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Una storia di DomenicoDeFerraro

CUNTO DELL’AMORE PERDUTO

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13 minuti

Pubblicato il 10 luglio 2019 in Storie d’amore

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Di : Domenico De Ferraro




Luogo : Napoli tra piazza Dante e via Toledo, fuori il Bar Della Sport sito in piazza carità , arrivando fin giù i giardinetti pubblici di via Marina.


Tonino un tempo era stato un uomo, forse il sogno di una donna ,un mezzo balordo che aveva vissuto perennemente con la testa tra le nuvole , non era alto , neppure tanto basso, ed aveva un grosso naso , su cui diversi passeri si posavano e di inverno era sempre raffreddato. Aveva pochissimi amici , non perché fosse poco simpatico poiché portava addosso quell’aria di scansafatiche, il fatto che lui non si fidava di nessuno è sperava sempre che il mondo , cambiasse da un momento all’altro ed uscisse finalmente da quella crisi mistica, economica. Sperava che da un momento all'altro comparisse un nuovo messia. Tonino gli piaceva bere vino di prima mattina , ed amava perdutamente una donna che abitava a Mezzocannone che si chiamava Angelina e faceva la donna di servizio in varie case altolocate . Di sera ella invece frequentava vari locali alla moda di Napoli ove si esibiva come sciantosa . Angelina non era assai bella ma formosa lo era ed aveva quel non so che ti cattura al primo sguardo e ti trascina con lei verso mondi et avventure sensuali , verso una storia a lieto fine ove l’amore trionfa sempre . Tonino la desiderava assai ,l’inseguiva con il pensiero ed aspettava che il sole se ne andasse a dormire per vederla il giorno dopo , la sognava seduta sopra ad un letto di fiori , sopra una morbida nuvola, mentre il vento lo portava lontano da ogni vessazione ed afflizioni . In un canto che ride agli ultimi e ti fa star bene dentro . Tonino piange il suo amore , si dispera , fa cape e muro contro un ricordo che emerge da quella ferita amorosa , mentre Angelina se la spassa tra le braccia di un altro. Angelina che balla nuda con un capello in testa , circondato da dieci forzuti negroni. Orribile incubo che perseguita Tonino che si gira nel letto piangente con il cuscino sopra la testa, sogna, suda , vorrebbe morire non essere mai nato e con l’ali della fantasia , vola via , portando con sé Angelina in un luogo sicuro , lontano dal male, dalle dicerie che l’incorona regina ,signora della sua misera vita .

La vita è una mano che lava l'altra, a volte crudele lama che affonda nel cuore ferito , una offesa che conduce alcuni poveri uomini su l'orlo della pazzia . In momenti che non hanno significato , forme astratte dove si concentra il nostro pensiero in una ricerca spasmodica di ciò che noi siamo agli occhi di chi amiamo. Il tempo giunge a cambiare il nostro vivere è conduce ogni essere, verso qualcosa di inconoscibile una tabula rasa , un senso estraneo ,un enigma che persegue una logica astratta ove tutti possiamo dire d’essere santi ,angeli o demoni o di aver partecipato all'ultima cena. Cosi da farti sentire discepoli, fratelli in una fede che ci condurrà verso una effimera salvezza . Un utopia , che non ha certezza d’esistere ,forse tutto solo una gran sciocchezza, forse un errore che persegue la verità dei fatti . Ed è quello che accade a Totonino un bel giorno mentre sedeva sotto un albero e sognava la sua Angelina, la sua amata , quell'angelo di luce che l'avrebbe condotto un giorno in paradiso in mezzo ai santi a cantare Alleluia, alleluia .

