scrivi

Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine STORIE INTERESSANTI

Treno Fantasma

91 visualizzazioni

10 minuti

Pubblicato il 13 novembre 2020 in Thriller/Noir

Tags: #fantasmi #horror #leggende #svezia #treni

0

Stazione della metropolitana di “Solna Centrum” (linea 11), con la pietra lasciata grezza in stile “grotta naturale” e dipinta di rosso. Non molta gente sulla larghissima banchina per prendere il treno in direzione del centro di Stoccolma.

Beatrice e Vidar erano in piedi l’uno accanto all’altra abbastanza vicini alle 3 striscioline gialle che indicano la distanza di sicurezza entro cui restare. Lui era immerso nella contemplazione del proprio smartphone e lei intrippata a guardarsi intorno, affascinata ogni volta da quella meravigliosa stazione di cui ormai conosceva ogni millimetro.

Con un vistoso e morbidoso scaldacollo rosa che le nascondeva il viso fino all’altezza degli occhi, ed il cappuccio del giubbotto che teneva occultata la sua chioma corvina, Bea ancora si stupiva della bellezza della metropolitana della Capitale Svedese, pur abitandovi ormai da quasi un anno.

Nata e cresciuta a Malmo, si era trasferita nella Capitale dopo aver ricevuto un’allettante offerta di lavoro. Bea aveva lontane origini Italiane perchè il bisnonno paterno calabrese era immigrato in Svezia nei primi anni ‘50 del secolo scorso, ma lei non lo aveva mai conosciuto perché era morto ben prima della sua nascita. Era stata in Italia diverse volte ma non aveva mai sentito un legame deciso con quella Nazione e, eccezion fatta per le parolacce e qualche frase basilare, non sapeva parlare la lingua del Belpaese; nonostante questo era abituata al fatto che tutti la considerassero e la trattassero spesso come se manco fosse svedese, visti il nome, il cognome e l’aspetto.

Beatrice Perri, 28 anni compiuti da un mese preciso, era piccola di statura, aveva la pelle olivastra ed i capelli nerissimi; gli occhi chiarissimi ed i lineamenti del viso presi dalla madre la rendevano estremamente interessante e anche un tantino vistosa.

Dal canto suo Vidar era fin troppo svedese: alto oltre il metro e novanta era biondissimo, con un incarnato molto chiaro e un viso dai lineamenti duri che contrastavno con dei giganteschi occhioni azzurri dall’aspetto tenero e un po’ spaesato.

Vidar si era occupato dell’inserimento e dell’ambientamento di Bea nell’azienda, quindi i due avevano fatto amicizia fin dall’arrivo della ragazza nella Capitale: lui aveva deciso di ospitarla nel suo grazioso appartamento di 3 stanze in un condominio in stile “casa ringhiera” di Solna, poco distante dal grande centro commerciale e dalla metro: la ragazza viveva ancora lì e scherzosamente (ma nemmeno poi tanto) adorava ripetergli “Non ti liberererai più di me”.

Lavoravano insieme facendo gli stessi orari, vivevano insieme e quindi condividevano in pratica la totalità del loro tempo.

Non era nata una storia d’amore per gusti sessuali incompatibili, ma qualcosa di forse ancor più forte… Vidar per lei era come il fratello maggiore che non aveva mai avuto (Bea era figlia unica, e lui aveva 5 anni in più di lei) e fungeva spesso e volentieri anche da figura paterna (la ragazza era sempre stata una impenitente “babbona”). Per il ragazzone la morettina aveva riempito il vuoto lasciato dalla scioccante scomparsa, 3 anni prima, dell’adorata sorellina.


Bea sorrise sotto allo scaldacollo osservando Vidar così intrippato col telefono: stava leggendo un post da un blog specializzato su misteri irrisolti. Già si crogiolava nel pensiero che, a cena, lui l’avrebbe messa al corrente raccontandole ciò che aveva letto: era uno dei loro piccoli, piacevoli e rassicuranti riti.

Lui le raccontava sempre nuove ed interessantissime storie, lei ricambiava trovando sempre nuove serie tv da seguire e musica da ascoltare.


Si iniziò a sentire vento, vento freddo: chiaramente stava arrivando un treno. Bea si voltò nella direzione da cui arrivava l’aria.

