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Una storia di Parisienne87v

La mia prima volta a Kiev

Storia di una rivoluzione.

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5 minuti

Pubblicato il 25 maggio 2019 in Viaggi

Tags: #viaggikeivucrainaattualitpoliticascrittura

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Ero a Chamonix nel bel mezzo di una delle mie sciate fuoripista quando parlando con la mia guida decisi che sarei ritornata di corsa a Roma con una qualsiasi scusa per partire alla volta dell’Ucraina.
Senza troppe cerimonie ho preparato le valige lasciando un po’ di stucco il mio fidanzato nuovo di zecca che mi aveva portata sul monte più alto per baciarmi meglio…. di un originalità unica il tipo.
Lui ufficialmente mi sapeva a Roma mia madre ufficialmente mi sapeva a Chamonix in realtà ero in un aereo per Kiev.Era il 27 Febbraio e io credevo che avrei avuto davanti a me non poche difficoltà per arrivare a Kiev.In realtà in due ore e mezza di volo e con l’aiuto di amici ucraini conosciuti anni prima in Italia mi sono ritrovata nel mezzo di piazza Maidan.
Avvertivo un freddo sopportabile che si faceva sentire ma non certo temere e la mia prima impressione è stata quella di una piazza danzante nella sua tragicità. Si, danzante perchè l’obelisco che avevo di fronte non era certo tra i più obelischi visti in vita mia ma quell’angelo posto alla sua punta sembrava abbracciare tutta la folla. Era una piazza pronta a tutto.
L’odore di fumo quello si era davvero insopportabile e la mia field jackt verde militare diventava nera dopo neanche due ore dal mio arrivo in piazza. C’erano giovani,vecchi,anche bambini nelle vie limitrofe che erano stranamente calme ma tristi. Sugli scalini delle piazzette adiacenti a Piazza Maidan giacevano fiori,sopratutto rossi,dei papaveri o dei tulipani,lungo ogni gradino erano disposti una fila di lumini anche loro rossi e di ogni altro colore verdi,blu scuro,arancioni,gialli e si ostentava anche un più vivace fucsia. Tanti pneumatici accalcati uno sull’altro pronti per essere disposti a barriera,spesso nere talvolta dipinte di giallo e azzurro come la bandiera dell’Ucraina che sventolava ovunque insieme a quella europea.
Dell’Ucraina sapevo poco ma di diritto internazionale ho sempre avuto la presunzione di saperne tanto quantomeno a sufficienza per capire oggi più di due mesi fa che è stato violato. Non solo è stato violato ma peggio è frantumato.
La sommossa è nata dalla mancata firma da parte di Yanucovich di un accordo di associazione con l’UE,non lo dico io lo dicono gli ucraini,accordo che gli era costato si e no ben tre anni di preparazione e che aveva visto sfumare così la voglia degli ucraini di fare un piccolo passo verso la meta di nome Europa.Ma poco dopo ,la rigidità del Governo filorusso in seguito ad approvazioni di leggi anti-proteste eccessivamente severe,ha scatenato l’ira del popolo che già giaceva seppur silente da tempo. Da una contestazione sono passati a chiedere le dimissioni del Presidente per: <>,dicevano proprio cosi. Perchè era lui il responsabile del sogno europeo infranto. Quella piazza vedeva nell’Europa valori che noi non vediamo più,vedeva la sua ancora di salvezza da un regime che li stava e sta opprimendo. La mia amica era pronta a tradurre ogni “slogan” scritto in latynka uno è rimasto fedele ai miei occhi,era scritto in inglese “I have a dream…Europe”.
Erano i giorni successivi alla fuga di Yanucovich e dell’entrata in campo del nuovo Presidente ad interim Oleksandr Turcynov guardato con diffidenza mi spiegava Olga,la mia amica,in quanto braccio destro( in quanto appartenenti al medesimo partito Patria) della Giovanna d’Arco dell’Ucraina: Yulia Tymoshenko. Una che vanta miliardi di conti in banca sparsi qua e la per l’Europa,tre anni di carcere con l’accusa di corruzione,buona oratoria e tanta furbizia che le ha permesso di arricchirsi proprio grazie al gas. Bene,oggi come oggi nessuno in Ucraina si fida di lei.
In realtà avevo ben chiara la differenza storica tra la rivoluzione arancione e quella che avevo davanti ai miei occhi. Oggi il popolo ucraino non è guidato da nessun politico,almeno ufficialmente,è il popolo stesso che vuole scendere in piazza.
In tutti i giornali avevo letto e continuo a leggere soltanto la descrizione di piazza Maidan,suggestiva per carità,ma suggestiva come qualsiasi scenario di guerra.
Il mio intento era sentire come la pensava il popolo. Dirò una cosa che forse non ti piacerà ma la dico lo stesso perchè è quello che penso:il popolo ucraino è illuso. Non sarà con questo caos che otterranno la libertà morale che tanto ricercano.
I giornalisti dicono: Il popolo Ucraino è sceso in piazza per la mancata firma di un accordo di associazione con l’UE,poi la protesta si è trasformata in una richiesta di dimissioni del Presidente,una volta destituito la Russia ha invaso (negando inizialmente) la Crimea e bla bla bla.Però invece non si dice che tutto questo succede perchè A) le potenze Europee hanno troppi interessi in ballo e agiscono (o meglio non agiscono) con difficoltà e questa purtroppo è la legge del più debole eternamente perdente ; B) l’esistenza di un diritto internazionale con mille contraddizioni ne è dimostrazione lampante il referendum in Crimea.In diritto internazione lo stato successore subisce uno dei quattro fenomeni possibili conseguenti alla modificazione dell’assetto territoriale: successione,smembramento,incorporazione,cessione,fusione. Per la Crimea si tratta di una secessione per incorporazione. Tutto ciò però viola un principio fondamentale in diritto internazionale quello di autodeterminazione dei popoli in particolare investe la violazione esterna di questo principio( forse ricorderete il caso Timor Orientale nel 1995).
E poi le solite scuse che fanno da barriera esattamente come quei pneumatici che osano fare da scudo su piazza Maidan,mi riferisco a Putin che giustifica il caso Crimea paragonandolo al Kosovo.
Forse si è dimenticato un pezzo di storia. Un amnesia può colpire anche lui. Il Kosovo proclamò la sua indipendenza pur difettando del requisito dell’effettività ,fondamentale per un soggetto di diritto internazionale, grazie all’intervento della Nato peraltro discutissima per via dell’uso illecito della forza. E qui c’è un’ altro tassello dolente….il diritto internazionale si fa spesso autogol e non mi metto a parlare del diritto di veto nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite altrimenti ti annoio.
La piazza è nella sua atrocità rappresentata da manichini impiccati che rischiavi di sfiorare con la testa nelle vie di Kiev molto bella ma non sarà un ridicolo referendum ne tutti questi morti a riportare la pace in Ucraina. E’ il diritto internazionale che si è inceppato.


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