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Una storia di Gibatt

Sogno d'inverno

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3 minuti

Pubblicato il 22 gennaio 2019 in Fantasy

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La sua voce aveva il timbro profondo e gutturale, di uomo maturo e cauto.

Riuscivo a sentirlo distintamente nel dormiveglia. Era in sogno ?.

Adesso non saprei dirlo.

In questo momento ho chiaro nella mente del breve dialogo che è intercorso credo... tra me e lui.

Non so proprio perché il tono naturale mi facesse lo strano effetto di una scossa elettrica.

Le cose che diceva all'inizio dello scambio sembravano delle domande, anzi lo erano di sicuro, e poi, via via, assunsero le sembianze di affermazioni assiomatiche, e di intransigente certezza.

Dunque ero lì che dormivo come tutte le notti, nel mio letto, sotto le coperte dell'inverno.

Ad un tratto come un alito di vento, sonoro e lieve, la voce annuncia - Ti sei mai chiesto quanto lontana è la stella che vedi la sera, quando fumi la tua sigaretta sul poggiolo, brillante e vivida di riflessi turchesi, nella notte ?- , - Beh,- rispondo, - So che è lontana anni luce, distanze astronomiche, fuori dalla nostra portata;- e lui, - E quanto distante è invece da casa tua, il giornalaio cui fai visita ogni giorno per l'acquisto del tuo quotidiano... ?- Che domanda mi dico..- Non c'è paragone, saranno due-trecento metri- e lui ancora, - E il tempo che occorre per raggiungere il tuo giornalaio sarebbe maggiore o minore di quello che occorrerebbe per per toccare la stella Sirio ?.

Credo di aver avuto a quest'ultimo quesito una reazione spontanea di riso.

Ma lui manteneva il suo tono serio e pacato e dopo qualche secondo, credo, dice - Prova a pensare, ora, con un'altra testa, non con la tua ma con la mia ( e questo in sogno è permesso e possibile )... prova a riflettere su questo... la volta celeste che osservi con lo sguardo almeno una volta ogni giorno, ti sembra sempre uguale o invece la vedi mutare ogni volta ?-

ancora un altro sorriso da parte mia, però rispondo convintamente, - Certo che no, secondo il mio limitato osservatorio, la volta celeste è immota, vedo il sole e la luna muoversi a secondo dell'ora del giorno o del giorno del mese, il resto è sempre lì nelle stesse posizioni.- A questo punto è lui ad accennare ad un'espressione di divertita e dissimulata ilarità.

- Vedi,- dice -Il tuo occhio è misura di tutte le cose che guarda, lo capisco, però adesso fai uno sforzo di immaginazione... e per un istante prova a pensare che quello che vedi tutti i giorni e tutti gli istanti del giorno, non sia solo la volta del tuo cielo, ma l'Universo tutto.

Fai il tentativo fantastico di raffigurarti tutto, dico tutto l'universo, e tutto nello stesso istante presente in una fotografia- ascoltavo la voce in un crescendo di inquietudine e avevo l'impressione che se di sogno si stava trattando, stava quasi per diventare un incubo. Mi sentivo agitato. Comunque cerco di seguire le istruzioni della voce e così immagino, in questo favorito da pennellature coloratissime che solo in sogno si trovano, di vedere l'Universo tutto in una foto grande quanto il mio sguardo può osservare e abbracciare simultaneamente. - Bene- fa lui, - E adesso dimmi... che differenza c'è tra questa foto che hai davanti e la volta del cielo di cui dicevi prima ?- ,- Mmmh, mi sembra nessuna,- rispondo.

E ancora lui, - Quindi se tutto è immobile e tutte le stelle, galassie e inclusi particellari non visibili, sono lì insieme, sapresti dirmi dove è andato a finire il tempo e il concetto di distanza.. ? Se tutto è lì simultaneamente e gli unici moti rilevabili sono quelli di rotazione ( di un corpo che gravita intorno ad un altro) e di oscillazione ( di espansione e contrazione), l'esperienza del moto lineare ( da un punto ad un altro nello spazio) è e rimane un'esperienza solo tua; relativa solo a voi terrestri. Dal momento che i moti rotatorio ed oscillatorio dell'universo sono apparenti, il moto terrestre e il tempo necessario per effettuarlo sono relativi. Metaforici .. ?...- Ascoltavo queste ultime parole con uno stringente sentore di angoscia. Adesso scopro che non esisto, mi sono preoccupato di sentirmi dire.

Ma la voce, a questo punto, ha come una sorta di interferenza di onde radio e svanisce.

Io mi sveglio del tutto e ...

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