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Una storia di Adaclaudia

La storia allo specchio

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3 minuti

Pubblicato il 11 marzo 2021 in Storie d’amore

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Tutta la storia si svolge attorno a un biglietto che un giovane uomo sta scrivendo all’amata.

L’amata è la figlia di un ricco signore tanto potente quanto feroce nell’eliminare tutti quanti si azzardano ad interferire nei suoi piani.

Per la figlia lui aveva pensato ad un matrimonio col rampollo di una casata cui restava soltanto il nobile titolo di conte: gli averi, il castello con tutti gli arredi erano finiti ai creditori o al monte dei pegni.

L’unica ricchezza, quel titolo nobiliare, faceva gola al futuro suocero che andava cercando le cose più esclusive di cui circondarsi e cosa ci poteva essere di più particolare di quel titolo da lasciare alla figlia e ai nipoti?

I nipoti che a lui avrebbero garantito una sorta di immortalità portando nel mondo i suoi geni insieme al cognome che, con un patto strappato al nobile ormai ridotto alle corde, aveva ceduto su tutto in quella trattativa condotta con cinico sprezzo della volontà di colei che avrebbe subito quel sordido accordo.

Torniamo al biglietto e all’amore per la fanciulla più volte incontrata al mulino del nonno, appena fuori dal paese.

I pressi del fiume, la cui corrente muoveva la ruota che permetteva di macinare il grano di tutto il contado, era il luogo dove ella si recava, scortata dalla domestica che aveva ricevuto l’ordine di non perderla d’occhio con la minaccia, ripetuta ad ogni uscita, di pagare ogni disubbidienza a caro prezzo.

Il coraggio declina al maschile, la fedeltà al femminile ma lei li aveva entrambi e così l’incontro dei giovani divenne consueto aumentando il desiderio di vivere insieme.

Il tempo passava e con l’avvicinarsi del giorno fissato per le nozze le ore sembravano minuti, ma al piano studiato mancava quella certezza del giorno in cui poteva essere attuato.

Era il tempo in cui la carovana dei girovaghi batteva le piazze di tutti i paesi portando un po’ di spensieratezza coi loro spettacoli in piazza.

Il girovago non vuole restrizioni e il passaggio era dato dall’accoglienza ricevuta nei posti dove si fermava di più se i compensi erano un poco più ricchi.

Il passaggio era certo, per il quando c’era solo da attendere.

Affacciata alla finestra che da sulla strada principale la giovane guarda lontano nella speranza di vedere quel polverone che rivela un passaggio di carri.

Un domestico le giunge alle spalle e lei, così assorta nei suoi pensieri, trasale al suono della sua voce:” Credo che questo sia uno scherzo, un ragazzino mi ha dato questo biglietto da dare alla padrona di casa, se vuole la prossima volta lo prenderò a calci!”

Senza dare risposta la giovane, con passo veloce, si dirige alla sua camera ed ora è lì con il foglio che si fa bello riflettendosi nello specchio quadrato.








Ed ecco quello che lo specchio riporta:” Mia amata, il tempo è giunto; questa sera al vecchio mulino passerà uno solo dei carri della compagnia viaggiante.

Ho già preso gli accordi così mi potrai raggiungere con la cara Sofia e insieme ci uniremo al resto del gruppo che nella notte si imbarcherà sulla nave diretta ad oriente”.


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