Tonino sperava di poter cambiare il mondo. Essere lui quel messia atteso da tanti secoli. Un nuovo santo, un grande filosofo uno che avrebbe cambiato la faccia della terra. L'avrebbe resa migliore , più vivibile una terra, libera da falsi ipocriti politici, senza furbetti del cartellino, senza croci , senza pecore nere, senza un diavolo per capello. Sognare è lecito, come correre nei sogni altrui , correre incontro una fallace felicità, una favola bella che illumini la mente è renda sereno il viaggio intrapreso. Cosa aveva fatto di male Tonino , cosa voleva dimostrare con i suoi tanti sacrifici, con l'amare Angelina , con il ridere ed il vivere che lusinga gli ultimi li rende schiavi del piacere , di una filosofia senza anima, senza fine. Filosofie futili , bugie, forse tutto un grande sciocchezza, scoprire la verità che in noi, la verità che ci rende libero dalla società , ci rende schiavi di un sistema corrotto. Tonino amava Angelina a tal punto da impegnarsi una colonnina d'oro , regalo di un suo amico d’infanzia e partire alla ricerca di un isola felice dove condurre la sua Angelina e renderla regina dei suoi sogni. La colonnina dopo poco tempo che l'ebbe venduta risultò essere rubata , la prova di un terribile delitto, un pezzo mancante di una refurtiva mai ritrovata , una rapina ai danni di una vecchietta dei quartiere spagnoli. Un indagine che gli agenti avevano condotto, mostrando la foto per tutta Napoli. Dopo aver girato per tre giorni tra accattoni e rigattieri , tra chi vende l'oro , chi lo compra, chi lo ruba, chi lo smercia. Il povero Tonino fini cosi per essere un ricercato anzi un pericoloso ricercato , un assassino crudele che sgozzava le vecchie nel sogno per rubare le collanine d'oro.

Questo emerse sul conto del povero Tonino ignaro di tanti pettegolezzi , intento a cercare un isola felice dove poter condurre la sua Angelina che fu subito interrogata dal maresciallo Angelucci un padre di famiglia , tanto grasso che faceva schifo a guardarlo, con un perenne strano odore addosso, sempre sudato, rosso come un peperone. Il maresciallo Angelucci aveva una zia suora che era stata beatificata nel lontano duemila durante il giubileo. Venne fatta beata e create tante piccole immaginette della sua povera zia tra fiori ed angeli . Ora il maresciallo, quella immaginetta la portava sempre con se . Quella ragazza che aveva davanti a sé in quell'assolato pomeriggio , lo faceva sudare come un porco. La ragazza gli stava simpatica anzi avrebbe voluta mandarla via subito ma la legge è legge ed il maresciallo Angelucci la interrogò per diverse ore. Angelina si fece dire tutto quello che sapeva di Tonino dove fosse e che tipo poteva essere . Se l'aveva sentito e da quando lo frequentava. Angelina rimase muta per mezz'ora poi scoppio a piangere e confessò che aveva fatto l'amore con diversi creditori, conoscenti e compagni di Tonino che lo volevano morto , perché gli doveva molti soldi e favori mai ricambiati.

Angelina poverina piange e confessa le sue colpe, mentre il maresciallo Angelucci si beve un caffè , ripensa alle parole di sua zia suora che l’ammonisce. Angelucci fai il bravo ,aiuta il prossimo ,non ridere alle spalle degli indifesi se puoi non gettare la chiave nel fossato dove stanno i coccodrilli. Povera Angelina ancora frastornata , il trucco si scioglie cola lungo il viso, il rossetto si sbianca, il rimmel scende come una lacrima leggera giù verso il mento , gocciola sul suo prosperoso seno. Gocciola sulle braghe del maresciallo che la consola dicendogli : non si preoccupi tutto prima o poi verrà a galla, ogni peccato sarà perdonato, ogni delitto sarà punito.

Tonino intanto continua a girare il mondo, ad andare lontano cosi lontano dove non si conosce la fine, dove non si conosce il limite precostituito , và cosi lontano che un bel giorno lo vedono sulle montagne della luna che vuole comprare un pezzo di meteorite da un marziano di passaggio, un altro giorno lo rivedono in Cina insieme ad un gruppo di Finlandesi che vuole comprare un pezzo della grande muraglia .

Verso il duemila diciassette appare tutto ad un tratto in televisione. La sua immagine fu trasmessa nel telegiornale delle sette che declamava dei versi per la sua Angelina. Il santo padre commosso da quell'amore cosi carnale fece recitare una preghiera per quella pecorella smarrita in tutti i conventi della bassa Italia.

