scrivi

Una storia di GeorgeDebilatis

STOPPARD

L'uomo che non ti aspetti

78 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 08 novembre 2019 in Thriller/Noir

Tags: #e #Mirto #Morte

0

Il postino con la scritta "Norridge inc." appesa alla schiena

sterzò bruscamente con la bicicletta quando sentì il colpo

nel mezzo della campagna.
Uno schiocco terso e chiaro, che si aggiunse alla tranquilla
e cogitabonda quiete del meraviglioso landscape da lui
attraversato, in quel preciso momento.

Un forte e improvviso dolore tra le scapole lo fece sbandare

e, poco dopo, con gli occhi annebbiati, rotolava sull'asfalto

cosparso di ghiaino.
Provò a rialzarsi ma qualcosa lo teneva inchiodato al suolo:
simile una spaventosa bruciatura che gli si allargava fino
alle spalle, o un panno che gli fosse calato sopra

le palpebre, per renderlo incosciente e torbido.
Poi i rumori sparirono e l'ultima cosa che riuscì ad afferrare
con le pupille fu la bicicletta, distesa al suolo, tutta ammaccata,
fra le sue gambe insensibili.


Quando lo trovarono era già morto. Il colpo di fucile lo

aveva preso giusto all'interno della "O" di Norridge,
con una precisione stupefacente.
Era il dodicesimo caso... Due settimane prima un fattorino

con la scritta "Playful & co." ad attraversargli la divisa sul petto,
era stato centrato al cuore, proprio fra le due barrette della

"U".
Pareva l'opera di qualcuno che non avesse molta simpatia

per le scritte pubblicitarie - rifletté Stoppard - o un tipo incarognito

con le consegne a domicilio, o i ritardi delle dei vari Delivery
indipendenti.
E lì, in quella splendida campagna, avvolta dai rumori dei grilli
e dal rotolare dell'afa, tutto pareva ancor più irreale.
La morte e affini, ormai da tre anni circondava Letissier e
Saint Brulon sur Mere, prendendo di mira uomini sandwich
e riders, impegnati unicamente nello svolgimento del loro

monotono lavoro.

I colpi (da un fucile ad altissima precisione) sfondavano

sempre e deturpavano gli innumerevoli sponsor appiccicati su

magliette, camicie, caschi, pantaloni e scarpe.
Stroncavano, azzoppavano, invalidavano, uccidevano, ferivano...
E la questione di trovare un responsabile era quanto mai
complessa: non sembrava esistere una logica.
Chiunque sparasse con quel cannone si muoveva con facilità

attraverso il territorio (probabilmente prendendo tutta una

serie di stradine secondarie), e scaricava la sua frustrazione
contro la Civiltà dei Consumi e i brand commerciali.

Poco importava se dietro quegli spot ambulanti stavano dei poveri

disgraziati in carne, tendini ed ossa, costretti a turni massacranti
e a un superlavoro da brivido. Con famiglie, fratelli, figli

e nipoti a carico, in quell'epoca quando la precarietà di massa
si era espansa tragicamente e in maniera permanente,

come un bubbone sul collo o un herpes sul labbro superiore.


Stoppard raccolse le ultime evidenze dai ragazzi della scientifica,
e si avviò verso la spider.

Salì, e da un cartone grigio sopra il posto accanto al guidatore
estrasse una bottiglia da mezza litro senza etichetta.

Si fece un abbondante sorso e guardò ancora fuori, attraverso
il finestrino abbassato, quella terra meravigliosa e dolcemente collinare,
le ville dei milionari più in basso, verso Reveur, e la macchia mediterranea

che si raccoglieva intorno ai corbezzoli, agli allori, ai rosmarini e ai mirti.


Ripose il pastis artigianale e accese l'auto.

Ci sarebbe stata la partita nel pomeriggio, e quale migliore occasione
per incontrare le solite scimmie bardate di marchi da capo a piedi.

Quale chance più proficua per entrare nella testa dell'assassino,
con il suo odio e il suo fucile, probabilmente un M 99 Barrett.


Lo stesso fucile di precisione che custodiva nel bagagliaio della sua auto.

Rifletté, sorridendo.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×