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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine TUTT'ALTRE STORIE

Landscape

(..lettere dal fronte dell'amore).

185 visualizzazioni

4 minuti

Pubblicato il 29 dicembre 2018 in Fantasy

Tags: #Amore #Lettere #Parole #Sentimenti

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Landscape, (..lettere dal fronte dell'amore).

“..il sole del tramonto accende di fuoco i miei pensieri, le mie più intime emozioni, i miei nascosti sentimenti, e mi ritrovo in mezzo a tutto che brucia, così come l’estate brucia tutte le altre stagioni, onde lo sguardo si abbaglia, scoprendo inattese pareti di solitudine. Ah, se solo potessi gridare, forse riuscirei a evitare d’incontrare la mia stessa presenza, come di certe nuvole che vanno nella calma rarefatta del meriggio e che oscurano a tratti il cielo".


"..un lampo, laggiù, un’improvvisa luce. Il grande oceano è là, rigurgitante di flutti e di spuma, eppure non s'ode il fragore dell’onda che s’infrange alla riva, né il pigolio soffocato del gabbiano che viola la linea netta dell’orizzonte, né il battito sconnesso delle sue ali quando s’inabissa – quasi che il vento, maestro fuggevole di fuggevoli accordi, si sia dimenticato di trascrivere sul pentagramma della vita, la nostra musica segreta, le voci dissonanti di noi due smarriti nella tempesta”.

“..allora mi sveglio, e nell’oscurità scopro il tuo corpo caldo accanto al mio, e in te ripongo ogni mio pensiero, fino a che ogni cosa mi cattura ancora una volta nella morsa del piacere e mi travolge, nello spasimo infinito dei nostri corpi. Quando all’improvviso, m'accorgo di non essere più io quello, ma un altro, prigioniero di un mutato sentore che si rivela in qualche modo avverso, e che mi spinge a infrangere ogni mia riposta intenzione. Fino a violare la limpidezza d’ogni più puro sentimento, e ad agire furtivo, brutale quasi, come per un atto di coraggio concepito al culmine del suo adempimento.”

“..perché, mi chiedo, di quest’amore, se amare è correre dietro al vento, chiedere al tempo di fermarsi, al sole di bruciare tutto quello che ci sta attorno. Sono qui che aspetto un giorno come questo, afoso e vuoto, affinché io possa avvolgere il tuo corpo con le mie mani, violare i tuoi angoli più segreti, e lasciarti bruciare infine nella mia stessa voglia – come l’estate brucia insieme a tutte le altre stagioni, tutto di te, il tuo corpo, il tuo viso, dentro i miei occhi”.

“..eccomi dunque, pronto a cogliere ogni tuo respiro, ogni tua volontà di silenzio, ogni tua decisione di stare lontana, come parte inspiegabile di una possibile fine, che mai mi sfiora l’idea di vedere infranti i sentimenti che mi legano a te, e mai mi capita, come in questa notte, di non trovare dove collocare queste mie parole … Se forse dimenticassimo chi siamo, allora... ”.

“..sembra incredibile come il nostro vissuto a un certo punto si allontani da noi in silenzio e per sempre, come finanche i ricordi si dissolvano nell’alone luminoso del tempo, eppure, non c’è bisogno alcuno di chiamarci per nome affinché fra noi avvenga il desiderato incontro, come fossimo l’uno nell’altro corpo uniti, quasi che dietro la facciata apparente delle nostre vite, un destino comune disegni, il cammino che sarà dei nostri giorni”.

“..qui, dove con un preannuncio di gloria inizia l’estate della vita, questo istante ricolmo di possibilità, si fa sostanza concreta, il sangue mio ribolle nel desiderio che in qualche modo cerco di trattenere, vibrante e rilucente nel rosso del tramonto, nel desiderio carezzevole di questo momento, sentire la trama vellutata del passato come sul palmo della mano, e tuttavia fremere sul ciglio dell’abisso piuttosto che gettarmi a capofitto nel futuro, fino a essere saturo del presente”.


“..pensavo mi cercassi per voler dar seguito a quel nostro romanzo, davvero non t’interessa più conoscere la sua conclusione, o forse ti sei accorta che stava sfuggendo alla tua scrupolosa avvedutezza, per cui ciò che vuole essere continuato non andrebbe mai interrotto, mentre ciò che è stato esaurientemente espresso va considerato di per sé una conclusione. Rammentalo, domani potrebbe essere un giorno da ricordare, o forse da dimentare, chissà?”.


“..infiniti pensieri che si alternano in rapida successione, che non riesco a imprimere nella mente, si accumulano in quel vuoto accidentale e contingente che cerco instancabilmente di riempire, ma che solo la mia più intima volontà riesce talvolta a raggiungere all’inseguimento delle tue parole. Allora un desiderio che era nascosto prende corpo in me e mi sospinge verso l’agognata fine, soglia e limite d’una distanza che è del sognare in sé, o che forse è soltanto un luogo del silenzio”.


“ ..quando i sentimenti si acquietano, non ci restano che le parole, le parole danno forma ai nostri pensieri, sono l’unico accesso al nostro mondo interiore … è allora che il momento svanisce, e i bei giorni passati insieme sembrano scomparire nel nulla, come ciò che ci vieta di gioire della piena felicità talvolta è dato dal non vivere la vita che vorremmo, solo quella che ci si aspetta da noi.”


“..eccomi, al margine del sublime e dell’oblio, nell’interminabile scansione delle albe e dei tramonti che si susseguono nel giro interminabile delle nostre lune mettendo fine ad ogni interloquire per restare immersi nel silenzio di un soffitto vuoto, sopra un letto disfatto … E adesso baciami, sarà ancora la tua bocca a darmi la tenerezza che la solitudine mi nega … Parlami, voglio sentire solo parole d’amore, il tuo respiro che mi sfiora, che mi racconti un sogno che s’avvera”.



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