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Una storia di Cherope

Bubble gum

(Se piace continuo a scrivere)

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4 minuti

Pubblicato il 26 ottobre 2018 in Fantasy

Tags: #amore #avventura #fantasy

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Conobbi Rachel alle elementari, non eravamo in classe insieme, ma eravamo soliti scambiarci le caramelle gommose sull'autobus di ritorno per casa. É stato facile dunque trovare un pretesto per parlarci di nuovo dopo così tanto tempo, anche se sicuramente lei non si ricorda di me visto che non mi ha neanche guardato per tutta la serata. É diventata una bellissima ragazza, ora, nel fiore della sua vita, a 23 anni;da piccola, mi ricordo fosse molto goffa e a pensarci mi viene quasi da sorridere. Da quando mi portarono via da casa, dopo quello che successe, non ho avuto modo di riprendere il contatto con nessuno, d'altronde, ero troppo piccolo per ricordarmi il cognome della gente in vista di una futura ricerca, e sinceramente l'unica persona che mi è rimasta in mente del periodo infantile è la piccola Rachel. Non per nulla sono tornato dopo tutti questi anni a Bowling Green solo per rivederla, non l'avrei neanche riconosciuta, se non per quel piccolo dettaglio che ha sulla mano: una voglia a forma di mezzaluna, come un tatuaggio. Ci devo parlare, devo raccontarle tutto anche se so già che non ce la farò in questo momento,sono troppo emozionato, non ho mai avuto amici a parte lei : la gente non mi capiva, passavo quindi il mio tempo a lavorare su me stesso per trovare il neo nel mio carattere, mi documentavo, leggevo e guardavo tantissimi film ma questo non mi ha aiutato, allora rimanevo col pensiero fisso su di lei, ci siamo persi in quinta elementare, sono passati ben quindici anni, ma lei è splendente; rivederla mi ha colmato anni e anni di..di nulla, di nessuna emozione, che quasi mi viene da piangere, per la prima volta, dopo che me ne sono andato. Ho troppi pensieri per la testa e se continuo a riflettere lei se ne andrà prima di averci spiccicato parola: ci penserò dopo quando avrò ancora più materiale su cui tessere i miei sogni.

Quindi le vado vicino, forse si è già accorta che la stavo osservando perché sembra quasi intimorita da me e fa per voltarsi. “ Rachel” dico dolcemente. Lei si volta subito e mi guarda fisso negli occhi, forse aspettando che le dicessi qualcos'altro. “Sono Markus”. Non aggiungo altro, lei non capisce ancora. “Scusa, non mi ricordo di te”. Ad ogni modo pare più tranquilla, come se la mia voce l'avesse rassicurata. “ Eravamo a scuola insieme, da piccoli, mi regalavi le Big Bubble”. Ci mette 5 secondi esatti per ricordarsi. Bene. Pensavo peggio. “Markus, non ci posso credere. Sei cambiato totalmente, no scusa, dammi un momento... Cosa ci fai qui? Come...? Come è possibile? Dopo tutti questi anni...?” Di colpo mi sento più leggero, avevo una paura matta che non si ricordasse di me, cosa assolutamente non scontata. “ Ti vedo bene, piccola bubble” Si irrigidisce, forse ho esagerato troppo,d'altronde non ci vediamo da tanto tempo, non posso entrarci subito in confidenza così,con il nomignolo di quando eravamo piccoli. “Grazie”. Risponde. “Ma cosa è successo Markus? Ti portarono via i poliziotti e non tornasti più, nessuno sapeva più nulla di te”

Non ce la posso fare, troppe cose tutte insieme. Ho bisogno di tempo per riflettere, come faccio a dirle tutto così?

“Domani, parliamo domani, ti prego” Dico. “ Sono in ritardo per l'appuntamento con un amico”. M'invento lì per lì: “sono tante le cose da dirsi e preferirei farlo con calma davanti a un buon caffè.

“Vediamoci in questo punto preciso,che ne dici?” “Domani,alle undici.” Le dico, facendo finta di guardare l'orologio per farle capire che sono davvero in ritardo. “Certo va bene!” “Domani non ho impegni...ma dimmi, se non sono troppo indiscreta, con chi ti vedi?” Mi spiazza, non so cosa dire. “Ehm...Non lo conosci, è un amico che è venuto con me” E mentre le dico tutto ciò mi allontano lentamente. “A domani!”





Sono sdraiato sul letto di uno squallido Hotel scelto a caso. Jeff salta fuori dal suo angolino. “Insomma me lo dice o no com'è andata!” mi dice con quella sua vocina stridula. “Non è successo nulla Jeffy, ora lasciami pensare” lo zittisco. “ Va bene signore” “Non posso neanche fare una domanda.” Mugola sotto voce. É il solito brontolone di sempre. Alle volte mi chiedo se Walt Disney non avesse tessuto davvero il personaggio di Brontolo dei sette nani dopo averlo conosciuto.

Le racconto la verità? Ma come faccio a dirglielo, non sta né in cielo né in terra, mi prenderà per pazzo.








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