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Una storia di Albert5454

Lo Spitfire giallo.

A volte il fioretto ferisce più della spada.

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3 minuti

Pubblicato il 10 maggio 2019 in Storie d’amore

Tags: #vita #occhi #addio #auto #amore

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E mi dissi quella sera: “Sai, ricorda, a volte il fioretto incide più della spada”.


Lo Spitfire giallo che mi precede su questa strada sembra uscito dal tempo. Conosce come corrompermi usando come valuta la nostalgia. Getta nei pensieri tracce di un periodo vissuto a piene mani. Giornate in cui il vivere era in ogni respiro, in ogni alito di fiato. Sapeva confondere a meraviglia le giornate piene a quelle strane oppure vuote. Questa auto, riusciva a volte a ribaltare la notte e il giorno. Già… il mio Spitfire giallo quasi amato come un figlio in quegli anni ottanta. Era per me traccia viva di quel tempo in cui la gioventù profumava di eternità, pulsava in speranza, annullava il riposo.


In labor quel giorno ero presente, si presente in braccia, gambe e corpo. Ma il cranio sembrava ovattato già escluso e fuggito con la mente da quel luogo. Succedono giornate in cui tu e la tua vita siete l’unica priorità e non è certo una colpa. Il pensiero oscillava spesso quella mattina fra un fioretto ed una scimitarra. Si perché quando hai una decisione in cuore puoi essere leggero nel ferire come con un fioretto, oppure duro, pesante e dirompente come una scimitarra.


Arrivò la fine della giornata ed uscii. Poco distante dall’ospedale quell’osteria dove mi aspettavi. Entrai con passo lieve tranquillo, senza essere l’uragano che poco dopo avresti forse riconosciuto in quanto ti avrei detto. Dovevo andarmene, lasciarti. Perché?... perché era giusto cosi. Ricordo oggi esattamente le parole che ti dissi e devo dire grazie anche a te, Spitfire che in questo tratto di strada mi precedi. Con immagini e sottotitoli mi scorrono nuovamente nella mente le parole di quel giorno oramai lontano, eccole.


"E so che la rabbia accenderà il tuo volto. Tu cosi bella. Sempre a darti un tono con la tua studiata freddezza. Ma sai, attendere i tuoi tempi riesce solo a strapparmi un sorriso. Anni fa forse riuscivo a dare un senso a questo, ma ora risulta inutile che io resti. E poi sai non ne ho più la pazienza e anche la voglia é sfuggita come il sole al tramonto. Anche sul mio viso puoi leggere che il tempo non è più quello dei vent’anni e che tutto cambia. E poi figurati se uno come me può giocare a fare il saltimbanco, per attimi di te, se ci tiene a rincorrerti ancora. Sappi che anche i miei di anni fuggono dalle dita. E tu … e ora…non aspettarmi, non cercarmi perché il mio attenderti, non esiste più".


Le strade si separarono. Non so dove sei e cosa avrai fatto. No conosco come sia stata la tua vita. Chissà se a volte quel mio Spitfire che correva ti è riapparso nella mente. Ricordo comunque la tua rabbia per il mio andar via. Quella rugiada uscirti dagli occhi mentre mi dicesti “Addio giocoliere di parole leggere”.


Il giallo di un veicolo, ora dal sapore antico, ha riportato in me stasera un pezzo di questa vita vissuta. Non ho malinconia né rabbia ma solo il ricordo di quello strano giorno.

Mi resta la gioia di aver usato nelle parole che ti dissi, il fioretto. Albert.


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