scrivi

Una storia di Pinkpowderswing

Ruggine rosa

Lettera 3.0 N. 1

233 visualizzazioni

10 minuti

Pubblicato il 16 aprile 2019 in Storie d’amore

Tags: #coinvolgimento #fiducia #ghosting #relazioni #virtuale

0

Dato che continui con questo atteggiamento veramente offensivo parlerò solo io (sì, per iscritto, sarà per deformazione professionale...) per dirti le ultime cose. Non serve che tu risponda, puoi continuare tranquillamente con il tuo ghosting.

Trovo che il tuo comportamento nei miei confronti in questi 2 mesi sia stato complessivamente di molto poco buon gusto, rispetto e tatto (soprattutto se paragonato a quello che invece io ho riservato a te). Non mi tirare fuori il discorso che mi hai chiesto poco e che volevi lasciarmi libera di raccontarmi per non mettermi in imbarazzo, perché quando si è trattato di mettermi a disagio chiedendomi di spogliarmi non ti sei fatto problemi.


L'unica cosa che mi rimprovero è di non aver seguito il mio istinto e dato retta al mio intuito che mi avrebbe permesso di chiudere molto prima, il 18 febbraio, quando ti avevo scritto alcune cose che non ti ho mai mandato (vedi sotto). Fortunatamente ora quella "lettera" mi consente di non perdere ulteriore tempo e di premere solo "invia" per dirti tutto quello che ho pensato e che penso riguardo a quello che è accaduto. Ho sempre percepito che in fondo c'era qualcosa che non andava ed è quello che non mi ha permesso di lasciarmi andare e di darti la "leggerezza" che pretendevi, perché con te non mi sono mai sentita tranquilla e perché pensavo "ma lo si può mai pretendere quando ho davanti uno che in tutte queste settimane non ha mai avuto voglia nemmeno di prendersi un caffè con me?“


Ti ho dato delle specifiche sul mio intervento anche per metterti alla prova e perché mi aspettavo una reazione del genere da parte tua: una volta preclusa la possibilità di ulteriori siparietti sexy volevo testare se ci fosse un interesse da parte tua che potesse andare oltre e ho ottenuto la risposta che volevo.

Voglio ancora credere che in te ci sia anche una parte migliore di quella che ho potuto vedere io, per questo ti auguro buona fortuna, ma allo stesso tempo non posso che definirti come uno dei peggiori "incontri" della mia vita. Sarò stata fortunata ma non mi è mai capitato di essere trattata così di merda da un ragazzo, anche quando si è trattato di relazioni occasionali, e non ho certo intenzione di incominciare a 36 anni!

E che ti sia ben chiaro che tra me e te - contro ogni previsione - quello che non è normale sei tu o almeno da tale ti sei comportato.




Ciao Valerio,


ti scrivo questa email oggi (18 febbraio), uno di quei giorni in cui mi sono svegliata con l'amaro in bocca pensando a "noi due", non ho voglia di scriverti su WhatsApp e nemmeno tu.

Ci siamo allontanati e se da un lato è brutto, dall'altro constatare che il sentimento è reciproco mi consola.


Cerco di capire cosa sia successo e spero faccia piacere anche a te accompagnarmi in questo mio excursus...hai ragione quando dici che abbiamo bruciato le tappe e che abbiamo messo troppe carte sul tavolo. Penso anche che se ora ci incontrassimo e ci guardassimo negli occhi, nulla cambierebbe e non si riaccenderebbe niente di quello che abbiamo vissuto nei nostri primi giorni di conoscenza.

Se rileggi la nostra chat, all'inizio, io non volevo sbottonarmi o affrontare una conoscenza erotica virtuale e tu mi hai chiesto "che cosa hai da perdere?"

Io ti ho risposto che ci avrebbe portato forse a costruirci delle aspettative che poi sarebbero state disilluse e tu mi hai risposto "le aspettative si costruiscono se aspetteremo settimane prima di vederci" e infatti le settimane sono passate e ad oggi sono 3.

Avevo ragione. Invece di seguirti avrei dovuto frenarti e tenerti a distanza per evitare la svogliatezza con cui oggi penso a te. Quello che forse ho perso è stata la possibilità di conoscere un ragazzo che sarebbe potuto piacermi in un modo più "vero", provare l'emozione di vedersi per la prima volta, avere voglia magari di baciarsi ma non farlo e tutte quelle cose classiche ed elettrizzanti che si fanno e si provano quando si inizia a uscire insieme, conoscersi pian piano, comunque vadano le cose.

