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Una storia di Mandibolina

Lettera a mia sorella

01/01/2019

148 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 02 maggio 2020 in Poesia

Tags: #sorelle #vita

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Cara Rosy,

ti scrivo questa lettera oggi, il primo giorno del nuovo anno, perché ne ho bisogno, almeno per fermare queste lacrime che partono dal profondo della mia anima. Sicuramente lo sai che scrivere, per me, è una medicina, non altro. Un tentativo di espellere il dolore che ho dentro.

Questi passati insieme sono stati giorni meravigliosi, perché hanno bloccato il tempo. Però oggi sei andata via e il tempo è tornato a scorrere, insieme ai ricordi. A volte penso che preferirei non avere dei ricordi così nitidi e sereni, almeno, mi dico, non soffrirei così tanto nel riviverli ogni volta che torno a casa.

Sai a cosa ripenso spesso? A quei fine-settimana passati a casa, alle valigie da preparare per tornare in Università, ai soldi che papà ci dava per l'affitto e per le spese, alle polpette che mamma preparava la domenica mattina e ci consegnava in alcuni barattoli di vetro che ora conservano altro, forse dei ricordi anche loro. Ripenso a quei momenti e ci rivedo strette in un letto a guardare quanti più episodi possibile di Lost, prima di entrare in macchina e andar via.

E sai perché penso a quei momenti? Perché quelle non erano separazioni vere e proprie! Sapevamo che a Bari ci saremmo riviste spesso, che, prima di andar a vivere insieme, sarei venuta io da te o tu avresti passato la notte con me, sempre strette in un letto piccolo, a combattere contro le zanzare! Sapevamo che poi saremmo tornate a casa, qualche fine settimana, e avremmo fatto di nuovo scorta delle polpette di mamma!

Ora invece non è così. La separazione di oggi è reale e diventa sempre più netta. Tu torni a Firenze, io a Como, Ninny a Trento e mamma e papà restano qui. Mi manca il nostro "qui". Mi mancano il nostro spazio comune e il nostro tempo condiviso. Mi manca il letto di mamma dopo pranzo, il computer surriscaldato sulle ginocchia, il vento che entrava in camera per condividere la nostra felicità.

Ora lo so che andrò via e dividerò il freddo di una casa vuota solo con me stessa. Lo so che verrò a trovarti tutte le volte che posso, ma andrò sempre via e starò sempre peggio.



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