Nè lei né lui avevano un’automobile e si muovevano solo ed esclusivamente con la metro, quindi Bea era decisamente abituata a quell’efficientissimo e rapido mezzo di trasporto; tuttavia provava sempre un infantile senso di leggera eccitazione quando percepiva l’arrivo di un convoglio... Il tipico odore delle ferrovie, il vento che annunciava la metro in arrivo seguito poi dal rumore e, finalmente, il treno che entrava in stazione sbucando dal buio della galleria la mettevano di buonumore.

Vidar la sorprendeva spesso a sorridere in direzione della galleria da dove sbucava il treno che stavano aspettando e le ricordava sempre quanto la trovasse strana; naturalmente però riteneva adorabili certi suoi comportamenti un po’ sopra le righe.

Si iniziò a sentire un sibilo...ed era un suono piuttosto particolare: la ragazza non si era documentata sui vari tipi di treni che venivano utilizzati lungo le linee della città, ma un rumore simile non l’aveva mai sentito.

Anche quasi tutti gli altri presenti in stazione sembrarono notare quel suono inedito e Vidar lasciò perdere ciò che stava leggendo, alzando di scatto la testa e voltandosi rapidamente in direzione del suono, per poi lanciare uno sguardo interrogativo a Bea che ovviamente sorrideva ma domandò anche un incuriosito: -Hai mai sentito un treno fare un suono simile????-.

Il biondo spilungone si piegò e rispose parlandole all’orecchio, perché quel rumore era dannatamente forte: -No: mai sentito prima!!!-

Vidar puntò il telefono verso la galleria da dove stava arrivando il convoglio, attivando la registrazione video.

Il sibilo si avvicinava senza diminuire di intensità e Bea alzò gli occhi verso uno dei pannelli che indicano quanto tempo ci vuole all’arrivo del treno: segnava 1 minuto e mezzo e comprese che quello che stava sopraggiungendo dovesse essere un treno in transito.

-Che strano: non ho mai visto un treno in transito, su questa linea...-

-Staranno provando un...-

Vidar non terminò la frase perché il misterioso treno sbucò dall’oscurità della galleria e attraversò la stazione a velocità davvero elevata, accompagnato da quel sibilo così particolare ed acuto. Era completamente diverso dai C20, i treni grigioazzurroneri col muso aerodinamico in funzione da oltre 20 anni: era in alluminio non verniciato, aveva i musi (le metro hanno muso e coda o due musi? Hanno due musi, dai…) completamente piatti con una porticina centrale davvero stretta e sembrava uscito direttamente dagli anni 70. Bea trovò che il muso del treno, con quei due fanaloni tondi davvero grandi, risultasse davvero molto simpatico.

Naturalmente non è normale, in una metropolitana, che un convoglio attraversi una stazione alla massima velocità e quindi la minuta ragazza dalle lontani origini mediterranee fu colta di sorpresa dal violento spostamento d’aria: Vidar la afferrò istintivamente per un braccio, evitandole un ruzzolone. Quel mezzo così particolare ci mise un attimo a percorrere la lunghezza della banchina e svanì nella galleria: il suo sibilo via via si fece più lontano, fino a divenire impercettibile e solo allora la ragazza dalla chioma corvina fece caso allo stupore dei presenti! Eccezion fatta per una coppietta di turisti ed per un bambino sui 5-6 anni, le persone che avevano visto il treno avevano facce sbalordite e sembravano come paralizzate!!!

-Ma che c’è??? Vidar???? Perchè avete tutti ste facce assurde??? Che era quello strano treno argentato??-

Vidar si scosse con violenza, come se effettivamente una forza misteriosa avesse per un attimo congelato ogni fibra muscolare del suo corpo e volesse riprenderne il controllo.

-Quello...-

-Quello cosa???-

-Oddio...- e si mise le mani nei capelli, con le labbra contratte in una smorfia di agitazione

-Oddio cosa???????- lo incalzò lei, che iniziava a sospettare di trovarsi dentro ad una strana candid camera

-Non può...non può essere...- balbettò lui, con un risolino nervoso.

-La smetti di prendermi per il culo???? Vi siete messi tutti d’accordo??? Era solo un treno, uno strano treno d’epoca, argentato, luccicante e dal suono davvero molto particolare; ma qui sembra che avete appena visto un fantasma o un demone!!!!!!!-

Vidar fece partire il video che aveva appena fatto, tenendo lo smartphone avanti a sé in modo che anche Bea potesse vedere per bene. La ragazza fu colpita dal fatto che la mano con cui lui reggeva il dispositivo tremava un po’.