Il problema dei rapporti virtuali, soprattutto per persone che come noi stanno attraversando un periodo difficile, è che tendiamo a crearci un'immagine nostra dell'altra persona, dove mettiamo le nostre paure e le nostre insicurezze, ma anche i nostri sogni e i nostri desideri, finendo per creare un soggetto di fantasia che poi non corrisponde al reale e ci delude. Anche nel caso in cui la persona vera sia migliore, non corrisponderà mai a quello che pensavamo.


Noi ci siamo raccontati i punti salienti delle nostre vite, ci siamo visti nudi, ci siamo visti toccarci, ci siamo raccontati come ci piacerebbe farlo, abbiamo discusso, abbiamo frainteso, abbiamo "scazzato". Come tu hai spinto sul lato sessuale così io ho spinto di più sulle difficoltà che stiamo affrontando (sì, forse anche un po' per "ripicca") e il risultato è che o ci ritroviamo a parlare delle nostre sfighe o a spogliarci. Poco eccitante tutto questo sono d'accordo. Ieri notte mentre parlavo hai guardato l'orologio e te l'ho anche fatto notare...lì siamo arrivati al punto più basso credo.


Quello che sicuramente non è venuto fuori di me durante la nostra conoscenza è il fatto che sono anche una persona molto simpatica, che ama ridere da morire, cinica, sarcastica, ironica, stupida (in senso buono), anche quando sono nel baratro più nero sono capace di versare litri di lacrime e ridere contemporaneamente. Questo atteggiamento l'ho acquisito sicuramente negli anni frequentando persone (sia uomini che donne) originarie o amanti del sud, napoletane principalmente (è ripetutamente capitato, perché evidentemente c'è un'attrazione naturale) che quando fanno parte di un ceto simile al nostro, spesso sono in grado di sdrammatizzare qualsiasi cosa, coltissime, travolgenti, ineguagliabili e con cuore infinito; ma con altrettanti difetti in grado di trafiggerti l'anima. Forse cerco ancora chi sia in grado di tirar fuori quel lato di me che non riesce ad emergere con persone con cui per qualche motivo non mi sento tranquilla e che non sono in grado di farmi sentire a mio agio. Sono pur sempre una ragazza settentrionale, ma sono diventata un po' "terrona" anche io ed è questo il motivo per cui ormai il nord mi annoia terribilmente, mi mette tristezza, non ha colori, sapori, emozioni, persone "veraci". Non amo la Brianza e nemmeno osanno Milano ritenendola soluzione di tutti i mali come tanti brianzoli credono; poi ovviamente per me Monza è casa e al momento il posto dove "devo" stare.

Concordo con te sul fatto che il nostro "match" non sprigioni leggerezza (ma non mi sento di addossarmi esclusivamente la colpa che secondo me è di entrambi). Peccato.


Detto questo: avrei voglia di vederti? No. Avrei voglia di baciarti? No. Avrei voglia di scoparti? No. Avrei voglia di parlarti? No. Oggi non ho più voglia di te, al contrario dei primi giorni.

Sicuramente questa esperienza influirà sulle prossime eventuali conoscenze virtuali che avremo, magari per me in un modo e per te in un altro.


Oltre a questo ci sono altre cose che mi hanno lasciato un po' perplessa e sarò molto diretta nel dirtele, pensieri che sono balenati nella mia testa in queste settimane, che non si possono comandare, ma vengono spontaneamente, anche se possono risultare inadeguati/affrettati/sbagliati/infondati. L'importante è prenderli per quello che sono: pensieri appunto.


1. Hai parlato in un certo modo di alcune tue ex ragazze (e scusami se confonderò i nomi): mi hai parlato di Sofia come la russa da urlo per cui i tuoi amici sono andati fuori di testa e di Mara, la ragazza "wow" brillante e super coinvolgente e poi della 20enne con cui sei uscito, determinata a scalare le vette della società, con tutte le cose al posto giusto e che è rimasta folgorata da te. Questo ovviamente mette a disagio me, come metterebbe a disagio qualsiasi altra ragazza, perché subito scatta il paragone...quindi per le prossime magari evita, poi fai come vuoi, è solo un mio parere. Io non ho mai descritto, né contestualizzato i miei ex, non sai se siano belli/brutti, intelligenti o meno, brillanti oppure no. E al momento è giusto così.


