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Una storia di manolagaleazzi

IL DESIDERIO E LA VERGOGNA  2

Lulù e Giorgio scopriranno chi è Monica, cercando di salvarla dalla setta di un loro passato dimenticato in parte.

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96 minuti

Pubblicato il 24 settembre 2018 in Erotici

Tags: #amare #famiglia #Passato #setta #vendetta

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Chi è Monica? perche la vogliono uccidere?
Chi è Monica? perche la vogliono uccidere?
L'amore che provavano Giorgio e Lulu su Monica era immensa.
L'amore che provavano Giorgio e Lulu su Monica era immensa.

UNA VISITA INASPETTATA


Il sole era già alto, Monica si svegliò in mezzo tra Lulù e Giorgio, che dormivano ancora. Si avvicinò a Giorgio baciandolo sulle labbra.

<<Buon giorno papino!>>

<<Buon giorno principessa.>> disse stirandosi e sbadigliando.

Si girò dal lato di Lulù, baciando anche lei sulle labbra.

<<Buon giorno Mamy!>>

<<Lasciami dormire un altro po'.>>

<<Uh... hai sentito papino? oggi Mamy è pigra, non vuole svegliarsi a preparare la colazione.>>

<<Ora ci penso io a svegliarla!>>

<<Voglio dormire...>> disse Lulù mezza addormentata

<<Papino intanto svegliala, io vado a preparare la colazione. Vi do dieci minuti dopo di che mi metterò ad urlare.>>

<<Hai sentito Lulù? abbiamo dieci minuti, altrimenti farà come ieri, che urlerà finché non ci vedrà di sotto in cucina.>>

<<Cosa aspetti! il tempo non è dalla nostra parte.>> disse sorridendo Lulù

<< Arrivò tesoro!>>

Monica scese le scale andando in cucina, iniziò a preparare la tavola, mise su la macchinetta del caffè, tirò fuori dalla dispensa i biscotti e fette biscottate. La macchinetta del caffè era pronta, gli mancava solo il latte che mise sul fornello. Suonarono il campanello e Monica andò a vedere chi era, guardò dallo spioncino e vide una signora anziana vestita con classe. Apri la porta e sorrise alla signora.

<< Salve, sto cercando la signora Lulù Foster.>>

<<Chi la desidera?>>

<<Vorrei parlare con lei.>>

Monica gli voltò le spalle andando vicina ai primi gradini e chiamare Lulù ad alta voce.

<<Mamma! una signora...>> si girò per chiedere alla signora il suo nome quando se la ritrovò dietro di se, facendo spaventare Monica

<<Mi scusi... il suo nome.>>

La signora anziana la guardava con lo sguardo serio.

<<Signora, il suo nome.>>

<<Gli dica che c'è sua madre.>>

Monica si voltò pronunciando quelle parole e si fermò nuovamente, la guardò spaventata.

<<Sto aspettando, la chiami.>>

<<Lulù! c'è una signora che dice di essere tua madre!>>

Lulù uscì di fretta dalla camera da letto in vestaglia scendendo i gradini, si fermò guardando la donna che la stava guardando con stupore.

<<Mamma! che sorpresa, cosa ci fai tu qui?>>

<<Ho saputo che hai venduto la casa, perché?>>

<<Sei venuta a chiedermelo di persona? non potevi telefonarmi come fai ogni tanto?>>

<<Volevo vederti, ho saputo che ti sei fidanzata, finalmente!>>

<< Eh già!>> esclamo Lulù sorridendo.

Arrivò anche Giorgio che andò a salutarla.

<<Signora Murray, che piacere rivederla.>>

<<Oh, il giovane scapolo della famiglia Carter, finalmente è riuscito a conquistare di nuovo il cuore di mia figlia.>>

<< Vostra figlia finalmente si è decisa a dirmi di sì. Ma non restiamo nel atrio, andiamo in cucina, facciamo colazione insieme.>>

Monica andò in cucina quando Giorgio guardandola la chiamò.

<<Monica!>>

Monica si girò.

<<Si?>>

Giorgio gli fece dei segni cercando di fargli capire che doveva andare di sopra, ma Monica non riusciva a capire.

<<Non gesticolare Giorgio, la signorina mi ha già presentato il suo culo.>> disse la donna

Monica diventò rossa dalla vergogna, si era dimenticata di vestirsi. Scendendo in cucina si era messo il grembiulino tappandogli solo il davanti e non il di dietro. Lulù si mise a ridere.

<<Le mandi in giro vestite cosi le tue domestiche?>> domandò sua madre

<<Ti chiedo scusa mamma, lei non è la mia domestica, è mia figlia Sarah.>>

<<Tua figlia? non ti sembra un po' troppo grande per essere tua figlia?>>

<<No, mamma.>>

Si sedettero in cucina e Monica andò di sopra a vestirsi.

<<Quanto rimane signora Foster?>>

<<Non ho ancora deciso, ma mi sbaglio ho a quella ragazza l'hai chiamata Monica?>> domandò la signora a Giorgio

<<Mamma, gli abbiamo dato due nomi.>>

<<Come mai vuoi fare la mamma adesso?>>

<<Ho cambiato vita, e Monica Sarah, fa parte della nostra vita e famiglia.>>

<<Non credi di azzardare un po' troppo? ci sono dei poveri orfani che aspettano dei genitori.>>

<<Mamma, non decidi tu cosa è giusto per me, quella ragazza è mia figlia che tu lo voglia o no.>>

<<D'accordo, non irritarti. Beh... io andrei, devo andare in hotel.>>

<<Ma cosa dice, può rimanere con noi, ho la stanza degli ospiti.>> disse Giorgio

<<Non so, cosa ne pensa mia figlia?>>

Lulù la guardò un attimo scrutandola bene, pensava a cosa stava architettando sua madre. Perché fargli visita dopo che non si vedono da un paio di anni. Monica scese al piano di sotto andando in cucina sedendosi affianco a Lulù, la signora la osservava e guardava con attenzione quello che faceva Monica.

<<Mamma, c'è qualche problema?>> domandò Lulù a sua madre.

<<No tesoro, pensavo a come sarebbe stato bello, se tuo padre fosse ancora con noi, gli sarebbe piaciuta sua nipote.>>

Lulù la guardò dritta negli occhi con l'aria turbata.

<<Perché mi guardi cosi?>> domandò sua madre

<<Nulla mamma! nulla...>>



2) IL PASSATO



La madre di Lulù rimase ospite a casa loro, Monica andò a dormire nell'altra stanza per non far capire alla madre di Lulù che loro dormivano tutte e tre insieme. La signora seduta sul divano a guardare una rivista di abiti per signore di alta classe, vide entrare Monica, questa volta vestita.

<<Buon giorno.>>

<<Buon giorno ... ragazza.>>

<<Non si sono ancora svegliati quei due?>>

<<Pare di no.>> disse la donna ritornando a osservare la rivista

<<Le preparo la colazione.>> disse Monica

<<Ho già preparato tutto io.>>

<<Oh! la ringrazio, non si doveva disturbare...>>

<<Sono abituata a svegliarmi presto la mattina, è mia figlia che se la prende con comodo.>>

<<Cosa sta guardando?>>

<<Una rivista di abiti, sai cosa sono?>>

<<ha, ha, ha, si sono cosa sono. Le chiedo scusa per la mia mancanza di rispetto per ieri.>>

<<Come vi siete conosciute tu e mia figlia, se posso sapere.>>

<< Un annuncio di lavoro, io l'ho chiamata e sono andata a casa sua e da quel momento non ci siamo più lasciate.>>

<<Fai sesso con loro?>> disse andando al dunque la donna

Monica rimase sorpresa, rimanendo taciturna e imbarazzata.

<<Lo prendo come un sì.>>

<<No! No! cosa dice, è mia madre.>>

Monica si soffermò a guardare un anello che aveva al dito la signora, che la colpì tanto che cercava di capire dove lo avesse già visto.

<<Che succede?>> domandò la signora

<<Oh. Scusi, le stavo guardando quell'anello, a dei segni particolari.>>

<<Era di mio marito. Ma tu hai una famiglia?>>

<<Oh... sì, ma ho fatto una scelta che mi ha portato ad allontanarmi da loro, per questo non mi vogliono più vedere.>>

<<Questa scelta di qui dici si chiama Lulù?>>

<<Oh... no! Li ho abbandonati per un ragazzo, che poi si è rivelato per quello che era.>>

<<Vedi ancora questo ragazzo?>>

<<No, ha fatto anche lui una scelta sbagliata e a pagato con la sua vita.>>

Entrò Lulù in soggiorno.

<<Buon giorno, mamma.>> disse Lulù a sua madre

<<Buon giorno tesoro.>> rispose la donna

<<Buon giorno anche a te principessa.>>

<<Giorno Mamy.>>

<<Cosa vi raccontate di bello?>>

<<Tua figlia è attratta da questo anello.>>disse guardandola

Lulù guardò l'anello al dito di sua madre e fece una faccia pallida.

<<E' quello che penso io?>>

<<Non so cosa tu stia pensando tesoro.>>

<<Quello è l'anello di papà.>>

<<Eppure l'ho già visto da qualche parte, ma non ricordo dove.>>

<<Hai già fatto colazione principessa?>> chiese Lulù per cambiare argomento

<<No, aspettavo a voi.>>

Arrivò anche Giorgio che saluto tutti e si mise a tavola.

<<Mamma tu fai colazione con noi?>>

<<Ti ringrazio tesoro ma l'ho fatta stamattina presto.>> disse sua madre ritornando a guardare la rivista.

Nel pomeriggio Monica portò la sua macchina fotografica al piano terra dove c'era gli altri che conversavano.

<<Mamma, vuoi farmi una foto con la tua mamma? la voglio tenere come ricordo.>>

<<Mamma! hai sentito Monica, vuole fare una foto insieme a te.>>

Alla donna non piacque l'idea, ma non obbiettò e si fece una foto con Monica. Lulù percepiva qualcosa dallo sguardo di sua madre, ma non era ancora convinta di quello che pensava.

<<Mamma, vi faccio una foto, mettetevi tutte e tre abbracciati!>> disse Sorridendo Monica

La donna guardò sua figlia poi un lieve sorriso sulle sue labbra e si lasciò abbracciare da sua figlia e Giorgio sorridendo.

<< Questa è bellissima! mamma domani andiamo a sviluppare i rullini, questa è da poster.>>

Lulù si rivolse a sua madre chiedendogli una cosa.

<<Mamma, ti farebbe piacere se Monica ti chiamasse Nonna?>>

<<Perché dovrebbe? non è mia nipote carnale, non abbiamo un legame.>>

<<Mi farebbe piacere a me, lei fa parte della famiglia.>>

Monica la guardò con gli occhi tristi.

<<Non avere fretta Lulù, mi hai spiazzato con la ragazza, mi ci vuole del tempo.>>

<<Va bene, non voglio metterti fretta, ma conoscila e una brava ragazza.>>

<<Oh, non ho dubbi. La ragazza è garbata, solare e ai due occhi bellissimi.>> disse guardando sua figlia seria.

<<Che centrano gli occhi? mamma.>>

<<Non ti sembrano anche a te famigliari quegli occhi?>> domandò sua madre

<<Ok... Monica mi porti dello scotch che sta dentro a quell'armadietto?>> ordinò Lulù a Monica

Monica apri lo sportello e non vedendolo gli disse che non c'era.

<<Tesoro, perché tu e Monica non andate a comprarlo?>>

Giorgio aveva capito, con un sorriso prese la mano di Monica e uscirono di casa. Lulù andò affianco al mobile dove aveva cercato Monica e tirò fuori il whisky versandoselo su un bicchiere.

<<Non lo offri pure a me?>> domandò sua madre

<<Alla tua età il whisky fa male.>>

<<Stupidaggini, dimmi per quale motivo li ai allontanati con quella scusa.>>

<<Vuoi sapere per quale motivo? cosa sei venuta a fare in questa città? te ne sei voluta andare dopo la morte di papà, lasciandomi tutto il peso di quella maledetta casa!>>

<<Ho paura che farai uno sbaglio enorme con quella ragazza. >>

<<La guardi in un modo strano, perché?>>

<<Perché mi è giunta voce che la setta è risolta, ho paura per te.>>

<<Dimmi che non centri nulla con loro!>>

<<No! ma cosa stai dicendo, sono venuta per vedere se stavi bene e sapere di più su chi c'è dietro.>>

<<Il figlio dei Barton, a cercato di prendere Monica, la chiamata con un nome strano.>>

Sua madre la guardò perplessa, si alzò dal divano e andò a prendere un bicchiere versandoci il whisky.

<<Per quale motivo?>> chiese sua madre

<<A detto che vuole finire il rito che anno interrotto molti anni fa, e lei è la prescelta.>>

<<Ma la ragazza cosa c'entra? la nostra religione era di sacrificare le ragazze giovani, di darle a lucifero.>>

<<Basta mamma! non voglio sentire più queste cose, sono una delle poche che ha aiutato a distruggere quella congregazione. Pazzi! Solo dei pazzi erano!>> disse piangendo Lulù

<<Tesoro, non fare cosi.>> disse sua madre accarezzandogli il viso

<<Io non gli permetterò di prendere la mia Monica, la mia Sarah.>>



3) DECISIONE


Passò una settimana, Monica non riuscì a legare con la donna che rimase sempre fredda e dura con lei. Qualcosa stava cambiando in Monica, dei sogni strani, il suo agitarsi nel dormire, preoccupava a Lulù. Quella mattina a fare colazione non c'era Monica che stava ancora al piano di sopra, Lulù la chiamò dal atrio.

<<Monica, vuoi scendere a fare colazione?>>

<<Vado a svegliarla.>> disse Giorgio salendo le scale.

Giorgio entrò in camera sua e vide che nel letto non c'era, Monica uscì dal bagno con la faccia bianca.