Il fatto che ognuno possa diventare santo , non mette nessun veto al personale percorso individuale . La santità non è un optional, un accessorio di una macchina da corsa e quella santità che aveva conquistata la zia del Maresciallo Angelucci fece scattare la molla d’ invitare a casa sua Angelina a pranzo. Cosa che fece andare su tutte le furie la moglie del maresciallo Angelucci , la signora Caterina che gli disse in faccia di cosa pensava di quella svergognata, senza morale, senza mutande e con una gonna troppo corta. Ma chi siamo noi e come potremo mai far cambiare idea al nostro prossimo su ciò che siamo su ciò che rappresentiamo. Angelina a pranzo dal maresciallo Angelucci mangiò ogni cosa preparato con cura da sua moglie bevve due bottiglie di vino e alla fine del pranzo rutto cosi forte che Tonino di passaggio sopra un altopiano della Siria sembrò udire la sua voce. L'eco di quel suono cosi soave venne dal vento , corse sulle onde del mare per giungere alle suo orecchie.

Cosa siamo noi in vero ? cosa rappresentiamo in questo universo metafisico. Il povero Tonino, un uomo che aveva sempre sofferto tanto nella sua vita , aveva mangiato sempre pane e merda, pane e bestemmie, pane e cane ed era stato prigioniero in una guarnigione di arabi musulmani filo palestinesi , amici di Stalin e aderenti alle teorie nazional fasciste di Benito Mussolini. Il poveretto incatenato come un cane ad un palo, dovette bere non so quanti litri di olio di ricino che durante poi la sua vita di quella che gli rimase, evacuo per diverse volte l'animo e tutto quello che aveva sognato. Ma l'amore per Angelina rimase sempre chiuso nel suo cuore, intatto ,immacolato anche se il suo stomaco era sempre vuoto causa dell'olio bevuto.

Una sera d'estate una stella passò vicino la terra. La sua scia trascinò con sé un poveretto senza fissa dimora , la stella cadente corse incontro le altre stelle del cielo , corse fino verso la morte poi verso Marte. Nel cadere la stella illuminò Tonino prigioniero del suo destino , dei suoi mostri , fece si da mostrare chi era veramente Tonino, un Dio antico senza nome , senza patria .E quando ritorno in sé , andò in cerca di Angelina che intanto era diventata cameriera in casa del maresciallo Angelucci e poiché non si dica che il maresciallo non aiuta i diseredati, gli ultimi, chi ha bisogno. La moglie gli rammenta mentre và a dormire con lui , coricati nel loro letto gli ricorda che il suo stipendio non basta a sfamare le tante bocche in casa , circa trenta migranti provenienti dal Sudan e quattro donne in attesa di un bambino. Per non aggiungere al male , che ci sono in casa oltre agli immigrati , tre cani e quattro pappagalli e che Angelina la vista far l'amore con uno assai strano con un cicatrice sul viso e che lo gli ricordava scarfage. E che la deve finire di portare strani uomini in casa sua che non c'è posto più per ospitare gente. Che i loro tre figli Antonio e Luca ed Emilia stanno imparando un sacco di male parole da quella strana gente, che lui continua ad ospitare in casa in nome della santità della zia defunta suora e se non la finisce, lei chiede il divorzio se ne ritorna a vivere dalla madre e si dimentica pure delle grazie ricevute dalla zia beata che tanto i santi non fanno miracoli con lo schiocco delle dita e che le bocche da sfamare sono parecchie e lei non c'è la fa più a sopportare nessuno.

Cenzino il barbone della ferrovia che aveva visto Tonino su Marte, in mezzo di una banda di marziani. Si mise a raccontare di nascosto quella strana storia ,che mai nessuno avrebbe creduto che se letta avrebbe stravolto il mondo intero , così che la rese tanto bella e tanto veritiera che fu pubblicata dopo diversi tentativi sul mattino di Napoli. Acclamato dalla critica fu chiamato a Milano dal Cavaliere Berlusconi che gli diede un ufficio tutto suo , dove poter scrivere altre storie di quel genere. Cenzino fece delle accurate ricerche per ritrovare Angelina ma soprattutto, attese impaziente che Tonino ritornasse da Marte, anzi che venisse rilasciato da quella banda di furfanti del pianeta Marte. Per questo pagò un astronave che doveva andare di li a poco passare per quelle parti , una borsa piena di denari per pagare il riscatto . Tonino venne rilasciato tre anni dopo , ritornò a Napoli che era magro come un chiodo e non ricordava più dove era stato, ne tanto meno chi fosse stato prima. Fini per andare a dormire anche lui nella sala d'attesa della stazione centrale di Napoli. La notizia del ritorno fece il giro della città e del mondo ed apparve su repubblica e fu anche riferita nel telegiornale delle otto del terzo canale. Cenzino quando seppe del suo ritorno , non stava più nella pelle corse a Napoli ad abbracciare l'amico . Mentre Angelina si fece tanto bella , cambiò colore dei capelli da castani a rossicci e si mise pure il vestito buono chiese il permesso alla sua padrona la moglie del maresciallo Angelucci di per poter avere uno o due giorni liberi. E parti alla volta della stazione centrale incontro al suo vecchio amore.