2. Quando più volte ho accennato al fatto che proveniamo da classi sociali differenti (dal punto di vista del ceto siamo sicuramente più simili, altrimenti nemmeno riusciremmo a parlarci) e ho fatto battutine non è di certo perché io sia "classista" ma semplicemente realista. Non è una mera questione economica, ma di maggior o minor libertà che incide soprattutto sullo stile di vita, sulle scelte che si possono o non si possono fare e sulle priorità di ognuno, di conseguenza anche sull'andamento delle relazioni di qualsiasi tipo.

Due semplici esempi: giustamente tu che puoi non vai in ferie ad agosto, io quando lavoravo non potevo. Tu probabilmente andrai 6 mesi a New York con nonchalance, senza dover scegliere tra quell'esperienza e il lavoro. Io tendenzialmente non potrei e se potessi permettermi un viaggio simile nel mezzo dell'anno significherebbe che non sto lavorando. Quindi per dirla alla milanese "bene, ma non benissimo".

Sono poi anche la stessa persona che crede che se c'è un sentimento forte che unisce due persone tutte queste differenze siano superabili e risolvibili. Lo credo però, non l'ho mai provato, quindi comunque il dubbio rimane.


3.Il fatto che tu abbia avuto in età adulta - rispetto a me - solo storie "brevi" e nessuna convivenza forse ci distanzia ancor di più del punto 2. L'abilità nel costruire un rapporto lungo, di farlo crescere, evolvere e di portarlo avanti è un'impresa stoica e sicuramente da questo punto di vista partiamo da linee differenti.

Credo di avertelo già detto, ma le storie di solo sesso mi stancano, quindi ho pensato a noi due sempre in termini o di "coppia" o di "amici".


4. Il fatto che entrambi abbiamo dei problemi di salute (non totalmente curabili) con cui dover convivere probabilmente non è il massimo per instaurare una relazione sentimentale. Ma anche qui inutile entrare nello specifico...l'ideale sarebbe che in una coppia non li avesse nessuno, poi scegliere cosa sia meglio tra che li abbia uno solo dei due o li abbiano entrambi veramente non so. Forse l'ultima potrebbe essere in effetti la peggior combinazione.


5. Hai sempre parlato di "fiducia", accusandomi in un'occasione di non averla rispettata. Ora io dico...sapevi fin dall'inizio (è stata forse la 2^ volta che ci siamo sentiti a voce quando stavi andando a cena dei tuoi per dirgli della tua decisione) quando saresti andato via, lo hai tenuto (giustamente) riservato per 3 settimane, ma dicendomi che ci saremmo visti presto, addirittura la prima settimana mi hai detto "se nel weekend sto bene ci vediamo". Quello che penso è che inizialmente tu abbia avuto intenzione di vedermi prima di partire, poi ti sia passata. Allora a quel punto quando 2 giorni fa ti ho detto "sento che non hai la stessa voglia che ho io" non mi rispondi "no, non è così" perché invece è stato così.

La fiducia non può essere data e pretesa a priori, ma va conquistata. E si conquista con la coerenza tra ciò che si dice e come ci si comporta, qualità che in te vacilla spesso, almeno nell'atteggiamento che hai con me.


Detto questo, non so cosa pensare. Ci sono i presupposti per un'amicizia? Può essere, anche se per dirla con eleganza adesso "mi stai sul cazzo" e non ho voglia di sentirti. Escludiamo che tra me e te si possa instaurare una relazione sentimentale? Effettivamente non la vedo possibile. Potremmo non sentirci mai più in vita nostra? Triste, ma può essere anche questo. Potremmo vederci una prima ed unica volta per "dirci addio"? Forse ancora più triste della precedente.


Conclusione: triste tutto.


Nonostante queste siano parole poco piacevoli (e lo sono in primis per me) spero apprezzerai il fatto che ti abbia aperto totalmente il mio cuore e ti abbia fatto vedere oggi cosa c'è dentro per quanto concerne te.

Poco tempo fa ho visto una vignetta con un nonno e un bambino, il bambino chiede "Nonno che cos'è l'anarchia?" e lui risponde "L'anarchia è fare domande al proprio cuore e avere il coraggio di rispondersi senza mentire": è quello che mi sento di fare oggi con questa "lettera", dare una spiegazione a quel "qualcosa che non va" che sento per te.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×