<<Ehi, tutto bene?>>

<<Non sto bene, avrò preso un po' di influenza.>>

<<Rimani a letto.>>

<<No, scendo giù e mi distraggo un po'.>>

<<Come vuoi.>>

Giorgio scese insieme a Monica abbracciati andando in cucina, la madre di Lulù li guardò male.

<<Che succede?>> domandò Lulù vedendola strana

<<Devo aver preso un po' di influenza.>>

<<Fammi sentire se hai la febbre.>>

<<Mamma sono grande, so quando ho la febbre.>>

<<Sciocchezze! fammi sentire la fronte.>>

Monica sospirò e si fece mettere la mano sulla fronte da Lulù.

<<Non hai la febbre, ti preparo un tè caldo.>>

Monica si alzò improvvisamente correndo in bagno, seguita da Lulù che L'ha aiutò.

<<Vieni sdraiati sul divano, ti vado a prendere un medicinale contro il vomito.>>

<<Sono sempre più frequenti, prima era solo la mattina da ieri a iniziato anche la notte.>>

<<Da quanto tempo hai il vomito?>>

Monica la guardò agitata e poi glielo disse.

<<E' risultato positivo, non sapevo come dirtelo.>> disse con la faccia impaurita

<<Sei malata?>> disse Lulù spaventata

<<No, ho fatto il test di gravidanza.>>

<<Sei incinta?>>

<<Si.>>

<<Chi ti ha messo incinta?>> disse la madre di Lulù curiosa

Lulù guardò Giorgio.

<<David, quel giorno...>>

<<Sei sicura?>> domandò Giorgio

<<Si papà.>>

Lulù rimase taciturna, guardava affranta Monica che piangeva, si sentiva in colpa.

<<Cosa pensi di fare adesso?>> domandò la signora

<<Non lo so, ma la via più giusta è abortire.>>

<<Sei sicura? a me piacerebbe una nipotina da crescere, solo se te la senti.>>

<<Vizieremo anche lei, sarà la principessina o il principino di casa. >> disse Giorgio sorridendo

<<Non siete arrabbiati?>>

<<Per quale motivo? darai alla luce una vita, un esserino da amare.>>

<<Domani andremo dal ginecologo.>> disse Lulù

<<Siete magnifici, mamma e papà.>>

<<Lo sai che ti voglio bene.>>

<<Siete entrati nella mia vita in un momento di confusione per me, e mi avete aiutato a capire chi ero, che cosa dovevo fare nella mia vita, mi avete accolto con amore e disciplina.>>

<<Ha, ha, ha, eri e sei il nostro destino.>> disse Lulù accarezzandogli la faccia.

<<Vi voglio bene.>>

<<Anche noi te ne vogliamo.>> disse Sorridendo Lulù

<<Siete ridicoli! come potete amare una donna di 30 anni? farla diventare vostra figlia se avete 10 o 15 anni di differenza.>> disse la madre di Lulù allibita

<<Io non so se tu hai mai provato amore verso di me e papà, sei sempre stata una donna dura e fredda, davi ordini alle domestiche che venivano punite se non facevano quello che dicevi.>>

<<Sono una donna di potere.>>

<<Lo eri mamma! ora sei una semplice anziana, che vuole un po' di affetto da sua figlia, che continua a non capire il suo comportamento.>>

<<Se ti dà tanto fastidio il mio carattere, esco da questa casa.>>

<<Non sta dicendo questo sua figlia, vuole capire perché lei si comporta in quel modo, quando sua figlia vuole vedere sua madre felice e serena.>>disse Monica

<<Felice e serena? molti anni fa ero felice e serena, poi suo padre a cambiato il suo modo di pensare, ha fatto una cosa che non doveva.>>

<<Mamma! papà è morto tanti anni fa, il passato è sepolto con lui.>>

<<No! è tornato per distruggere te!>>

<<Basta mamma! ho detto che non voglio sapere più nulla di quella storia.>>

<<Che succede mamma?>> domandò Monica

<<Niente, tu devi stare tranquilla.>>

<<Tranquilla!? gli lascerai che porti avanti quella creatura? Lo sai che cosa andrà in contro?!>>

<<Cosa mamma!?>> domandò Lulù

<<Hai detto che non vuoi sapere più nulla del passato e fai bene, ci penserò io.>> disse allontanandosi da loro e salendo le scale, Lulù la seguì.

<<Mamma! cosa vuoi dire?>> disse sbigottita

Ma sua madre non rispose continuando a salire le scale e andando in camera sua. Lulù aveva paura, cosa voleva veramente fare sua madre? perché l'organizzazione era tornata e voleva Monica? Era un tormento per lei che si ricordò che Tom il capo della polizia, gli aveva detto di andare da lui, che gli doveva dare alcune cose. Tornò in salotto e andò dai due.

<<Domani andiamo anche dal capo della polizia, è un vecchio amico nostro, devo parlare con lui.>>

<<Hai paura che David torni?>> domandò Monica

<<Non avere paura, non gli permetteremo di portarti via da noi.>>

<<Riposati un po' tesoro, io e papà abbiamo alcune cose da fare.>> disse Lulù mettendogli un Plaid addosso e un cuscino sotto alla testa.

Lulù e Giorgio andarono in camera loro.

<<Che succede Lulù?>>

<<Parla piano, ci sentirà mia madre. Ho la sensazione che sotto all'organizzazione ci sia altro, perché Monica? me lo ripeto sempre, cosa a che fare lei con la setta.>>

<<Domani andiamo da Tom ti darà quella lettera che era indirizzata a te.>>

<<Dobbiamo proteggerla, io non so perché lei, ma sento che devo farlo.>>disse Lulù

<<Anche io mi chiedo perché mi hanno spinto su Monica, nel farla avvicinare a te.>>

<<Ti hanno contattato loro vero? come?>> chiese Lulù

<<Mi dissero loro di far avvicinare Monica a te, ti dissi io di mettere l'inserzione sul giornale degli annunci, non so come, ma sapevano che Monica cercava lavoro e poi è successo quello che è successo. Mi contattarono telefonicamente>>

<<Io non ricordo molto bene della mia infanzia, ho solo quale ricordo ero piccola, ma tu ai qualche anno più di me, ricordi qualcosa?>>

<< A noi bambini ci tenevano lontano dagli orrori che facevano, mio padre fu arrestato come il resto del organizzazione che c'era ai quei tempi. Ma ho sempre in mente quella cosa, non riesco a toglierla dalla mente. Tu no?>>

<<A cosa ti riferisci?>> chiese turbata Lulù

<<Eravamo io Tom e tu, una scala a chiocciola e un tunnel. Non ti ricordi?>>

<<No! io ricordo sangue, molto sangue e una donna... e nulla più.>> disse Lulù

<< Io e Tom quando siamo scappati perché tu ti mettesti a urlare siamo tornati in superficie e ci siamo nascosti dietro ad un cespuglio al lago, abbiamo visto degli uomini gettare dei corpi in acqua.>>

<<Ora capisco perché dopo anni Tom ha fatto cercare dei corpi in quel lago, anche lui ha ricordato. Avrà dato pace alle famiglie delle povere vittime.>>

<<Dobbiamo dirlo a Tom.>> disse Giorgio

<<Gliene ho già parlato io quel giorno alla villa, Monica non deve rimanere da sola.>>



4) LA LETTERA



Il giorno dopo Lulù svegliò Monica, facendogli fare quel poco di colazione con sua madre nella cucina.

<<Mamma, noi tra poco usciamo non ti dispiace se per qualche ora rimarrai da sola?>> disse Lulù

<<Non c'è bisogno, tesoro vengo anche io.>>

<<No mamma, devo andare in un posto a parlare con una persona.>>

<<Io devo andare da Tom, ti ricordi chi è?>>

Lulù rimase un attimo spiazzata, avrà origliato alla porta? si domandò lei.

<<Si mamma, ma tu cosa devi fare da Tom?>>

<<Lo sai. Altrimenti prendo un taxi, se non mi vuoi portare.>>

<<Certo che la mamma ti accompagna, vero mamma? >> disse Monica

<< Vorresti venire con noi anche dal Ginecologo?>>

<<Perché no! cosi saprò cosa deciderà la tua ragazza! se tenerlo o abortire il bastardo che ha.>>

Monica ci rimase male dalle parole uscite dalla madre di Lulù, si alzò e andò al piano di sopra.

<<Non ti azzardare più a parlare così davanti a lei.>> disse Lulù a sua madre

Al piano di sopra:

<<Ehi, non ti prepari?>> chiese Giorgio entrando in camera sua

<<Cosa ho che non va in me? perché tutti mi aggrediscono? Giacomo, David...ora anche la madre di mamma. >>

<< Gli ci vuole un po' di tempo per abituarsi a te, poi avrebbe sognato di vedere sua figlia sposarsi giovane, avere dei figli, che non ha mai fatto.>>

<<Quelle classiche donne che anno già l'idea delle loro figlie e di come devano comportarsi nella propria vita? regole su regole?>>

<<Eh... Si, diciamo in questo modo.>>

<<Voi non vorrete farmi fare una vita fatta di regole, vero?>>

<<No, ne tu ne questo esserino.>>

<<Devo decidere ancora cosa fare con questo embrione.>>

<<Noi accettiamo la tua decisione, qualunque essa sia.>>

<<Papà... mi stai toccando la gamba.>>

<<Oh... veramente? è liscia e delicata...>>

<<Papà! non senza la mamma!>>

<<Non se la prenderà se non è con noi.>>

Lulù entrò in camera

<<Che stai facendo?>> domandò a Giorgio

<<Ah.... >>

<<Giorgio è in cinta! poi deve andare a fare una visita. Vuoi che la ginecologa trovi tra le sue dita...>>

<<No! No! per carità.>>

<<Ah, ah, ah, ah, Verrà con noi tua madre?>> domandò Monica

<<No, è uscita ed ha preso un taxi.>>

<<Lulù... perché mi tratta cosi?>> domandò Monica triste

<<Mi stai trattando come un estranea adesso, non mi piace quello che hai appena detto.>> rispose dispiaciuta

<<Ma se avesse ragione?>> insisti Monica

<<Chi mia madre? non badare a lei, è una povera vecchia rimbambita. ma non chiamarmi più cosi, lo sai come mi devi chiamare.>>

<<Cosa sta succedendo? tua madre mi tratta in quel modo, io ho dei sogni strani, e adesso sono incinta.>>

<<Ehi, un po' per volta, ok?>> disse Lulù

<<Ho paura mamma, sento qualcosa di malvagio.>>

<<Ehi, noi siamo qui con te, non temere.>> disse Giorgio abbracciandola

<<Dai vestiti, andiamo a vedere se effettivamente c'è la nostra futura principessina o principino.>> Ordinò Lulù

<<Non lo so mamma, non cosa voglio fare con questo esserino.>>

<<Ti darà tanta gioia tesoro, e ne darà anche a noi, vero?>> disse Lulù guardando Giorgio

<<Eh sì, diventare papà, e diventare nonno in pochi mesi.... uhau!>>disse con L'aria allegro

Andarono in centro andando dalla ginecologa che gli fece un'ecografia.

<< Vedete quel piccolo pallina lì? è il feto.>> disse la ginecologa

<<Allora sono in cinta.>> disse Monica rammaricata

<<Non è contenta?>> domandò la dottoressa

<<La ragazza è stata violentata.>> disse Lulù

<<Oh... mi spiace, fatto la denuncia?>>

<<Lo stanno ancora cercando.>> disse Lulù

<<Sai che sei ancora in tempo per L'aborto.>> disse la dottoressa

<<Io non sono venuta qui per fare abortire a mia figlia.>> disse Lulù

<<Mamma... per favore. Dottoressa, Io sto pensando a cosa è giusto per me.>>

<<Io non posso aiutarti, devi essere tu a sapere cosa vuoi fare, quando avrai deciso mi chiamerai e faremo quello che c'è da fare.>>

Salutarono la dottoressa, e fecero un giro nei negozi, Monica si comprò alcune maglie, insieme a Lulù per distrarla. Giorgio faceva da maggiordomo quella mattina esaudiva tutti i capricci di Monica accompagnata da Lulù. Poi si fermarono alla centrale di polizia e tutte e tre entrarono. La madre di Lulù era su una sedia ad aspettare.

<<Mamma sei ancora qui?>>

<<Aspettavo te, entriamo insieme.>>

<<Dovrei parlare con TOM di una certa cosa.>>

<<Siamo in famiglia tesoro, e cosa gli devi dire di cosi misterioso.>>

Da una stanza uscì il capo della polizia Tom che gli andò incontro.

<<Salve Lulù. Oh... salve signora che piacere rivederla, Giorgio, Signorina Monica, entrate prego.>>

Monica si andò a sedere su un divano vicino alla porta di entrata con Giorgio, mentre Lulù andò a mettersi seduta su una sedia davanti a Tom con sua madre.

<<Tom ne è passato di tempo, ho saputo da poco che sei un poliziotto.>> disse la madre di Lulù

<<Mi piace questo lavoro.>> rispose sulle sue Il capo della polizia

<<Tom, sono ritornata perché mi è giunta voce di un loro ritorno, è vero?>>

<<Chi glielo avrebbe riferito, sua figlia?>>

<<No, delle fonti con qui mi sento ogni tanto.>>

<<Mamma, per favore, non davanti a Monica.>>

<<Tesoro, tua figlia deve sapere, anche lei è implicata su questa faccenda.>>

<<Smettila, mamma!>> urlò Lulù

Monica rimase paralizzata da quelle parole, guardò Giorgio per capire cosa stava succedendo di tanto misterioso da non dirle nulla.

