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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7 - Romanzo a Puntate

I 7 - parte 54

68 visualizzazioni

11 minuti

Pubblicato il 18 aprile 2021 in Fantascienza

Tags: #amicizia #mistero #mutanti #sesso #superpoteri

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-Andrà tutto male!!- strillò la Canadese osservando lo schermo di quel grosso televisore. Era un bello Xiaomi da 65 pollici e poggiava su un mobile da salotto davvero molto pacchiano.

Il televisore ed il mobile si trovavano in una nicchia del capannone, invaso da ogni genere di cosa rubata principalmente da Valeria ed il Sardo.

Davanti alla nicchia c’era una zona di circa 5 metri per 5 con 4 divani disposti lungo il perimetro segnato da diversi tappeti orientali che rendevano confortevole il freddo pavimento in resina.

L’edificio era piuttosto grande e fino a circa 10 anni prima aveva ospitato un’officina per la riparazione di autocarri, camion e mezzi agricoli, per poi restare abbandonato fino a quando i 7 lo avevano trasformato nel loro “magazzino segreto”.

Era stato scoperto da Tom e la Canadese, un giorno in cui erano a sciare ed avevano deciso di spostarsi dal comprensorio dell’Abetone a quello di Sestola: un gigantesco cartello “vendesi” campeggiava a 3 metri di altezza accanto al grande cancello dell’altrettanto grande piazzale antistante, sostituendosi a quella che un tempo era l’insegna dell’officina.

La coppietta era rimasta molto colpita da quel capannone color crema e col tetto curvo che si trovava lungo la stretta Provinciale immersa nei boschi in una zona praticamente disabitata.

L’acquisto era stato effettuato in contanti visto che non era mai stato un problema, per i 7, racimolare denaro: Valeria poteva controllare ogni tipo di apparecchiatura e di essere vivente e entrare in una banca dopo aver disattivato le telecamere a circuito chiuso e l’allarme e controllare i clienti in modo che stessero buoni e i dipendenti affinché le consegnassero tutto il contante che avevano a disposizione (e casseforti e Bancomat affinché si aprissero) era un gioco da ragazzi.

A chi era intestato il grosso edificio? Ad un prestanome, naturalmente “convinto” sempre dalla Regina delle wunderwaffen.


Uno dei ponti sollevatori era stato mantenuto perché alla Canadese ed a Valeria non dispiaceva sporcarsi le mani con lavori da meccanico sulle auto che avevano accumulato lì; stranamente gli individui di sesso maschile del gruppo, invece, non gradivano farlo.

Oltre alla Alfa Romeo 33 Stradale dal valore stratosferico di circa 10 milioni di euro c’erano diverse “youngtimer” tra le quali una Lancia Thema 8.32 (quella col motore Ferrari), una delle ultime Citroen CX prodotte (presa direttamente in Francia e nella versione allungata, rarissima col suo cambio automatico), una Range Rover Classic (anch’essa tra gli ultimi esemplari prodotti, nel 1996) splendida nella suo color verde inglese e maestosa col suo passo lungo…

Parcheggiata alla perfezione in un angolo del capannone, praticamente nel punto più lontano dalla nicchia con divani e tv e circondata sui lati rasenti alle pareti da rastrelliere piene zeppe di armi, c’era una Volvo Polar, la versione speciale solo per il mercato italiano della mitica 240. Rossa, in condizioni perfette, era stata scelta dalla Diavolessa e dal Capo appena si erano teletrasportati lì come camera da letto personale: avevano ripiegato il divano posteriore, sistemato un materassino gonfiabile al suo interno ed ecco pronta la alcova, con privacy garantita.

Gli altri dormivano sul grande soppalco che si sviluppava nella parte centrale dell’edificio e si trovava ad un’altezza di 5 metri: un tempo ospitava scrivanie ed uffici, ed i 7 ci avevano messo una cucina, un altro salotto e svariati letti matrimoniali...e anche lì tappeti orientali come se non ci fosse un domani visto che la Canadese e Valeria adoravano andare in giro a piedi nudi.

Il capannone dei 7 permetteva tranquillamente di viverci con un discreto grado di confort ed oltretutto l’altezza dell’edificio, il luogo in cui si trovava ed i grossi alberi che lo proteggevano dal sole facevano sì che al suo interno si potesse godere di una temperatura piacevole anche nelle ore più calde dei giorni estivi.

Tornando alla Volvo...sdraiati al suo interno, sul materasso coperto con un simpatico e gigantesco telo raffigurante Pikachu, c’erano proprio il leader dei 7 e la sua compagna pirocineta, abbracciati stretti. Dallo smartphone di lei, appoggiato sul sedile del guidatore, venivano diffuse le splendide note di “amore che vieni, amore che vai”: la procace creatura era una grandissima fan di De Andrè, che aveva scoperto una volta che la gang si era trasferita nel Belpaese, e pure il suo compagno se ne era assai appassionato.

I due erano sdraiati su un fianco, faccia a faccia ed occhi negli occhi: in quel frangente pareva che i problemi non esistessero e che tutta la faccenda di Valeria, Margaritka e del fatto che la memoria ed i ricordi della Prima fossero stati manomessi da Parma su ordine dello stesso Capo e questo stesse facendo vacillare la sua leadership non fossero di primaria importanza.

