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Una storia di MarcoPolli

Il Piccolo Domatore di Bombay

Un viaggio all’origine del Mito, quando il Sogno diventa Realtà.

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6 minuti

Pubblicato il 05 aprile 2021 in Fiabe

Tags: #elefanti #fiabe #India #Kilimangiaro

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Tanto tempo fa, in India, viveva un Giovane Ragazzo capace di parlare con gli animali che era molto conosciuto ed apprezzato dagli addestratori degli elefanti del Sovrano che lo contattavano spesso per spiegare agli animali gli spettacoli per intrattenere gli ospiti del Principe alle feste di corte.

Un giorno il più anziano dei domatori chiese udienza a palazzo, preoccupato perché gli elefanti si erano intristiti e non volevano più lavorare.

Il Principe, dopo aver ascoltato con attenzione il racconto dell’uomo, convocato il giovane che sapeva parlare con gli animali, decise di fare visita agli elefanti per scoprire il motivo della loro tristezza. Gli elefanti e i loro spettacoli, d’altronde, gli erano sempre piaciuti fin da bambino.

Dopo che gli elefanti ebbero raccontato che la loro tristezza era dovuta ad un sogno ricorrente dei più anziani, di un passato remoto in cui gli elefanti erano molto più numerosi e ce n’erano tanti molto più grossi di loro, in un tempo in cui l’India era molto più grande della loro, con tante vaste praterie dove correre liberi, mentre un giorno, quando i continenti si erano separati, i loro fratelli maggiori erano spariti senza che se ne sapesse più nulla, il Principe, mosso a compassione, convinse il Giovane, che era lì presente, a mettersi in viaggio per scoprire dov’erano andati a finire i grandi elefanti del sogno e se si ricordavano dei loro fratelli più piccoli che vivevano in India.

Congedatosi dal Sovrano e dagli elefanti con la promessa di tornare a raccontar loro delle sue scoperte, il Giovane raccolse le cose necessarie per il viaggio e partì per la sua ricerca.

Dopo un lungo e faticoso peregrinare in giro per il mondo, in Egitto, il Ragazzo venne a sapere che per le vaste praterie centro – africane erano stati spesso visti vagare, liberi, gruppi di grandi animali dotati di grandi orecchie, grosse zanne e lunghi nasi, che si spostavano spesso in cerca dell’acqua ed erano soliti radunarsi periodicamente ai piedi del Kilimangiaro, per fare visita ad una bella Principessa dai magici poteri, che secondo antiche leggende era giunta sul posto dalla lontana India insieme ai giganteschi pachidermi e aveva deciso di porre la sua dimora sulla cima della grossa montagna.

Alla luce di queste nuove scoperte il Giovane Viaggiatore restò pensieroso.

Gli elefanti del suo Sovrano sembravano aver risvegliato, nei loro sogni, dei ricordi di un passato remoto della loro memoria collettiva ed era una bella cosa poter riferire loro, al suo ritorno a casa, che i loro simili più grandi esistevano veramente, ma ora si domandava chi poteva essere la Principessa Indiana che era comparsa in Africa insieme agli elefanti che erano misteriosamente scomparsi dall’India.

Dopo un po’ si ricordò che tra i protagonisti dei suoi racconti di bambino c’era una bella Principessa dotata di magici poteri, che viveva sulle cime innevate dell’Himalaya e un giorno era sparita come per incanto senza lasciare più traccia di sé. E se la Principessa che viveva sul Kilimangiaro fosse stata la stessa delle storie di quando era fanciullo?

Il Giovane decise di proseguire verso il traguardo finale del suo viaggio per trovare una soluzione anche a questo suo nuovo dilemma. Si fece indicare una strada che attraversasse le praterie, dove era possibile incontrare gli elefanti del Kilimangiaro, sperando di poter chiedere loro delle informazioni su questa misteriosa principessa e scoprire se anche loro sognavano degli elefantini più piccoli rimasti in India e partì verso la meta stabilita.

Attraversando le praterie, in effetti, incontrò tantissimi elefanti che stavano andando nella sua stessa direzione e che furono felici di parlare con lui e lui con loro.

Il Giovane venne così a sapere che anche gli elefanti del Kilimangiaro sognavano spesso dei loro fratelli rimasti in India, che la Principessa di cui gli avevano raccontato in Egitto esisteva veramente e che era stata sempre protettiva con loro e pronta ad ascoltarli quando avevano bisogno di un conforto. In quel momento gli elefanti stavano proprio andando chiederle consiglio riguardo a questo loro sogno che li rendeva tristi. Il Giovane chiese allora il permesso di poter parlare alla Principessa in loro difesa perché forse aveva trovato la soluzione alle loro preoccupazioni ed essi ne furono molto contenti.

Appena giunto al cospetto della Principessa il Ragazzo espose le ragioni che avevano spinto gli elefanti a presentarsi a lei in quella giornata, sentendosi subito rispondere che nessuno, meglio di lei, poteva conoscere i problemi dei suoi amici prediletti e che nessuno straniero avrebbe dovuto illuderli su realtà inesistenti.

Vista la reazione, il Giovane non ebbe più alcun dubbio. Si trovava di fronte alla Principessa dei suoi racconti di fanciullo. La chiamò con il suo antico nome indiano, che era Bombay, e, prima che lei potesse rispondere, le raccontò la storia dei sogni degli elefanti dell’India e che aveva intrapreso un lungo viaggio fino a lì su richiesta del Principe suo Sovrano.

La Principessa, vistasi riconosciuta e ascoltato il racconto degli elefanti indiani che facevano gli stessi sogni degli elefanti del Kilimangiaro, capì che era giunto il momento di svelare l’origine di quei sogni.

Quando i continenti si erano separati e in India non c’era più spazio per tutti gli elefanti, lo Spirito dei grandi giganti con la proboscide, che era il Sovrano dell’India, trovò un nuovo posto per quelli troppo grandi per continuare a vivere nella terra natia e chiese alla Principessa Bombay di seguirli per vegliare su di loro, cancellando i ricordi di tutti gli animali, fino al momento in cui la tristezza per la separazione non avesse lasciato il passo alla felicità di sapere che i rispettivi fratelli vivevano ancora.

Adesso lo Spirito degli elefanti aveva inviato il Giovane al suo cospetto per farle sapere che quel giorno era finalmente giunto ed era ora che tutti gli elefanti sapessero che coloro che ricordavano nei loro sogni stavano bene ed erano felici di saperli in salute.

La Principessa Bombay ringraziò il Giovane che con il suo viaggio aveva sciolto l’incantesimo e, in segno di eterna riconoscenza, lo nominò Domatore Ufficiale degli elefanti del Kilimangiaro.

Prima di congedarlo si fece promettere che sarebbe tornato da lei se i loro giganteschi amici avessero avuto bisogno d’aiuto e gli fece dono del suo vecchio castello sulle cime innevate dell’Himalaya dal quale si sarebbero scambiati le storie dei due gruppi di elefanti, affidandole ai venti che soffiavano verso il Kilimangiaro o l’Himalaya al mutare delle stagioni.

Il Piccolo Domatore di Bombay, felice, poté così fare ritorno a casa per raccontare agli elefantini indiani e al Sovrano la storia del suo viaggio e dei grandi elefanti del Kilimangiaro.


© - Marco Polli


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