<<Non puoi tenerla allo scuro di tutto, non puoi proteggerla in questo modo.>>

<<Calmatevi signore, una cosa alla volta. La ragazza non sa ancora nulla?>> domandò il capo della polizia

<<No, e non voglio.>> ribatté Lulù

<<La prenderanno, e sapete cosa gli faranno.>> disse La madre di Lulù arrabbiandosi

<<No, se sappiamo dove e come si muovono, signora Murray>> rispose il capo della polizia

<<Tom, hai saputo qualcosa del figlio dei Barton?>> domandò Lulù

<<Non ancora, qualcuno l'ha visto andare via in tutta fretta, ma se si sono riattivati, lui è ancora nei paraggi. Ecco qui, questa lettera è tutto quello che so, fai la cosa giusta Lulù.>>

<<Hai letto il contenuto, Tom?>>

<<Si.>>


5) L'ANELLO DEL MALE


Seduta sul letto, Monica continuava a ripensare le parole di quella donna, gli rimbombavano nella mente come bombe, e non si dava pace finché non avesse saputo la verità. Andò in cucina sperando fosse lì, ma non c'era, cercò in salotto ma non era neanche li. Provò a tornare di sopra bussando nella sua camera.

"Toc, Toc"

<<Avanti.>>

<<Posso?>>

<<La giovane Monica, sei venuta a sapere la verità?>>

<<Voglio solo capire che sta succedendo.>>

<<Mia figlia vuole proteggerti da una setta che molti anni fa fu distrutta. David è il figlio dei capi che erano dentro alla congregazione, mio marito e anche il padre di Giorgio, e i genitori del capo della polizia.>>

<<Cosa c'entro io?>>

<<Anno scelto te per finire un rito che è stato fermato trent'anni fa. Hai detto che l'anello che porto al dito l'ho ai già visto.>>

<<Perché io?>>

La donna la guardava con gli occhi diabolici, ma riprese espressione normale continuando a parlare.

<<Era la nostra religione, adorare Lucifero, sacrificare le ragazze giovani.>>

<<Uccidevate delle donne?>> disse allibita Monica

<<Ero giovane e ingenua anche io, ho capito l'errore. >>

<<Dove l'ho visto quell'anello? non riesco a ricordare.... >>

<<Forse eri piccola?>> disse la donna sicura di se

Monica la guardò un attimo poi gli venne dei ricordi di quando aveva sette anni e giocava con l'anello di suo padre, finché che i suoi genitori lo scoprirono e la sgridarono di non toccarlo più. Fu cancellato con il passare degli anni nella mente di Monica, ed ora riaffiorato facendola rimanere turbata.

<<Hai ricordato qualcosa?>> domandò la donna

<< Io vado in camera mia.>> disse scombussolata Monica

Monica uscì dalla camera della donna, quando la vecchia prese il cellulare e mandò un messaggio.

Nella camera di Lulù:

Lulù teneva in mano la lettera guardando fuori dalla finestra, mentre i mille dubbi oramai fecero posto alla realtà e verità dentro di se. Entrò Giorgio andandogli vicino.

<<Ora capisco perché Monica.>>

<<Perché?>> domandò Giorgio curioso

<<Guarda questa foto, mio padre mi diceva che un giorno mi sarei dovuta prendere cura di lei.>>

<<E' lei! questa ragazza! quella che quel giorno che ci beccarono, e tu urlasti.>>

<<Si, nella lettera c'è scritto tutto di quel giorno, c'è scritto chi sono e chi è quella bambina imbraccio a mio padre. Gira la foto...>>

Giorgio girò la foto leggendo i nomi e cognomi delle persone che erano sulla foto, rimanendo scioccato

<<Ora ricordo perché mi portava da quelle persone.>> disse Lulù mentre gli scendevano lunghe lacrime

<<Devi dirglielo.>>

<<no! no. Siamo colpevoli anche noi delle sua sventura, non posso dirgli che lei...>>

Bussarono alla loro porta

<<Avanti.>> disse Giorgio

Monica entrò rimanendo in piedi, poi disse con voce fragile e avvilita.

<<Mi ricordo dell'anello, ed ho capito.>>

<<Cosa? >> disse Lulù agitata

<<Anche i miei genitori erano implicati insieme ai vostri genitori in quella setta. David lo sa che i miei genitori ...>>

<<Non lo sappiamo tesoro, siediti non stare in piedi.>> disse Lulù

<< Se io appartengo alla congregazione perché David mi ha scelto?>>

<<Tieni questa è la foto che mi è stata data dal capo Tom.>>

Monica prese la foto e la guardò, vide i suoi genitori con un altro uomo.

<<Si, mio padre e mia madre, l'altro non so chi sia.>>

<<E' mio padre.>> disse con un filo di voce Lulù

<<Mia madre non era della congregazione?>> domandò Monica

<<No, tuo padre e il mio l'anno salvata, io vidi tua madre legata che urlava. Io ero piccola e mi spaventai mettendomi a urlare, Giorgio e Tom fuggirono via per non farsi prendere. Non sapevamo cosa facessero i nostri genitori nello scantinato della villa e credo che uno dei due gli venne l'idea di spiarli, ed io li seguii.>>

<<Era lei la destinata a essere sacrificata, ora capisco.... Devo prendere il suo posto.>>

<<No! no. Non glielo permetteremo, tu sei la nostra Monica, il nostro tesoro.>> disse Giorgio

<<Il destino mi ha portato di nuovo al passato, fu scattata un anno dopo alla mia nascita la foto, quindi mia madre era incinta di me quando doveva ...>>

<<Basta! basta... non dobbiamo più pensare al passato, dobbiamo voltare pagina, ok?>> disse Lulù

<<Non ti toccheranno, te lo prometto Monica.>> disse Giorgio abbracciandola

Più tardi tutte e quattro erano in salotto con le facce turbate, mentre la madre di Lulù li osservava per capire a cosa stavano pensando.

<<Io telefono ai miei per sapere se sanno qualcosa.>>disse Monica decisa

<<No! no, no. Non farlo ti prego Monica, ho paura di perderti.>>

<<Mamma, ma cosa stai dicendo? io non ti lascio, non mi perderai. >>

Lulù si era agitata, non voleva che sapesse, sapesse un'altra verità nascosta che non osò raccontargli. La paura prendeva il sopravento, Lulù continuava a fare avanti e indietro nel salotto piangendo, mentre Monica non riusciva a capire il suo agitarsi. Prese il telefono guardandolo tra le mani, aveva paura anche lei, dopo tanti anni chiamarli e dirgli quel solo "ciao" gli faceva rumore nel suo cuore. Come poteva affrontare la conversazione con:" abito con la figlia dei Foster il membro della setta", Mille pensieri aveva nella mente Monica, mentre la vecchia continuava a tacere e ascoltare.



6) LA TELEFONATA


Monica si decise a fare quella telefonata, digitò il numero memorizzato del suo cellulare di sua madre e con forza schiacciò invio. Lulù chiuse gli occhi sapendo che Monica avrebbe saputo ancora della verità nascosta. Si mise a sedere guardando sua madre che abbassò gli occhi, per non far notare che a lei quella situazione gli piaceva. Monica sentì una voce al telefono e immediatamente staccò.

<<Non farlo!>> continuò Lulù sperando che Monica la ascoltasse

<<Voglio sapere anche da loro.>>

Il cellulare di Monica iniziò a squillare, sul display c'era la foto di sua madre. Accettò la chiamata senza parlare.

<<Ciao Monica, so che sei tu, come stai?>> disse sua madre biologica con una voce in trepida

<<C.. Ciao.>> disse Monica tremando timorosa

<<Ci manchi sai, abbiamo saputo che non state più insieme tu e Giacomo. A me e papà ci farebbe piacere se tu verrai a trovarci.>>

<<Ok.... Mamma io....>> iniziò a piangere Monica

<<Non fa niente tesoro, c'è sempre tempo per rimediare ai nostri errori, io voglio rivederti, mi manchi tesoro mio.>>

<<Mamma... volevo chiederti una cosa, papà è a casa?>>

<<Si ti sta ascoltando, aspetta che metto in viva voce. Parla che ti ascoltiamo.>> disse sua madre con un tono più lieta

<<Ciao papà...>> disse piangendo Monica, sapendo.

<<Ciao tesoro mio, come stai? Cosa fai adesso che quel mascalzone non è più con te, come vivi?>> disse tremante suo padre felice di sentirla

Lulù si alzò dalla sedia avviandosi fuori dal salotto quando Monica la fermò.

<<Mamma resta accanto a me.>> disse senza riflettere mentre i suoi ascoltarono quello che disse.

<<Tesoro cosa stai dicendo?>> domandò sua madre biologica.

Lulù indicò di mettere in viva voce e Monica lo fece.

<<Scusate non mi riferivo a te mamma, ma alla persona che ho accanto.>>

<<Con chi stai tesoro?>> domandò nuovamente sua madre.

<<Le persone a cui mi hanno aiutato, io le chiamo mamma e papà, mi vogliono bene.>>

<< Chi sono queste persone?>> domandò suo padre

<< Lei si chiama Lulù Foster, e lui si chiama Giorgio Carter.>> poi Monica cambiò tono di voce. << Mi stanno proteggendo da quella congregazione che conoscete anche voi.>>

<<No! vai via da lì Monica!>> urlò suo padre spaventato

Lulù si mise in mezzo alla conversazione

<<Salve, mi chiamo Lulù, mi avete conosciuto molti anni fa quando ero ancora piccola, mio padre mi portava da voi.>>

<<Vi prego, mia figlia...>> disse suo padre piangendo a Lulù

<<Signor Morris, io la sto proteggendo da coloro che vogliono farle del male. Purtroppo la setta è risolta e dietro a tutto questo c'è il figlio dei Barton, vuole portare a termine ciò che si interruppe 30 anni fa con sua moglie.>>

<<Non c'entra nulla Monica con tutto questo.>> disse la madre di Monica

<<No, non c'entra nulla. Monica oltre a questa cosa non sa altro.>>

<<Perché cosa devo sapere?>>

<<Nulla tesoro.>> disse Lulù sorridendogli a pena

<<Non avete diritto di tenetemi allo scuro dei fatti, voglio sapere tutto.>> disse Monica alterandosi

<< Signora Lulù, posso darle del tu?>> chiese la donna al telefono

<<Certamente.>> rispose Lulù

<<Da madre a madre, capisci quello che voglio dire Lulù? la protegga, era anche un desiderio di tuo padre.>>

<<Stia tranquilla la proteggerò a costo della mia stessa vita.>>

La madre di Lulù si alzò dal divano guardandola male e senza dirle nulla si avviò alle scale che portavano al piano di sopra.

<<Mamma, aspetta!>>Disse Lulù a sua madre che non si fermò continuando a salire.

<<Vostra madre?>> chiese il padre di Monica

<<Si, c'è anche mia madre che se ne è andata.>>

<<Vostra madre è ancora viva?>> domandò il signor Morris

<<Si ma non si preoccupi è innocua, è anziana non può nuocere a nessuno.>>

<<No si fidi! non si fidi di sua madre! io conosco vostra madre è so cosa è capace di fare.>>

<<Mia madre non ha più potere, non è più influente in questa cittadina.>>

<<E' l'anima di vostro padre che vi manda a proteggere mia figlia.>> disse La madre di Monica

<<E' stato un suo desiderio prima che morisse, ed io l'ho ritrovata per proteggerla.>> disse Lulù felice guardando Monica

<<Tesoro mio, vorrei vederti, ti piacerebbe se per fine settimana verresti qui con Lulù e il signor Giorgio?>>

<<Perché no!? Certo che ci verremo, Monica vi dirà una bella cosa.>>

Monica la guardò spaventata, come poteva dire ai suoi genitori che era rimasta incinta di una stupro e che il suo aguzzino era lo stesso che vuole ucciderla.

<<Mamma, come stanno i miei fratelli?>> domandò Monica

Improvvisamente si udirono urla e spari nel telefono.

<<Mamma! mamma! che succede? mamma!>> Monica continuava a chiamarli

Nessuno rispondeva al cellulare, iniziò a spaventarsi e a piangere, agitandosi. Giorgio e Lulù gli presero il telefono chiudendo la conversazione la loro paura era che ai genitori di Monica gli fosse successo qualcosa. Lulù chiamò Tom, chiedendo di telefonare al commissario di polizia dove vivevano i genitori di Monica, per vedere se stavano bene. Dopo un'ora Tom si presenta a casa di Lulù che gli disse che purtroppo i genitori di Monica furono uccisi. Monica si accasciò a terra disperata e addolorata, aveva perduto i suoi genitori per causa sua pensava, se non li avesse chiamati, loro potevano essere ancora vivi. Giorgio era triste, prese Monica in braccio portandola a letto. Come facevano a sapere dove vivevano i genitori di Monica? Era un tormento ed un incubo per Lulù, finalmente i suoi frammenti gli si stavano assemblando, ma qualcuno nel ombra non vuole che il passato di Lulù si unisca a Monica.


7) AMORE PER LA VITA


In quella casa si respirava aria di tristezza, Monica non si dava pace per la morte dei suoi genitori, continuava a ripetersi che era colpa sua. Lulù iniziò ad avere paura, L'organizzazione iniziava a farsi sentire, volevano a tutti i costi Monica, ma perché non venire a prenderla? perché non si sono messi in contatto con Lulù? se lo chiedeva anche Giorgio, che tra tanti amici che aveva, nessuno riusciva a sapere nulla. Anche Tom il capo della polizia fece ricerche e con altri suoi contatti cercarono di sapere, ma fu solo un fallimento. Doveva operare in segreto, da non far sapere alla centrale della setta e del suo passato, per lui era scandaloso. Un passato in una cittadina piccola a quel epoca, con misteriose sparizioni, e ritrovamenti di cadaveri facevano inquietare i cittadini che piano piano se ne andarono da li, lasciando il paese quasi vuoto. I pochi rimasti, non osarono mai più parlare di quelle tragedie. Ora la prima vittima era Monica, per ricominciare scelsero lei, per continuare la loro opera per adorare Lucifero. Passò un mese dalla sua tragedia, Monica non andò nemmeno al loro funerale, gli era stato vietato, per tenerla al sicuro.

