti quei corpi: l’odore del sangue era maledettamente forte…

Provò rabbia verso Valeria e pensò che, quando l’avrebbe rivista, ne avrebbe assunto aspetto e poteri in modo da non poter essere controllata e gliene avrebbe date tante, ma tante...ma davvero tante…

Si avvicinarono al primo corpo, che poi ne aveva un altro addosso e infatti lo spostarono assieme: era una ragazza mora, coi capelli corti. I lineamenti del visto erano rimasti perfetti, ma la parte posteriore della testa non esisteva più. Era una bella ragazza sulla trentina e la mutaforma fissò per qualche attimo la sua attenzione sugli occhi di quella mercenaria, di un azzurro così chiaro da sembrare quasi grigio: le fece impressione quanto si vedesse che fossero “spenti”.

Scosse la testa come per svegliarsi e si rivolse a Fabio: -Quindi...come fai per “ripararli”?-

-E’ una domanda assurda: tu come fai per “clonare” qualcuno o qualcosa?-

-Io dico “imitare”...però hai ragione: non ho mai incontrato una od uno di noi che potesse spiegare come funzionava il proprio potere… Ok, due cose: prima di tutto indossa questo passamontagna, perché non mi sembra il caso di mostrare a loro la tua faccia, visto che ignorano la tua esistenza...e dammi la mano...-

Il curandero si mise il passamontagna che gli lanciò (era uno di quelli che lasciano esposti soltanto gli occhi) e le porse la mano che lei afferrò, voltò palmo all’insù per poi passare la sua lingua sul braccio: per la precisione dette lui una leccata dal polso all’incavo del gomito.

Sorpreso, Fabio chiese perché accidenti lo avesse fatto, e quella si mostrò vagamente sorpresa: -Quindi il Sardo non ti ha spiegato tutto per bene! Posso imitare qualsiasi cosa ma, per replicare un potere, devo entrare in contatto col DNA del soggetto in questione, quindi con fluidi corporei! Generalmente lo faccio con un bacio, una leccatina...naturalmente la cosa funziona bene anche col sesso; ma sto con Tom e non mi pareva proprio il caso… So che è un po’ strano, ma è così che funziona...-

A quel punto Fabio la vide per un istante perfettamente identica a se stesso, ma poi tornò col suo normale aspetto “base”, spiegando che non c’era ovviamente il bisogno che fosse identica a lui anche esteticamente…

-Sorprendente...-

-Credo che sarà altrettanto soprendente ridare la vita e riaggiustare tutti questi Sapiens Sapiens!!-

Come sempre quando duplicava il potere di qualcun altro, Acerina istintivamente sapeva subito usarlo al meglio: prese la mano sinistra della ragazza morta con entrambe le sue e, immediatamente, i tessuti cerebrali devastati iniziarono a ricomporsi e così le ossa del cranio, il cuoio capelluto ed i capelli!!! Alla fine gli occhi, opachi e spenti, tornarono brillanti e lo sguardo si riaccese. La mercenaria si “svegliò” di soprassalto, riprendendo fiato come se non respirasse da diverso tempo (ed in effetti era così). Si guardò attorno terrorizzata e, tremante, cercò con lo sguardo un’arma (i fucili d’assalto erano già stati spostati, per evitare reazioni pericolose) e poi esclamò: -Chi...chi cazzo siete voi?????? Che mi è successo??? Oddio!!! Che avete fatto ai miei compagni????-

Prontissima, accarezzandole la testa (stranamente la ragazza non si ritrasse, anche se in preda al terrore), Acerina spiegò: -Eravate qui per Valeria...che voi conoscete come VALIERA. Vi ha fatto suicidare tutti con un colpo di fucile in bocca, e noi vi stiamo rimettendo a posto. Va tutto bene, calmati. Purtroppo ti sei fatta pipì e cacca addosso perchè quando uno muore è ovvia come cosa; ma meglio piena di merda e piscio, che morta definitivamente...-

Col pensiero la Canadese chiese a Parma di raggiungere la riva, per iniziare a scandagliare le menti di quelli che risvegliavano per trovare qualsiasi cosa potesse essere utile per ipotizzare dove George avrebbe potuto portare Vì, e anche per calmare quegli sventurati. Per far prima la telepate chiese l’aiuto del Sardo, che la fece planare fino a lì: alla vista di quella giovane che volava lentamente verso di lei, la mercenaria iniziò a sbraitare e scoppiò a piangere.

Acerina la trattenne, continuò ad accarezzarla e le si rivolse con un tono materno: -Tranquilla: non è Valeria... Si chiama Parma e non ti farà del male ma, anzi, ti aiuterà a stare meglio ed a calmarti!!-

-Grazie...- mormorò la mercenaria: il suo sguardo non era più terrorizzato, ma grato...

CONTINUA...


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