scrivi

Una storia di Stegia18

Questa storia è presente nel magazine Fiabe, favole e racconti

Riccardo

L'amore incondizionato

453 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 02 giugno 2020 in Storie d’amore

0

L’attimo che ti cambia la vita?

Senza dubbio il primo momento in cui, in sala parto, ho tenuto tra le braccia mio figlio. «Com’è bello!» sono state le parole che mi sono salite alla bocca, direttamente dal cuore. E chissà quante madri l’hanno detto, in quei primi, magici, istanti di felicità. Tuttavia, pur nella semincoscienza del momento ho intuito, nello sguardo preoccupato dell’ostetrica e della dottoressa, che qualcosa non andava. La diagnosi è giunta poche ore dopo: mio figlio ha la trisomia del ventuno.

Ora è cresciuto. Suo padre ed io abbiamo cercato di fargli fare una vita il più possibile normale. Ma no: la sua è davvero una vita speciale!

Quando, da piccolo, andava alla scuola materna le insegnanti mi dicevano che era molto ben inserito nel gruppo: i compagni lo cercavano sempre nei momenti di gioco e nel corso delle varie attività scolastiche, né mai hanno mancato di invitarlo alle loro feste di compleanno o di salutarlo festosamente, quando, insieme, si ritrovavano ai giardini pubblici, perché la sua gioia di vivere e la felicità di avere degli amici era contagiosa e rendeva ogni cosa più bella.

Quando, poi, cominciò a frequentare la scuola elementare le mamme dei suoi amichetti e le sue maestre fecero una colletta e gli regalarono un bel divanetto, completo di cuscino e copertina coi Puffi, perché potesse riposarsi nei momenti in cui, maggiormente, sentiva la fatica scolastica. E, sedersi sul divano con Riccardo, diventò il premio più ambito da tutti i piccoli scolari.

Come tutti i bambini, mio figlio qualche volta è un po’ monello. Ma, se lo sgrido, nei suoi occhi vedo solo il dispiacere di avermi delusa, allora vorrei abbracciarlo e dirgli quanto gli voglio bene. Perciò, mi trattengo solo per non vanificare gli insegnamenti di cui, come tutti i piccoli, ha bisogno per comprendere la differenza tra ciò che è bene e ciò che non lo è.

Oggi Riccardo compie undici anni e il prossimo settembre frequenterà la prima media. Temo un po’ questo inserimento in un nuovo grado di scuola, perché gli adolescenti sanno, talvolta, essere un po’ crudeli verso coloro che intuiscono più deboli. Ma poi lo guardo e mi domando: «Come è possibile non amarlo?» È come una solida, splendida roccia, che brilla quando il sole del tramonto la accarezza.

Mio figlio ha una salute fragile e necessita di controlli medici costanti. Le sue difese immunitarie sono ridotte e anche un semplice raffreddore diventa, per me, una grande preoccupazione. Quando sta male non riesco ad allontanarmi dal suo letto, ogni minuto trasformato in un secolo, in attesa della guarigione, col timore continuo che possa essermi tolto questo grande dono che la vita mi ha fatto, perché lui è un bambino speciale. Riccardo ha un cromosoma in più: il cromosoma dell’amore incondizionato che tutto dona e nulla chiede.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×