<<Vuoi un goccio di caffè nel latte?>> domandò Lulù sempre premurosa con Monica

<<Oh.. si grazie mamma.>>

<<Tesoro, dobbiamo pensare a cosa ti sta succedendo dentro di te.>>

<<Sono vuota, sento tanto dolore dentro di me.>>

<<Lo so, ma non mi riferivo al tuo dolore, ma quello che porti in grembo.>>

<< Oh.. vero. Mi ero dimenticata, che sbadata. Sono convinta che papà si sarebbe, arrabbiato.>>disse afflitta

<<Ma la tua mamma no, lei nonostante tutto 31 anni fa decise di tenerti e amarti.>>

<<Portarlo in questo mondo pieno di pericoli non è giusto.>> disse dolente

<<La tua mamma lo ha fatto, ti a dato alla vita e ti ha amato fino all'ultimo.>>

<< Ho paura... non voglio che faccia la mia stessa fine.>>

<<Quale fine? non ti succederà niente, mi hai capito?>>

Lulù la sgridò con un tono duro, doveva spronarla e andare avanti, piangersi adosso non sarebbe servito a niente.La sera a cena i quattro mangiavano silenziosamente, quando Monica iniziò a sorridere e poi a ridere. I tre la guardarono confusi, forse stava ancora nella fase del dolore e sfogava la sua rabbia in quel modo.Giorgio gli domandò cosa avesse da ridere.

<<Ma si, deve essere cosi! lei l'ho a fatto con me, ai ragione mamma lei sarebbe contenta.>>

<<Stai pensando alle parole che ti ho detto oggi pomeriggio?>>

<<Si. L'ho farò per loro, darò vita a questa creatura che porto dentro di me.>>

La madre di Lulù rimase con lo sguardo cupo su Monica, perché la guardava sempre male?

<<Allora ai preso la tua decisione tesoro, sono contento per te, io e la mamma ti staremo sempre vicino.>>

<<Allora prenderemo un altro appuntamento con la dottoressa, dobbiamo iniziare a pensare come si chiamerà, i vestitini, la culla..>> disse ridente Lulù

<<Sembra che lo voglia più tu questo bambino, che tua figlia Monica.>> disse sua madre seria.

<<Mamma! ma cosa ti prende?>>

<<Se tu mi avessi ascoltato, tutto questo lo avresti avuto te, e non..... >>

<<Cosa mamma?!>> domandò Lulù

La madre di Lulù sia alzò da tavola.

<<Scusate vado di sopra.>> disse uscendo dal soggiorno.

<<Ho detto qualcosa che non andava?>> domandò Monica sentendosi in colpa

<<No, mia madre è fatta cosi, non badare a lei.>>

<<Proporrei di andare a festeggiare stasera, ma sono nel mirino a dei pazzi, perciò devo restare ancora rinchiusa in casa.>>

<<No, fuori è appostato una guardia, ci sorveglierà notte e giorno. perciò stasera andremo a mangiare fuori.>>

<< Si! ho voglia di uscire.>> disse felice Monica.

Nella scala la madre di Lulù ascoltava la loro conversazione quando la scoprì sua figlia.

<<Mamma, cosa ci fai ferma in mezzo alle scale?>>

<<Oh.. esco. Vado a fare una passeggiata, mi farà bene, me lo dice sempre anche il dottore.>> disse mettendosi la giacca e uscendo da casa, guardando il poliziotto postato con la sua auto.



8) LA PROPOSTA


La visita andò benissimo, Monica, Lulù e sua madre si fermarono al parco, Monica guardava alcune mamma con i loro figli. Sorrise e iniziò a immaginare come poteva essere il suo futuro, Immaginava quel batuffolino tra le sue braccia e cullarlo. La madre si Lulù alzandosi dalla panchina.

<<Faccio una telefonata, scusate se mi allontano.>> disse prendendo il telefono dalla tasca.

Lulù la guardò curiosa, senza chiedere il motivo.

<<Mamma ti ho visto tutta felicissima quando abbiamo sentito il suo battito.>>

<<Siii! mi sono emozionata!>>

<<Ti ci vedo sai, a fare la mamma.>>

<<No! oramai sono vecchia, mi accontenterò di fare la nonna.>>

prese a girarsi a guardare sua madre che stava parlando al telefono con la faccia seria. Lulù voleva sapere cosa stava succedendo a sua madre, e perché avesse quei comportamenti suoi strani.

<<Mamma mi stai ascoltando?>> Chiese Monica a Lulù

<<Oh... scusa stavo guardando mia madre.>>

<< Sei preoccupata per lei?>>

<<Un po'.>>

<<Si è fatto tardi, andiamo a casa.>>

<<Ok, andiamo a chiamare mia madre.>>

Andarono incontro alla signora Murray che stava ancora al telefono, quando vide che sua figlia gli si avvicinò chiuse la chiamata.

<<Tutto bene mamma?>>

<<si.>>

<<Ti vedo strana, è successo qualcosa?>>

<<Ero al telefono con Frank, tuo fratello.>>

<< Come sta?>>

<<Cosi, cosi, Ai suoi alti e bassi.>>

<<C'è la ancora con me?>>

<<Lo sai che lui non ti ha mai sopportato.>>

<<Lo so, lui ha la sua vita ed io la mia, sa dove trovarmi se mi vuole.>>

<<Non lo farà mai, se non sei tu la prima a fare il passo.>>

<<L'ho sempre fatto io mamma, l'ho aiutato tante di quelle volte, ora basta, non voglio entrare più nei suoi casini.>>

<<Lo so, sta cercando di uscirne da solo.>>

<<Buon per lui, andiamo che dobbiamo preparare la cena per stasera.>>

Arrivati a casa Lulù iniziò a preparare con l'aiuto di una domestica che veniva tutti i giorni a cucinare e pulire la casa.

<<Buonissimo mamma, sei stata tu ho Alison?>>

<<Mi ha aiutato lei, la prossima volta lo farò da sola.>>

<<Addio cucina!>> esclamo Giorgio

<<Darò fuoco alla tua cucina tesoro, se continui a prendermi in giro.>> disse Lulù sorridendo

<< E come farai a cucinarmi se darai fuoco alla cucina?>> rispose Giorgio ridendo

<<Ha, ah, ah, ha ragione papà! comunque è buonissimo questo arrosto, lo voglio anche domani.>>

<< Domani ti preparo le verdure, ti fanno bene e fanno bene anche a lui o lei.>>

<<Dopo ci mettiamo tutte e quattro a scegliere il nome da dargli?>>

<<Io ci sto!>> disse Giorgio

<<Anch'io.>> disse Lulù

Ma la madre di Lulù mangiava tenendo gli occhi abbassati

<<Mamma, hai sentito quello che ha detto Monica?>>

<<No, scusa ero sovrappensiero.>>

<<A detto se l'aiutiamo a scegliere il nome del nostro nipotino.>>

<<Io mi vado a riposare, scusate.>>

<<Mamma sei preoccupata per Frank?>>

<<Si, Buonanotte.>>

La signora Murray uscì dal salotto salendo le scale, si fermò girandosi e guardando in direzione della sala da pranzo, poi riprese a camminare andando nella sua stanza.

<<Mamma, vuoi che ci parli io con tua madre?>>

<<Non ti darebbe ascolto.>> rispose sospirando Lulu

<<Appena finisco qui, vado da lei.>>

Finì di mangiare e salì al piano di sopra, bussò alla porta della camera da letto dove alloggiava la signora Murray.

<<Avanti.>>

<<Posso?>>

<<Certamente.>>

<<Le volevo chiedere, perché invece di rimanere da sola, non viene insieme a noi.>>

<<Non voglio intromettermi nella vostra vita.>>

<<A me fa piacere se lei mi consiglia, sa? lei più anni di me, a cresciuto due figli, mi può consigliare e aiutare con il bambino.>>

<<Ti sei accorta che mia figlia oggi vedendo il tuo bambino si è emozionata al posto tuo. Credo che tu non sia tanto convinta di volerlo.>>

<<Cosa dice? sì che lo voglio.>>

<<Hai pensato che quando crescerà si farà la domanda principale su chi è mio padre e perché non ho un padre.>>

<<Gli dirò che suo padre se n'è andato.>>

<<Ho paura sai, ho paura che faccino male a mia figlia, per proteggere te la uccideranno. e se tu rimanessi da sola? come farai a prenderti cura di quel bambino?Ho visto una luce diversa negli occhi di Lulù oggi, lei lo desidera un figlio. Capisci cosa voglio dire?>>

<<No.>>

<<Monica, perché non dai in affido questo bambino a Lulù? Saranno ottimi genitori e saranno una famiglia completa. fai la cosa giusta per quel bambino, e per te.>>

<<Sua figlia non vuole un figlio, me l'ho ha già spiegato, vuole semplicemente fare la nonna.>>

<<Balle! la conosco meglio di te, guarda come si comporta con te, sembra che a una bambina invece di una donna.>>

<< È il loro modo di amarmi.>>

<<Fai la cosa giusta per questo bambino, Monica. Se dovesse succederti qualcosa rimarrà senza madre, lo affideranno a qualche altra famiglia e mia figlia soffrirebbe.>>

Monica iniziò ad agitarsi.

<<le auguro una buona notte.>>

<<Non dire nulla di questa conversazione a mia figlia.>>

Uscì dalla stanza, si fermò nel corridoio asciugandosi le lacrime, poi scese al piano terra.

<<Eccomi qua.>>

<<L'hai convinta?>> domandò Giorgio

<<No.>> disse seria

<<È successo qualcosa?>> domandò Lulù

<<No, sono stanca.>>

<<Allora tu hai qualche idea Monica?>>

<<Sui Nomi? no.>>

<<Allora.... se è maschio, Adrian, se è femmina, Ludovica.>> disse Giorgio sorridendo

<<Nooo! se è maschio, Samuel, se è femmina, Sarah.>>

<<Mamma tu c'è l'hai con questo nome.>>

<<Mi piace il nome, Sarah.>> disse Lulù con un sorriso

<<Allora se è una femmina la chiameremo Sarah, se è un maschio Adrian.>>

<<Sei tu che devi scegliere.>>

<<Ho scelto.>>

<<L'ho abbiamo fatto io e tuo padre, ma sono i nomi scelti da noi.>>

<<Va bene cosi, mi piacciono. Sai cosa stavo pensando? Di affidarlo a voi, perché crescerlo se ci sono due persone che lo desiderano, più di me.>>

<<Ma cosa stai dicendo? io non voglio toglierti nulla! pensi che io ti voglia togliere il piacere di essere madre?>>

<<No, non ho detto questo, ma lui ha bisogno di entrambi i genitori.>>

<<Ti ha detto qualcosa sua madre, per caso?>>

Monica non lo guardò in faccia prese il cellulare in mano andando su google e cercò nomi femminili.

<<Monica, mia madre ti ha detto qualcosa?>>

Ma Monica faceva finta di nulla, continuava a guardare su internet, cercando di non esplodere in lacrime. Nella sua testa aveva tanta confusione, sapeva che la madre di Lulù aveva ragione.

<<Monica, che cosa hai?>> domandò Giorgio

<<Io vado a letto, sono stanca.>>

<<No! tu non andrai a letto finché non mi dici cosa ti ha detto mia madre.>>

<<Non mi ha detto nulla.>>

<<E quella sparata che ai detto prima? >>

<<Ah... Non avevo pensato al suo futuro, lui è meglio che abbia due genitori.>>

<<Eri convinta di averlo, come mai questa decisione?>> disse Giorgio

<<Non voglio crescerlo, voi siete quelli giusti per lui. Non voglio darlo in affidamento ad altre persone.>>

<<Smettila! non la pensavi cosi cinque minuti fa! cosa ti a detto mia madre? altrimenti salgo su io e me lo faccio dire da lei.>>

<<Non mi ha detto niente.>> poi si lasciò cadere in lacrime

<<Cosa ti ha detto?>>

<< Ha ragione tua madre, non c'è la farò a crescerlo. >>

<<Ti ha detto questo? lei parla? dato che non ha mai voluto far comandare mio padre, lo teneva lontano noi figli. gli diceva che doveva farlo lei, che lui doveva solo stare in quell'organizzazione che era più importante. Mio padre mi spiegò il suo pentimento aiutando tua madre a farsi una vita lontano da quella setta e da questo posto. Non starla più a sentire, lei odiava tua madre.>>

<<Si conoscevano? >>

<<Si. >>

<<Mi ha detto che devo allontanarmi da voi, perché la setta cercherà di uccidervi se li ostacolerete.>>

Lulù la guardò allibita, il suo volto divenne arrabbiato, salì andando a bussare nella stanza di sua madre.


9) RANCORE


"Toc, toc"

Lulù aprì la porta della camera di sua madre.