Lo Zar baciò le labbra della Diavolessa con dolcezza, per poi far scendere la sua mano destra lungo fianco e coscia sinistri della ragazza, e puntare in mezzo…

La pirocineta dischiuse le cosce: indossava un paio di shorts in cotone molto, molto, molto elastico e quindi non fu così complesso, per la mano “birichina” del Capo, farsi strada.

La musica si stoppò di colpo.

I due “piccioncini” alzarono lo sguardo rivolgendolo verso la parte anteriore dell’abitacolo: Demetra era seduta al posto di guida. Era voltata verso di loro e li fissava. Aveva lo smartphone della Diavolessa nella mano destra: era naturalmente stata lei a fermare la canzone.

L’elettroluminescenza bluastra della pelle dell’umana, dovuta alla simbiosi con Jakov, si notava veramente tanto nell’abitacolo della Volvo, molto spazioso ma non altissimo e dall’arredamento piuttosto scuro; oltretutto l’angolo dove la macchina si trovava era piuttosto in penombra (scelta non casuale).

Lo Zar, vedendo improvvisamente la sapiens, tolse di scatto la mano dalle parti intime della partner, cacciando un urletto impaurito poco mascolino; invece la reazione della Diavolessa fu ben diversa: la fissò e fece mutare i suoi occhi da nocciola a rossi, facendole un occhiolino.

-Che ci fai qui?- chiese il Capo e Demetra stava per rispondere ma fu completamente distratta dalla formosa Sintetica capace di generare e controllare il fuoco, che le si rivolse in tono provocante e terribilmente serio: -Ti unisci a noi, tesoro?-

La sapiens non rispose: si trovò completamente spiazzata. Spiazzata...e tentata: sgranò gli occhioni grigi e si morse il labbro inferiore, cercando di distogliere l’attenzione da quei due bellissimi esemplari sdraiati lì dietro e non iniziare a farsi film…

Aveva sempre trovato i 7 tutti sexy, fin da quando li aveva visti per la prima volta. E’ consuetudine che i Sapiens si sentano molto attratti fisicamente e sessualmente dai Sintetici, che erano prodotti con fattezze estremamente sensuali e hanno feromoni dannatamente potenti: attrazione e seduzione sono due armi davvero poderose…


-Sei tentata, vero? Sei tentata ma hai paura che il Sardo sia geloso???-

Demetra si spettinò nervosamente i corti capelli, che assunsero un’acconciatura a spazzola molto sbarazzina. Sbottò: -Il Sardo? Ma che accidenti c’entra lui? Mica siamo sposati!-

-E allora vieni qui, dai… Hai mai scopato con esseri come noi?- -Hum...no...no...- le venne fuori una vocina da ragazzina imbarazzata. La Diavolessa rincarò la dose, continuando ad usare un tono irresistibilmente sexy: -E allora vieni qua dietro e lasciati andare: pensiamo a tutto noi… Ti faremo impazzire: proverai orgasmi talmente forti che non sarai mai più la stessa persona che eri prima...-

-Orgasmi? Plu...plurale?- -Ah già: voi umane non siete tutte multiorgasmiche… Però...però io credo proprio che tu lo sia: vieni qui, che controlliamo immediatamente...-

Demetra sospirò e provò a prendere le distanze sia metaforicamente che letteralmente: si pigiò con la schiena contro al volante per allontanarsi il più possibile dai due e parlò con sarcasmo, provando a non mostrarsi interessata ed eccitata: -Ma tu sei sempre così diretta ed esplicita? E non dovevi essere l’essere più geloso dell’universo????-

Sempre senza toglierle lo sguardo di dosso, la pirocineta rispose: -Io infatti sono gelosa...sono davvero gelosissima… Però sono stata io a chiederti se vuoi unirti a noi: significa che in questo caso la cosa non mi causa gelosia, non trovi? Dai, umana, chi credi di fregare? Non sono Parma, ma non ho bisogno di leggere nella testa degli esseri viventi per percepire che sei davvero tentata… Riesco a percepire un sacco di altre cose, a dir la verità: il tuo cuore sta battendo molto più forte del normale, il tuo respiro è accelerato...tra le gambe sei così calda che dovresti avviare il motore ed accendere l’aria condizionata, perché stai scaldando tutto l’abitacolo...e sei bagnata...diavolo se sei bagnata!!!-

Il Capo provò a raffreddare la situazione: -Amore, perché non la smetti con queste provocazioni erotiche? Da quando la conosci la bombardi 24 ore su 24, in pratica...-

La risposta fu perentoria perché puntò quei grandi occhi rosso fuoco dritti nei suoi, mostrò lui i denti e sussurrò in un modo che lì per lì sembrò quasi scherzoso ma, alla fine della frase, si poté chiaramente avvertire la serietà della cosa: -Tu stai zitto: nessuno ti ha interpellato. Tu sei un mero strumento, in questa situazione...-

Anche la Diavolessa aveva i canini più lunghi del normale.