Bello , cosi bello da non crederci , come nelle favole tutto poteva accadere. Tonino cambio , si riprese la sua vita e la sua amata che a vivere senza la sua Angelina , sarebbe morto di certo. Forse saremmo rimasti assai deluso sul conto dell’amore in genere , se non avremmo mai saputo della sua incredibile storia raccontata da Cenzino ex barbone della ferrovia con il plauso del cavaliere Berlusconi e di sua eccellenza cardinal Paoluccio.

Sarebbe stato veramente una crudeltà sapere dei due defunti , lei una stella caduta dal cielo con tutte le sue lacrime, con tutte le sue calunnie , con tutto l'odio accumulato in questa vita. Avremmo seguito il carro funebre dove le due bare unite nell’ eterno viaggio verso un terra promessa , verso un loculo municipale , verso un pezzo di terra, che avrebbe custodito per sempre quel loro amore , quella vaga illusione del vivere che risveglia in noi il senso del bello, ci fa riflettere ci porta tra le altre stelle insieme a Tonino. Insieme al maresciallo Angelucci beato anche lui con sua zia santa tra i santi del paradiso che ride dall’alto del paradiso di noi poveri umani in lotta in questa vita mediocre in questo lungo sogno che nasconde sortilegi, misteri , parole mai dette , amori senili , simili a fratelli e sorelle.

A dispetto di ogni male e dicerie Tonino sposò Angelina il quindici d'agosto tutti gli invitati e furono davvero tanti , portarono agli sposi numerosi regali , perfino chi aveva tenuto prigioniero il povero Tonino lassù tra le stelle. Il capo fu cosi clemente che scese sulla terra con una astronave tirata a lucido con tanto oro, gemme preziose, tanti rubini quanto pesava . Cenzino fu incoronato poeta ufficiale dalla Mondadori mentre Angelina raggiante quel giorno con un lungo spacco lasciò intravedere la sua parte migliore che un signore impiegato alle poste fu arrestato per tentata violenza carnale.

Storie ,finzioni , leggende, parole crociate , continuano a correre tra i righi del mio taccuino , nel vento dell'estate corrono sulle onde del mare , appaiono tra i sorrisi dei bagnanti, negli amori giovanili . Tra stelle ed universi fantastici ora fuggiamo dal nostro quotidiano dire, armati di tanta pazienza di tanto credere, seguiamo il corteo che ci condurrà in chiesa ad assistere al matrimonio di Tonino ed Angelina. Li son tutti presenti, seduti in prima fila i benpensanti e le malelingue , le persone importanti che non hanno mai contato nulla nella vita dei due novelli sposi, il sindaco ed il presidente il giudice ed un romanziere il vecchio amico di Tonino, l'orco della fiaba mai raccontata , l’ennesimo amante segreto di Angelina. E la in ultima fila tra i santi ed i dannati tra i musici con la chitarra ed il trombettista che fa un assolo che ti fa venire la pelle d'oca. C’è tutta l’umanità redenta, raccontata in questa storia che si congiunge alla nostra vita, alle nostre colpe di uomini e donne. Ed inseguendo questo eterno lieto fine , inseguendo il bene che scaturisce dal nostro male , dal nostro amore , noi siamo , non siamo e senza volerlo facciamo parte integrante di questa storia fantastica che trascende il nostro concetto di essere umani , molto simile al nostro divenire uomini liberi.



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