<<Mamma sei sveglia?>> disse con un tono duro

<<Presumo tu abbia saputo quello che gli ho detto.>>

<<Cosa ti prende mamma? perché ti accanisci su Monica?>>

<<Non ti riguarda.>>

<<Si invece! dovevi stare qui solo qualche giorno, perché sei ancora qui? cosa vuoi da me?>>

<<Sono venuta a vedere come te la cavi a fare la mamma a una trentenne, e devo dire che fai pena. Se vuoi farti una famiglia devi avere un figlio piccolo, no una ragazza condannata a morte.>>

<<Dimmi che tu non centri nulla con loro!>>

<<No! la prenderanno e la uccideranno, quale destino avrà quella creatura? gli direte che siete i suoi nonni? ma fammi il piacere. quella creatura salverà il tuo Giorgio da quella sgualdrina di Monica, tale madre tale figlia.>>

<<Ma ti senti quando parli? sei patetica, sei solo una vecchia che rivanga solo il passato.>>

<<Il passato mio lo stai vivendo anche tu! porterà la tua rovina quella ragazza.>>

<<Tu sei malata.>>

<<Diventa madre di quel bambino, e lascia che quella ragazza nelle mani di quelle persone.>>

<<mai! pazza, sei solo una pazza, mamma! ti stai creando un problema che non esiste, come hai fatto con tuo figlio, Lo hai portato alla follia, lo stavi uccidendo con quella fissa di quella ragazza della Norvegia. E tu ora lo stai facendo a me!>>

<<Sono tua madre, e devo occuparmi di te e tuo fratello.>>

<<No mamma, tu vuoi vederci diventare come te. Io non sono come te, mi rispecchio come papà, io sono come lui.>>

<<No, sei incosciente figlia mia! quella ragazza ti darà ciò che desideri, ti ho visto oggi come eri al settimo cielo vedendo quella creatura dentro a quel monitor. tu desideri un figlio e lo potrai avere con facilità.>>

<<Smettila mamma! io non voglio avere figli, io ho già una figlia che mi farà diventare nonna.>>

<<Perché ti impunti su di lei? puoi avere tutte le ragazze che vuoi. Perché proprio lei, Lulù?>>

<<Glielo ho promesso a mio padre.>>

<<Cosa?!>> alzò la voce sua madre

<<E' un segreto fra me e papà.>>

<<Pensi che non lo sappia? io l'ho sempre saputo.>>

<<Lascia stare Monica, lei non deve saperlo hai capito?>>

<<Io non posso fermarli, ma loro si stanno muovendo per venirla a prendere, uccideranno coloro che li ostacoleranno.>>

<<Monica per me è importante, come lo era per papà.>>

<<Prima o poi lo scoprirà.>>

<<Non ti azzardare a parlare con lei.>> disse agitandosi e alterandosi Lulù

<< Il fato vuole che lei sia la prescelta. Atl-ecserp! atl-ecserp! lei è destinata a Lucifero.>>

<<Fai i bagagli immediatamente, ed esci da questa casa!!>>Urlo Lulù

<<Ti sto salvando figlia mia, e tu non ci arrivi.>>

<<Preferisco morire come papà, che diventare una di voi. Aveva ragione il padre di Monica, ho capito adesso che non mi dovevo fidare di te. ti do 10 minuti per fare la valigia, poi ti butterò fuori a calci.>>

<< Mi abbandoni come a fatto tuo padre?>>

<<Si.>>

La signora Murray si alzò dal letto, prese la valigia nel armadio e iniziò a fare i bagagli.

<<Per un embrione fatto male, lei la protegge. >> continuò la signora Murray

Lulù furiosa non rispose ma uscì dalla stanza sbattendo la porta e scese andando verso il salotto. Giorgio gli andò incontro.

<<Che sta succedendo?>>

<<Sta facendo la valigia, da questa casa se ne deve andare immediatamente.>>

<<Mamma cosa sta succedendo?>> domandò Monica uscita dal salotto

<<Mia madre se ne va da questa casa.>>

<<Per colpa mia? perché ho parlato? e se avesse ragione?>>

<<No! non ha ragione, è una pazza che vuole rovinarmi la vita e la vuole rovinare anche a te.>>

Fatto i bagagli la signora scese con la sua valigia salutando Giorgio che non ricambiò il saluto e uscì da quella casa, senza salutare ne Monica ne sua figlia Lulù. Monica non immaginava il motivo della discussione, ma si sentiva in colpa per aver detto le cose che la signora gli aveva riferito. Lulù andò a letto mettendosi a piangere e Giorgio rimase con Monica finché lei non andò a letto. Il giorno dopo Lulù telefonò al capo della polizia.

<<Ciao Tom, come va?>>

<<Ciao Lulù, bene grazie. Come mai questa telefonata?>>

<<Mia madre.>>

<<Tua madre cosa?>>

<<Ho paura che centri con l'organizzazione, lo mandata via da casa.>>

<<Per quale motivo?>>

<<A cercato di mettere in testa a Monica che devo essere io la madre di quel bambino. che tanto lei deve morire.>>

<<Cosa? sta facendo la stessa cosa come 31 anni fa, ma questa volta con sua figlia.>>

<<Cosa a fatto mia madre alla madre di Monica?>>

<<Mio padre mi disse che tua madre gli doveva dare quella creatura che aveva nel grembo, l'avrebbe cresciuta lei, Monica. Sua madre rifiutò e venne portata al sacrificio ma quel giorno la salvasti tu con le tue grida e tuo padre e suo padre la salvarono.>>

<<Ecco perché mia madre era venuta.>>

<<Ora devi stare molto attenta, si muoveranno per prenderla. Ho parlato con chi di dovere e mi anno dato una guardia da mettere di guardia davanti a casa tua.>>

<<Ho già una guardia che mi sorveglia.>>

<<Bisogna essere prudenti, meglio due. >>

<<Grazie Tom per quello che stai facendo per noi.>>

<<Lo sai che vi voglio bene, e poi siamo legati dallo stesso problema.>>

<<Ti voglio bene anch'io, Tom. Fammi sapere se ci sono novità.>>

<<D'accordo, ciao Lulù.>>

<<Ciao Tom.>>

Lulù seduta sulla sedia rifletteva sulle parole di Tom, e iniziava a ricordare degli episodi di suo padre con sua madre, e le loro litigate nella loro stanza da letto. Poi gli venne un ricordo di suo padre, dicendogli che non doveva fidarsi di sua madre, perché era cattiva e pericolosa. Ma lei aveva sono 8 anni e a quell'età, non si capiscono realmente le parole di un adulto, poi con il tempo dimenticate. Sua madre sapeva di Monica, ed era venuta con l'intento di farle del male, ma ora l'aveva cacciata via e fece un sospiro di sollievo asciugandosi le lacrime. Iniziò a preparare la colazione quando senti degli spari provenire da fuori. si affacciò dal finestrino accanto alla porta e guardò se ci fosse qualcuno, sentì un lamento fuori alla porta e aprì delicatamente, vide la guardia del corpo seduta a terra ferita. L'ho aiutò ad entrare portandolo in cucina.

<<Tutto bene? ho sentito degli spari.>> disse entrando Giorgio sceso di corsa dal piano superiore.

<<Sono passati improvvisamente con una macchina a velocità e anno iniziato a sparare. ero qui fuori e mi hanno colpito.>>

<<Faccia vedere, non è grave, le anno preso di striscio.>>disse Giorgio

<<Io chiamo Tom.>> Disse Lulù agitata

<<Ho sentito del rumore cosa succede?>> domandò Monica ancora con il pigiama addosso.

<<Monica sali di sopra.>> disse Giorgio

Monica non chiese il motivo gli bastò guardare la guardia per capire che era successo qualcosa, salì di nuovo andando in camera sua spaventata.



10) PROTEZIONE


Decisero di tenerla al sicuro cambiando casa nuovamente, scortate dalle guardie speciali, uscirono dalla cittadella per stabilirsi per un po in un cottage in mezzo al verde sorvegliati.Aveva tutto dall'infermiera al ginecologo.Ora non era più un problema della città ma anche dello stato di Illinois, la presero in custodia per proteggerla da quella setta. Lulù era più tranquilla adesso, aveva protezione per loro e si rilassò tornando la vecchia Lulù.

<< Buon giorno tesoro, hai dormito bene?>> domandò Lulù svegliandola con un bacio

<<Buon giorno mamma, si sto iniziando a rilassarmi e non avere più paura.>>

<<Buon giorno principessa di papà.>>

<<Buon giorno papino.>>

<<Andiamo a fare colazione?>>

<<No, non ho voglia.>>

<<Come non hai fame?>> domandò Lulù

<<Mi sono svegliata con la voglia...>>

<<Oh... hai sentito tesoro? perché non esaudisci quel sua piccola voglia.>>

<<Ma io vi voglio tutte due.>>

<<Allora la mamma e il papà ti accontentano subito.>>

Giorgio iniziò a baciarla e Lulù gli accarezzava la schiena dolcemente e baciandola al collo. Giorgio passò al linguine, facendo gemere Monica che, desiderosa di farsi scopare, gli toccava il membro dritto e eccitato. Lulù iniziò a palpargli il seno e poi con la lingua facendo irrigidire i capezzoli di Monica. Non era più la timida Monica, ma una donna desiderosa di sesso.

Passarono 4 mesi la gravidanza andava bene, era il momento di sapere di che sesso era il bambino. Scesa nello scantinato andò nella stanza medica dove era già allestito la sala parto, si mise sul lettino e l'infermiera gli fece la sua solita visita insieme al dottore.

<<Allora signorina, oggi riusciremo a vedere il sesso?>>

<<Dipende dal bimbo, sto iniziando a sentire dei calcetti.>> disse sorridendo

<<Vediamo un po questo bimbo se oggi ci farà vedere di che sesso è.>> disse il dottore

<<Femmina!>> esclamò Lulù

<<No, Maschio!>> disse Giorgio

<<Finitela, voi due! >> disse Monica ridendo

<<Eh si, ora so che sesso è.>> pronunciò il dottore

<<Avanti dottore!>> disse Lulù

<< E'...... una lei!>>

<<Si!! ho vinto io! >> disse Lulù ridendo a Giorgio

<<Avremo due principesse allora in famiglia.>> disse Giorgio sorridendo

Monica li guardava sorridendogli era contenta di vederli felici e sereni.

<<Avremo una femminuccia da comprargli tanti vestitini rosa.>> disse Lulù andando da Monica accarezzandogli la faccia.

<<Tre femmine contro un maschio, non è giusto, come faccio a difendermi?>> disse Giorgio abbracciando Monica.

<<Sarai iperprotettivo con lei?>> gli domandò Monica a Giorgio

<<Sarò un nonno geloso, guai a chi tocca la mia nipotina. Tu sei contenta?>>

<<Si.>> disse Monica.

Tornati al piano di sopra nel salotto dove avevano finito di pranzare arrivò una donna consulente di abitini per neonati, mandata dallo stato di Illinois, che fece una lista di cose per la neonata.

<<Aspetta tesoro, guarda questo abitino, non è delizioso?>> disse Lulù guardando un catalogo di abbigliamento neonati.

<<Mamma è da bambini di due anni! dobbiamo comprare roba da 0 a 12.>>

<<E' cosi carino... aspetta guarda questa tutina! a la mucca color rosa.>>

<<tesoro, la bambina li userà per poco, poi crescerà e non gli starà tutta quella roba.>>

<<Ha ragione papà, il dispensabile mamma.>>

<<Avrai tempo per viziarla.>> disse Giorgio.>>

Dopo aver comprato l'occorrente per la sua nascita e alcuni abitini, passarono al passeggino e culla.

<< Ti piace questa culla mamma?>>

<<Si, ci sta bene nella tua camera da letto, a lo stesso colore della camera.>>

<< Mi segna questa culla, ora dobbiamo pensare al passeggino.>>

<< Mi piace questo modello e colore.>> disse Giorgio a Monica


<<Carina! la voglio, segni anche questo.>> disse Monica sorridendo alla donna

<<Dobbiamo pensare a te adesso! segni signora... coppette, una vestaglia comoda, due reggiseni da allattare.>>disse Lulù

<< Nient'altro signori? posso fare il conto?>> disse la consulente

<<Si.>> disse Lulù

<<Non vuoi avvisare tua madre che è una femminuccia?>>chiese Monica

<<No. Lei deve stare lontana da te, quella donna non è stabile Monica.>>

<<Vuole solo vederti felice, vuole solo vederti fare da madre come a sempre sognato lei.>>

<<Purtroppo le cose a volte, vanno diversamente da come li stabiliamo noi. Io sono felice cosi, credimi, darvi amore è la più bella cosa che mi potesse capitare.>>

Salutarono la donna che se ne andò e rimanendo fori in giardino a prendere un po d'aria fresca anche se era inverno per loro non pesava il freddo.


11) LA PRINCIPESSINA


Il tempo e i mesi passarono, Monica aveva terminato la scadenza del parto e poteva nascere da un momento all'altro. Con sorpresa Tom li andò a trovare per parlare anche con Lulù si certi fatti che erano successi in quella cittadina mentre loro non c'erano.

<<Tom!>> esclamò Lulù felice di vederlo

<<Ciao Lulù! Monica come stai?>>

<<Salve capo! bene grazie.>> rispose Monica sorridendo

<<Giorgio?>> chiese Tom

<<E' al piano di sopra a lavorare con il suo pc.>> rispose Lulù

<<Posso parlarti in privato?>> chiese Tom a Lulù

<<Andiamo da Giorgio. Monica perché non vai a prendere un po di sole fuori al giardino, ti fa bene.>>

<<Va bene.>> rispose Monica

I due salirono al piano di sopra e andarono da Giorgio.

<<Tesoro, abbiamo visite.>> disse Lulù a giorgio che stava lavorando con il suo pc.

<<Tom! che piacere vederti.>> disse Giorgio andandogli incontro

<<Ciao Giorgio, ti trovo in forma vecchio volpone.>>

<< Mi sbaglio ho stai mettendo su pancia?>> domandò Giorgio a Tom

<<Sei invidioso della mia tartaruga?>>

<<ah, ah, ah, si, gli dai molto cibo vedo che si è ingrassata.>> disse Giorgio ridendo

<<Faccio preparare qualche spuntino dalla domestica, arrivo subito.>>

Lulù uscì dal salottino scendendo al pian terreno andando a vedere Monica cosa stesse facendo. La guardava mentre Monica con quel pancione se lo accarezzava sdraiata su un divano letto per giardino.Andò in cucina a dare ordini e tornò dai due uomini.

<<Monica sta fuori rilassata.>>Disse Lulù entrando.

