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Una storia di RossellaDettori

Questa storia è presente nel magazine Romanzo a puntate

La simmetria dura solo un minuto

2 - Le fiabe del Nonno

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2 minuti

Pubblicato il 08 settembre 2020 in Altro

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Le fiabe di nonno Umberto Nonnis, invalido civile di guerra, poeta amatoriale in logudorese, nonché validissimo babysitter, erano racconti del terrore.

Se i padri di famiglia ne erano gli eroi salvifici, a creature di arcana sarda memoria spettava la parte dei cattivi: streghe ed orchi abitanti spelonche, tutti orrendi, tutti spietati cannibali.

Lascio a chi ha passioni politiche un po’ anacronistiche una diversificazione più accurata, nero su bianco, di tali personaggi tradizionali.

E così, mentre gli orchi restavano anonimi, Maria Marronca(nome intraducibile; che sia una crasi di “mala rocca”, ossia “roccia maledetta”?) si alternava a Maria Cadena(“Catena”) nel suo folle proposito di divorare Eleusi o suo cugino Umbertino, o entrambi i bimbi, ben posizionati sul divano, secchi e pesti ad ascoltare.

Ad Eleusi piaceva giocare con il pomello apribile di un bracciolo del divano, ritmicamente, mentre suo nonno narrava.

I bambini venivano puntualmente catturati dal cattivo in questione, il/la quale poi preparava un calderone enorme in cui bollirli, mentre i papà erano sulle loro tracce.

Ma vuoi che il sentiero fosse ripido e/o impervio, vuoi che ci fosse buio, vuoi entrambe le cose, questi papà tardavano a salvare i cari figlioli!

- E cammina – raccontava il nonno – e cammina, e cammina… -

I cuginetti udivano a bocca aperta.

- E cammina, e cammina, e cammina… -

- Nonno, ma quando arrivano? – domandava Eleusi, impaziente.

- C’è ancora un po’ di strada – rispondeva lui, creando suspense.

- E cammina, e cammina, e cammina… -

Ma i padri eroici arrivavano sempre, prima o poi e, indovinate un po’?

Avevano un passe-partout!

- Blumblumblumblumblum…- e il nonno ruotava la sua unica mano.

- Blumblumblumblumblum…-

- Cos’è, nonno? – chiedeva Umbertino.

- Non vedi che sta girando la chiave? – rispondeva prontamente Eleusi.

E così, in tempi non troppo lunghi, Maria Marronca finiva nel suo stesso calderone, oppure Maria Cadena veniva ribattezzata tale dal suo incatenamento da parte dei papà eroici.

Non sempre, però, il tutto avveniva in modo così tranquillo.

Un giorno, il nonno manifestò il desiderio di divorare Eleusi da parte dell’orco.

- Nooo! – gridò lei, spaventata – Non a me! Non a me! –

Quel giorno non era proprio in vena di fare la parte della pietanza.

- Va bene – la rincuorò l’anziano – Allora l’orco disse, sfregandosi le mani: “Adesso mangerò Umbertino!” –

- Sì – disse la dolce bimba indifesa – Così va bene! –


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