-Quindi sei seria?- -Certo- -Vuoi fare sesso con me?- -Da quando Acerina ti ha mostrata a noi...- -Perché?- -Perché sei bella: ti trovo molto sexy...ed hai un odore davvero piacevole, per essere un’umana. Adoro il tuo odore...- -E’ per caso una cosa vagamente morbosa, perché io sono molto più debole di te e la cosa ti eccita?- -E’ per caso una cosa vagamente morbosa, perché io sono molto più forte di te e la cosa ti eccita? Comunque, potenziata da Jakov, non sei assolutamente più debole di me...e la cosa ti rende ancora più sexy-

La pirocineta si mise seduta e si avvicinò a Demetra, accarezzandole il viso.

-Prima eri una semplice Sapiens bella, indifesa, giovane, con un odore davvero buono; adesso sei una Sapiens potenziata che ha un alone blu che si diffonde dal suo corpo, che ha mostrato di non essere in soggezione nei nostri confronti ed ha anche già tirato fuori gli attributi...metaforicamente, perché in realtà so cos’hai tra le gambe: sento anche il tuo odore intimo...-

-Finiscila...-

-Dai...vieni qua dietro...ce lo meritiamo un po’ di svago, no?-

Demetra guardò la Diavolessa e poi lo Zar.

La Diavolessa, con quelle iridi rosse ed un’espressione da predatrice, chiaramente si capisce cosa le stesse dicendo; lo Zar non sembrava molto sicuro ma non si era opposto in modo deciso.

La Sapiens ebbe l’istinto di uscire dalla macchina, aprire la portiera dietro e sdraiarsi tra di loro, lasciando che le facessero davvero quello che accidenti volevano…

-Smettila immediatamente- si fece sentire Jakov, direttamente nei pensieri di Demetra.

-Eh? Ma che ci sarebbe di male???- -Non ci sarebbe niente di male; ma non è il momento adatto!- -Sì che è il momento adatto! Siamo tutti sotto stress, è stata una giornata veramente di merda… Me lo merito un po’ di sesso, no? Io non faccio sesso da molto più tempo di quanto tu possa pensare, sai!?- -Circa otto mesi- -Ah già, siamo in simbiosi e quindi tu sai tutto...- -E quel Piero non è stato proprio un granché...- -Assolutamente… Dai...gli altri sono intrippati con i tg: io vado dietro e mi sfogo un po’… Se ti becca male puoi anche lasciarmi per un po’; o se ti becca male che ci sia il Capo posso restare sola con la Diavolessa!- -Non ho preferenze di genere- -Ancora meglio! Fighissimo! Dai...- -SMETTILA: eri venuta qui semplicemente per chiamarli! Sei molto incazzata col Capo, perché quello che ha fatto fare a Valeria è orribile e sta di certo nascondendo ancora molte cose!- -Appunto: resto con la Diavolessa...- -Demetra!- -Non credo che Valeria avrebbe da ridire, no?- -In questa occasione sì: la Diavolessa vuole usare il sesso per distrarti, e magari portarti dalla parte sua e dello Zar!- -Non è vero: ci prova fin da quando mi ha vista la prima volta!- -In questo caso vuole unire l’utile al dilettevole, e rabbonirti!- -Portarmi dalla loro parte? Rabbonirmi? Hum...è sicura di sé, la Valchiria… Un momento: è così brava? Sono così bravi????- -DEMETRA!!!! Ti ho detto di smetterla!!!-

L’inscalfibile coppia (in tutti i sensi) osservava l’umana, che aveva lo sguardo indirizzato verso di loro ma era immobile ed i suoi occhi grigi parevano spenti.

La pirocineta sussurrò in un orecchio al proprio partner: -Deve ancora imparare per bene a discutere con Jakov senza bloccarsi...- e poi, schioccando pollice e medio della mano destra davanti agli occhi della sapiens, mentre con la sinistra le prendeva una mano, esclamò: -Jakov, lasciala stare!!! Demetra...riporta la tua attenzione su di noi!!!-

Gli occhi dell’umana diventarono completamente blu e la ragazza si voltò verso la propria portiera, aprendola ed uscendo dall’auto. La Diavolessa tuonò: -Jakov!!! Sei proprio un guastafeste!!!!!!!!-.

La ex mercenaria resuscitata dalla Canadese si ritrovò, di punto in bianco, fuori dal capannone: l’aria era profumata e all’ombra si stava davvero bene...in lontananza, oltre il cancello del piazzale, una Panda rossa passò placida.

-Hey...come cavolo ci sono arrivata qui?- rifletté ad alta voce l’umana, e Jakov spiegò: -Ho dovuto portarti via: non sembravi molto lucida...- -Portarmi via? Aspetta un momento: tu hai preso il controllo del mio corpo??? Puoi fare una cosa simile???? Non me ne avevi parlato, cazzo!!!!- -Con Valeria non potevo; con te sì...- -Non mi piace affatto questa cosa!!! Non mi piace, cazzo! Hai preso il controllo del mio corpo e mi hai fatta uscire… Sei un bastardo, Jakov!!!-

CONTINUA...



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