<< Lulù devo dirti delle cose.>>

<<Che succede Tom?>>

<<La setta sta uccidendo i figli che si opposero al giuramento per Lucifero. Anno ucciso due delle figlie Del signor Richard, lui era entrato da poco in questa organizzazione escludendo la sua famiglia.>>

<<Non sarà mica quel Richard che venne L'anno scorso con la sua famiglia a cena da me?!>>

<<Si, proprio lui. Di lui e di sua moglie e L'altra figlia abbiamo perso le tracce. I nipoti dei primi capi dell organizzazione anno ucciso, tutti coloro che si oppongono a Lucifero.>>

<< E tu? anche tu sei in pericolo, la tua famiglia?>>

<<Lo fatta mandare via per un po, finché non si calmano le acque. Ma io continuo il mio lavoro, devo, sono il capo della nostra cittadina. E con noi ora ci sono poliziotti di stato che collaborano con noi, prima o poi verrà fuori anche il mio cognome.>>

<<Mi dispiace, Tom.>> disse Giorgio

<<Quegli orrori non devono continuare, il male lo dobbiamo distruggere.>>

<<Hai ragione, basta atrocità su degli innocenti. Noi siamo coloro che anno visto le nostre famiglie trucidare quelle povere vittime, e abbiamo cercato di fermarli.>>

<<In città è pieno di poliziotti, la gente è più protetta da qualche giorno. Hanno mandato anche dei militari, la cosa ora è di dominio pubblico. I federali, lo stato, vogliono a tutti i costi i membri della setta.>>

<<C'è un vero caos allora in città.>> disse Giorgio

<<Si.>>

Il cellulare di Tom squillò, guardò sul display chi fosse e si allontanò dai due.

Bussarono alla porta e d entrarono

<<Signora, ci siamo!>> disse la domestica avvisandoli che Monica gli erano iniziate le contrazione e si erano rotte le acque.

Scesero nei sotterranei e Lulù entrò in sala parto.

<<Ehi, ci siamo.>>

<<Si.ahi!>>

<<Respira tesoro, fai dei bei respiri.>>

Il parto non durò molto, qualche spinta e la piccola uscì. Il pianto della neonata fece piangere di gioia Monica che volle abbracciarsela subito. Lulù per la prima volta vide come era la reale nascita di un figlio, era contenta per Monica ma dentro di se, lo avrebbe desiderato lei un figlio tutto suo. ma tolse quel desiderio oramai tardi per lei e si concentrò sulla bimba.


<<Ehi tesoro, sei diventata mamma. E' stupenda sai, il nonno se ne innamorerà subito.>>

<<Signorina Monica dovrei prenderla, dobbiamo occuparci di lei.>>

Monica diede la bimba all'infermiera che la visitarono e gli fecero un bagnetto prima di ridarla alla sua mamma.Monica venne portata nella sua stanza e messa a letto, poco dopo gli venne portata la piccola che mise vicino a se. Si addormentò sfinita con accanto Giorgio e Lulù che rimasero accanto a lei.


12) CASA DOLCE CASA


Fuori dalla cittadina scovarono una setta satanica nascosta in un casolare di campagna dove trovarono delle persone a pregare Lucifero.Furono arrestati e portati in carcere, con L'accusa di aver ucciso quelle due sorelle e alcune famiglie. Per Lulù e Giorgio era un gran sollievo, anche per Monica che di rasserenò. Oramai la setta era stata scoperta e tutta l'organizzazione fu arrestata, e il dipartimento di stato fece tornare la famiglia nella loro casa.Giorgio si diede d'affare a montare la culla nella stanza di Monica, Lulù sistemava i vestitini della loro piccola principessa nel settimino in camera, mentre Monica allattava la piccola.

<<Ecco fatto! ho sistemato tutto il corredino e i panni della bimba.>>

<<Grazie mamma!>>

<<Ecco fatto anche la culla!>>

<<Grazie papino.>>

<<Tesoro, mettiamo quel fasciatoio nel bagno, cosi Monica gli sarà più facile lavare la bambina. >>

<<Agli ordini tesoro, però stasera... mi darai un premio?>>

<<Insaziabile come sempre, si te lo meriti.>>

La famiglia ora era più serena e tranquilla, la gioia della piccola arrivata, dava a loro una felicità in mensa.Passarono tre mesi, la bambina cresceva ed era in piena salute, erano tutti in salotto quando suonarono alla porta. Lulù andò a vedere chi era e nello spioncino vide sua madre, rimase esitante nel aprire la porta, cosa voleva sua madre? Oramai la setta era stata arrestata. Aprì e la guardò negli occhi senza dirle nulla.

<<Ciao Lulù, come stai?>>

<<Cosa vuoi?>> rispose fredda

<<Ho visto il fiocco appeso, volevo vedere la bambina.>>

<<No!>>

<<Perché? hai fatto quello che ti chiesi?>>

<<Vattene.>>

Monica senti la loro conversazione e andò da loro.

<<Salve signora Murray, vuole vedere sua nipote?>>

<<Monica no!>> disse Lulù

<<Mamma va bene cosi, vuole vedere la sua nipotina. Vostra figlia tra poco sarà a tutti gli effetti la madre di SARAH, io gli farò da baby sitter e un giorno me ne andrò.>>

<<Hai fatto la cosa più giusta per quella creatura.>>

Lulù guardò Monica, turbata.

<<Venga, le mostro la piccola principessa di casa.>>

<<Monica non voglio!>> disse Lulù

<<Non succederà nulla, non ti preoccupare.>>

La signora Murray entrò presa per la mano da Monica che la portò in salotto dove Giorgio la teneva in braccio.

<<E' bellissima! ora potrò morire in pace sapendo che mia figlia è finalmente felice.>>

Giorgio guardava Monica confuso, non sapeva cosa fare e cosa dire.

<<Ok l'hai vista, ora puoi andare via.>> disse Lulù

<<Hai paura che potrei fargli del male? no mi permetterei mai, sono una donna fredda e acida ma sono una madre che a messo al mondo con amore due figli.>>

<<Tra non molto, le pratiche dell adozione, saranno terminate e tua figlia diventa a tutti gli effetti mamma della piccola Sarah.>>

<<Posso prenderla in braccio?>> chiese la donna

<<Certamente! si sieda.>> disse Monica andando a prendere la piccola in braccio a Giorgio.

<<Monica no!>>

<<Mamma non gli farà nulla, vuole tenere la sua nipotina in braccio.>>

Monica mise la piccola tra le braccia della signora Murray che sorrideva alla piccola. Lulù non parlò molto con sua madre, accontentò Monica anche se per lei non se lo meritava. Poco dopo la signora se ne andò felice abbracciando sua figlia che non ricambiò il gesto e non si degnò di salutare Monica e di chiederle scusa delle offese che gli disse.

<<Sei un incosciente! come hai potuto mentirli cosi?>>

<<L'ho fatto per il suo bene, lei ci tiene a te mamma, e ti vorrebbe felice, con una famiglia al completo.>>

<<Sai cosa hai fatto? in lei ai scatenato quel pallino che aveva nella sua testa, ed se viene a sapere che di quello che gli hai detto non è vero, io non so cosa potrà mai farti.>>

<<Che cosa? è una signora anziana! Mamma non ti stare a preoccupare.>>

Giorgio e Lulù si guardavano negli occhi, loro sapevano ed avevano paura di quella donna malefica.

<<Monica, non voglio più che entra in questa casa mia madre, hai capito?>>

<<Ma perché, mamma?>>

<<Ho detto no, e basta.>>disse Lulù con un tono severo, andando in cucina a preparare la cena.



13) INGANNO


Monica andò a ringraziare il capo Tom per L'aiuto che aveva dato, ordinando 10 cartoni di pizza per tutti i poliziotti dentro all'edificio. Ringraziando chiese a Tom se gli avrebbe fatto piacere diventare il padrino di Sarah. Accettò volentieri prendendo in braccio la bambina contento, con i suoi ufficiali che applaudivano festosi.Uscita dalla stazione di polizia, andò a fare un po di scorta di pannolini, quando gli squillò il telefono e vide un numero privato che non conosceva.

<<Pronto.>>

<<Pronto Monica ciao, sono la signora Murray, come stai?>>

<<Chi gli a dato il mio numero?>>

<<Tua madre, è qui in giardino con Giorgio, mi ha chiesto se li raggiungi.>>

<<D'accordo, arrivo il prima possibile.>>

<< Monica, non siamo a casa, ma alla villa.>>

<<Alla villa? quella villa che a venduto?>>

<<Esatto, io l'ho ricomprata. Vogliano farti un regalo, ma non dirgli che te lo detto.>>

<<Certo che no! sto prendendo un taxi, dieci minuti e arrivo. Ma Monica inviò a Lulù un messaggio dicendogli che stava arrivando, per essere più tranquilla.>>

Contenta che Lulù si era riavvicinata a sua madre, Monica salì su un taxi e arrivò alla ex villa di Lulù. Quanti ricordi quando scese dal taxi, guardava la fontana con i pesci, guardava in lontananza il roseto sorridendo, poi si avviò alla porta trovandola accostata ed entrò.

<<C'è nessuno?>> domandò Monica

<<Ben arrivata.>> disse una voce dietro alle sue spalle

<<Oh.. Mi ha spaventato, Lulù e Giorgio, dove sono?>>

<<Non ci sono.>> disse un altra voce dietro alle sue spalle, una voce che riconobbe.

<<David!>> disse Girandosi

<<Ciao Monica, ma guardati, ancora più bella.>>Disse David andandogli incontro.

Monica indietreggio impaurita.

<<No! no, no.>> disse tremando

<<Dammi la bambina, Monica.>> disse la signora Murray

David frugò tra le tasche dei pantaloni e della giacca di Monica sequestrandogli il telefono.

<<Questo non ti servirà più.>>disse David

<<Dammi la bambina Monica!>> disse con un tono duro la signora Murray

<<Perché mi fa questo signora Murray?>>

<<Devi prendere il posto di tua madre.>> disse la donna

<<Non faccia del male alla mia bambina.>>disse spaventata tenendosi abbracciata sua figlia

<<Non ho intenzione di farle del male, quando tutto sarà finito, la piccola tornerà a casa dai suoi genitori.>>

<<Tutto cosa? cosa deve finire?>> disse spaventata

<<Li abbiamo fatti andare noi verso quella setta di ignoranti e volgari. Li abbiamo allontanati noi dalla nostra setta, quella vera! la polizia pensava che saremmo fuggiti? Siamo rimasti sempre qui, nel nostro vecchio nascondiglio, pochi sanno cosa nasconde la villa.>> disse David

<<Anche mio padre era un membro dell'organizzazione.>>

<<No! tuo padre è stato un traditore, insieme a mio marito.>>disse la donna

<<perché io...>>

<< Deve essere fatto, Lucifero ti vuole.>> disse David accarezzandogli il viso

<<Non toccarmi!>>urlò Monica

<<Monica dammi la piccola.>> ordinò la donna

Monica si sfilo il marsupio e diede la bambina alla donna che chiamò una domestica facendola portare via.

<<Vi prego... non voglio morire.>> disse piangendo

<<Devi morire! tu e tua madre mi avete rovinato la vita.>> disse la signora

<<Non ho fatto niente io, non sapevo niente!>> disse urlando Monica

<<Quella cagna di tua madre, andava a letto con mio marito, il padre di Lulù!>>

Monica rimase scioccata, un dubbio che pervase la sua mente, ma non osò chiedere. Distrutta e oramai nelle mani della setta e di David, non reagi più. Si Lasciò trascinare in salotto gettata sul divano. Poco dopo David gli ordinò di alzarsi.

<<Alzati Monica, ti porto in un posto che conosci.>> Disse David

<<No! non vengo!>>disse rifiutandosi di muoversi

<<Su, fai la brava, accontenta il tuo padrone.>> disse David

<<Dove la vuoi portare?>> domandò la donna

<<Voglio divertirmi un po con lei, prima di stanotte.>>

<<Uccidimi adesso! >> disse Monica guardandolo male

<<Hai sentito cosa ti ha detto David? alzati.>>

<<Non voglio...>> piangeva supplicandoli.

Portò Monica nella stanza N 5, dove si divertì a stuprarla. Monica non fiato, rimase in silenzio lasciandolo fare, quelle sue mani che la toccavano non la eccitavano, impassibile sapendo oramai che la sua vita era giunta al termine. I suoi occhi bagnati dalle lacrime guardando il soffitto.

Lulù e Giorgio nella loro casa, stavano facendo l'amore incurante di ciò che stava succedendo a Monica.Godevano divertiti mentre si guardavano negli occhi, felici della loro vita diventata famiglia.


14) LA SETTA


Giorgio si svegliò in tarda serata con ancora Lulù che dormiva affianco a lui. Si alzò dal letto guardò l'orario e andò in camera di Monica, ma vide che non era li. Scese al piano terra e andando a vedere se stava in salotto, ma anche li non c'era e tornò di sopra, provò a chiamarla al cellulare ma il cellulare di Monica risultava spento.Quindi svegliò Lulù che preoccupata continuava a mandargli messaggi e chiamate. Passò una mezz'ora, Lulù ricordò che Monica era andata a ringraziare Tom e lo chiamò.

<<Ciao Tom, scusa per l'orario, per caso è ancora li con voi Monica?>>

<<No. E' passato qualche ora da quando se ne è andata, perché?>>

<<Non è ancora tornata, l'ultimo messaggio che mi a mandato è: adesso arrivo, sto prendendo un taxi.>>

<<A che ora?>>

<<Alle ore 16:20.>>

<<Da me era arrivata intorno alle 15:30, abbiamo parlato un po, fino alle 16:00 poi è andata via aveva da fare delle commissioni.>>

<<Tom ho paura, io non gli avevo mandato nessun messaggio. >>

<<Ok, lo sai che non posso muovermi se non passano 24 ore, ma mi informo in quale taxi è salita, ok?>>

<<Ok.>>

Passò un altra mezz'ora, e i due incominciarono veramente a preoccuparsi. Suonarono alla porta, Lulù corse sperando che fosse Monica, ma era Tom che entrò.