Nel filmato il treno si vedeva chiaramente e Vidar, facendolo ripartire subito (durava pochi secondi) finalmente le rispose: -Un fantasma? Un demone? Beh...non ci sei andata lontana, tesoro: non riesco a crederci, ma quello...quello era il Silverpilen!!!!-


Un signore di mezza età, che si trovava a pochi metri da loro e aveva un’espressione quasi estatica dipinta sul volto, esclamò: -Esatto: era davvero il Silverpilen!!!!! Non credevo che l’avrei mai visto...-

-Il Silverpilen... Che accidenti è il Silverpilen????- sbottò Bea, che non riusciva a comprendere come mai tutti i presenti fossero praticamente sotto choc solo per aver visto un treno.

-Tu non lo conosci????-

-Vivo qui da solo un anno, non te lo ricordi?????-

-Ma quella del Silverpilen è una delle leggende metropolitane più famose della Svezia!!!!! Bah...allora è vero che sei Italiana!!!-

-Smettila, e dimmi che cazzo ha di particolare sto Silverpilen!!! Se da quella galleria fosse apparso Gesù Cristo a braccetto con John Lennon sareste rimasti meno colpiti!!!!-


Entrambi furono distratti un attimo da una donna di mezza età che iniziò a gridare al telefono, parlando probabilmente con il o la partner: -Non ci crederai: sono a Solna Centrum e mi è appena sfrecciato davanti il Silverpilen!!! GIURO!!!! No, io no...no no, ma un ragazzo lo ha ripreso! Ora mi faccio mandare il video! Te lo giuro: era davvero il Silverpilen!!!!!-

Vidar postò immediatamente il video su tutti i social di cui possedeva un account, e la maggior parte dei presenti volle avere uno dei link.

Quando arrivò il vero treno della metro e si fermò tutti salirono a bordo con espressioni ancora incredule, mentre Bea aveva la faccia vistosamente incazzata perché ancora nessuno le aveva spiegato che cosa avesse di così importante quel treno argentato…

Alla fermata successiva, “Vastra skogen”, tra quelli che salirono ci fu un ragazzo bassino e con i capelli alla moicana che iniziò a guardarsi attorno finché non li vide e corse da loro, eccitato.

Si chiamava Ulf ed era un loro collega, nonché membro della stessa combriccola di amici.

Saltellando emozionato si rivolse a Vidar: -Ho appena visto cos’hai postato!! Come hai fatto a realizzare un video così??? Sembra vero!!!! E perfetto: sembra seriamente che il Silverpilen attraversi la stazione!!! L’ho messo in loop e non riesco a vedere che è sovrapposto!-

-Amico...il video è vero: abbiamo appena visto il Silverpilen sul serio!!!-

-Ma che cazzo dici????? Dai, idiota: che programma hai usato per realizzare un simile capolavoro?-

-Ti ripeto che abbiamo appena visto il Silverpilen!!!!!-

Bea intervenne: -E’ vero!!! Chiedilo a quel signore lì, o a quella ragazza laggiù: è passato a tutta velocità e tutti quelli che erano in stazione son rimasti come scioccati...e ancora sto stronzo non mi ha spiegato perché!!!!-

-Tu non conosci il Silverpilen???-

-No…- rispose lei, accennando un broncio.

Ulf mise su una smorfia assurda e si rivolse a Vidar: -Lei non conosce la storia del Silverpilen???-

-E’ assurdo, ma è così...-

-Ma non mi state prendendo per il culo??? E’ davvero passato da Solna Centrum?-

-Certo!!! Come cazzo hai fatto a non vederlo? Che stavi facendo, quando è passato dalla tua fermata???? Non dirmi che non l’hai visto perché stavi guardando il video che ho postato?-.

Ulf rispose con convinzione: -Guarda che qui non è passato!-

-Non è passato? Che significa “non è passato”???-

-Significa che non è passato! Da “Vastra skogen” non è passato: ti assicuro che me ne sarei accorto, se il Silverpilen avesse attraversato la fermata a gran velocità!!!-

Mentre il treno fermava a Stadshagen Bea, ripreso l’equilibrio perchè a momenti volava per terra poichè non stava arreggendosi ai sostegni, sbottò -Mi spiegate come fa un treno che attraversa la stazione di Solna in direzione del Centro a non passare da Vastra????? Sono in fila, cazzo!!! E’ un treno su un binario, in una galleria decine di metri sottoterra: non è che può sterzare e andarsene via!!!!!-

CONTINUA...


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×