<<Nessuno degli autisti la vista salire, fammi leggere il messaggio.>>

Lulù prese il telefono e fece vedere il messaggio inviato da Monica.

<<Perché scriverti che stava arrivando, se tu non gli avevi inviato nessun messaggio.>>

<<E se non era per me? era per qualcun altro?>>

<<Ok, vado in centrale e chiedo a qualcuno se la vista e mando qualche agente in centro a chiedere ai negozianti.>>

<<Cosa possiamo fare noi?>> domandò Lulù

<<Aspettare che torni a casa.>>

<<No! io la vado a cercare.>>

<<Lulù! lascia fare a noi.>> disse Tom

<<Cosa gli sarà capitato? ho paura Giorgio, e se .... non abbiamo chiamato l'ospedale, se fosse successo qualcosa alla bambina?>>

<<OK, chiamo l'ospedale, tu però stai calma, non ti agitare.>> disse Giorgio

Giorgio gli riferì che non era in ospedale.Passò un ora e Tom, avvertì che stava tornado da loro.

<< Dimmi che l'hai trovata.>> disse Lulù piangendo

<<No. Ho una brutta notizia da darvi, ed io adesso vado a verificare.>>

<<Cosa? Tom.>> disse Giorgio

<<La setta è ancora viva, anno preso quelli sbagliati. Ho paura che l'abbiano presa. Mi è arrivato un messaggio anonimo.>>

<<Oh mio dio..... oh mio dio! mia figlia e mia nipote sono nelle mani di quella setta!>> si mise a urlare Lulù

<<Non muovetevi da qui! io vado a vedere.>>

<<No! io vengo con te! devo venire!>>

<<E' pericoloso Lulù!>> disse Tom

<<Mia figlia e mia nipote sono nelle mani di quelle bestie! Noi veniamo con te.>> disse Giorgio

Convinsero Tom ad andare con lui. Arrivarono davanti ad una stalla abbandonata da molti anni in mezzo alla campagna. Scesero dalle auto e si guardavano intorno, decisero di andare in quella che rimaneva della stalla se c'era qualcuno, ma c'era solo macerie e la stalla vuota. Decisero di tornare alle macchine quando sentirono un rumore provenire da sotto il pavimento della stalla. Tom incominciò a cercare qualche maniglia o una porta o una botola segreta e poco dopo la trovarono. Aprirono la botola, scesero le scale piano piano aiutandosi con un cellulare ad illuminare la via, videro una luce in fondo al tunnel, Tom andò per prima tirando fuori la pistola. Un altro tunnel con delle torce vecchie che si usavano nel medio evo, puzza di muffa e di umido ricoprivano i mattoni della mura. Proseguirono lungo il tunnel ed arrivarono ad un arco ed una stanza. Si affacciarono piano piano e videro la setta che pregava davanti ad un altare, invocando Lucifero, videro dei piedi nudi che si muovevano tra le mani di uno della setta che cercava di mantenerli. Tom entrò in quella stanza urlando.

<<Fermi polizia!>>

Quelli della setta si girarono e videro i tre. Una persona incappucciata gli andò incontro.

<<Vi stavamo aspettando.>>

<<Togliti il cappuccio e fatti vedere in faccia!>> disse Tom puntandogli l'arma

Lulù gli andò vicino e gli tolse il cappuccio e rimanendo costernata

<<Ciao sorellina, ben arrivata.>>

<<Frank? cosa ci fai tu qui?>>

<<Non te lo aspettavi? certo che no, io ho preso il posto di mio padre, tu un giorno prenderai il posto di nostra madre.>>

Lulù rimase allibita e scioccata dalle parole pronunciate da suo fratello, credeva che fosse in un istituto per malati di mente.


15) TRANELLO


<<Capo Tom, metta giù quell'arma.>> disse Frank il fratello di Lulù

<<Stanno arrivando i miei ufficiali, avete finito di far del male alle persone.>> Rispose Tom continuando a puntargli l'arma.

Lulù si girò verso quella donna incappucciata sul altare, continuando ad agitarsi. Intorno a lei altri membri della setta anche loro incappucciati.

<<Liberatela!>> ordinò urlando Lulu alla setta

<<ubbidiscano a me, Io e David siamo i capi che governano questa setta.>> disse Frank

<<David?>> domandò Lulù guardando tutti gli atri, cercando di individuarlo tra di loro.

<<Toglietevi i cappucci!>> urlo Lulù

Ma nessuno osò fare ciò che disse, cosi andò da alcuni di loro sfilandoglielo.

<< Tu sei la figlia della signora Ava! ma non ti vergogni? tua madre è una persona per bene.>>

<< Lei era troppo piccola per ricordarsi di mia madre, ma lei è stata una seguace della setta, seguace del nostro Lucifero, il nostro dio.>> disse la donna

<<Vedi sorellina la maggior parte dei cittadini, è dalla parte di lucifero, sono miei seguaci. Solo tu adesso ti devi convertire nel nostro dio.>> disse Frank

<<No! più tosto morirei, che stare con il male.>> rispose Lulù

<<Slegate mia figlia! è un ordine!>>

<<No!>> rispose suo fratello

Uno sparò proveniente dalla pistola che teneva in pugno Giorgio, colpì uno degli incappucciati.

<<Sfilate quel cappuccio dalla faccia di mia figlia!>>

<<No!>> esclamo con durezza Frank

<<La bambina dov'è? dove avete nascosto mia nipote?>> domandò Giorgio

<<Qui non c'è nessuna bambina.>> disse Frank

<<Non prendermi per il culo! brutto bastardo!>> rispose Giorgio

<<Quando lo saprà la mamma, ti odierà per quello che stai facendo.>>disse Lulù a suo fratello

<<ah, ah, ah! non hai ancora capito vero? tutto questo è opera sua, la sua vendetta finalmente è arrivata.>> disse Frank

I tre si guardarono in faccia sconvolti dalla affermazioni di Frank

<<Dov'è nostra madre?>>

<<Non è qui! sapeva tutto di voi, si è mossa nell'ombra, ed è riuscita nel suo intento.>>

<<Oh mio dio! è opera sua tutto questo! ho permesso che il diavolo entrasse in casa mia!>> disse Lulù piangendo.

<<Dov'è la signora Murray?>> domandò Tom

<< A casa Con David e la piccola Sarah.>>

<<Giorgio uccidili!! devo liberare nostra figlia da li!>>

Giorgio iniziò a sparare su uno, due, tre, persone, colpendole al petto. Lulù andò dalla ragazza liberandola e togliendogli il cappuccio, ma rimase disingannata.

<<Non è Monica! >>

<<No! non è la tua Monica, è una scelta da nostra madre, per essere sacrificata.>>

La ragazza spaventata e terrorizzata, si mise dietro a Lulù per farsi proteggere.

<< Dové mia figlia? >> domandò infuriato Giorgio puntando l'arma contro Frank

<<Non è qui, è a casa con il suo padrone, penso che ormai il rito si sia concluso.>>

<<Dove?!>> urlò Lulù

<<Non puoi fare più niente per lei, oramai sarà già morta, mandata dal nostro lucifero.>>

Uno sparo, che prese in pieno il fianco di Frank, facendolo accasciare a terra, Giorgio gli aveva sparato.

<<Dove sta la mamma!?>> chiese Monica a Frank

<< A casa loro, dove tutto è iniziato e interrotto per colpa tua e della madre di quella maledetta.>>

<<Ho venduto la villa a una coppia.>>

<<ah,ah,ah sciocca! Erano i nostri seguaci, la casa è a nome della madre di nostra madre. la prima ereditaria della città, la prima che iniziò il tutto.>> rideva Frank accasciato a terra perdendo sangue.

<<Maledetti!!>> urlò Lulù inorridita e furibonda.

Lulù girandosi a guardare Tom, vide dei bidoni con un contenuto infiammabile, andò li cercando di gettarlo a terra, ma non vi riuscì. La ragazza guardandola prese coraggio e andò a dargli una mano facendolo cadere, il liquido si sparse per tutta la stanza. Poi andò su un altro contenitore ed anche questo gettato a terra.

<<Lulù cosa fai?>> domandò Tom

<<La cosa giusta da fare, giustizia! per mio padre e per i genitori di Monica.>>

<< Mi anticipo alla villa, fate sparire il male.>> disse Tom a Lulù e ha Giorgio, uscendo dalla stanza.

<<Oramai è tardi sorellina! David l'avrà già data al nostro Lucifero! ah, ah, ah, ah. >> rideva Frank impazzito.

Lulù fece allontanare la ragazza dalla stanza facendola uscire.

<<Vuoi stare con il tuo dio? Ti accontento subito, Frank.>> disse Lùlù con la faccia invelenita

Gli uomini della setta iniziarono ad agitarsi, urlando e cercando di scappare, ma Giorgio e Lulù uscirono dalla stanza e davanti alla porta, Giorgio sparò un colpo a terra, dove si divampò un oda di fiamme.Coloro che rimasero li in quella stanza bruciarono vivi. Lulù Giorgio e la ragazza, uscirono da quel cunicolo andando alla macchina. Videro uscire le fiamme dal pavimento della stalla, facendo un grosso falò, facendo crollare le macerie che vi era della stalla.


16) L'ULTIMO ATTO


Nella testa di entrambi passavano paure e odio per quello che stava accadendo alla povera Monica, alla loro Monica. Giorgio guidava come un pazzo per arrivare più in fretta possibile alla loro vecchia casa, le lacrime gli scendevano dalla paura pensando che sarebbero arrivati troppo tardi per salvarla. Lulù tremava, il respiro affannoso, il suo agitarsi da seduta continuando a balbettare cercando di dire qualcosa.La povera ragazza spaventata, li guardava dispiaciuta non potendo far nulla.Arrivarono alla villa lulù diede ordini alla ragazza di rimanere nella macchina mentre lei e Giorgio scesero. cera la macchina anche del capo Tom ma dentro all'auto non vi era, si indirizzarono alla porta principale quando da Lontano videro qualcuno a terra steso. Corsero, videro Tom a terra pieno di sangue, Lulù si accasciò a terra piangendo, Giorgio si indirizzò subito in casa.

<<Nessuna pietà tesoro.>> disse Lulù a Giorgio, alzandosi e andando anche lei dentro.

Lulù e Giorgio si presero per mano andando verso il salotto dove videro Monica seduta sul divano in uno stato pietoso.

<<Monica!>> esclamo Lulù felice di vederla.

<<Tesoro, dove sono?>> chiese Giorgio

<<Dietro di te!>> disse David puntandogli l'arma

<<Figlio di puttana, io ti ammazzo!>> disse con rabbia Giorgio

<<Spiacente, lo farò io a te.>> rispose David

Giorgio si girò guardandolo male, poi d'un tratto si scagliò addosso a David facendogli cadere la pistola, prendendolo a pugni. David si difese gettandolo a terra, alzandosi gli mollò un paio di calci allo stomaco, e continuarono a lottare uscendo dalla villa fuori in giardino. David iniziò a correre fuggendo, ma Giorgio continuò a ricorrerlo allontanandosi dalla villa. Lulù abbracciava Monica cercando di farla calmare, ma non percepì la presenza di sua madre davanti alla porta.

<<Allontanati da lei!>> ordinò La signora Murray puntando l'arma su entrambe.

<<Perché?>> domandò Lulù

<<Allontanati dalla prescelta.>>

<<Smettila! sono stata da tuo figlio, e mi a detto che non doveva essere scarificata da loro.>>

<<Ho deciso di non farla sacrificare, ma deve comunque morire.>>

<<Non te lo lascerò fare, mamma!>>

<<Monica! alzati e allontanati da mia figlia.>>

Monica la guardava terrorizzata, si alzò dal divano mentre Lulù cercava di trattenerla tra le sue braccia.

<<Faranno del male alla piccola.>> disse Monica a Lulù

<<Mamma, dove la bambina?>>

<<E' di sopra in buone mani. Forza andiamo fuori, tu rimani qui.>> disse la signora Murray a sua figlia

<<No! cosa vuoi fare?>>

La donna non rispose e uscì in giardino, continuando a puntare l'arma su Monica.

<<Basta mamma!>>urlò Lulù

<<Taci tu! vergognati, aver portato il male nella nostra famiglia.>>

<<Tu sei il male! Perché vuoi rovinare la mia vita? io mi sono creata la mia felicità!!>>

<<Felicità? portandoti a letto la madre di quella bambina e farti chiamare mamma da lei?>>

<<Io almeno mi sono costruita qualcosa, tu ai distrutto la tua felicità in famiglia.>>

<<No! non è stata colpa mia, ma di sua madre! la ragazza forestiera bella e corteggiata da molti uomini, compreso tuo padre. Quando entro nella nostra società tuo padre non faceva altro che guardarla ammaliato dalla sua bellezza e dalla sua seduzione che dava agli uomini.>>

<<E' un passato morto mamma! non esiste più!>>

<<No! esiste ancora e si chiama Monica o Sarah, chiamala come vuoi. Sono stata io di far avvicinare Monica in questa città, io ho organizzato tutto. Chiamami pazza, ma non lo sono, stasera metterò fine al passato e tu crescerai quella bambina come una vera madre.>>

<<No! no! ti prego mamma non farlo.>>

<<E' solo un puttanella a cui ti piace andare a letto, ora però devi fare la madre, devi essere una buona madre per quella bambina, insieme a suo padre biologico.>>

<<Cosa?>> domandò confusa Lulù e Monica che continuava ad ascoltare piangendo.

<< Il nostro piano era quello che Monica doveva essere scarificata da David e tuo fratello, ma poi il piano, il mio piano è cambiato. Non fa per te Giorgio, a canto ha te ci vuole un vero uomo, un uomo che comandi la città e i suoi seguaci. Tu sarai la moglie di David e crescerai mia nipote.>>

<<Tu sei pazza! io non starò hai tuoi ordini mamma! Ti farò rinchiudere in un manicomio.>>

<<Di addio alla tua Monica.>>

<<NO! mamma! ti prego no!>>implorava Lulù accasciandosi a terra.

<<Perché non gli dici la verità? digli perché la chiami Sarah.>>

<<No! mamma ti prego! non posso... non è giusto tutto questo.>>

<<Diglielo!! altrimenti lo farò io.>>

Monica continuava a guardare Lulù che piangeva e singhiozzava, cosa doveva dirgli Lulù ancora? quale verità si nascondeva dietro a tutto questo.Se lo ripeteva Monica, che con un filo di voce chiese a Lulù

<<Mamma lo so che lo fai per proteggermi, ma è giunta l'ora di tutta la verità, perché questo odio di tua madre, verso di me.>>

<<Ti prego no...>> continuava a piangere Lulù scuotendo la testa.

<<Glielo dico io.>> disse La signora Murray

<<Va bene! Monica... io l'ho scoperto quando il capo Tom mi diede quella lettera, avevo un dubbio su di te, il perché la setta all'inizio ti voleva, poi David. Mio padre quando ero piccola mi portava dai tuoi genitori, mi parlava di te e mi diceva che un giorno io dovevo proteggerti, ma avevo 10 anni e a quell'età non badi alle parole di un genitore. Poi con il tempo dimentichi e mio padre non mi portò più dai tuoi genitori, non so il perché, con la morte di mio padre la mia vita cambiò. Io non sapevo perché dovevo proteggerti, ora è tutto chiaro.>>

<<Perché Mamma, proteggermi?>> chiese Monica

<<Perché hai avuto due .... padri, Mio padre era anche tuo padre. Papà sapeva che un giorno la mamma si sarebbe vendicata, mi aveva lasciato quella lettera, ma fu ucciso e quella lettera fu dimenticata e nascosta in caso se la setta fosse risolta.>>

I suoi occhi erano fissi su Lulù, guardandola sconvolta, ora capiva tutto.Quel anello che non gli permisero di non toccare più, quel amore protettivo di suo padre, che non riuscì a salvarla dalle mani di Giacomo, facendola allontanare da loro. Sua madre aveva amato due uomini, ed uno si era sacrificato per il loro bene e quello suo. Sorrise Monica sapeva che i suoi due papà l'avevano l'amata alla follia.

<< Non porti rancore signora Murray, da questo passato lei può ancora diventare una donna serena e felice. lei...>> ma la interruppe la donna

<<Io dovevo essere tua madre, ti avrei cresciuta con amore, invece no! tuo padre non volle! e fece scappare i tuoi genitori.>>

<<Puoi ancora farlo mamma!>> chiese Lulù

<<No! Tuo padre mi odiava sai? mi diede la colpa della morte di tuo fratello, non a voluto farmi crescere Monica, aveva paura.>>

<<Di che cosa stai parlando?>> domandò Lulù

<<Avevi un fratello più piccolo, ma non te lo ricordi eri molto piccola vi toglievate due anni di differenza. È morto affogato nella piscina che c'era un tempo in giardino e poi sostituito con il roseto. Io non sapevo che si era allontanato da me, io ero.... arrabbiata perché c'era sempre la madre di Monica in casa con vostro padre, si divertivano a fare le loro orgie private. sono stata messa da parte da vostro padre, perché per lui non ero all'altezza di quella donna.>>

<<Mamma ferma tutto questo, ne io e ne Monica c'entriamo con quel passato.>>

<<Io si! ora toglierò il marcio dalla tua vita figlia mia.>> disse in lacrime la signora Murray

<<Mamma no! ti prego!!>> implorava Lulù

La donna guardò Monica con i suoi occhi freddi e fermi su di lei, Monica sorrise, sapeva che sarebbe stato il suo ultimo respiro e disse le sue ultime parole.

<<Vi amo famiglia.>>

<<Addio.>> disse la donna

UN colpo di pistola che colpi Monica sulla fronte, che cadde a terra. Gli occhi spalancati dal terrore di quella scena e poi un grido di Lulù. Si alzò immediatamente cercando di andare da lei che giaceva a terra, ma sua madre la fermò puntandogli la pistola.

<< Ho compiuto la mia vendetta, ora tu sei l'unica madre per quella bambina.>>

<<Uccidimi! uccidimi mamma! >>

<<Era tutto scritto nel nostro libro, tu sei destinata a stare con David! Toglierà di mezzo Giorgio e tu con tuo fratello comanderete la nostra città, voluta dal nostro signore Lucifero.>>

<<Ho mandato tuo figlio a far compagnia a lucifero.>>

<<Cosa?>> chiese la signora

Tom riprese i sensi, senti le voci di Lulù con sua madre che parlavano, prese la pistola che teneva dentro alla giacca, si girò lentamente e con molta attenzione allungò la mano puntando sulla signora Murray.

<<Ho dato fuoco alla tua setta! ho dato fuoco a tuo figlio.>>

<<No! no!>> urlava la donna piangendo

<<Hai ucciso tuo fratello! mio figlio !!! come hai potuto!!>> continuando a urlare poi si avvicinò a Lulù mettendogli la pistola sulla fronte.

Un altro colpo di pistola, la signora Murray cadde a terra, Tom aveva appena salvato Lulù. La ragazza aveva chiamato la polizia con il cellulare di Lulù che aveva lasciato in auto. Le sirene in lontananza e le luci blu della polizia che si avvicinava alla villa. Lulù si alzò andando di corsa da Monica, la prese tra le sua braccia piangendo, la domestica di quella casa uscì con la bambina in braccio andando da Lulù.







17) LA FORZA DELL'AMORE


Giorgio era disperso, nessuno lo aveva più visto, trovarono il corpo privo di vita di David molto lontano dalla villa. Lulù era distrutta dal dolore, la sua Monica era stata uccisa da sua madre per una vendetta causata dal passato e Giorgio con la sua scomparsa. Che fine aveva fatto? cosa gli era successo? Ora era di nuovo da sola, con una bambina divenuta orfana. Tom fini in ospedale, anche se gli avevano sparato le sue ferite non erano serie, non rimase in ospedale, voleva rimanere vicino a Lulù. Ci furono i funerali di Monica, coloro che l'avevano conosciuta andarono per un ultimo saluto, protetta come sempre dalla polizia di Illinois che gli andarono a dare un ultimo saluto a quella ragazza che avevano protetta per mesi nel cottage.Una ragazza semplice, che amava la vita che cercò di proteggere la sua bambina, come lo ricordarono loro. Povera Lulù i suoi occhi erano nel vuoto, assente con la mente, si sentiva in colpa per non essere riuscita a salvare la sua Monica, un dolore che si porterà fino alla fine dei suoi giorni.Cosa gli rimaneva li adesso? solo un passato che non dimenticherà mai, in una città infernale e maledetta.Fu protetta anche lei dallo stato di Illinois mandata in un posto sicuro con la piccola aspettando che ritrovassero Giorgio e farli ricongiungere. Passò un mese, oramai le ricerche si interruppero, comunicando a Lulù che Giorgio era scomparso. Tom andò a trovarla comunicandogli degli ordini dati da parte dello stato di Illinois.

<<Ciao Lulù.>>

<<Tom... Se sei venuto a dirmi di lasciare perdere le ricerche , no non ci sto.>>

<<Lulù, hanno interrotto già le ricerche, anno fatto tutto l'impossibile per trovarlo.>>

<<No! me lo sento, lui è ancora vivo.>>

<<Ascoltami ciò che ti dico, non puoi piu tornare in quella cittadina, oramai è pieno di persone corrotte e marce, lo sai cosa ti faranno.>>

<<Non lascio Tom, io lo aspetto qui, e ci prenderemo cura della nostra nipotina.>>

<<Domani partirai per l'Inghilterra, nuova identità per te e la piccola, è un ordine dei miei superiori altrimenti ti dovranno togliere la bambina. Dai retta a me, vai via da qui, dai una vita normale a quella bambina. Se troveremo Giorgio vi raggiungerà, te lo prometto!>>

Lulù su buttò tra le sue braccia piangendo, i loro volti sofferenti e sciupati oramai arresi da quella vendetta maledetta.

Il giorno dopo accompagnarono Lulù all'aeroporto incontrandosi con Tom.

<<Ci penso io, a lei potete andare.>> disse Tom agli agenti dello stato di Illinois.

Quando rimasero soli Tom gli diede una busta.

<<Cos'è?>>

<<Un altro passaporto per te e la bambina, scendi dove ti anno mandato, poi prendi un altro aereo, getta questa identità e fai come dico.>>

<<Perché?>>

<<Perché non mi fido, ho paura che siano corrotti anche loro, meglio essere prudenti Lulù.>>

<<Va bene, tu cosa farai in quella cittadina, ora che tutti sanno?>>

<<Ho allontanato la mia famiglia da quel posto, li ho trasferiti in un posto sicuro, poi li andrò a raggiungere tra un po di tempo.>>

<<Abbi cura di te stesso amico fratello.>>

<<Prenditi cura di questa piccola, dagli una vita serena, dagli l'amore che hai dato a sua madre.>>

<<Lo farò Tom, mi dedicherò esclusivamente di questa piccola, farò la nonna come volevamo fare io e Giorgio.>>

Lulù e la piccola Sarah salirono in aereo portandoli alla loro destinazione.

Il tempo passò, sei anni, sei lunghi anni rimasta da sola Lulù. Aveva cresciuto la piccola da sola senza il suo Giorgio, i segni e le rughe erano evidenti sul suo viso, rideva poco e se lo faceva, sorrideva solo esclusivamente per la piccola Sarah.

<<Nonna ti prego, ti prego, andiamo al parco?>> disse la piccola Sarah

<<Hai riordinato la tua stanza?>> domando nonna Lulù

<<Si, come mi avevi chiesto. Oggi al parco viene la mia amichetta Rosy che porta la sua bambola nuova.>>

<<Davvero?>>

<<Giochiamo con le nostre bambole, io porterò il passeggino e le portiamo a passeggio come delle vere mamme!>>

<<Prometti che stasera mangi tutto?>>

<<Promesso! andiamo, andiamo!>> esultò la piccola contenta di andare al parco a giocare con la sua amichetta.

Lulù mise la giacchetta alla nipote e uscirono di casa andando al parco, seduta su una panchina la sua mente ritornava al suo passato ricordando Monica e Giorgio.Un uomo distante da lei in piedi che la guardava, anche esso aveva un volto invecchiato e trascurato. Lulù distolse il suo sguardo da terra, notò quell'uomo con la barba trasandata, i capelli lunghi fino alle spalle, e vestito da uomo di classe. Spalancò gli occhi, iniziò a tremare, si alzò lentamente, aveva paura che fosse solo un miraggio. Si fece coraggio andandogli incontro, lo guardava con gli occhi tristi, gli toccava il volto sciupato che gli sorrideva piangendo anche esso.

<<Non ci speravo più di ritrovarvi.>> disse l'uomo

<<Ho creduto che tu fossi morto! ti avevano dato per disperso.>>

<<Sono stato preso e rinchiuso in una grotta da degli uomini di David, lo ucciso! quel bastardo è morto! mi hanno tenuto prigioniero finché ho avuto la forza di reagire e sono riuscito a liberarmi, sono caduto in una buca profonda e dopo qualche giorno dei contadini mi hanno trovato e salvato. Sono andato alla stazione di polizia da Tom, lui... è morto in un incidente quel giorno che ti incontrò all'aeroporto. Un pazzo non ha rispettato il semaforo e la travolto mentre attraversava la strada. >>

<<Tom! no...>> rimase turbata e si mise a piangere

<<Mi dissero quello che era successo, la nostra Monica.... >>

Si abbracciarono piangendo.

<<Ti ho cercato, ho girato per mari e monti, non mi sono mai arreso, dovevo tornare da te. Circa un mese fa' si presentò la moglie di Tom a casa, nessuno sapeva che lei era tornata in città, aveva saputo che io ero vivo. Mi ha dato una busta e mi a dato le istruzioni che gli diede Tom se gli fosse successo qualcosa, la mia nuova identità con un biglietto aereo per raggiungervi.>>

<<Mi sei mancato terribilmente, ho avuto paura che non c'e la facessi.>> disse lei piangendo

La piccola sara era dietro a sua nonna che li guardava, non sapeva chi fosse quell'uomo che abbracciava sua nonna, Giorgio la vide e la guardava curioso. Lulù si accorse che Giorgio non la guardava ma guardava altro, si girò e vide la piccola con lo sguardo serio.

<<Nonna! chi è questo signore?>> domandò Sarah

Lulù asciugandosi le lacrime sorrise, gli prese la mano e la avvicinò a Giorgio

<<Lui è il papà della tua mamma.>>

Sarah, spalancò gli occhi dalla felicità, si buttò tra le sue braccia abbracciandolo affettuosamente.

<<Tu sei il nonno Giorgio?>> disse guardandolo

<<Si.>> rispose timido

<<Hai visto nonna! e' tornati da noi, è tornato da te.>>

Giorgio si emozionò sentendo la piccola Sarah, se la abbracciò forte sorridendogli.

<<Assomigli alla tua mamma.>>

<<Si, me lo dice sempre anche la nonna.>>

La piccola Sarah scese a terra andando a dalla sua amichetta per giocare.

<<Dobbiamo prenderci cura di lei.>> disse lulù

<<Si, insieme cresceremo la nostra principessa. >>disse Giorgio baciandola sulla fronte e abbracciandola affettuosamente

Una musica proveniente dal bar vicino, una musica conosciuta dai due.

<<La nostra musica, balliamo?>>Giorgio prese Lulù per la vita iniziando a muoversi al ritmo lento, si guardavano negli occhi come se fosse la prima volta imbarazzati l'uno del'altro.

<<Mi vuoi sposare? >> domandò Giorgio

<<si.>> disse imbarazzata arrossendo, mentre andavano dalla loro piccola principessa.



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